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3 agosto 2011
Se i due conduttori studiano strategie

Luigi de Magistris era ospite di «In onda», il talk di attualità condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese (La7, dal lunedì al venerdì, ore 20.30). Il sindaco era in collegamento da Napoli, mentre in studio era presente Lorenzo Pinna, vecchio «sherpa» di Piero Angela e fresco autore di un libro sull' immondizia. Spazzatura, ancora spazzatura: è un argomento che in tv tira sempre. Ma, dopo aver preso nota della determinazione del sindaco, che si è detto molto soddisfatto dei suoi primi sessanta giorni, del suo trasporto nell' affrontare i problemi della città (sperando che non sia solo «fruscio di scopa nuova»), di qualche innocente bugia (pare che già al secondo «incontro del mercoledì con i cittadini» abbia delegato i suoi assessori), l' attenzione è corsa sui due conduttori, la torinese e il romano. Cosa vuol dire quando si presta più attenzione ai conduttori che all' ospite? Significa semplicemente che il padrone di casa ha più personalità dell' invitato; oppure, come nel nostro caso, che il padrone di casa sta mettendo in atto una strategia per la costruzione del suo personaggio. La prima osservazione degna di nota è che la Costamagna, da vera sgobbona, aveva il tavolo pieno di appunti e di ritagli di giornale, mentre Telese ostentava l' iPad, per comunicarci il suo adeguamento tecnologico (e qui potrebbe partire un' analisi sulla differenza psicologia dei due, ma non so quanto interessi). La seconda cosa evidente è che i servizi mandati in onda, specie il primo dove si parlava di de Magistris come «della prima incarnazione dell' indignazione italiana», erano di rara modestia, segno evidente del disinteresse dei due conduttori per la costruzione del programma. La terza è che a un certo punto Telese ha detto al paziente Pinna: «Ti do del tu perché siamo colleghi». Che è una di quelle frasi-spia, non molto elegante, dell' agnello che vuole farsi lupo, della latente violenza che agita ogni talk show.

Aldo Grasso – Corriere della Sera

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79 commenti »

  1. @ breny.
    Tutto preciso preciso, come ha raccontato l’amico Edmondo, fin’anco i puntini, virgolette, punti esclamativi, interrogativi, punto e virgola e punto fermo. La sola nota che rendeva il programma meno monotono, secondo me, era quel simpaticone di Rotondi, sempre ben disposto al sorriso e mai volgare nei termini. Purtroppo, è stato di poche parole perchè, i tenutari del programma – forse è meglio dire conduttori- lo interrompevano con una frequenza inaudita. Comunque sia, quelli che lo conoscono per la sua serietà e l’innegabile educazione, hanno recepito benissimo ciò che intendeva dire.
    Soltanto Nello non l’apprezza, anzi, lo bacchetta. Ma come dicono, una rondine, non fa primavera!

  2. A me Rotondi ricorda un sacco Alighiero Noschese e non capisco – perchè pochissimo lo conosco – se ci fa o ci è.

  3. Walt Disney e’vivo!!!

  4. La strage di Bologna non e’mai accaduta.Ci stanno ingannando da 31 anni.Svegliatevi!!!

  5. @ 50 margherita

    Scusa Margie ma non ho capito il senso del commento: è un consiglio? o è un ordine?
    Oppure usi il blog di Telese come bloc notes delle cose da fare?
    Nel caso ne approfitto pure io

    – passare dal lavasecco
    – 2 mozzarelle, meglio se di bufala

  6. @ Conte Aigor.
    Se scrivi soltanto per dire delle corbellerie, come passatempo, beh, allora sei scusato, visto che le mamme…. ecc. ecc. Se invece sei nato dopo quel tragico evento, sappi che ci sono tante persone che ancora oggi soffrono per quello scoppio immane che, t’assicuro, è avvenuto ed ha fatto tantissime vittime. Ti prego, Aigor, se vuoi scherzare, racconta magari degli aneddoti divertenti; lascia stare fatti che sono al di là della tua comprensione!

