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21 Agosto 2008
L’ira di Furio

Per essere un travaglio, è stato un travaglio bello lungo. Ma siccome è mamma quattro volte e di queste cose la sa lunga, è certo che la fatica dell’inizio non disarmerà Concita De Gregorio, fin qui penna di razza di Repubblica, che lunedì 25 agosto firmerà il suo primo numero da direttrice della nuova Unità, quella il cui padrone (compagno padrone è battuta facile, ce ne scusi l’interessato) è già Renato Soru, presidente della Sardegna e patròn di Tiscali. Dopo qualche polemica – De Gregorio un mese fa ha rilasciato un’intervista dando per fatta la sua nomina, cosa che ha urtato la redazione, ma era «un trappolone», confidò poi lei – si parte, infine. In tarda estate, barometro non favorevolissimo al lancio o rilancio dei giornali, e tuttavia in pieno avvio della prima festa democratica ex festa dell’Unità, che partirà il 23 agosto a Firenze: cambiare direttore – prima che la notizia sia quella di non farlo più -, rimpicciolire il formato, sbianchettare la fascia rossa dalla prima, forse persino sradicare da lì quell’istituzione-quercia che è la vignetta di Staino. Quale simbolo migliore della nuova stagione democratica per i quasi cinquantamila lettori di sempre e quelli di cui il nuovo editore va a caccia?
Fin qui, però, sono solo boati garibaldini. Peraltro, il cambio di formato non avverrà subito. E comunque, nessuna conferma ufficiale, fatalmente però nessuna smentita. Dopodomani, il 22 agosto, si riunirà il cda che dovrebbe ufficializzare tutto l’ambaradàm. Al momento, non si conosce la sorte del direttore Antonio Padellaro, che avrebbe chiesto per sé la direzione editoriale, ruolo che però il nuovo editore avrebbe considerato troppo impegnativo per una direzione che non può apparire sotto tutela e che vorrebbe avere le mani libere. Almeno abbastanza libere. Tanto da portare con sé una decina di persone, fra cui l’inchiestista e scrittore Giovanni Maria Bellu, bravissimo e anche sardo come Soru, Daniela Amenta, ‘donna-macchina’ di Epolis sotto la direzione dei fratelli Cipriani, e infine Luca Telese, il giancattivo del Giornale, già transfuga della sinistra. Che proprio ieri sulle colonne del suo (attuale) giornale scriveva un articolo ostentatamente feroce verso l’indecisionismo «flaccido» di Veltroni. Con tanto di foto del leader Pd in costume e addominale lento. In prima.
«Un pezzo aspro e sbrodolato. Il suo autore sull’Unità? Non lo vedo bene. Anzi, facciamo che al momento la notizia non c’è e quindi è incommentabile». Il giudizio tranciante è di Furio Colombo. Che però della nuova era del giornale dice di non sapere niente. Né della collocazione di sé medesimo, ex direttore ora editorialista di peso. «Valuteremo le proposte, se ce ne faranno. Certo, il fatto di non sapere ancora niente, non è precisamente un dato esaltante per noi». ‘Noi’ sono i due ex (uno quasi), la coppia di fatto Colombo-Padellaro. «Vedremo la continuità che viene proposta a Padellaro, del resto nessuno può immaginare che la mia sorte e la sua possano essere tanto diverse, nel nuovo giornale, visto che all’epoca ho accettato di rimanere all’Unità solo con la direzione Padellaro». Insomma, i due direttori del passato, quelli che hanno raccolto e rilanciato una testata chiusa e mezza morta – grazie a una redazione brava e tenace, aggiungiamo -, rivendicano un ruolo per il futuro. Colombo la dice così: «Siamo stati quelli che hanno preso le cartacce da terra e rimesso i fogli sulle scrivanie. E’ strano che il nuovo editore non abbia voglia di spiegarci come vuole posizionare la testata. Non lo chiedo a Concita De Gregorio, alla quale dico benvenuta e tanti auguri. Lo chiedo invece all’editore. Per capire. Esempio: cosa scriverà la prossima Unità sul federalismo fiscale? Mi basterebbe sapere questo. Per capire»

Daniela Preziosi (Il Manifesto)

***

Concita De Gregorio, ma anche Luca Telese, "l’antiveltroniano del Giornale". La nuova Unità di Renato Soru cambia strada e il manifesto lancia l’allarme. La nomina del nuovo direttore, firma di punta di Repubblica, dovrebbe essere ufficializzata domani dal Cda del quotidiano. Il manifesto spiega che la De Gregorio ha intenzione di chiamare al suo fianco Giovanni Maria Bellu, Daniela Amenta e Luca Telese, fresco autore di un articolo molto duro con Veltroni sul Giornale. Furio Colombo, intervistato dal manifesto, è critico: "Telese ha scritto un pezzo aspro e sbrodolato. Non lo vedo bene all’Unità". Colombo teme un cambiamento di linea editoriale: "Cosa scriverà la prossima Unità sul federalismo fiscale?". Dubbi anche sul ruolo di Antonio Padellaro, ancora alla guida del quotidiano, che potrebbe diventare editorialista. Telese è cronista parlamentare del Giornale da anni, ma ha molto spaziato nella sua carriera, passando anche attraverso l’ufficio stampa di Rifondazione e la collaborazione con quotidiani di diversa estrazione. Ha scritto tre libri, tra i quali una biografia di Cofferarti e Cuori Neri, dedicato alle vittime di destra degli anni di piombo. Autore di alcune trasmissioni televisive, conduce su La7 la trasmissione Tetris.

dal "Corriere della Sera"

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