Blog

6 novembre 2011
Buttafuoco a Casapound

Cara Simona,
Mi spiace io non condivido nulla di quello che hai scritto. E provo a dirti:
1) Buttafuoco parla da dove vuole lui, é un eretico di destra, ha grande dignità, non gli vieto certo di andare dove gli pare in omaggio a non so quale conformismo;
2) Casapound é un centro sociale di destra, hanno idee che nulla hanno a che vedere con le mie, come quelli di Askatasuna, che hanno devastato Roma. Ma nulla mi impedisce di raccontare gli uni e gli altri;
3) Buttafuoco voleva raccontare un paradosso. E cioè che per la sua destra – devi capire il suo punto di vista – la pedagogia comunista, che tutti considerano una delle cose più desuete é un valore. Non ci credo che non lo avessi capito, visto il tuo livello intellettivo;
4) non c'é nessuna par condicio con Celestini casomai il piacere intellettuale di sommare i diversi che nei programmi co il bollino di garanzia del conformismo quieto non vedresti mai.

Luca

***

Gent.mo Telese, scrivo a lei in merito alla puntata odierna di In Onda rivolgendomi al contempo al Sig. Porro. Vi volevo segnalare che il siparietto di Buttafuoco vi assicuro che è incomprensibile ai più. Mi ritengo dotata di una discreta cultura, attenta all’attualità e da sempre appassionata di politica, una laurea (che di per sè, a guardarsi attorno, vuol dire ben poco), accanita lettrice, professionista nel campo dei media insomma posso dirmi dotata di strumenti di comprensione sufficienti eppure Buttafuoco non lo comprendo: dove vuole arrivare,? Quali sono le conclusioni del suo sentenziare? Cosa mi sta dicendo? Il perché “mi sta dicendo” è invece fin troppo chiaro, sino all’avvilente. Se poi sento il vostro profondervi in elogi alla sua eloquenza, salto sulla sedia. Mi permetto di farvi osservare che le doti oratorie si riconoscono a chi, senza far scadere il proprio linguaggio nella banalità, si fa capire con nitida chiarezza. Ascoltatevi una sola intervista a maurizio Viroli, o leggete una pagina di un suo libro: quella è capacità oratoria sublime! Saper trattare di temi anche complessi facendosi capire da tutti o almeno dai più. Il manierismo di Buttafuoco, condito di qualche barocco aggettivare, non dice nulla, non comunica, non spiega e quindi non da nulla all’ascoltatore. Perché mai quindi perdere minuti preziosi di una trasmissione di approfondimento per nulla approfondire? O devo pensare che la vostra trasmissione “con l’opposizione dentro” si stia talmente piegando ad anni di slogan sulla par condicio da dover “bilanciare” Celestini? La cosa però più grave, indegna, lesiva di una qualsivoglia onestà intellettuale è l’aver introdotto Buttafuoco, che di per sé è poco “pericoloso” visto la sua incomprensibilità, dicendo che era all’ingresso di Casa Pound. Così sdoganando come normale la cosa. Già non è normale che in questo paese esista Casa Pound, ma che ci si presti alla sua promozione in tv è vergognoso. Non mi dite “ma noi non l’abbiamo promossa” , perché averla solo citata è appunto sdoganarla, averla citata poi per introdurre il vostro “principe dell’oratoria” in un contesto quindi da voi presentato come di cultura è, non solo sdoganarla, ma conferirle legittimità! Questa è una vergogna!! Casa Pound è degna di entrare in tv solo nel corso di un’inchiesta sugli orrori che produce, le idee malsane che forgia e la violenza che promuove. Pertanto caro Telese, tu che sei stato così pronto a condannare senza se e senza ma, le violenze del 15 ottobre e ora introduci Buttafuoco dall’ingresso di Casa Pound fatti qualche domanda? Invito sinceramente alla riflessione perché ciò che è accaduto stasera è di una gravità inaudita e in un’era in cui si parla, correttamente, di potenza dei mass media la responsabilità dei giornalisti è immensa. Pensiamo che l Lo stato in cui si trova attualmente l’Italia è buona parte responsabilità di un cattivo giornalismo. A mio avviso un giornalista può considerarsi non responsabile solo quando racconta nudamente fatti (e sia chiaro, non è solo questo il mestiere del giornalista) e stasera, in quello spazio, non avete fornito fatti ma costruito un pezzo di immaginario collettivo e in una direzione terrificante. Ringraziando per l’attenzione saluto.

Simona M.

Condividi:

 

94 commenti »

