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17 agosto 2011
Telese: “Smaschero i politici bolliti”

A uno come Luca Telese va messo il sale sulla coda. “Sono in partenza da Cagliari”. “Sono appena sbarcato a Fiumicino”. E’ in riunione con i colleghi de “Il Fatto”, ha appena registrato una puntata di “In onda. Lo inchiodo in viaggio sulla sua macchina a metano, direzione Fregene, che va a trovare il figlio Enrico, il nome del celebre nonno. C’è un vento sempre che lo spinge, che sono le tante cose da fare ma anche il suo narcisismo, magnitudo 12 nella scala Mercalli della vanità egoica, ma è un narcisismo allegro, che mette allegria, mai cupo e permaloso. Cagliaritano, 41enne, sposato con Laura, giornalista anche lei, sorella minore di Bianca Berlinguer, faccia da messicano evaso da un romanzo Luis Sepulveda, dove si nasce declamando la rivoluzione e ci si ritrova a quarant’anni a dire senza sensi di colpa “noi televisivi”. “Adelante con juicio” fa a se stesso cocchiere. Panciuto ma non per questo depresso, spregiudicato ma con un suo metodo, smanioso di dire quello che pensa e anche quello che non pensa, purché sia stoffa mediatica da vendere al pubblico. E’ il tipo, Telese, che, segregato in un container senza porte e finestre, s’inventerebbe comunque qualcosa, fonderebbe una casa editrice o quanto meno scriverebbe una sua ricostruzione del giallo del Marchese Casati. L’ha fatto. Senza nemmeno l’alibi di vivere chiuso in un container. E’ da poco uscito da una turbolenta riunione nella redazione romana de “Il Fatto”.
“Sai qual è il paradosso? E’ che all’esterno siamo percepiti come a un giornale partito, monolitico…”
E invece?
“Siamo un giornale serbo-croato. Ogni riunione di redazione è un happening. Può succedere di tutto. Dieci teste pensanti, diverse una dall’altra, che in questo momento storico sono in equilibrio tra loro, ma domani chissà. Un direttore, Antonio Padellaro, che viene dal “Corriere della Sera”, Marco Travaglio che è un montanelliano antiberlusconiano, io che sono un berlingueriano doc, Massimo Fini un anarco-libertario collegato da Milano, poi arriva Furio Colombo, ex azionista torinese e ambasciatore che dice cose tremende sulla Fiat. Tu mi dirai: che c’entriamo io e Travaglio nello stesso giornale?”.
Già, che c’entrate?
“Niente. E infatti litighiamo spesso”.
Su cosa litigate?
“L’ultima volta su Nichi Vendola. Che, secondo Travaglio è una sorta di criminale politico, a me invece sta molto simpatico e lo considero una persona di qualità. Lui poi difende D’Alema. Che invece a me voleva spaccare la faccia”.
Questa la raccontiamo.
“Gli vado sotto a Montecitorio e gli faccio: “Scusi presidente…”. Lui si toglie gli occhiali da sole e se l’infila nel taschino. “Vede, quando avevo vent’anni, dopo che io avevo terminato questo gesto, la persona che stava nella posizione in cui sta ora lei, si ritrovava a terra con il naso fracassato e sanguinante…Non parlo con coloro che infangano la mia dignità”.
D’Alema, un pericoloso picchiatore?
“I casi sono due, o D’Alema insulta solo me o gli altri colleghi non lo scrivono quanto lui è maramaldo e spaccone. Certo, mi diverto molto quando gli parte la voce metallica dell’incazzato”.
Li odia lui i giornalisti.
“Ti ricordi quando disse: (imita la voce metallica di D’Alema) “Ai giornalisti che mi rompono i coglioni vorrei spezzare le ossa una a una e prenderli a calci in culo?”. Ecco, quando dice queste cose, mi fa morire. Il vero talento di D’Alema era rubare il posto a Corrado Guzzanti”.
