
Mario Esposito
Verona — Tra gli stand più sorprendenti dell’edizione 2026 del Vinitaly, uno in particolare ha attirato l’attenzione di visitatori, esperti e giornalisti: quello di Calabria Wild Wine, l’associazione non profit che da anni si dedica al recupero, alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità viticola calabrese.
Durante la giornata inaugurale, lo stand ha ricevuto una visita speciale: il direttore Luca Telese, presente in fiera per una serie di incontri e approfondimenti sul mondo del vino italiano. Telese, dopo aver ascoltato la storia dell’associazione e osservato da vicino alcune delle varietà recuperate, ha espresso un giudizio entusiasta.
«La Calabria ha un tesoro nascosto nella sua biodiversità viticola, e questa associazione lo sta riportando alla luce con un lavoro straordinario», ha dichiarato Telese, definendo Calabria Wild Wine “una delle realtà più autentiche e sorprendenti del Vinitaly 2026”.
Le parole del direttore hanno dato ulteriore visibilità a un progetto che negli ultimi anni ha saputo unire ricerca, tutela ambientale e divulgazione culturale. Calabria Wild Wine, infatti, non si limita a salvare antiche varietà: racconta la storia millenaria del vino calabrese, organizza eventi, collabora con ricercatori internazionali e invita i cittadini a segnalare vecchie viti da preservare.
La presenza al Vinitaly rappresenta un passo importante per un’associazione che sta contribuendo a riscrivere la narrazione della Calabria del vino, mostrando al grande pubblico un volto nuovo: selvaggio, autentico, profondamente legato alla terra e alla sua memoria genetica.
Con l’attenzione mediatica ricevuta e l’apprezzamento di figure di rilievo come Telese, Calabria Wild Wine si conferma una delle realtà più promettenti nel panorama vitivinicolo italiano contemporaneo


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