Dicono di me

7 giugno 2012
Telese: addio “Fatto”, fondo “Pubblico”
Luca Telese

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un titolo.  Che a Luca Telese, però, è sembrato «un rutto: "Parmacotti". Campeggiava sulla prima pagina de il Fatto il giorno dopo la vittoria del grillino Pizzarotti. Io tornavo dalla Francia, dalla festa per Hollande. L’ho letto e ho detto basta». Il giorno della rottura ufficiale con il suo (oramai ex) giornale, Luca Telese, 42 anni compiuti ad aprile, sembra frastornato. Ma non impaurito. Va via, dopo aver contribuito a fondarlo («esperienza indimenticabile»), dal quotidiano diretto da Antonio Padellaro. E lo fa per un motivo: «La mission di quel giornale si è esaurita. Non è passato dalla protesta alla proposta. Quando il governo Berlusconi è caduto, ci siamo chiesti: ora cosa dobbiamo cambiare? Travaglio ha detto: nulla. Io ho risposto: tutto. Ecco perché vado via. Perché non puoi continuare, a guerra finita, a mozzare le teste di cadaveri sul campo. Non puoi solo demolire. È il momento di costruire».
Telese lascia il Fatto e fonda un nuovo quotidiano, che lui definisce «piccolo "centro studi" del cambiamento e della costruzione delle idee». Si chiamerà Pubblico: 20 pagine in edicola dal 18 settembre, a 1,50 euro («Il coraggio si paga, ma per questo chiediamo a tutti di abbonarsi»). Età media dei redattori: 35 anni. Con lui andranno una squadra di sette giornalisti del suo ex giornale, tra cui Federico Mello e Manolo Fucecchi. Ma anche Francesca Fornario (l’Unità), Tommaso Labate (già al Riformista) e Stefania Podda (Liberazione). E poi firme come Ritanna Armeni, Corrado Formigli, Mario Adinolfi, Marco Berlinguer e Carlo Freccero. Ma «darei volentieri la rubrica del cuore alla mia ex collega di conduzione Luisella Costamagna». Tra gli azionisti, Lorenzo Mieli e Fiorella Mannoia. Oltre allo stesso Telese. Un «divorzio» che ha fatto scalpore, frutto soprattutto di dissidi interni con Travaglio. Che Telese ammette tutti: «Diciamo che al Fatto eravamo divisi tra Bosnia-Erzegovina e Croazia. E che politicamente, a un certo punto, hanno preso il potere i croati. Così dopo il primo turno delle amministrative Beppe Grillo è diventato Gesù. Casaleggio un guru. Ma il povero Tavolazzi non lo si poteva intervistare… Troppo per me». Ci ha provato, dice, a cambiare la linea «nichilista-gesuitica» di Travaglio, «giovane vecchio che vive nei miti della sua infanzia. Due culture diverse avrebbero potuto convivere. Ma con Marco non si parla. In una discussione ha due reazioni: se è arrabbiato gira il collo a 37 gradi da un lato, tace e gli si gonfia una vena. Se non è d’accordo sorride. Non è interessato al dibattito democratico». Tanti i punti di scontro tra i due. Telese ricorda «la destituzione di Roberto Corradi, ideatore dell’inserto satirico Il Misfatto». E l’uscita dell’ex Corradi ha preferito Disegni. Mentre nel nuovo cda ha messo suoi fiduciari. Come il produttore Carlo Degli Esposti. O la "musa" Cinzia Monteverdi. Ragazza simpatica, però da qui a farla diventare amministratore delegato… Diciamo che rientra tra i giovani cooptati». Ma come sarà Pubblico? «Costruito sul modello di un garage della Silicon Valley. Voce ai giovani contro la casta dei 60enni. Cambiare l’agenda di sinistra. E finalmente non sarò più vittima dell’ossessione di Travaglio, e di tutti i mafiologi, del "papello" di Spatuzza. D’altronde Marco ammetteva: il 75% di quello che scrivete non mi interessa. Per dire, la frase di Stracquadanio sul "metodo Boffo" nasce da un’intervista al nemico che piace a Padellaro ma al quale Travaglio era contrario perché "a quelli non bisogna dare manco una riga". Ecco, nel nostro nuovo giornale si farà il contrario».