Sei uno che si vanta di stare sulle palle a parecchia gente, non solo a D’Alema.
“Manca spesso nella nostra categoria il gusto del nemico. C’è l’idea malsana che il bravo giornalista debba essere amico di tutti. Io do il meglio di me quando non sono sdraiato davanti l’interlocutore”.
Mai provato ribrezzo per te stesso dopo un’intervista particolarmente sdraiata?
“Vendola mi piace, ma quando è venuto da me gli ho fatto 40 domande una più tosta dell’altra. Alla fine, mi fa con la zeppola: “cavolo, Telese, mi hai massacrato”. I lettori de “Il Fatto” mi accusano di essere troppo indulgente con i cattivi di destra. In particolare, un’intervista troppo sdraiata con Alessandro Sallusti, il direttore de “Il Giornale”.
Vero?
“Da sinistra tutti lo vogliono dipingere come un demone e allora a me, che sono comunista, sardo e berlingueriano, scatta un meccanismo contrario. Mentre a quelli di sinistra non ho mai fatto sconti. Mi considerano un picchiatore”.
Sallusti ha una faccia da demone. E’ all’altezza della sua faccia?
“Assolutamente sì. L’ultima volta che l’ho intervistato era appena scampato da un’operazione al cuore. Il medico l’aveva dato tecnicamente morto e lui aveva questa faccia da sopravvissuto. Una volta mi raccontò: “Sono nipote di un generale che andò a morire con Mussolini, io voglio fare lo stesso con Berlusconi”. Ha qualcosa di crepuscolare Sallusti. Uno così mi pare stupido considerarlo un lacchè”.
Tre personaggi da cappa e spada, Sallusti, Feltri e Belpietro.
“Messi insieme sono materiale per un grande romanzo italiano alla Gadda. Amori e odi incrociati, una mobilità estrema. Puoi pensare il peggio dei tre, ma sono un rutto liberatorio rispetto a certo conformismo italiano anche di sinistra”.
Giornalisti conformisti di sinistra. Da te ci si aspettano nomi e cognomi.
“Intanto Gianni Riotta, che mi ha onorato annunciandomi una sua querela. Quelli come lui ci hanno raccontato fino all’ultimo la favola di Prodi grande statista della storia repubblicana… Considero Giovanni Floris un bravissimo ragazzo, uno pulito, che non se la tira per niente, non fa la rockstar, ma il suo “Ballarò” è veramente un house organ del centrosinistra. A me piace avere in studio quelli che hanno idee opposte alla mia. Mi hanno massacrato per avere ospitato Borghezio dopo la sua sparata sulla vicenda di Oslo. Per me questo è fare giornalismo”.
A proposito di diabolico, la coppia Sallusti-Santachè. Un accoppiamento da manuale.
“A proposito di donne che cambiano gli uomini. Abbiamo misurato l’influenza della Santanchè su Sallusti, quando ha cominciato a togliersi i suoi completi stile divisa e ha cominciato a vestirsi con maglioni girocollo esistenzialisti. Mi accusano di avere una debolezza per il gossip, ma questo è il grande romanzo popolare alla Balzac. Da direttore chiederei un pezzo alla settimana sui due”.
Ti sei appassionato anche a Tremonti.
“Altra storia bellissima. Tanti eufemismi, tanta ipocrisia. Aldo Cazzullo mi odia a morte perché ho trovato ridicolo quando lui racconta Milanese come un compagno delle passeggiate in montagna di Tremonti, a sua volta spacciato per un santo inconsapevole di avere al suo fianco un poco di buono. Ma ti pare credibile? Tu scegli un collaboratore che spende 8 mila euro a notte al Plaza e non ti fai delle domande?”.
Augusto Minzolini, come lo collochiamo?