  7. @Margherita

    Anziché quello di Maurizio Chierici, perché non fai leggere due mirabili pezzi dell’altro “Grande Fatto-rino” Barbacetto?

    Mercoledì 3 Agosto: “Ricetta di B. per il Paese:un’altra festa ad Arcore”.
    Giovedì 4 Agosto: “Emilio Fede una Domenica con Papi”.
    Se Barbacetto è uno dei soci, peggio per loro, ma, se non è socio, perché lo pagano?
    Per simili exploit?

    Edmondo

    P.S.
    A chi non ha letto gli articoli, darò ragguagli sulle parti più esaltanti dei due pezzi.

  8. @ EdmondoCosta

    Concordo e rilancio.
    Per me questo articolo di Barbacetto è ancora meglio:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/23/gavio-l%E2%80%99autostrada-e-quella-plusvalenza/147331/

    Perchè è ancora meglio?
    Per questo passaggio:
    “Quelle stesse azioni”, dichiara Albertini, “appena diciotto mesi prima erano state vendute al gruppo Gavio da, diciamo così, ‘distratte’ amministrazioni pubbliche, prevalentemente di sinistra, a 2,9 euro l’una. Qual è il prezzo congruo, 2,9 oppure 8,93?”.”

    La Perla Quotidiana di Barbacetto che ci regala in questo mirabile articolo soltanto un po’ corto di memoria, è che nel 2007, purtroppo per lui, ha scritto il libro “Compagni che sbagliano” dove si legge anche ciò:
    “Advisor di Unipol è Guido Roberto Vitale, lo stesso che mette il timbro di congruità sul prezzo finale delle azioni Serravalle comprate da Penati.”

    h ttp://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/Gavio.html
    Il paragrafo interessante è “Il caffè di Filippo Penati”

    Nell’ articolo sul Fatto Quotidiano, Barbacetto cita quindi pezzi del suo libro (lo cita anche Travaglio qui, i testi sono praticamente identici in alcune parti:
    h ttp://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/26/d%e2%80%99alema-veltroni-bindi-letta-enrico/147812/ )
    ma TUTTI E DUE si dimenticano la frasetta con il nome Guido Roberto Vitale, soprattutto Barbacetto, visto che il libro l’ ha scritto lui.

    Quindi i due furbetti del giornalino si chiedono candidamente se “il prezzo era giusto”, fingendo di non sapere chi l’ aveva dichiarato congruo nella “sporca faccenda” della Serravalle (parole di Travaglio).

    Questo sì che è giornalismo d’ inchiesta!
    Gente che non guarda in faccia a nessuno, giornalisti che vanno diritti all’ obiettivo senza paura, senza macchia né peccato.

    Standing ovation, PATACCARI

  9. @Renzo C

    Grazie del contributo.
    Quali saranno gli strali di condanna per noi, lanciati dall’insonne e laconica (soltanto dal punto di vista epistolare) Margherita?
    Edmondo

  10. Che forza questo blog!

  11. @ EdmondoCosta

    Assolutamente nessuno.
    Se la conosco bene, quando non ha argomenti o la discussione devia da temi di altissimo valore, tipo i sandalini della Luisella, scappa a gambe levate.
    Anche perchè sa che altrimenti rischia gustose (almeno per me) prese per i fondelli :)

    Ciao

  12. Quel che piu’mi fa’,per usare un inglesismo,incazzare e’ilmessaggio che taluni blogger(o pseudo tali) mandano attraverso i loro post.Quel cercare il pelo nell’uovo per far passare il concetto che chi si oppone al governo Berlusconi non e’poi cosi pulito.Il messaggio neanche tanto subliminale che in fondo siamo tutti uguali,facciamo tutti schifo.Ebbene io penso che chi denuncia le porcherie della maggioranza che sgoverna l’Italia non sia uguale a chi,attraverso i mezzi d’informazione tiene il sacco al regime telecratico che opprime e coglionizza il paese intero.

