Pubblico

4 Dicembre 2012
La vera sfida parte adesso: ricostruire il centrosinistra

di LUCA TELESE

Che cosa ci dice questo voto del ballottaggio delle primarie? Che chi ha cuore quel complicato nodo di valori e idee che ci ostiniamo a chiamare sinistra, deve cominciare a ricostruire, in vista delle elezioni: deve porsi il problema di riempire di contenuti la meravigliosa cornice che è stata disegnata, con un rito democratico, da tre milioni di persone.Ma deve sapere che questa cornice ancora non basta per vincere. Questo ballottaggio ci dice che il nuovo centrosinistra di cui questo paese ha bisogno, in campo non c’è ancora: non solo nella politica, nel gioco dei candidati e nei suoi riti, ma nella società, nel senso comune, nel sentimento che attraversa le classi dirigenti. In questo dibattito sono mancate le grandi storie della crisi, le facce dell’Italia che sta soffrendo, i temi cruciali, i diritti civili, le risposte che bisogna dare, prima di tutto sul piano economico, per non fare la fine della Spagna e della Grecia. Bisogna passare da Papa Giovanni ai pantaloni rosa, dal tema degli impossibilitati a votare a quello degli esodati e degli scongiunti, chiedersi come ricostruire la scuola demolita a colpi di emendamenti di bilancio, come combattere l’assenza di credito che sta strangolando le imprese.Fino ad oggi Bersani ha dato l’idea di voler correggere gli orrori previdenziali e giuslavoristici del governo Monti. Ma non ci ha ancora spiegato come: ha incassato un voto sulla fiducia, una cambiale in bianco che dovrà onorare non solo dicendo, ma anche facendo «qualcosa di sinistra». Riavvolgete il film di questi ultimi giorni. Si è discusso moltissimo di «rottamazione», ma poco o pochissimo di contenuti, di soluzioni concrete. Le fiammate di passione e di ira, le infinite dispute sui regolamenti, gli inviti a prendere birre e caffè, le denunce di brogli hanno oscurato il vero confronto sui contenuti.Ci siamo ritrovati davanti due scatole molto ben differenziate dal punto di vista del marketing e della confezione, ma due mesi di campagna elettorale non ci hanno fatto capire bene cosa ci sia dentro queste confezioni per quel che riguarda le ricette su economia, sviluppo, istruzione, lavoro e informazione. È un paradosso con cui bisognerà fare i conti. È emerso che anche dentro il popolo del centrosinistra c’è un malessere profondo contro le sue classi dirigenti. Il successo innegabile di Renzi nasce dalla capacità di convogliare sulla propria figura questo sentimento. Ma non risolve il problema, e non disinnesca ancora le ragioni di quella rabbia . Se ci si libera dell’effetto illusionistico della divaricazione apparente tra vecchio e nuovo, infatti, il ballottaggio tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi è stato una sfida tra due visioni politiche tutt’altro che inedite, in parte ossidate dagli anni e dalle stagioni passate. Da un lato la versione nostrana della socialdemocrazia di governo (senza grilli per la testa), e dall’altro la versione nostrana del blairismo (senza più ancoraggi sociali, e con un occhio all’eredità simbolico-comunicativa del berlusconismo): di nuovo entambe queste due ricette hanno poco o nulla. Se uno pensa alla prima ipotesi non può che preferire Schröder o Jospin a Bersani. Se pensa alla seconda non possono che sembrare più convincenti Clinton o Blair di Renzi. Non è un caso che entrambi i candidati che si sono sfidati ieri avessero il loro tallone d’Achille nel nome che hanno pronunciato poco o pochissimo in questo duello: quello di Mario Monti: progettano grandi e ambiziose palingensi, ma sembrano avere difficoltà ad emanciparsi dal commissariamento che i tecnici hanno esercitato sulla politica italiana. Giorni fa ho scritto che Bersani vorrebbe rottamare l ’agenda di Monti avendo l’ambizione di tenere nell ’organico il suo creatore (così come si tengono i leoni ammaestrati nei circhi), e che per paradosso Renzi voleva rottamare il suo creatore, tenendo però nel proprio programma l’agenda Monti. Eppure, sia nel primo caso, che nell ’altro, sia Renzi che Bersani non riescono ad esprimere chiaramente una idea di governo alternativo a quella del rigore senza sviluppo a cui Monti ci ha abituato, e alla dittatura delle tasse e dei tagli che viene spacciata come una via ineluttabile… Certo, il leader del Pd ha detto più volte che l’era dei tecnici si è chiusa. E il fallimento (salvo tiri mancini dell’ultimo momento) della riforma che puntava a sostituire lo scandalo del Porcellum con la vergogna dell ’ultra-Porcellum lo rafforza nel suo disegno tattico. Quello – cioè di provare a conquistare il 55% dei seggi (e quindi il premio di maggioranza) puntando tutto sull’alleanza con Sinistra e libertà. Se però si dovesse trarre una lezione da queste primarie, non c’è dubbio che questo progetto – anche qualora funzionasse sul piano dei numeri – non basta sul piano politico. Il nuovo centrosinistra deve guardarsi intorno. Deve costruire un’al t r a gamba, civica e arancione. Deve approfittare della grande energia dimostrata da quell ’I t al i a che si è messa in fila, per coinvolgere nella sfida elettorale e fare il grande casting di 200 facce nuove: professionisti, giovani della legione straniera, imprenditori che rischiano e che non si fanno assistere. Che poi vuol dire trasformare questa festa democratica in un progetto di governo vincente.