Non è giornalismo. Lui fa un altro lavoro. Direi un lavoro di rimozione. Il titolo che lo inchioda è: “Assolto Mills”. Mills non è mai stato assolto. Anche Vittorio Feltri è un giornalista di destra, lui magari titola “Sentenza di merda”, ma non nasconde la notizia. Del resto, la peggiore condanna di Minzolini è l’estratto conto della sua carta di credito aziendale…”.
Alludi?
“Che, nell’anno della crisi, abbia fatto da direttore un giorno di trasferta su tre è una cosa ridicola. Della destra non ne parliamo, il partito degli onesti è stato sepolto da una risata con Cosentino che applaudiva in prima fila. Ma a sinistra non siamo messi meglio. Bersani che dice “attenzione alla macchina del fango”! Ma quali macchine del fango?! Arrestano il tuo principale collaboratore e non devi neanche dare una risposta?”.
Parliamo di “bolliti” in politica. Dammi la tua classifica.
“Ci sono tre grandi bolliti nella politica italiana. Berlusconi al primo posto. Che fa dire a Lino Banfi: “ho visto Silvio depresso”, negando il Berlusconi di tutta una vita, il mito del fitness costruito con tanta caparbietà. Il secondo è Bossi, il terzo D’Alema. Tre grandi storie che hanno deciso la fine della prima Repubblica e ora sono arrivati alla fine loro stessi”.
Fini e Veltroni li teniamo fuori?
"L’errore fatale di Fini è stato quello di non dimettersi da presidente della Camera. Lo ha fregato la vanità. Se si fosse liberato del suo scudo, avrebbe potuto giocare una nuova partita politica. Ma ha ancora tempo. Mi piacciono i personaggi, che cadono e tornano. Veltroni è un piccolo principe disarcionato. Ha chiuso come politico ma potrebbe iniziare una carriera da rockstar. Ho visto le mamme che piangevano mentre raccontava del suo libro su Vermicino. Io stesso ho pianto. Lui dovrebbe reinventarsi stile Antonio Ricci. Fossi Piersilvio, darei a Veltroni un programma tipo “Striscia” in chiave melodramma. Certo, se vuole tornare a fare il leader salvifico è finito anche lui”.
Nel deserto estivo dei palinsesti tu imperversi con la Costamagna tutte le sere su La7 con “In onda”.
“Abbiamo appena registrato una puntata con il tuo amico Maurizio Costanzo. Si è presentato con la sua ironia molto amara: “Ma che me state a fa’ il coccodrillo?”. E’ stato molto bello. E’aerrivato anche Enrico Mentana con il figlio e si è messo a guardare dietro a un cameraman. Costanzo gli ha chiesto: “E tu che ce stai a fa’…”. Mentana, che è sempre un sarcastico, ha risposto: “Sono venuto a far vedere a mio figlio cos’è la televisione italiana…”.
Che rapporti hai con Mentana e Lilli Gruber?
“La Gruber la vedo poco. Con Mentana abbiamo una frequentazione goliardica, da compagni di banco. Lui, da mezzobusto, è sempre in giacca e cravatta ma sotto tiene i jeans strappati e una volta stava anche in boxer. Io mi metto dietro la telecamera e gli faccio la linguaccia e lui, appena scatta lo spot mi fa: “Telese sei proprio uno stronzo!”.
Mentana con i boxer fa pensare a Travaglio che scappa in mutande sotto il terremoto, un cult di youtube.
“E comunque Travaglio stava a casa sua, mentre Mentana queste cose le fa in studio, con la troupe, il regista, le segretarie. Gli piace fare il dissacrante, ha il gusto della battuta a raffica”.
Questa storia della guerra con Luisella Costamagna, tua compare di studio. Quanto vera e quanto giocata?
“Tutto vero. L’unica cosa su cui andiamo d’accordo io e Luisella è che la televisione non deve essere finta. Per il resto, abbiamo tempi e idee televisive diverse”.
Tutti e due di sinistra.
