Le interviste del lunedì

14 marzo 2016
Bassolino: «Il Pd ha truccato il voto, ho vinto io le primarie»

Antonio, come va?
«Benissimo, perché, non si vede?
» Sei nell’ occhio del ciclone!
«No, sto facendo una battaglia di principio. Una battaglia costituzionale, se mi consenti il termine».
Hanno detto che Bassolino è depresso per la sconfitta.
«Al contrario. Sono entusiasta per la nostra vittoria, e per tutto quello che sta accadendo dopo».
Vittoria?
«È come la vuoi chiamare, contro tutto e tutti? Sono deluso e arrabbiato – proprio per questo – per il tentativo di falsare il risultato, e mi batterò fino all’ ultimo momento utile nella speranza che il Pd rinsavisca».
Non getta la spugna?
«Non mi passa minimamente per la testa».
Hanno detto: sabato Bassolino ha riunito i fedelissimi per farsi rassicurare.
«Ah ah ah…».
Prego?
«Mi sembra che si perseveri nell’ errore».
Cioè ?
«Sembra che il gruppo dirigente del Pd napoletano, e diversi dirigenti di Roma e anche di Palazzo Chigi, non abbiamo capito proprio nulla di quello che sta accadendo intorno alle primarie di Napoli».
E cosa sta succedendo, allora?
«Almeno tre cose: la prima è che sabato, all’ Augusteo, per la manifestazione che abbiamo organizzato, c’ erano un numero di persone enorme, più di 2.000 dentro, e tante altre fuori».
Tante?
«Credo che siano molte di più degli attuali iscritti del partito a Napoli!».
E la seconda cosa?
«Questa vicenda dei brogli, degli euro, dei voti inquinati dai capibastone mobilitati per portare ai seggi persone che nemmeno sapevano chi votavano, si poteva trattare in tanti modi. È stato scelto il peggiore».
Cioè ?
«Far finta di nulla. C’ è un ricorso che pone un tema serissimo, oserei dire costituzionale, sulla correttezza del voto. E loro che fanno? Rispondono con un giochino da azzeccagarbugli. Anziché affrontare il problema politico, insomma, si rifugiano in un volgare codicillo per cui dicono: purtroppo il ricorso è arrivato tardi! Ma si può?».
Loro chi?
«Prima dell’ affrettata decisione locale la farsa del codicillo è stata ampiamente annunciata dal presidente dell’ assemblea nazionale del partito. Mi dispiace molto».
Terza cosa?
«La più importante. Non hanno capito, credo, quanto male sta facendo al Pd questa vicenda. Un pessimo spettacolo».
Anche fuori dalla Campania, intendi?
«Soprattutto, direi. Le primarie inquinate, non sono un problema di Antonio Bassolino, e non sono nemmeno un problema napoletano, o un caso locale. Sono una macchia a livello nazionale. Una cosa che fa perdere consensi in tutta Italia».
Come successe quando le liste con inquisiti per le Regionali in Campania fecero perdere la Liguria?
«È chiaro che se i vertici nazionali fanno finta di nulla, molti iscritti, simpatizzanti ed elettori del Pd si chiedono: ma come è possibile?».
Però loro dicono: adesso Bassolino fa un po’ di ammuina. Poi, siccome è un uomo di partito troverà per forza un accordo.
«Continuano a pensare alle beghe di corrente, e non a Napoli. Io invece non sono interessato alle beghe, ai patteggiamenti, agli accordicchi e penso solamente al bene di Napoli».
E quindi?
«Io sono in campo. Attendo che esaminino il ricorso e cancellino la vergogna dei voti truccati. Se non lo fanno resterò in campo».
Questo cosa vuol dire esattamente?
«Lo vedremo giorno per giorno. Ma intanto sono qui, e continuo la mia battaglia di legalità».
Sabato, nella manifestazione al teatro Augusteo Antonio Bassolino ha fatto un bagno di folla e un comizio come ai vecchi tempi. L’ ex sindaco ha spiegato che non farà passi indietro nella sua battaglia per chiedere l’ annullamento dei voti inquinati con cui – a suo parere – Valeria Valente, candidata della segreteria nazionale, ha vinto illegittimamente le primarie per la candidatura a sindaco di Napoli. Bassolino, se possibile si sente più forte di prima: «Siamo i veri vincitori politici e morali di quella consultazione. Se ricontano i voti risulteremo anche i vincitori matematici. Non stiamo facendo una battaglia di potere, ma contro il potere.
Una battagli di democrazia che vuole salvare la politica. Se i vertici del Pd rinnegano le primarie rinnegano se stessi».