  1. Caro sig. Telese, lo sciatto dilettantismo con cui lei parla di cose che non padroneggia è perfino più irritante del suo tentativo costante di offendere l’interlocutore. E’ incredibile come il suo unico obiettivo – cosa che appare evidente da quanto scrive – sia quello di vincere la competizione con “In Onda” versione 2010, ovvero spuntarla su se stesso e, soprattutto, sulla sua partner in conduzione di allora, e ciò probabilmente per motivi personali nei quali mi guardo bene dall’entrare. A tal proposito, tuttavia, le comunico che la media dell’edizione 2011 è attualmente al 3,4%, cioè esattamente pari all’edizione dello scorso anno a quest’epoca. Il 3,5, che lei dice sarebbe un risultato soddisfacente, è dunque per il momento non raggiunto.
    Risibile, poi, la sua argomentazione sul fatto che il 3,06 di domenica 6 novembre u.s. sarebbe un buon risultato: si tratta, lei dice, del secondo miglior risultato della domenica. Strana spiegazione: lei si paragona esclusivamente a se stesso, come se l’andamento di un programma fosse avulso dall’andamento della rete che lo ospita, della concorrenza, ecc. Questo cerchio magico del suo ego è sorprendente, se si pensa che la tv è sistema. Qui però usciamo dal campo del marketing e ci addentriamo nei meandri della psicologia (la sua), e spero non se ne avrà a male se mi astengo.
    Mi lasci però precisare che i risultati non soddisfacenti dello scorso autunno che lei sbandiera (guardi che c’era anche lei!) non si riferiscono a due mesi, come lei erroneamente indica, ma a un mese soltanto (l’intervallo, da lei stesso citato, è 14 novembre – 14 dicembre), ed è falso che tra novembre e dicembre 2010 non abbiate fatto neanche un 3%. Guarda caso, dal suo computo resta esclusa la puntata del 7 novembre, il cui grafico ho al momento davanti agli occhi e che totalizzò il 3,37%. Dunque, ancora una volta, lei parla a vanvera e – soprattutto – in malafede.
    Quanto alla puntata di sabato 5, il primo blocco è andato meglio proprio perché – come ho sottolineato – privo di break pubblicitari. Come battere il record dei 100 piani correndo in discesa. Se la puntata fosse durata un’ora, quell’andamento (peraltro parziale, dunque privo di valore alcuno) non sarebbe stato lo stesso. Non mi dica che non lo sa. Oppure: mi dica che lo sa e ammetta la sua inesperienza.
    Le ricordo, poi, l’andamento del suo programma nei sabati dell’ultimo mese, quelli dell’allungamento a due ore, partendo dal weekend 15-16 ottobre, allorché gli ascolti furono rivitalizzati dai disordini di Roma (il precedente weekend aveva visto un 3,60). Sabato 15: 4.23; sabato 22: 3,89; sabato 29: 3,67; sabato 5: 3,41. Si tratta del vostro giorno “forte”, quello della “promozione”, e in un mese non ha fatto che scendere. Qualcosa non va.
    Sulla domenica, ovviamente, non infierisco; e lei – in questo caso – sa perché.
    In conclusione: In Onda è partito nel 2010 con un’estiva eccellente. E’ seguita un’invernale e primaverile con qualche problema, ma tutto sommato in crescita; poi una seconda estiva in netta crescita (più di due punti di media) rispetto all’edizione dell’anno precedente. L’autunnale del 2011, per ora, arresta il trend di crescita che fino ad agosto era stato costante, ma si pone – al contrario dell’estiva, ripeto per le teste più dure – sullo stesso livello di share della corrispondente edizione 2010. Non cresce, dunque, e porta La7 in coda alla classifica degli ascolti delle sette reti tanto al sabato quanto alla domenica. Sono gli unici giorni della settimana in cui ciò accade.
    Questi sono fatti oggettivi. Ora lei risponda pure che sono fesserie, sposti il discorso su altro, parli di mele e pere, dispensi la sua saggezza su quanto è anticonformista il suo giornalismo e usi magari l’espressione “racconto della realtà”. Sa che c’è? Resteranno fatti oggettivi. E’ la loro forza.
    Io ho una mia idea su come andranno le cose, ma la tengo per me. Non vorrei rovinarle lo champagne.

  2. Ho letto con interesse i vari commenti ,alcuni divertenti,altri insulsi, molti ,interessanti.Confesso di non aver capito come la Bindi,il senso dell’eloquio forbito di Buttafuoco ( tra l’altro con quel cognome ….) ma non mi ha fatto indignare per le sue considerazioni sulla Sinistra dato che altre volte le aveva manifestate.., a Alcuni mesi fa ,la mia città ,Sassari,era tappezzata di manifesti , con firma Casa Pound, col faccione di Bondi ,e mi chiedevo sempre cosa volesse esprimere la didascalia che accompagnava tutto quel bianco suo splendore. .Mi chiedo che senso possa avere comunicare un’ìidea, una proposta in modo sibillino da permettere solo a pochi di decodificarla .

  3. per Breny ; che nesso ci sarà mai tra Belpietro e Lanfranco Pace di cui ti invito a andare a guardare la biografia . Pace è quello che ha detto stupida alla giornalista della Stampa giorni fa a Omnibus

  4. Conosco il passato di Lanfranco Pace.
    E non mi interessa, a me lui piace.

  5. breny : quindi Primavalle non ti interessa ? quindi Morucci e Faranda non ti interessano e non ti interessa perchè Pace è stato tanti anni a Parigi. ? rinuncio

  6. Caro Alex,
    Ovvio che l’anno scorso c’ero pure io, e ne sono orgoglioso perché abbiamo tenuto aperto uno spazio in condizioni eroiche e con pochi mezzi. É altrettanto ovvio che sarei contento di migliorarmi. A me i dati dicono questo, e mi segnalano anche un aumento di pubblico. Tutto il resto sono deliri suoi di cui non capisco il senso, ma che seguo con molto interesse e divertimento. Vedo che lei fatica molto per dimostrare una tesi che evidentemente la appassiona molto: In Onda andava benissimo, e adesso va male. Che dire? Basterebbe il fatto che facciamo un’ora di più per azzerare tutte le sue chiacchiere sul sabato. Ma lei qui scriva tutto quello che vuole e continui pure. Io la seguo con grande interesse

  7. quoto Simona al 100%
    Inguardabile e inascoltabile PABF dopo la convention delle mutande dal DAL VERME.
    Chissà se sia andato a dar man forte al Pachiderma anche dinnanzi all’Ambasciata Francese a spernacchiare il Nanosarko’ l’altra settimana?!?