“Sì, ma lei è una sabauda snob, mentre io sono un nazionalpopolare, mi piace litigare alla festa dell’Unita come a quella del Secolo. Luisella mi rimprovera spesso: “Ma come, dai del tu ai colleghi in onda?!”. E io non capisco. Se gli do del tu fuori, perché dovrei passare al lei in studio? La verità è che siamo due modelli antitetici e questo salta fuori in video”.
Vi hanno scelto per questo.
“E’ la perfidia dei dirigenti di La7. La cosa funziona. In giro per l’Italia, la gente mi chiede: “Ma dov‘è Luisella?”. Ci vedono come Sandra e Raimondo. Hanno bisogno di pensare che noi abbiamo una storia insieme per il fatto che lavoriamo insieme. Sta diventando anche lei una diva nazionalpopolare, a suo dispetto. Sul mio sito non puoi sapere quanti, nelle ricerche, mettono come parole chiave “Luisella Costamagna cosce”.
Questo la farà inorridire.
“Eccome. Luisella è molto “vorrei ma non posso”. Vorrebbe essere riconosciuta come la grande intellettuale della sinistra ma anche che le guardino le tette. Allora deve rassegnarsi al fatto che qualcuno poi vada a pescare nel torbido. Detto questo, lei è una grande secchiona che si prepara maniacalmente e questo è un contributo per la trasmissione”.
Ha detto: “Con Telese mi sento un’insegnante di sostegno”, lasciando capire che sei un ragazzo difficile da gestire.
“A me piace arrivare in studio magari all’ultimo momento, dopo esser stato una giornata a Montecitorio a vedere le facce dei politici. Lei si prepara sulle agenzie e considera questa mia cosa come emotività e bozzettismo”.
Televisivamente sei nato con Chiambretti.
“Un anno e mezzo come autore di “Chiambretti c’è” è stata una palestra grandiosa. Mi fece esordire lui in video, ma mi scappò una battuta in più rispetto al testo e lui alla fine m’inseguì dandomi del”coglione stronzetto”. Non mi fece più apparire e mi disse che la televisione non faceva per me”.
A parte la Costamagna, abbiamo parlato poco di donne. Con le due Berlinguer come te la cavi?
“Mi mettono in mezzo. Con mia moglie Laura il rapporto è difficile. Se avesse sentito quello che ti sto raccontando, mi avrebbe molto disapprovato. Lei è una specie di carro armato, vive per la cronaca, studia a fondo i processi, m’interroga e quando non so le cose mi dice che non posso fare questo mestiere. Per il resto, siamo una famiglia tipica italiana, niente che possa far arrapare il pubblico. Il nostro karma è quando vediamo la sera un dvd insieme”.
E la cognata Bianca?
“Bianca è molto più scanzonata, ha molta più romanità dentro, cazzeggia, fa battute”.
Più socialmente utile Saviano o Moccia?
“Moccia non è socialmente utile, anche se i lucchetti di ponte Milvio sono stati un radicamento nell’immaginario dei ragazzi. Di Saviano non mi piace il personaggio, il mito guerriero, però Gomorra è una grande libro che mi sono divorato. Il rischio è che sia il suo primo e ultimo grande libro”.
La persistenza di Emilio Fede?
“Non riesco a capire quelli che non ce la fanno a staccare. Sono miliardari, chi glielo fa fare di mummificarsi in tivù? Ci sono colleghi che, quando si spegne la luce rossa, sono morti. In questo senso la carta stampata è un antidoto. Lo stesso Costanzo è drogato di televisione. Se si fosse tirato indietro dieci anni prima, sarebbe stato molto meglio…”.
Ti hanno mai detto che somigli a Clemente Mimun?
“Sei il primo. Non vorrei che si offendesse lui… E poi lui è asciutto, mentre io faccio collezione di diete fallite. Lo incontro spesso la domenica a Porta Portese negli orari più strani. Il mercatino di Porta Portese è una droga. Incontro spesso anche Dini con la scorta dietro che contratta furiosamente per strappare un euro da un portacenere che ne costa cinque…”.