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14 commenti »

  1. capperi io pensavo:”salvare il paese”.
    Tra l’altro questo passa anche per i due punti fermi: capire quanti soldi ha ricevuto il partito democratico dall’Ilva per bloccare le indagini e capire cosa ci sia dietro le magagne a Firenze dove indagano GDF e corte dei conti.

  2. e bravo telese, cosi’ mi piaci……………………se escono fuori dal guscio quelli come te, siamo un bel pezzo avanti !!! coraggio !!!

  3. Fatto gravissimo: emendamento pd-pdl per azzerare il ‘non statuto’ 5 Stelle ed escluderlo dal parlamento siamo alla fine della democrazia.

  4. fra qualche giorno si dovra’ versare il saldo IMU, ed in me e’ nata una riflessione. a sx la chiamano patrimoniale : mentitori sapendo di mentire in mala fede. Io ad esempio, ho un mutuo ipotecario 30nnale con la banca eppure devo pagare un fitto, appunto l’imu, allo stato. la differenza fra me ed un affittuario sta nel fatto che l’unica differenza che nessuno mi puo’ sfrattare: quindi lo stato mi chiede un quid non per il patrimonio, che non posseggo, ma per il fatto che non posso essere sfrattato ………sapete quale organizzazione ti chiede un quid AFFINCHE’ NON TI SUCCEDA QUALCOSA…..la camorra, la ndrangheta o la mafia,…….. e si chiama pizzo.
    saviano non ha capito una mazza, lo stato non e’ che sia colluso con la mafia , LO STATO FA LO STESSO DELLA MAFIA
    I capi mandamento in sicilia, ad esempio, si riuniscono e decidono che il capo che deve gestire le vessazioni sul territorio a discapito di chi lavora onestamente sara’ tizio : che differenza c’e’, se un capo di stato ,in accordo con altri pochi nomina un capo di governo, ammazza l’economia delle persone per bene, crea recessione economica in un paese, li manda sul lastrico,li riduce alla fame ma fa incassare 1 miliardo di euro al mese in piu’ ad uno stato per pagare interessi alle banche sui btp ?????
    saro’ sempliciotto,terra terra, ma a me sembra che non vi sia alcuna differenza

  5. Che bello! E’ tornato il patonza, non se ne poteva più di gente sobria, seriosa, concentrata sui problemi del paese. LUI è tornato, con il suo brio, la sua fantasia, i suoi processi, le sue cene eleganti, e i tagli delle tasse e i va tutto bene…..
    Meno male che al 21 dicembre manca poco.

  6. ginad
    sicuramente saranno seri e sobri , si saranno anche concentrati sui problemi del paese ..
    ………ma con questi risultati,…….. andava bene anche salvatore u pizzicagnulo !!!!!

    …..e poi, se mi permetti, LORO sono tornati……..!!!! il singolare andave bene fino alla fine delle primarie.

  7. Quei merdosi del corriere vanno a fare le solite festecciuole organizzate con renzi e coso..mentre la gente perbene e costretta a stare a casa a farsi le seghine..che schifo!!

  8. Mi onoro di fa parte di codesto magnifico strumento di democraszia..ora vi dico io che faccio se quello li che si chiama grillo mi vuole pe caso candidare..primo, secondo punto e virgola, abbondiamo , terzo…se Berlusconi scende in campo..io vi dico ..noi se abbbiamo un po’ di dignità come prima cosa ma anche ultima ..ma un bel pernacchio non glielo toglie nessuno o no?

  9. Elsa offnen sie “ihrenzi” pussy

  10. Non credete a babbo natale..è un manigoldo invidioso che regala solo illusioni…illusion fuck your driimmm

  11. Ducissimi i babà napoletani..! Pure meglio dei biscotti ossa di morto..

  12. Caro hai provato i moritozzi co a panna? Se no te ne mando una cassa e poi me chiami e me dici se te si piaciuti..

  13. A proposito..ma perché Beppe grillo ha censurato quella, cosa..come si chiama? A Flavia vento..ma perché è più negata per caso dei candidati ridicoli del movimento cinque stelle??? Ahahahhahaa

  14. Gelateria dei gracchi, Panella, Biscottificio Innocenti a trastevere, ….

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