  8. Caro Telese, lei è molto divertente: più ancora che in Tv. Parla di “aumento di spettatori” (?), di un’ora in più che “azzererebbe le chiacchiere”, dopodiché tira i remi in barca e, dopo avere scritto più e più volte che In Onda edizione autunno 2010 era un disastro, che non funzionava, ora parla di “orgoglio” e di “condizioni eroiche”. La direi dissociato, se non fosse chiaro che lei, come al solito, ci fa: tenta la furbata e, quando non le riesce, si dà scompostamente alla retromarcia.
    Non ho mai scritto che “In Onda andava benissimo e adesso va male”. Dico semplicemente che l’edizione autunno 2011 va come la 2010, e lo dico soltanto perché lei, sparandola grossa, aveva scritto “andiamo molto meglio”.
    Io porto solo dati oggettivi. Se non capisce quello che scrivo, la cosa non mi stupisce. Però non si preoccupi: lei rilegga, rilegga, qualcosa passerà.

  9. P.s. Tra i dati oggettivi c’è che l’esperimento dell’ora in più il sabato non funziona, perché lo share dal 15/10 scende, scende, costantemente, come la neve a Natale. O come il Titanic, scelga lei.

  10. Ma quando Mai ho detto che era un “disastro”? Usi sostanze psicotrope? Dico che andiamo’ meglio e non ho mai cambiato idea, come sanno tutti quelli che leggono questo blog.

  11. Beh dai. Fare l’elenco degli ascolti di novembre per mostrare che non andavate poi cosi’ bene e’ ben raccolto nell’eufemismo “disastro”.
    Comunque, se il trend non sara’ invertito e’ chiaro che molto presto la seconda ora la tolgono e non e’ per gufare.
    Io credo che dobbiate essere piu’ incisivi. Descrivere la realta’ va bene ma poi bisogna anche avere un’idea di cosa fare, di cosa si vuolele dire e trasmettere con un programma.

  12. Vittorio mi ha tolto le parole di bocca. Dire “non abbiamo fatto manco un 3 in due mesi” (che poi era uno) e “non ci avrebbero permesso di allungarci perché i risultati non lo consentivano” equivale a “disastro”. Ma lei, caro sig. telese, è sempre pronto: nuova piroetta, nuova retromarcia, nuovi remi in barca. Lei è – sia detto senza offesa – sempre più buffo. Io faccio sì uso di sostanze psicotrope, ma non efficaci quanto quelle di cui fa uso lei.
    Il problema, comunque, lo spiega lei stesso: “come sanno tutti quelli che leggono questo blog”, continua infatti ad affermare che andate meglio dell’anno scorso. E invece non è vero. La sua è un’affermazione non documentata; la mia si basa su fatti. Tutto qui. Che poi le ami rigirare le frittate è cosa nota: giudica “soddisfacente” un risultato d’ascolto in base a parametri tutti suoi (anche quando la7 è ultima delle sette reti grazie al suo “racconto della realtà”), si dà da sé gli obiettivi d’ascolto, parla di “più spettatori” come se le teste dipendessero dal programma e non da una platea televisiva più numerosa…
    Un irresistibile mix di dilettantismo e malafede: telese style, che altro dire?

  13. Alex ,

    possiamo continuare fino a notte, io mi diverto sempre di più. Evidentemente, lo dico davvero, nessuno di voi ha mai vissuto cosa sia la sofferenza dello share, nel senso, di svegliarsi il giorno dopo aver fatto un programma, e dover pesare anche le più piccole cifrette.
    Se lo share va male, ci metti un minuto a saperlo e non lo puoi raccontare a nessuno. Se dico che gli ascolti vanno meglio è perché vanno meglio: numeri migliori, meno flessioni, più teste. E se i parametri per cui la rete dice che vanno meglio, non sono i veri parametri individuati dall’ottimo Alex a me non me ne frega un tubo. Spero che lui non si dispiaccia, ma preferisco andare malissimo, e sapere che Alex è scontento e il mio datore di lavoro no.
    Mi accontento di non fare più 1.60 % (e tocco quaranta volte ferro), e del fatto che La7 non segua i parametri di Alex. Buona notte….

  14. E lo dico anche a te, caro VIttorio. Quegli ascolti erano ottimi, lo scorso anno, anche se Alex alllora avrebbe detto che facevano schifo. Se riesco a migliorarli – però – sono più contento. Ma lo scorso anno vi rendete conto che eravamo la prima cosa che provava ad andare contro Fazio dopo anni di monopolio?

  15. Va bene non ti arrabbiare.
    Ho detto solo che mi piacerebbe vedere un pò più d’incisività.
    Se ti va bene meglio. Non rientro nella categoria a cui piace vedere gli altri in difficoltà. Figurati. Speriamo di poter aprirlo insieme lo champagne.

  16. Comunque mi permetto di aggiungere:
    No, mai vissuta la sofferenza dello share, purtroppo. Solo altre sofferenze.

  17. Sentite, limitiamoci a commentare se ci è piaciuta o no una puntata e diamoci bene un taglio con lo share.
    Io poi non ci ho mai creduto a sto share, ho sempre pensato a delle manipolazioni per spingere tizio, affossare caio … che fesso sono vero?

  18. Caro Luca Telese, se agli scritti di Alex fanno seguito un numero imprecisato di risposte, probabilmente significa che i dati proposti da lui sono più veritieri di quanto tu ti spertichi a smentire… Non sarebbe più utile chiarire, oltre lo share, che credo interessi soltanto in modo minore -all’interno del tuo blog- quali sono le tue vere tendenze politiche, in modo che non vi siano dubbi di sorta?
    In questo preciso momento, pare, a chi ti legge e ti segue in TV, che tu abbia una profonda crisi d’identità, visto che è quasi impossibile collocarti in uno dei poli che risaltano l’attuale politica folkloristica e assai deleteria condotta dai nostri ministri. E’ forse che attendi momenti più favorevoli per collocarti verso una precisa direzione,- come ci mostrano alcuni onorevoli oggi, elementi che di onorevole non posseggono nemmeno le suole delle scarpe?!?–
    Ma questo è opportunismo, Luca, che non dovrebbe appartenerti assolutamente! Da sardo, innanzi tutto, e poi anche per la chiarezza dei giudizi che esprimi -non dico all’interno del programma In Onda, poiché lì subentrano molti fattori che potrebbero sviarti– ma nel tuo Blog personale. Fai in modo di conservare tutti coloro che ti apprezzano, continuando a rivelarti per quello che sei, o meglio, per quello che noi abbiamo sempre creduto tu sia. Se poi, qualche acerbo critico seguita a punzecchiarti, beh, fa parte del gioco, di quella popolarità che porta amori e dolori. La mia nonna diceva che: “Al Bun dal marun brusatà alè stermà suta la ploeja ca brusa i dii” ( Il buono della castagna abbrustolita, è nascosto sotto la sua buccia, quella che per toglierla, scotta le dita. Prendi esempio e, come si dice nel vostro ambiente: ” in bocca al lupo!” Crepi.