Giancarlo Dotto – Diva e Donna

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28 commenti »

  1. Stucchevole, di nuovo.
    E non parlare male di Chiambretti, a me piace moltissimo nonostante tutto ….
    E … si potrebbe ignorare Saviano nelle interviste e invece parlare di Paolo Barnard?

  2. Un’intervista che, secondo me, è messa lì per fuorviare gli aficionados del blog, baipassare il precedente articolo sul Berlusca, ripetitivo e con nessuna novità efficace.
    Però, ciò che mi ha stupito non poco, non è questa sostituzione affrettata, ma la puntata di IN ONDA di ieri sera, dove non c’èra contraddittorio, a parte quello della bella quanto antipatica Luisella. Pare quasi che la sette tenti disperatamente di ridurre le distanze, spalmare un tantino di miele verso quella parte che fino ad oggi gli è stata indigesta, quasi intendesse aprire anzitempo il paracadute del -non si sa mai che le cose ritornino a soffiare verso quella maggioranza, da loro stessi dichiarata moribonda – e che, invece, sembra rianimarsi di giorno in giorno. Già aveva mostrato questa tendenza al riavvicinamento, politichese, con la non assunzione di Santozorro e branco al seguito…, ieri poi si sono superati nel palinsesto di In Onda, comprendendo unicamente giornalisti di destra e ministro della stessa estrazione politica. Come mai, Luca?
    Perchè rivolgo a te la domanda? Credo tu sia l’unico, di quel programma, a non essere assoggettato ad una politica – arraffa dove si può e quando è utile farlo…! –

  3. @ Luca Telese

    Nell’ intervista rispondevi come diva o come donna? O entrambe?

  4. Eccellente descrizione di Luca (quasi una foto!) e bellissima intervista. Noto che anche ad altri la Costamagna non piace; certo è che se facesse vedere un poco più le tette e parlasse meno, la trasmissione sarebbe perfetta.

  5. “A me piace avere in studio quelli che hanno idee opposte alla mia. Mi hanno massacrato per avere ospitato Borghezio dopo la sua sparata sulla vicenda di Oslo. Per me questo è fare giornalismo”.

    Tale e quale a Cruciani che naturalmente precisa di non essere d’accordo (molto molto blandamente quando si tratta di esponente della maggioranza di governo del piu’ forte) ma intanto offre spazio e favorisce lo sdoganamento dell’intolleranza.

    Vedi il caso della Santanchè quando insulto’ pesantemente alla Zanzara il magistrato llda Boccassini (quasi lei stessa fosse un’educanda tra l’altro!) dopo una prima pagina vergognosa di quel foglio buono per incartare il pesce diretto dal suo compagno di merende Mortimer Sallusti!

    Direi che LT è pronto per tornare a RADIO24!!

  6. È proprio vero che, quando uno non ha identità nel lavoro che fa, deve tentare disperatamente di inventarsela in interviste come questa, patetica. Bellissimo artificio letterario, incredibile burla sentirsi raccontare un telese che avrebbe “il culto del nemico” e che si spaccia per intervistatore implacabile, mentre nella realtà non è che un mesto galoppino di tutti coloro che incrocia nel suo lavoro di giornalinguista… P.s. Travaglio è stato DAVVERO discepolo di Montanelli; Telese di berlingueriano ha solo la sventurata moglie.

  7. Francesca,
    Borghezio è il caso limite ed è oggettivamente un degno esponente del partito dei razzisti e intolleranti.
    In generale però il concetto è del tutto opinabile, quindi non ha senso, anzi, è da intolleranti (senza offesa) puntare il dito contro lo sdoganamento dell’intolleranza…di quale, quella che intendi tu o quella che intendo io ….. ?
    Si dovrebbe dunque censurare … ma chi?

  8. Breny,
    una certa vecchia scuola di giornalismo che si fondava sul senso della misura, del buongusto e del buonsenso non si sarebbe mai fatta vanto di dar spazio e far da cassa di risonanza a certe posizioni.
    Taluni elementi vanno semplicemente isolati e confinati nell’indifferenza se proprio non si riesce a condannarli pubblicamente, mica ho detto zittiti con la violenza!
    E non ci dimentichiamo che quel pazzo di Gentilini di Treviso è stato condannato al silenzio da una sentenza di tribunale a causa dei suoi incitamenti razzisti durante i suoi deliranti comizi.