  13. Fai due fatiche: ti incazzi e poi ti scazzi.
    Pelo nell’ uovo ‘sto par de balle! Questi sono l’ altra faccia della medaglia, ma non mi aspetto che tu lo possa capire, chiederei troppo.
    Non facciamo tutti schifo, tu forse sì, se lo scrivi qualcosa vorrà dire.
    Chi denuncia le porcherie come il Pacco Quotidiano fa benissimo a farlo, salvo quando nasconde le proprie e censura: non erano i garantisti, pluralisti e menate varie?
    E quando mettono nero su bianco che è meglio un innocente in galera che un presunto colpevole fuori? Tutto ok?
    Anche questo dubito lo capirai, ma la speranza è l’ ultima a morire.
    In effetti però devo dire che il regime telecratico ti ha coglionizzato benissimo, per partito preso sei disposto a chiudere gli occhi di fronte alle evidenze.

    La curva sud è il tuo luogo naturale.

  14. “Le proprie”,quali sarebbero?Guido Roberto Pitale?Anche a me e’capitato di essere censurato dai cosiddetti”moderatori”del FQ, che come tu saprai bene-professorino de sta ceppa-non sono gli autori dei post,ma viceversa una redazione dedicata,ma questo non mi impedisce di distinguere la merda dalla cioccolata.Quanto a Strauss Khan,e’evidente che si tratta di una provocazione,che solo un morto di sonno con gli occhi foderati di prosciutto, non riesce a cogliere!

  15. @Anarchico Contropacco

    Prima che da questa si passi alla nuova “provocazione” di Telese, che ho già letto, purtroppo, vorrei chiarire alcuni punti.
    Personalmente trovo l”impostazione del FQ semplicemente disgustosa.
    Lo stesso disgusto e disprezzo ho sempre provato per i personaggi, giornalisti e non, che lo hanno creato o vi scrivono con una certa continuità.
    L’avere da sempre disprezzato certi individui senza che tra di loro vi fosse alcun collegamento evidente e vedermeli, poi, uniti, nel FQ, ha rafforzato la mia posizione critica nei loro confronti.
    Parlo di Travaglio, Barbacetto, Gomez, Furio Colombo, Padellaro, Flores d’Arcais, De Monticelli ed altri.
    Nell’elenco non c’è Telese: con lui non sono ancora arrivato al disprezzo, anche se, soprattutto da quando fa la bestia sull’ Onda con la bella, mi sta violentemente provocando!
    Travaglio &C. mi sembrano dei Crociati, i quali non mi pare abbiano fatto grandi imprese per la salvezza dell’umanità!
    Uccidere chi ha una religione diversa!
    Ma quando mai! in ogni caso, altri tempi.
    Al FQ portano tutti la tunica bianca, come i Crociati.
    Ma, sulla tunica, non hanno la croce: hanno l’immagine delle sbarre!
    Quando vedono un cittadino, specie se incamerato, spesso a torto, nel gruppo di tipo “B.”, non chiedono quale sia la loro fede: sterminano e basta.
    Normalmente, però, nei gruppi tipo “A”, “AB” e “0”, non sterminano, ma feriscono soltanto qualcuno, giusto per sembrare “giusti ed imparziali”.
    Questo, giornalmente, o quasi, fanno giustizieri, aguzzini, iene, sciacalli, avvoltoi del FQ.
    Il motto de “il Fatto Quotidiano”: meglio un innocente in galera che un colpevole libero” !
    Quando poi leggiamo l’articolo “mi chiamo Brunetta, risolvo problemi”, pubblicato sul FQ di Giovedì scorso, non si può non rimanere disgustati ed indignati.
    : sono le splendide parentesi del grande articolo del divino sputasentenze.
    Conterò poi sul blog di Travaglio le pecorelle belanti ed adulanti che saranno rimaste certamente estasiate dall’articolo del loro “divino pastore” e che aggiugeranno certamente nuove parentesi dedicate al mini-nano.
    Deridere una persona forzando soprattutto sui sui limiti fisici è azione degna di un “gran signore”?
    Cosa ne dice il “gran signore” Travaglio?
    E cosa ne dice Anarchico Contropacco?
    Ultima nota.
    E’ mai possibile che vi siano delle persone convinte del fatto che, per conoscere le malefatte, vere o presunte, di certi personaggi, bisogna attendere le elucubrazioni degli aguzzini del FQ?
    Buon Ferragosto.
    Edmondo