  19. Caro sig. Telese, premettendo che apprezzo l’insolita ragionevolezza della sua ultima risposta, preciso che, lavorando come le ho detto più volte per il marketing di un editore concorrente della 7, conosco bene quella che lei chiama “sofferenza dello share”. Ora, dato per certo che esistono – come opportunamente sottolinea Vittorio – sofferenze di ben più acuta e seria entità, mi permetto di suggerirle due piccole regolette per affrontare, e addirittura scongiurare, la suddetta “sofferenza”. Prima regola: mai ciurlare nel manico. I numeri sono numeri, e se si fa 10 a 9 si può dire “andiamo meglio”, se si fa 10 a 10 si dice, serenamente “siamo pari”. Seconda regola: stare sereni; per quanto uno si agiti a dismisura, i numeri NON cambiano. Terza regola: parlare di quello che si conosce davvero. A tal proposito, le ricordo che i parametri per cui un programma va bene NON sono decisi da una rete, ma sono oggettivi e di sistema. Lei scrive: “numeri migliori, meno flessioni, più teste”; io rispondo: numeri migliori no, non ci sono affatto, la media di quest’anno è pari a quella dell’anno scorso, al centesimo; meno flessioni: no, rilegga i dati che le ho indicato in un post precedente e vedrà che il sabato “stirato” a due ore flette costantemente, avendo perso quasi un punto in tre settimane (ahi ahi); più teste: andiamo, le teste dipendono dalla platea televisiva, ossia da quanta gente c’è in quel momento davanti alla tv, non sono in alcun modo indicative dell’andamento di un programma. Lo share rappresenta la percentuale di platea che ha scelto il programma in questione, ed è l’unico dato che fa fede per capire come va un’emissione. Per intenderci, un programma di daytime (poniamo di raiuno) che fa il 20% con 2.000.000 di spettatori è un programma che va bene; uno di prima serata che (sulla stessa rete) fa il 10% è un programma che va male, anche se gli spettatori sono 3.000.000. Le è chiaro il meccanismo, ora?
    Quando lei parla di “parametri di rete”, forse, intende “questioni di politica aziendale”; allora ci spostiamo su tutt’altro piano. Forse le polemiche sul cambio di conduzione nel programma e la nuova direzione di rete, che ovviamente non desidera farsi carico di un insuccesso appena insediata, spingono La7 a difendervi in modo particolarmente amorevole. Come a dire “guardate che mica abbiamo fatto errori”. Sindrome dalla quale anche lei ha dimostrato di essere colpito, allorché ha attaccato l’edizione precedente di In Onda, dicendone peste e corna – salvo poi nascondere la mano che aveva scagliato il sasso. Ma queste, ripeto, sono questioni di politica e di arroccamento aziendale, che sono all’ordine del giorno presso qualunque editore, ma delle quali vivaddio non mi occupo.
    Cordialità.

  20. Errata corrige: ho annunciato due “regolette” e ne ho esposte tre. Una in più non le farà male.

  21. Questo è proprio il teatrino delle miserie umane, ma dico io ma cosa ve ne fregherà di chi parla o non parla in un programma? Buttafuoco è un grande cervello e casa pound che lo vogliate o no è un movimento molto più genuino e sano di quello che vi raccontano. Questa è una società inventata ad hoc per creare pregiudizi, io vi suggerisco invece di ascoltare quello che certe persone hanno da dire, non si chiede certo di cambiare opinione ma almeno di avere un pò di onestà intellettuale…

  22. scusa trecento : chi saresti tu per giudicare casapound ( scusa Ezra ) il grande cervello dove lo esprime Buttafuoco ? quando applaude ogni sillaba di Giuliano Ferrara ? o quando chiama ceffi i ribelli libici ? trecento : fammi un paragone tra un Raffaele Liucci e Buttafuoco . se lo sai fare parlo con te se no niente

  23. per Luca Telese : ti sei informato chi è il proprietario del palazzo in cui ha la sede casapound a Roma ?

  24. Torno su Santoro per farvi leggere questo bell’articolo.

    Angela Azzaro
    Santoro, la Casta sei tu.