Angela Frenda – Il Corriere della Sera (07/06/12)

 

215 commenti »

  1. Adesso che hai lasciato “Il Fatto Quotidiano” uno non ha nemmeno piú un articolo da saltare

  2. mi piaci molto e continuerò a seguirti, ma vorrei spiegarti una cosa: ha ragione Travaglio nel continuare a mozzare le teste dei cadaveri sul campo, come dici tu, almeno finché non avverrà un reale cambiamento, perché gli italiani hanno la memoria troppo corta e bisogna continuare a ricordare loro come stanno le cose, almeno (almeno) fino alle prossime politiche, ma anche oltre: dipende da quando ci sarà un robusto ricambio della classe dirigente (non solo politica).

  3. Uff..che noia..reale cambiamento..gli italiani hanno la memoria corta..ricambio della classe dirigente…sono sempre le stesse identiche richieste di quando andai a votare per la prima volta, circa trent’anni fa..la classe politica, dirigenziale e manageriale é questa e lo sarà ancora per almeno due-tre decenni. Non crederete mica ai ‘grillini’?!?! Ovvio che necessitiamo di un cambiamento secolare, ma cominciamo a ‘valorizzare’ ció che abbiamo. E non é poco.

  4. Leggerò con interesse il tuo nuovo giornale! Speriamo che non faccia la fine del Fatto! :)

  5. Il compito del giornalista sia informare il popolo delle malefatte che vengono perpetuate dalla politica, dalla criminalità, dai giochi di poteri. A costruire, caro Luca, ci devono pensare gli ingegneri, i muratori ecc.. ecc.. Tu devi solo informare e non essere informato della notizia che devi scrivere. Grillo vi ha ridotto proprio male, Berlusconi paga bene ed è conviente tenere la bandiera a favore di vento. Si guadagna di più, ecco perchè siamo una nazione di quarta serie.

  6. So che non è un forum ma a leggere i post di Marco (Milano) mi vien voglia di prendere un Plasil… Ma dico: come si fa a ad apprezzare un movimento che ha capo ha un plurindagato con residenza (e quindi pagamento delle tanto odiate tasse) in altro paese? Ma ci siete o ci fate? Credo che un movimento autonomo come si definisce il movimento 5 stelle debba essere guidato da qualcuno che ha un anima un tantinello più pura di quella di Grillo…. come ben definito da qualcuno, un B. con accento genovese. Comunque riguardo al nuovo progetto editoriale di Telese, apprezzandolo come giornalista, sicuramente lo seguirò con curiosità e con spirito critico. E’ vero che un giornalista deve informare e non cambiare ma un giornalista con la G maiuscola deve avere anche la possibilità di poter esprimere le propie idee… altrimenti sarebbe un banale cronista. In bocca al lupo

  7. Bravo Telese e la sua sana “pazzia”…
    Vi invito a leggere questo pezzo http://www.orticalab.it/Telese-Con-Pubblico-cambiamo-l
    finalmente “qualcosa di sinistra”

  8. il fatto è troppo giovane per contenere due correnti di pensiero, ma i lettori non tutti lo sono e si informano con cognizione anche fuori dal fatto Fatti sentire

  9. Luca sei simpatico ma ancora solo un piccolo giornalista che deve crescere. Mi spiace che sei andato via dal Fatto, ti auguro di avere successo con il tuo nuovo giornale ma, ahimè so già che fallirai presto magari accetterai di andare a scrivere sugli ormai morimondi quotidiani di regime Repubblica o Corriere o sugli squallidi Libero o Il Giornale o nel peggiore di tutti quello della Lega. Cmq sia Auguri.