    Purtroppo ho perso molta della stima che nutrivo per LT dopo la sua commossa solidarietà a Belpietro a causa del fintissimo attentato di qualche mese fa che è apparso da subito anche all’intelletto piu’ primitivo una volgare e sgangherata messinscena.

  9. D’accordo Francesca, tranne il riferimento a Belpietro.
    La tua posizione è evidentemente faziosa (sempre senza offesa), cioè tutto ciò che proviene da Belpietro è falso, pagato, montato, ecc.
    Ora, io non ho più seguito quella vicenda dell’attentato, dunque non so come sia finita e allora ti chiedo: qualcuno ha stabilito con certezza assoluta che era una finzione?
    Se fosse così sarebbe inqualificabile ovviamente ma non sposta niente rispetto alla solidarietà ricevuta all’inizio di tutto, quando anche Telese, come una qualsiasi persona civile ha manifestato solidarietà a Belpietro.
    Proviamo sempre a ipotizzare lo stesso fatto riferito a un nostro “idolo” , magari il solito Travaglio ….
    Poi, ti ripeto, non ho seguito molto il fatto nè all’inizio, nè nel periodo successivo ….

  10. Precisazione: sia chiaro che tutto ciò che riguarda o che fa o che scrive Belpietro (o Travaglio ad esempio) potrebbe davvero essere falso e montato.
    Bisogna però informarsi, valutare e fornire prove.
    Il sentito dire, il luogo comune, i “dogmi” e le chiusure dettati dalla propria parrocchietta non vanno bene.

  11. Breny,
    siiiiiiiiiii!!
    Anche se hai preso l’esempio sbagliato in quanto non mi risulta che Travaglio giri con la scorta, parliamo pure di Marcolino che è stato ridicolizzato dagli house organs per essersi semplicemente preoccupato durante le recenti (lievi) scosse di terremoto a Torino, e per questo aver, lasciato la postazione di lavoro mostrando una mise casalinga!!

    Ah già, ma i veri giornalisti, quelli obiettivi e non faziosi, i campioni dell’equidistanza sono quelli come Feltri che han definito dei cagasotto anche i poveri giovani (laburisti, forse c’entra!) norvegesi per essersi fatti ammazzare senza reagire!

    Tornando a LT e all’intervista, a parte la considerazione che posso avere di un settimanale con quegli argomenti, ho riletto il passaggio su Floris…. uno dei migliori conduttori TV, insieme ad Andrea Vianello, sicuramente il piu’ educato….. e Telese me lo massacra!!

  12. Breny,

    si hai ragione, solo fatti certi e documentati, non chiacchiere!
    Proprio come fece Belpietro quella volta (fine dicembre 2010) che pubblico’ dell’attentato a Fini che si sarebbe dovuto consumare a Trani, e che aveva come intento di far ricadere la colpa su Mr. B(ean) per screditarlo!

    Rircordi come cominciava il suo articolo ?
    “Girano strane voci a proposito di Fini”
    La strana storia non viene documentatea dal direttore di Libero. Che ammette di non sapere “se abbia fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno”.
    Ma Belpietro decide lo stesso di riferire quanto gli hanno raccontato!

    E quando parlo’ di Fini e la escort pagata con 1000 euro??

    Anche qui solo per alzare polvere e alla fine far passare il messaggio che : “La terza carica dello Stato dopo aver fatto il moralista con Berlusconi ora sarebbe inciampato in una vicenda a sfondo erotico peggiore di quelle rimproverate al Cavaliere”.

    Il solito metodo Boffo!!!

  13. beh, anche su Vianello sono poco preparato.
    Le poche volte che l’ho visto all’opera, di mattina in un programma di cui ho dimenticato il titolo, l’ho trovato abbastanza incolore e soprattutto incapace di far mantenere la calma ai propri ospiti.
    Sul fatto del terremodo e la ridicolizzazione di Travaglio che io avevo visto sul tg del nuovo dio dell’informazione Enrico Mentana, avevo già espresso il mio giudizio negativo: non è certo la paura del terremoto anche di Travaglio che me lo rendono detestabile.