    Il paese va a rotoli? La Bce commissaria la democrazia e chiede a un governo, peraltro ormai inesistente, di procedere nella macelleria sociale? A Michele Santoro non gliene frega niente. Lui ha solo un’idea fissa: prendersela con i parlamentari, con la famigerata casta. La nuova trasmissione del conduttore santone è andata in onda giovedì su web e su una rete di tv locali facendo il boom di ascolti. Chapeau.
    Ciò non toglie che lo spettacolo offerto dal programma Servizio pubblico meriti una paio di considerazioni. Intanto sul tema scelto. L’ossessione congiunta, che piace tanto alla pancia della gente, delle critiche ai costi della politica e delle critiche moralistiche alle escort di Berlusconi. Già prima dell’estate questa congiunzione di temi sembrava giungere al traguardo priva di presa. I problemi erano e sono altri, molto piú gravi. Oggi pero l’impressione è di assistere a una replica mal riuscita, resa ancora meno convincente dal mancanza di contraddittorio. Travaglio lo si regge qualche minuto, ma se si dilunga nella sua masturbazione elecantoria il rischio è di apparire patetico.
    Come mai pero viene da chiederai questo fuori sincrono? Il dubbio è che oggi affrontare i temi della crisi renderebbe il programma di Santoro meno ideologico, più sfumato, più dubbioso. Chi fa informazione dovrebbe avere sempre questo passo, questo procedere dettato dai dubbi. Ma è un fare informazione che non piace, che non fa audience. Mentre Santoro vuole alimentare non la conoscenza, il senso critico, ma la convinzione che l’altro è sempre il nemico.
    Questa impostazione ricade anche nella struttura del programma, senza un vero contraddittorio, senza uno scarto di comprensione. Da una parte al centro della scena i soliti opinion leader… verrebbe da dire la solita casta ops… con qualche comparsa intelligente della società civile. Ed è stata proprio una ragazza che intervenendo dal pubblico ha spiegato a Santoro come stanno le cose: a noi non interessa il discorso sulla casta dei politici, perché il problema è la crisi, la povertà lo sfruttamento portato avanti da coloro come Della Valle che invece la sinistra, anche quella dell’informazione, considera dei santi.
    Santoro, va detto, ha capito che i media tradizionali stanno arrivando al capolinea. In questo è stato, della sua casta, il primo a farlo con maggiore intelligenza. Dovrebbe peró con altrettanta intelligenza capire che un modo di fare informazione così strutturato, alcuni che sentenziano altri che ascoltano, sta finendo pure per lui. Insomma basta con i soliti politici e imprenditori in studio. Non se ne puó più.

  25. chi sarebbe angela azzaro ? mai sentita. dobbiamo preoccuparci di quello che dice ?

  26. chi ha deciso che questo articolo è bello ? breny ? capisco

  27. Scusa Margherita ma il confronto, come tutti i confronti è altamente insensato, qui non si tratta di discutere su chi sia più intelligente o brillante, qui si tratta solo di lasciare spazio ad una persona come Buttafuoco che ha evidentemente delle capacità intellettuali di livello. Questo non significa che persone come Liucci siano degli idioti, ma non significa neanche che chi applaude Ferrara meriti di essere inserito in una fantomatica lista di proscrizione e messo a tacere per sempre. Altrimenti si potrebbe quasi pensare di essere in un regime democratico culturalmente chiuso. Ma poi cosa significa che se non so fare un confronto non parli con me? chi te lo ha chiesto di parlare con me. Senza offesa ma è una presunzione la tua, potrei citarti decine di intellettuali su cui non sapresti argomentare, e allora cosa devo fare? smettere di scrivere? Ognuno ha la sua cultura ed è giusto che sia in qualche modo indirizzata verso autori il più vicino possibile alle proprie idee, senza però dimenticare il confronto, quello si importante. Per quanto riguarda casapound basta dire che mentre i benpensanti della domenica salotteggiavano sui disastri ad aulla e genova additando a destra e a manca, i ragazzi di casa pound da tutta italia erano a spalare fango, mentre i liberal di centro “destra” capitalizzavano le banche, i picchiatori fascisti cattivi di casapound regalavano un alloggio a chi, dalle banche, è stata tolta la casa. Io ho visto questo, e di fronte a questo gli sfoggi della sinistra intellettualoide e gli sforzi danaistocratici della destra liberale mi fanno ridere. Casomai sono io che chiedo a voi chi sareste per giudicare casapound…se ti basta rispondi pure, se invece non sono all’altezza della tua levatura culturale mi dispiace, arricci il naso e spenga il computer.

  28. Io per te Margherita
    ho sciupato una vita
    ero folle di te
    di te… di te…
    e tu ridevi di me
    di me… di me…

    la la la laaaaa ……….

  29. Bravo Telese per la libertà intellettuale fuori dagli schemi precostituiti. Pue essendo di sinistra non hai la verità in tasca e sei intelligentemente alla ricerca di essa.

  30. Allora…fatemi capire amici.

    Cesare Battisti può parlare…è difeso anche in italia dalla sinistra estrema. I talebani e i guerriglieri iracheni erano sovvenzionati da rifondazione che faceva collette per loro…

    Ci sono poi ex terroristi che fanno lezioni all’università…..
    MA QUESTE COSE VANNO BENE…..nessuno si indigna.

    Per non parlare dei centri sociali…..

    E CASA PAUND NON HA DEGNITà NELLA SUA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE DEL PENSIERO?
    Ma fatemi il piacere.

    Buttafuoco piaccia o no è un esibizionista del pensiero esattamente come travaglio.

    Tutti in democrazia possono e debbono poter parlare la libertà intellettuale è un valore che solo gli imbecili ottusi contestano.

  31. AH…volevo aggiungere che la bellezza della democrazia americana è che tutti possono veramente parlare e dire la loro senza mascherarsi o essere attaccati.

    Perfino i nazisti dicono la loro ed è un bene….così la gente può pesare e valutare la reale imbecillità di ciò che dicono. Forme d’espressione ambigue invece sono più incisive soprattutto sui giovani che aprono la loro mente alla curiosità.Chi nega l’olocausto lo deve poter fare alla luce del sole..portando le sue ridicole tesi e confrontandosi pubblicamente con foto rapporti originali e milioni di documenti. Non parlo da casa pound, che è altro, ma anche se ci fosse una sola voce dovrebbe poter parlare.
    RICORDATE l’EFFETTO DI QUEI POCHI ESPONENTI LEGHISTI CHE DISSERO LA LORO SULLA VERA ESSENZA DELLA LEGA?
    Vi ricordate l’effetto che procurarono? beh…la ns società è vaccinata contro gli imbecilli.