  16. Nella parte riguardante l’articolo di Travaglio su Brunetta è scomparsa una lunga frase.
    Ribatto l’intero periodo.

    …………………….., non si può non rimanere disgustati ed indignati.
    “Mini-stro”, “preme sull’acceleratore(quello manuale, si capisce)”, “Renatino il Breve”, “è caduto da un marciapiede”, “murarlo in una scatola di fiammiferi. Ma stando larghi”: sono le splendide parentesi del grande articolo del divino sputasentenze.

    Ancora saluti.
    Edmondo

  17. @Edmondo Costa
    Gli aspetti che lei trova insopportabili,sono ai miei occhi la vera forza del FattoQuotidiano.E’evidente che il pezzo di Travaglio su Brunetta e’ infarcito di venature satiriche nei confronti di un mini-stro che da 3 anni a questa parte insulta(FANNULLONI) tutti i lavoratori di questo paese senza alcun ritegno.Personalmente non credo che per conoscere la malefatte del potere ci sia bisogno esclusivamente di Travaglio,ma di certo leggere un quotidiano senza padroni aiuta!Questo ovviamente non significa che la squadra di Padellaro e soci sia immune dagli errori,essendo degli esseri umani non sono infallibili,ma come e’noto,nel panorama dell’informazione italiana c’e’ ‘ di peggio.Caro Edmondo non si puo’ mettere sullo stesso piano chi utilizza la carta stampata per diffondere notizie,con chi sbatte in prima pagina un tal Dino Boffo accusandolo di essere un noto omosessuale attenzionato dalle forze di Polizia.Se non riusciamo a distinguere il guano dal cacao ci iscriviamo involontariamente alla macchina del fango ben descritta dall’immenso Roberto Saviano.Ribadisco il concetto:non siamo tutti uguali!
    Saluti e Buon Ferragosto anche a lei.

  18. @Anarchico Contropacco

    Travaglio non è capace di fare nè satira nè ironia: il suo è solo vile sarcasmo.
    Non ho minimamente condiviso l’azione contro Boffo, ma non accetto neanche che alcuni dati vengano distorti.
    Non mi pare che i fatti stiano come tu(scusami, ma dare del Lei mi viene male) li riporti.
    Comunque, per il momento, lascio perdere un argomento che ritengo fuori tema.
    Chi legge qualsiasi articolo, giornale, libro, con mente aperta, dovrebbe imparare a giudicare senza conoscerne l’autore, cosa che io normalmente cerco di fare.
    Con queste premesse oignuno dovrebbe esprimere le proprie idee ed avere la forza di difenderle senza usare come scudo presunti Dei od Eroi.
    Ad esempio, tu ritieni Saviano immenso.
    Ho letto, dopo una immane fatica di alcuni mesi, Gomorra.
    Ritengo il libro “insopportabile”, soprattutto dal punto di vista letterario.
    Una volta tanto, sono d’accordo con Busi: lo scrittore, ovviamente.
    Saviano, tra le interminabili sequele di nomi, parentele, particolari insignificanti per i lettori, ogni tanto, lancia, come inciso, delle frasi che dovrebbero mostrare la sua grandezza come scrittore.
    Una pena!
    Anche Saviano, come Travaglio, cosa ha scritto che non fosse già detto o scritto?
    Dov’è la sua immensità, sia come scrittore, sia come “predicatore”?
    Ho avuto la pazienza di ascoltare alcune udienze del processo Andreotti.
    Saviano e Travaglio mi fanno ricordare quelle incredibili udienze, dove la banalità, l’inutilità e la superficialità degki interventi di Pm ed Avvocati erano veramente incredibili.
    E’ ovvio che quel processo dovesse durare una vita!
    Come vedi, sono d’accordo con te: non siamo, fortunatamente, tutti uguali.
    Tornando alI’argomento originario, il fatto che anche tu abbia sentito il bisogno di usare il termine “Mini-stro” , che ti sarà certamente piaciuto da matti, come alle altre tantissime pecorelle del blog di Travaglio, denota la tua estrema libertà mentale.
    Mi spiace per te, che hai “bisogno” di nutrire la tua mente con le ovvie banalità e le furbate di Travaglio e Saviano!
    Ancora Buon Ferragosto.
    Edmondo