  14. Breny

    averto un lieve sarcasmo a proposito di Chicco Mitraglia….. mi sbaglio?

    Certo che LA7, dopo RAI3 – a parte Anna La Rosa – resta l’emittente piu’ interessante al momento.

    In casa mia poi, dove sono bandite tutte le reti MERDASET!!

  15. @ Luca Telese

    Buongiorno,
    come posso fare per chiederle un’ intervista?
    Stiamo allestendo il numero zero di un nuovo mensile e abbiamo previsto uno spazio dedicato ad un personaggio affine ai temi trattati.

    La rivista si chiama “Cinghiali e Obesi”: potrei intervistarla come obeso, oppure come cinghiale, come meglio crede :)

    Saluti

  16. @ Renzo C

    questo rimane comunque un blog serio…. non l’Asilo Mariuccia!
    Se ti vuoi mettere al livello del Trombone di Gemonio che ha dato del nano Brunettolo al ministro veneziano della PA ….. io mi dissocio!!

    :-D

  17. “Lui poi difende D’Alema”…ma chi? Travaglio??
    Questa mi giunge nuova.

  18. Non ti sbagli Francesca.
    A parte che a me Mentana non fa nè caldo nè freddo, ti vorrei ricordare che ha lavorato per Mediaset per qualche annetto …
    Poi se ne andò sdegnato. Perchè? Versione ufficiale a parte, la verità è che il tapino si accorse di quella grandissima porcata del Grande Fratello solo dopo molti anni, cioè quella sera di febbraio 2009 nel giorno in cui morì la povera Eluana Englaro.
    L’Enrico si imbufalì molto con i dirigenti Mediaset perchè si sentì sfigato, non potendo fare, come tutti gli altri invece, il solito miserabile spettacolo sulla delicatissima vicenda Englaro, perchè, appunto, c’era prima il Grande Fratello e la direzione non pensò di non mandarlo in onda.
    Ovviamente la cosa fu venduta con tante nobili argomentazioni da parte del nostro eroe; per me invece la triste e squallida realtà è quella che ho detto: a Mentana, così come a Vespa, Lerner e tutti gli altri, interessava l’Eluana Englaro solo in funzione della sua speranza di fare più ascolti degli altri.

    Poi non dire Merdaset Francesca, non ti fare sempre suggerire da Travaglio, anche perchè se non la guardi come fari a definirla merda?

    E a proposito di Mentana passato a la7, se domani farà lo stesso l’attuale direttore del tg5, tu ti sintonizzerai su di lui e lo stimerai immediatamente ?

    E …. lo sai vero che la Berlinguer moglie di Telese lavora per Italia Uno?

  19. Ho dimenticato di dire (ma la storia è nota ai più) che Mentana polemizzò per via del mancato spostamento in prima serata di Matrix (altro programmone).

  20. @ breny

    anche la brava Geppy , che adoro su La7 con il suo fantastico programma di traino al TG di Chicco Mitraglia, continua a farmi incaxxare come testimonial degli yogurt con quella beeeeeep della Marcuzzi, che mi si ricollega a quella famosa sera del 9 febbraio 2009 che citavi piu’ sopra!

    MERDASET 100MILAVOLTE!

    ma tu lo sai che io ero una tifosa rossonera da ragazza?
    Indovina perchè ho cambiato squadra??!!!!!

  21. nooo Francesca, anche tu hai smessi di essere milanista !
    Questo non me lo dovevi dire.
    Beh, almeno io di questi problemi non ne ho dato che non seguo proprio per niente il calcio.
    E …. ti voglio fare inorridire ancora: io guardo diversi film su Mediaset e faccio la spesa anche all’Esselunga e alla Standa (sono un depravato, lo so)!

  22. @ Breny

    beh, saranno anche caxxi tuoi!
    Io invece evito la contaminazione in ogni modo:

    – non guardo le TV Merdaset (già detto??)
    – non compro libri Mondadori & similia del padrone di Hardcore
    – mi assicuro all’Unipol (prima o poi avremo una banca!!)
    – la spesa? Ma alla COOP naturalmente!