    La libertà è valore massimo….e chi come margherita attacca questi valori, beh paradossalmente fa un favore a chi potrebbe sostenere certe cose.
    Però casa pound è anche cultura e servizio, potrete non essere della stessa idea, ma le cose stanno così.
    Anche io non sempre sono in sintonia su quello che dicono, molto è frutto di vera ignoranza storica però lo rispetto.

    Ripeto Buttafuoco lo stimo ma è anche un fine provocatore, e tu margherita ci sei cascata con tutte le scarpe essendo fondamentalmente limitata.

  32. Ogni volta che assisto a queste reazioni pavoloviane di isterismo collettivo di certo antifascismo ogni volta che sentono parlare di Casa Pound mi torna sempre alla memoria questo passaggio che era solito raccontare Vittorio Foa:

    “Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva con Pisanò, uno dei fondatori del Movimento Sociale, che allora era senatore. Pisanò mi si è rivolto dicendo: “Lei sa quanto me che avevamo degli ideali tutti e due. Diversi, certo. Ma la patria era un valore per lei e per me”. Io gli ho risposto “Senta, sarà pure come dice Lei. Però se vinceva Lei io sarei ancora in prigione. Avendo vinto io, Lei è senatore della Repubblica e parla qui con me”.

    Continuate a farvi venire la schiuma alla bocca ogni volta che sentite parlare di Casa Pound; nel frattempo loro continueranno a mietere consensi e voi, giorno dopo giorno, scivolerete sempre di più all’angolo, perchè in mezzo ai giovani non ci siete più e vi perdete in questi – sbagliati e anacronistici – isterismi ideologici che non interessano più a nessuno, al di fuori di voi.

  33. Che dire?Grazie a Telese.Ha portato in televisione una novita’ che e’ Buttafuoco,una novita’ che dice quello che pensa;capisco che e’ un po’ diverso dai soliti discorsi con i soliti ospiti di Fazio o dal coro di Santoro.
    Ha detto bene Sandro CasaPound miete consensi perche’ fa il sociale,fa la politica trasversalmente (ospito’ anche un BR ed Anna Concia oltre a molti altri) e soprattutto fa.
    Non e’ la destra termninale che credono molti,coloro che parlano ma non si documentano.
    Non sto a raccontare gli aiuti per L’Aquila,alluvioni ecc. per chi ritiene che comunque chi non e’ di sinistra non puo’ parlare sarebbe inutile.

  34. caro luca
    ti ho sempre apprezzato come giornalista e per la tua indipendenza di pensiero.
    ma oggi dopo i fatti di firenze debbo dirti che hai sbagliato nella risposta a Simona la quale aveva ragioni da vendere: non si può sdoganare chi fa apertamente apologia delle peggiori mostruosità di questo mondo e produce gli assassini tipo Casseri e la violenza verso i diversi.

    paolo

  35. in questo post http://www.lucatelese.it/?p=5364 Telese risponde a Simona M. giustificando su tutta la linea buttafuoco.

    Alla luce dei fatti gravissimi accaduti a firenze il conduttore del blog ritiene
    di giustificare ancora lo sdoganamento della “”location” dalla quale il giornalista
    “eretico di destra” espone il suo intervento “da dove vuole lui”?

    giovanni
    che non dimentica

  36. Caro sig. Telese,
    dica la verità: a leggere questi commenti le viene voglia di esser di destra, vero?

  37. Evidentemente, malgrado le critiche rivolte alla trasmissione perché si è permessa di ospitare Buttafuoco, reo di lesa democrazia per avere parlato con i fascisti di Casapound, essa ha colpito nel segno. Forse tanta rabbia può essere giustificata dal fatto che, nel coro unidiretto di tante trasmissioni alla Santoro, Dandini, Fazio, Gruber, Floris, una volta ogni tanto, esce una voce diversa. Mi limiterò a raccogliere la provocazione alla comune intelligenza di Simona M. che, non riesce a capire il linguaggio di Buttafuoco malgrado si ritenga, bontà sua, “dotata di una discreta cultura, attenta all’attualità e da sempre appassionata di politica, una laurea (che di per sè, a guardarsi attorno, vuol dire ben poco), accanita lettrice, professionista nel campo dei media insomma …dotata di strumenti di comprensione sufficienti”.
    Credo veramente che Simona si sia descritta bene, senza peraltro spiegare alcuna ragione del suo dissenso se non usare un linguaggio pieno di odio rancoroso contro chi non conosce e che, per le idee di cui sui fa portavoce, in questo periodo storico, è la dimostrazione vivente della propria ragione di essere. Le sue parole, poco cortese Simona, mostrano la sua cultura e la sua nobiltà d’animo cui la sua sbandierata laurea nulla aggiunge: “Già non è normale che in questo paese esista Casa Pound, ma che ci si presti alla sua promozione in tv è vergognoso.”
    Si vergogni lei,Simona, di quelle parole pronunciate senza conoscenza della storia, che vuol dire essere senza cultura, quella cultura di cui Pietrangelo Buttafuoco potrebbe darle lezione. Per ora le darò io una lezione di chi fu Ezra Pound:

    “Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.”
    Ezra Pound non è che non abbia lottato per le sue Idee che non ha lasciato nemmeno in punto di morte.
    Ostile alla guerra di cui aveva capito le profonde ragioni, s’illuse di poter impedire che gli americani portassero guerra all’Italia di cui era grande amico ed aveva scelto come Patria adottiva. Alla fine della guerra, sessantenne, venne arrestato per aver appoggiato il regime fascista.
    Trascorse tre settimane, giorno e notte, nei campi per “criminali fascisti” vicino Pisa in una stretta gabbia di 1,80 x 1,90 con sbarre su tutti i lati e un tetto di lamiera, esposta alle intemperie ed illuminata costantemente durante la notte.
    Era l’anticipazione delle gabbie di Guantanamo, un dimenticato precedente della storia degli Stati Uniti, che non ha trovato nessun procuratore militare ad indagare né alcun uomo di Stato a visitare quel campo dell’ignominia contro i militari italiani, dove si praticavano la tortura e le fucilazioni senza processo.
    Ma non bastò, a stroncare l’Idea di Pound, la gabbia di ferro, né la fossa dei fachiri con le sue pietre appuntite a torturare i piedi dei prigionieri fascisti ammassati uno stretto all’altro in piedi per giorni. Tredici anni durò negli Stati Uniti la detenzione di Ezra Pound nel manicomio criminale St. Elizabeths di Washington, dove fu trattenuto senza processo e tenuto in isolamento completo per il primo anno per fiaccarne lo spirito. Riuscirono così poco nel loro intento che scelse l’Italia per morirvi, e dell’Italia scelse Venezia che salutò romanamente al suo ritorno.
    Era, Ezra Pound, come Yukio Miscima fuori dal tempo, o è il tempo stesso che ne è fuori?
    A proposito del tempo, sentiamo come Ezra Pound, che aveva trascorso i suoi anni, nell’ordine, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Italia, negli Stati e ancora in Italia, parla della sua patria elettiva. ” Durante il tempo in cui ho vissuto in Europa ho spesso visitato Roma e dopo l’ultima guerra (la prima guerra mondiale) ho notato il rinascimento o ringiovanimento della nazione.
    Quanto all’etica finanziaria, direi che dall’essere un paese dove tutto era in vendita, (dopo Prodi e oggi con Monti è ancora in vendita) Mussolini in dieci anni ha trasformato l’Italia in un paese dove sarebbe pericoloso tentare di comperare il governo”. Egli associava alla moralità della pubblica funzione che riacquistava i beni dell’Italia saccheggiata e faceva rinascere la nazione.
    Quelle parole trovarono eco nel puntuale discorso di Mussolini: Questo era necessario, anche se fosse costato somme notevoli, poiché la capitale di ogni stato bene ordinato e specialmente in Regime Fascista e specialmente quando questa capitale si chiama Roma non è una città, ma una istituzione politica, una categoria morale.
    Siamo tuttavia molto lontani dai miliardi che gli stati degni di questo nome hanno dedicato allo sviluppo delle loro capitali. Qui si tratta di milioni. Gli italiani che passano pensosi ed orgogliosi tra Piazza Venezia e il Colosseo devono finalmente sapere che la via del Mare è costata 28 milioni, la via dell’Impero 71, l’isolamento del Campidoglio 8, la via dei Trionfi 5, totale 112 milioni per liberare attraverso il lavoro di migliaia di operai.
    Nello spirito dei tempi ha soffiato anche questo vento impetuoso e costruttore che ha profondamente riempito di sè la storia, le città e le istituzioni civili pur nel breve tempo della sua vita. Troppo breve nel tempo eppure eterno per coloro che caddero lungo il cammino.
    Così predicava Pound: “È dovere di ognuno tentare di immaginare un’economia sensata, e tentare di imporla con il più violento dei mezzi, lo sforzo di far pensare la gente”.
    Sembra ora che una parte dell’America del capitalismo del sogno infranto, riscopra le parole di Ezra e quella che ieri fu giudicata la sua pazzia. oggi abbia assunto il valore di profezia, sembra purtroppo tardivamente.
    Cosa trovereste di sbagliato oggi nella frase se pensando alle odierne vicende, pensando ai superbanchieri come Soros e a Prodi, che, in silenzio e discrezione, lavorò retribuito profumatamente per le sue cordate economico finanziarie.
    Contro il deprimente sordidume in cui ci troviamo immersi attualmente ha lottato strenuamente Ezra Pound tanto da essere ritenuto pazzo, così da evitarne il processo, perchè si sa spesso i processi non convengono, a meno che le condanne non siano già stabilite. E per il mondo occidentale Pound, il contrario, l’eretico era follia.

    E il poeta sapeva della sua follia:

    “L’albero m’è penetrato nelle mani,
    La sua linfa m’è ascesa nelle braccia,
    L’albero m’è cresciuto nel seno –
    Profondo,
    I rami spuntano da me come braccia.
    Sei albero,
    Sei muschio,
    Sei violette trascorse dal vento –
    Creatura – alta tanto – tu sei,
    E tutto questo è follia al mondo.

  38. perchè dai del “tu” se una persona ti rivolge la parola dandoti del “lei”?

  39. Do you have a spam problem on this site; I also am a blogger, and I was wondering your situation; we have

    developed some nice methods and we are looking to swap strategies with others, be sure to shoot me an email

    if interested….aleavalea

  40. Oggetto: Riflettere sulla proposta di Rossi ,rivoluzionare il criterio delle province,non significa non amare la propria città

