Il Fatto Quotidiano

5 giugno 2012
La lista Gomorra, tra smentite e nuove proposte

di LUCA TELESE

E così tutti si chiedono: cosa succede con la fantomatica lista civica che dovrebbe affiancarsi al Pd e alla foto di Vasto? La patrocinerà Roberto Saviano? È nato “il partito di Gomorra” titola a tutta pagina con luciferina malizia Alessandro Sallusti. Mauro parla dalla Gruber e chiede aperture del Pd che “deve essere scalabile”. Davvero si sta allestendo una nuova panoplia in cui al posto dei volti storici dell’iconografia socialista del Novecento troveranno posto i profili di Eugenio Scalfari, Concita De Gregorio, Gustavo Zagrebelsky e dell’uomo simbolo dell’anti-camorra?

Di fronte a queste domande – che attraversano l’opinione pubblica democratica – ogni risposta banale e semplificatoria è sbagliata. Ecco perché occorre riavvolgere la bobina.

1) Il padre spirituale della lista ha un nome, ed è quello di Eugenio Scalfari. Il primo che ne ha disegnato l’identità, la possibile fisionomia e la funzione in un editoriale.

2) Seconda domanda: ma allora Scalfari scrive perché rappresenta il gruppo Espresso? Sciocchezza sesquipedale. Scalfari parla per conto di Scalfari. Come cittadino, come opinion leader, come guru. Le sue opinioni non sono frutto di una politica aziendale pianificata a tavolino a Largo Fochetti ma dei suoi personali convincimenti. Attenzione: questo non vuol dire che le sue idee non siano condivise – individualmente – da molte persone che lavorano dentro e fuori dal gruppo.

3) La miccia che fa esplodere tutto è un articolo pubblicato sul Corriere della Sera da Maria Teresa Meli. La retroscenista principe del Corriere ha scritto un’altra notizia assolutamente vera: Pier Luigi Bersani aveva acconsentito all’idea di un apparentamento. La mossa era il pilastro dell’annuncio di una propria candidatura alle primarie.

4) Saviano smentisce con veemenza la sua candidatura. Ma precisa: “Non rinuncio a costruire un percorso”. Non esclude il suo patrocinio.

5) L’annuncio solleva la rivolta dei giovani turchi del Pd con in testa Matteo Orfini, Stefano Fassina e Pippo Civati. Sua la battuta che resta: “Se accade questo il Pd diventa una bad company”.

6) Concita De Gregorio, da molti indicata come possibile capolista, ex direttrice de l’Unità, viene a In Onda, su La7 e fa un discorso della corona (1 milione di ascoltatori, 4%). Premette e precisa “non intendo fare politica”. Poi stila una micidiale requisitoria: “Il Pd, in questi anni è stato un progetto fallito. Anziché selezionare il meglio ha selezionato il peggio. Se a uno della società civile gli dici, con rispetto parlando, che deve farsi selezionare dal responsabile enti locali Davide Zoggia o dall’organizzatore Migliavacca, quello scappa a gambe levate”. In studio Sallusti grida: “E’ un golpe!”. Lei procede implacabile: “Che in Sicilia nessuno degli elettori del Pd volesse l’inciucio con Lombardo lo sanno anche i sassi”. Pausa, altro nome: “Hanno emarginato uno come Ivan Scalfarotto che selezionava il personale di una delle più importanti multinazionali basate in Europa”. Poi, rivolgendosi a Civati (e qui altro colpo di scena): “Pippo, ma perché non dici che ogni volta che tu fai una convention il segretario ti piazza un appuntamento contro per oscurarti?”. Civati invece di arrabbiarsi annuisce: “Guarda, se questo è quello che vuoi fare, se la linea è quella che giustamente ha chiarito Scalfari oggi su La Repubblica, questa lista la votiamo pure io e i miei cari”.

7) Già perché cosa aveva detto Scalfari, proprio quella mattina? Mentre Ezio Mauro il giorno prima aveva approfittato della riunione di redazione per escludere ogni coinvolgimento del gruppo e del suo quotidiano, il fondatore aveva coniato due espressioni che resteranno nel dibattito. Primo: “La società civile, cioè gli elettori sovrani al momento del voto dovrebbero riscoprire i partiti e invaderli laddove si riconoscono nei loro valori”. Secondo: “Oppure formare liste collegate con quei partiti, lege elettorale permettendo. Cioè trasfusioni di sangue oppure – notate la immaginifica metafora sanitaria – circolazione extracorporea di sangue nuovo”.

8) Il fondatore si concede un post scriptum in cui bacchetta un sito di gossip “preaclaro” (ai suoi occhi Dagospia), questo giornale e il tg di Mentana. La critica Scalfariana? Aver presentato l’operazione come un’opa ostile al Pd. Quindi: non è un’Opa, ma un aiuto? L’operazione va bene.

9) Questo tourbillon si sovrappone con “il festival delle idee” che La Repubblica celebra in pompa magna a Bologna. Domenica prossima la De Gregorio intervista Scalfari. Unico assente proprio Saviano.