    Orgogliosamente ANTI-B!

  23. Anch’io comunque preferisco la Coop (d’altra parte la coop sei tu, chi può darti di più) , alla quale sono associato da un trentennio.
    Ma anche il Conad. Comunque non ho preclusioni e non credo che cambi qualcosa comprare o non comprare in un posto o nell’altro.
    E comunque anche la Coop sfrutta i propri dipendenti; incredibile vero? Informarsi per credere, ad esempio sui precari e sottopagati stranieri, cinesi e non, e sui tanti giovani che comunque vengono assunti solo part time a 30 ore pagate ovviamente pochissimo, e i vari ricatti per chi protesta per il lavoro festivo, e ti raccomando i colloqui di lavoro ….domande intelligentissime come ad esempio: dove vai a fare la spesa?

    Ma tu Francesca, dove vivi? E sei sicura di muoverti solo in quei contesti del tutto belli onesto solidali (perchè) di sinistra, dove tutto funziona alla perfezione e dove la gente non è sfruttata e vive felice ed è tanto buona e solidale e quando si incontra sulle scale si abbraccia e nelle riunioni di condominio addirittura arriva a baciarsi?
    Se mi dice dov’è, corro lì.

  24. @ berny

    Credo che stiamo tediando con questo ping-pong e sarebbe il caso di darci un taglio, non prima pero’ di un’ultima risposta!

    solidale di certo, visto che io per prima lo sono; altruista e disinteressata, anzi spessissimo ci metto del mio, e non parlo solo di tempo!
    Le mie vacanze lo scorso anno passate a dare il bianco a casa di un’anziana con annessi e connessi di pulizia e riordino….. comprando di tasca mia la pittura, i pennelli e i prodotti di pulizia.
    Quest’anno il giorno di ferragosto mentre tutti erano spaparanzati a far grigliate, io visitavo chi deve restare a letto per forza e in una casa ci ho trovato una donna immersa nella cosiddetta che aveva bisogno di una bella ripulita…. indovina chi glie l’ha data?
    E per fortuna che non sono debole di stomaco…. ma tieni presente che non lavoro come infermiera!

  25. @ dracula

    Rimane un blog serio… e ci scrive dracula? :D
    Ma vai a raccogliere la bava di Bossi, va

  26. Francesca, c’è totale non-comprensione e incomunicabilità, quindi ti saluto e non commento ulteriormente ……

  27. ciao luca!sono del cameroun e seguo spesso la sua trasmissione “in onda” nonché i suoi vari interventi in televisione e ritenevo(ritengo) che lei fosse(è) tra i pochi uomini di televisione [presentatore -giornalisti ecc] a presentarsi come “essere umano vero” spesso perché si vede la sua indignazione[nelle sue domande o commenti] di fronte alle varie ingiustizie e infamie che ormai fanno parte del quotidiano della nostra vita …la forza di “in onda “non era soltanto nel mettere a nudo le sregolatezze e i limiti di chi si sente padrone di questo mondo attraverso le domande ai suoi invitati ,ma era anche nel volto umano[i dissensi ,le battute ,gli scherzi ,la spontaneità, sopratutto la diversità ] e simpatico che lei e la sua collega ci facevate vedere ….io penso che nella vita nessuno è indispensabile ma ogni tanto bisogna ammettere la ricchezza de la differenza (o diversità)…la sua collega completava il suo “style” senza nulla togliere al sig “Porro” …siamo un pò stanchi di quella televisione dei “super” vogliamo cose vere …non cito esplicitamente la sua collega ma lei capisce di chi si tratta…il successo della “LA7” deriva da questo concetto :la tv vera .Esempi : geppi cucciari,MENTANA (anche se il suo stipendio ci lascia un pò perplessi..)

  28. Telese vattene a rete4……così bilanci gli squilibri della rete…..se poi te ne vai a quel paese è anche meglio……..sei solo una delle tante mignotte di questo paese di merda…!!!!

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