    Cara Redazione di Pubblico, caro Luca
        Penso non si possa liquidare frettolosamente  la proposta, del Presidente della Regione Toscana  , di ridurre le provincie a tre aree vaste in base alle caratteristiche di omogeneità .
    Immaginare  che la cancellazione delle Provincie debba essere un passaggio limitato al solo taglio di qualche stipendio d’Assessore , sembra proprio voler dire perdere un occasione unica di riorganizzazione della macchina burocratica. Significherebbe perdere un’occasione storica che possiamo considerare fondamentale. Puo’ significare, invece,  avere l’opportunità di riconsiderare in chiave piu snella la presenza di tanti uffici, di tanti passaggi che una nuova visione del rapporto fra Stato e cittadini non puo’ non tenere di conto.Quello che in sostanza e’ uno dei momenti  fondamentale per la costruzione a livello locale di un paese che vada in direzione europea.
    Ma, mentre in altre nazioni si discute addirittura di eliminare Comuni o Regioni , in sostanza accorpandoli,per rendere tutto piu compatibile , piu efficiente , piu economico, qui, da noi, in Toscana, fà conclamare tutta una serie di argomentazioni da vera e propria crociata a difesa del proprio piccolo  particolare.
    Invocando la storia, le radici sociali, la caratterizzazione economica, si tentano di cavalcare nuovi e vecchi campanilismi che più’ non si addicono alle sfide che tutti insieme dobbiamo affrontare.Motivazioni tutte con fondamenti reali ,anche con sottofondi di asprezza che vengono da secoli di storia non cancellabili con un colpo di spugna.Altre motivazioni sono poi relative a difficoltà oggettive, vecchie e nuove che  si frappongono, ma a maggior ragione che possono essere stimolo, superata la fase del rifiuto, a nuove aperture. 
    La difesa di un ufficio, del diritto ad una rappresentanza tangibile dello Stato, di una targa rischia di diventare occasione nel voler far primeggiare una citta’ sull altra dimenticando che il Medioevo e’ finito da tempo.
    Si dimentica , dopo le dichiarazioni di principio che siamo nel 2012.I corsi ed i ricorsi della storia fanno si che ,in certi passaggii,si debba per forza reintenpretarne i passaggi.Altrimenti si corre il rischio di non  guidare  la competizione , la sfida con i paese del Brics( dovendo pensare in grande), o piu’ semplicemente non e’ così che si accetta la condivisione progettuale con i land tedeschi  o con i dipartimenti francesi.
    La levata di scudi contro la proposta del Presidente Rossi ha dimostrato, almeno fino ad oggi, quanto poco si voglia cogliere ,da un occasione pressoché unica, quella di affrontare il delicato passaggio di una profonda sburocratizzazione dell’apparato pubblico.Non con tagli generalizzati ma con l applicazione di standard, procedure  che permettano , su territori piu’ ampi, con l utilizzo di nuove tecnologia , risparmi e progettualità più’ mirate.
     Senza per questo considerate semplice il percorso ,auguriamoci che il dibattito delle prossime  settimane stemperi quello che e’ stata la dirompente proposta del Presidente della Regione.
     Questo essenzialmente per indirizzare tutte le attenzione e gli sforzi verso i modi e le forme di quello che e’ insieme alla legalità, uno dei temi fondamentali della rinascita sociale ed economica del Paese.Una rivoluzione culturale che si impone a tutti ma in particolare a quelle forze che vogliono ambire ad essere il motore di una crescita della società che vede nelle riforme strutturali un modo per poter essere presenti nelle competizioni verso attori ben più’ agguerriti della citta’-stato confinanti.
    Le questioni di campanile lasciamo pure alle rievocazioni ,ai libri di storia che devono pur essere presenti nella nostra memoria e in quella di tutta la città.
     Le sfide, però sono ben altre .Di fronte all emergenza della situazione  , senza rinnegare il passato , occorre indirizzarsi verso la suddivisione amministrative in aree più vaste ed omogenee.
    Probabilmente ,con la stessa logica innovativa , anche i sacrifici di coloro che nel passato hanno fatto ragione di vita nel lottare per il riconoscimento della   propria citta’, non risulteranno vani. Approfittando, così, di quell unico filo che tiene insieme tutti coloro che cercano il bene per le proprie genti.
    Le specificità che ci caratterizzano , insieme a qualche ufficio, non possono essere le sole motivazioni di una difesa di trincea ad un mondo che  altrimenti rischia di scomparire per l esaurimento di un ciclo.
    Il futuro , per quello che riguarda la gestione piu’ampia del territorio, non puo indirizzarsi che in quella direzione. Ricordiamoci , se non altro  ,dello sforzo di  modernizzazione che abbiamo il dovere di perseguire anche per il bene delle nuove generazioni alle quali abbiamo il dovere di trasmettere la memoria ma anche e soprattutto il diritto ad un futuro.
                        Un caro saluto Luca Soldi ( Prato)

  41. Ha ragione Simona.
    Le varie motivazioni ideologiche tra Buttafuoco e Telese non reggono.

  42. Mi sembra impressionante che Telese se ne sia andato da”Il fatto quotidiano”,che e’uno splendido giornale pieno di ottimi professionisti,che inoltre abbia deriso un’ottima giornalista come Luisella Costamagna offrendole sarcasticamente la posta del cuore del suo giornale,e poi ,di fatto sia finito in tv con Nicola Porro,che,l’abbiamo visto tutti ieri ,in maniera esecrabile lo ha rimproverato pubblicamente alla fine della trasmissione,dicendogli,come se fosse il suo padrone :”Hai esagerato,stasera hai esagerato!..”Mentre in realta’ Telese aveva solo,giustamente,attaccato Fiorito in maniera più che adatta al suo compito di giornalista.Ma Porro vuole forse tappetini per il PDL.E cosi’ scatta la giusta nemesi per chi come Telese trovo’ insopportabile Travaglio, e la Costamagna adatta alla rubrica del cuore.
    Mi piacerebbe tanto,ma tanto,sentire la risposta di Telese all’atteggiamento di Porro.
    Siccome poi,in questo stesso blog,gli ho mandato pure una lettera,sempre sulla frase”Hai esagerato,stasera..”,penso proprio che,anche per semplice civilta’,che me la dovrebbe.Staremo a vedere.

  43. This content has a lot of great information that is apparently intended to make you think. There are excellent points made here and I agree on many. I like the way this content is written.

  44. Buongiorno NANO, sai che sei un succhia fondoschiena? io di lavoro faccio lo spargi lettame, se vuoi ce un posto di lavoro libero, pero prima ti devi pulire la bocca dal vecchio lettame che hai attaccato sotto e sopra la bocca da nano che ti ritrovi.
    6 UN GRANDE…………………NANO!!!!!!

Lascia un commento


sms