10) Mauro ieri dalla Gruber parla ancora: “Scalfari ha fatto un’ipotesi, ma le azioni di lobbismo non mi interessano ”. Però… “Esiste una montagna di energia democratica nel centrosinistra che i partiti non sembrano utilizzare. E quindi? Mauro conclude: “Tocca ai partiti convogliare questa energia”: DI più: “Il Pd deve sentirsi forte perché scalabile, perché contendibile, perché aperto alle energie nuove”. Bingo! Scalfari vuole “la circolazione extracorporea” delle liste civiche. Mauro la trasfusione e la scalabilità del Pd. Conoscendo la vecchia guardia del Pd, per Bersani l’“extracorporea” è meglio di un Alien in corpo. Se Mauro fosse un ex trotszkista, c’è da giurarci, D’Alema attingerebbe alla lingua del novecento per dargli dell’“entrista”.

Conclusione: tutto è possibile, ne vedremo delle belle.

twitter@lucatelese

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8 commenti »

  1. Questa della lista gomorra fiancheggiatrice del PD scaturita dalla mente barbuta del CdA Repubblica-Espresso è la più grande panzana che potesse venire in mente. Vogliono supplire alla inutilità del PD inventandosi una lista di signori ricchi/famosi via TV che fino ad ieri hanno parassitato sulla casta. Tutto per contrastare Grillo. Pensano di essere il futuro, ma non si accorgono che sono il passato, arrivati in ritardo scimmiottano il Berluska. Sti mediocri non si accorgono che si son scavati la loro fossa. Dispiace che Saviano si sia messo al servizio di questa lobby, non gli fa onore. Buttarsi in politica sarà deleterio per la sua fama e onorabilità.

  2. Eh eh, una vera effediemme, non c’è che dire. Che si tratti di un’idea campata completamente in aria lo attestano i sondaggi: solo il 5% voterebbe una lista Saviano (5% teorico = 0% pratico), mentre un altro 13% prenderebbe in considerazione una lista guidata dai sindaci (che però dovrebbero dimettersi all’istante: li voterebbero anche quelli che li hanno votati come sindaco? Ne dubito). Inoltre, Saviano non pare minimamente interessato. Insomma, una patacca elettorale garantita. A cui vanno aggiunte alcune considerazioni politiche. La prima: che ci sta a fare una lista di soccorso al PD se non per render palese che il PD è impresentabile? Viene il dubbio che serva solo a evitare le forche caudine delle primarie… La seconda: dopo la lista-che-lava-più-bianco di Gerry Scotti caldeggiata da Berlusconi, la lista Gomorra non risulterebbe anche ai più sprovveduti una gigantesca presa per il c… per rincorrere disperatamente (me too) il M5S che ne risulterebbe inevitabilmente rafforzato (essendo l’original one)? Regole di marketing note anche ai bambini delle elementari. La terza: la pregiudiziale scalfariana, ovverosia sostenere Monti accoppa-italia ad ogni costo. Ma glielo ha comandato Gesù Bambino o il fantasma di qualche padre nobile della Patria che si rivolta inquieto nella tomba? Monti sta fallendo oltre ogni misura, continuare ad appoggiarlo è un suicidio e se non è ancora caduto è perché nessuno vuole scottarsi col cerino acceso. Nello stesso PD c’è aria di rivolta, altro che pregiudiziale. Scalfari è davvero ridotto al lumicino quanto a capacità raziocinante, come il nonno rincintrullito che parla da solo di fronte al caminetto

  3. ………..Oh serva Italia , di dolore ostello, nave senza cocchiere in gran tempesta, non donna di provincia, ma gran bordello………………( DANTE )

  4. Ed ecco il prode Bersani che in ossequio allo Scalfari pensiero garantisce l’appoggio incondizionato a Monti recessore d’Italia “senza se e senza ma”. Questa infelice locuzione mi pare di averla già sentita il giorno delle ultime elezioni amministrative, quando lo suddetto calvo-tinto avocava al PD la stravittoria elettorale ovunque e in ogni dove (o quasi press’a poco), prima di venire pubblicamente spernacchiato dal suo stesso partito. Subirà la stessa sorte cinica e bara anche questa volta? Molti se e molti ma già si mormorano nel suo stesso partito, quando diverranno un coro Bersani sarà da rottamare definitivamente. E’ davvero il segretario-senza-qualità

  5. Di tutto l’articolo, sapevamo già tutto, mi è rimasta impressa una cosa.
    La Repubblica celebra ” il festival delle idee”.
    La De Gregorio, con il nuovo look “Melandrino”, intervisterà Scalfari.
    Già pronti enormi pentoloni da self-service pieni di caffé già corretto con anfetamine per i coraggiosi e spesso obbligati presenti in sala!
    I pentoloni sono stati dimezzati per l’assenza di Saviano!
    Non bastava la Dandini a cercare di mantenere “vivente” lo zombi Scalfari?

  6. L’unica cosa da fare ,e’ un falo’ con tutte le tesere per votare.Alle prossime votazioni tutti a casa .

  7. nella sx italiana avviene cio’ tutte le volte che essa pensa di aver GIA’ VINTO ; tutte le volte che pensa che la torta e’ tutta sua . I suoi componenti cosi’, nevroticamente e con una evidente smania, escono veramente allo scoperto dimostrando di essere tutto cio’ che negli anni hanno cercato di camuffare…….UGUALI SE NON PEGGIO DEGLI ALTRI…..

    …IL NUOVO PARTITO( vasto allargata) SI CHIAMA ” FORZAITALIOTI ”

    ….e.la parola d’ordine e’ : ALL’ARREMBAGGIO !!!!…..

  8. dal libro ” io speriamo che me la cavo ” :…………… ma pigliatavill stu paese i merd !!!

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