Scusa, Antonio, ma tu sai cosa dicono la Valente e i suoi: tutta questa per pochi euro! «Mi pare sinceramente ridicolo: quindi il broglio da un euro, o da dieci, è diverso da quello da cento?».
Loro sostengono esattamente questo: inezie, dicono.
«Ogni manipolazione è grave. L’ idea che sia possibile portare gente a votare senza che sappia cosa vota è gravissima».
Lo dici per i video?
«Non solo. Ma oggi mi chiedo: se non ci fossero stati i ragazzi di Fanpage.it, avrebbero detto che era tutto regolare? Quei video, e i tanti casi che abbiamo documentato nel nostro ricorso, ci dicono che ci sono stati interi seggi in cui il voto non è stato regolare».
In che senso?
«C’ è una legge, anche quella nazionale, che dice: quando si vota, nessuno può fare propaganda a meno di duecento metri dai seggi. Qui abbiamo le immagini di esponenti di partito – anche transfughi di centrodestra! – che dicono alla gente cosa votare trascinandoli dentro i seggi, indicandogli i nomi su cui fare la croce! È inaccettabile».
Sembri indignato…
«Ma certo che lo sono. Davvero vogliono dire a tutta Italia che va bene così? Che le primarie possono essere sfregiate?».
Ne parli come se fossero la cosa più importante.
«Beh, non ho detto io che erano nel Dna del Pd, ma lo condivido. Le primarie sono la nostra idea della democrazia».
Ti fanno passare per uno che non vuole accettare la sconfitta.
«Fosse solo per me non mi sarei nemmeno candidato. Ma sabato a Napoli, all’ Augusteo, sono venute anche persone che non sono mai state “bassoliniane”, passami questo termine, persone che sono state spesso critiche con me, persone che alle primarie non avevano addirittura votato o che non avevano votato per me».
A fare cosa?
«A dirmi di non mollare e di non arrendermi».
Dicono già: Antonio così farà perdere il Pd.
«Se il Pd non scopre quello che è successo non può che perdere. Io voglio che vinca, invece».
Dicono che fai una battaglia di testimonianza.
«Assurdo. Nella mia vita ho sempre giocato soltanto per vincere e ho sempre vinto».
Ma davvero pensi di farcela?
«Adesso lo penso molto più di quando ho cominciato questo viaggio».
Solo con il tuo I-pad?
«Tu scherzi, ma è partito tutto così. Adesso sono circondato da volontari, da cittadini, da lavoratori e intellettuali che non si rassegnano a consegnare la città ai nostri avversari». Confessa: hai un fatto personale con la Valente, ex Bassoliniana?
«Scherzi? Nella mia vita non ho mai fatto politica per fatti personali».
Alcuni dei seggi su cui hai fatto ricorso erano in uno dei quartieri che ti erano più cari, San Giovanni a Teduccio.
«Io, più di venti anni fa, da sindaco, sono andato lì con mille poliziotti a cacciare i camorristi dalle case che avevano occupato illegalmente. Adesso è tempo di tornarci.
Perché a Napoli il problema non sono i codicilli che appassionano il gruppo dirigente, ma la camorra. I ragazzini armati dalla criminalità».
Dicono che sembri il nemico del gruppo dirigente renziano.
«Io, al contrario di molti di loro, che erano addirittura in altri partiti, alle primarie ho votato Renzi. Sono un fondatore del Pd e l’ unico tra i candidati alle primarie ad aver sostenuto Renzi».
Se te la dessero vinta perderebbero la faccia, lo sai…
«Al contrario, sarebbe l’ unico modo per difenderla e salvarla. Ma non sarebbe darla vinta a me. Non è un capriccio personale: significa tutelare chi ha votato».
A Roma temono che questa sia una manovra architettata con D’ Alema, un complotto contro Renzi.
«Queste sono fantasie o invenzioni. D’ Alema non c’ entra proprio nulla. L’ unico movente di questa vicenda è un voto falsato».
Quindi il tuo obiettivo politico quale è?
«Non c’ è nessun obiettivo politico. Nessun piano. Nessun retroscena. L’ unica richiesta che faccio è: esaminate il ricorso, prendete atto dei seggi in cui il voto è stato falsato, cancellate questa vergogna».
Quindi è vero che ti candiderai comunque.
«Spero che il ricorso sia accolto e che i dirigenti Pd rinsaviscano. Se volete sapere come va a finire, attendete cosa faranno».
Ma tu hai già deciso?
«Io aspetto fiducioso. Se vuoi sapere come va a finire non resta che aspettare».

Luca TELESE

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