  10. Auguri Telese. Solo per dirti, da riformista, che mi manca .Il Rformista di Antonio Polito.
    L’ho ritenuto il piccolo quotidiano più intelligente e originale che mai ci sia stato. Che bello leggere Sansonetti, Follini, Caldarola o Mancuso, ecc.
    Apprendo che ci sarà Tommaso Labate, il primo che leggevo nel Riformista.
    insomma, mi aspetto un piccolo quotidiano dove le idee sono esposte da diverse angolature da opinion leader di diversa origine e senza pregiudizi di posizioni iedeologiche. E’ questo significa dare al lettore la libertà di pensare e scegliere, cosa che Il Fatto non si è mai segnato di fare.
    auguri ancora.

  11. Caro Luca spero tu non intenda percepire contributi pubblici all’editoria.. senza dei quali riesco ad anticiparti che andrete in edicola il 18 settembre e ne sarete fuori al più tardi l’1 ottobre…
    peccato vi siate montati la testa…

  12. Caro Luca, le motivazioni che ti hanno indotto a lasciare il Fatto mi erano chiare da tempo. Anch’io ritengo che sia in fase discendente,specie il blog dove scrivono i soliti personaggi e si riportano mediocri articoli tra quelli pubblicati. Ormai sono bravi a scoprire solo pentole e pentolini. M.T. vive sulla notorietà sbandierata di aver lavorato con Montanelli,che oggi forse lo prenderebbe a calci. Ormai si fa quello che dice lui e porta avanti solo chi vuole.

  13. Sicuramente lo spazio per un nuovo giornale c’è .
    Indubbiamente lei è un ottimo giornalista.
    Personalmente gradirei un giornale che possa guardare anche agli ultimi ai nuovi poveri,
    Un quotidiano che guardi alla crisi morale del paese nella ricerca di quanto di meglio questo paese esprime, aperto non solo alla borghesia progressista illuminata e benestante ma a chi vuol capire il perchè di ciò che avviene in un meccanismo socio economico stagno e devastato da un potere permanente che non ha più idee per trovare le condizioni di un nuovo progetto per l’italia.
    Un giornale che proponga nuovi modelli di convivenza sociale e in cui il nemico sia il progetto diverso e non l’uomo del momento.
    in bocca al lupo la comprerò volentieri .

    massimo maugeri
    chiavari

  14. ..ho comprato il giornale..stamattina.
    Mi ha deluso un pò..speriamo in seguito.
    ciao
    altilio

  15. Eri e sei in assoluto uno dei peggiori giornalisti italiani. Travaglio, che stimo solo in parte, è un milione di volte più preparato di te, quando non sei sconcertante sei addirittura banale. Nella conduzione di IN ONDA ha i fatto una furberia tre le più italiane: ha fatto fuori la Costamagna che, nella tua stessa parte del campo, ti superava ampiamente quanto a intelligenza e pertinenza, e ti sei preso il ricattatore telefonico Porro perchè essendo dall’altra parte ti evitava un confronto diretto. Inutile che la migliore conduzione ad oggi è stata Facci-Lusenti.
    Questo tuo giretto di parole è una vergogna meschina, tu hai abdicato da tempo e all’indipendenza, sei la voce di un PD vergognoso, nepotista e raccomandatorio (mica ci sputi tu nel piatto in cui mangi). SEI UN UOMO SENZA DIGNITÀ ALCUNA, LOMBROSIANAMENTE STOLIDO E LIMITATO, ASSAI POCO INTELLIGENTE E UN PESSIMO SCRITTORE. Sei l’esempio vivente della CARRIERA ROMANA DELL’OCCHIOLINO, e fai anche finta di essere uno che si è fatto da solo…. manco le per e ti fai da solo. SALUTA LA TUA FIDANZATA (BERLINGUER mica Pautasso). Se alla Costamgana daresti la rubrica del cuore rischieresti che che quella schifezza di giornale che fai venga letta dal parrucchiere e al bar solo per quella rubrica. Gli italiani seri di questo paese a te darebbero volentieri la rubrica del culo, quello che in tutta la vita non ti sei mai fatto, lurido e orribile figli di papà. VAI A LAVORARE BUFFONE!

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