  19. @Edmondo Costa
    Un processo per mafia all’uomo politico piu’potente della cosiddetta”Prima Repubblica”che si conclude con un’assoluzione per intervenuta prescrizione non si puo’ liquidare,come fa lei definendolo:”banale”.Non c’e’niente di banale in cio che Saviano ha raccontato in Gomorra e questo vale anche per i libri di Travaglio che hanno la funzione di ricordarci tra le altre cose,che i delinquenti,nel periodo storico denominato tangentopoli,erano i ladri che intascavano le mazzette e non i magistrati che indagavano o i giornalisti che scrivevano.E’vero chi legge un’articolo con mente aperta dovrebbe imparare a giudicare senza conoscere chi l’ha scritto,ed io ne sono capace.Molte volte mi e’capitato di criticare un noto giornalista in forza al Fatto Quotidiano(Telese) che spesso piu che far domande all’intervistato di turno,si lascia andare ad un insopportabile cazzeggio.Non mi piace il tifo e non ho il paraocchi ma,ribadisco il concetto,so distinguere la merda dalla cioccolata!

  20. Per me l’ovvio ed il noto, continuamente ripetuti, diventano banalità.
    La banalità, nel processo Andreotti, era nel suo svolgimento, soprattutto negli interrogatori ai pentiti.
    Ore di domande senza senso logico, certamente inutili.
    E non dirmi che non sono nè magistrato nè avvocato, quindi non posso capire.
    Passando ad un altro ounto, mi ha colpito la parte della tua frase: “……..per il libri di Travaglio che hanno la funzione di ricordarci che………..”.
    C’è chi non accetta di “farsi ricordare” proprio niente nè da Travaglio, nè da Saviano, nè da altri come i due, che hanno la pretesa e la presunzione di “volerci ricordare”.
    Pensino alla loro memoria, non a quella degli altri!
    E’ questo uno dei punti di base dei miei discorsi.
    Non riesco ad accettare la dipendenza mentale e l’adulazione neanche quando non mi riguardano.
    Ovviamente, non siamo tutti uguali!
    Ancora saluti.
    Edmondo

  21. @ EdmondoCosta

    Trovo questa tua frase molto interessante:
    “Non riesco ad accettare la dipendenza mentale e l’adulazione neanche quando non mi riguardano.”
    Provo ad ampliarne il senso, sperando di averne colto il succo.

    Pensare è faticoso, così come ascoltare e capire il contenuto di ciò che gli “addetti ai lavori” vogliono trasmettere, quasi sempre con secondi fini più o meno malcelati.
    Non solo è fatica, costa anche tempo e quello, si sa, è sempre tiranno.

    Quindi è molto più semplice elevare al rango di eroe uno che ti fa ridere e intanto denuncia il malaffare, delegando quindi a lui il compito di pensare, scegliere e raccontare.
    E’ più che ovvio il rovescio della medaglia: devi essere sempre pronto ai cambi di direzione del pifferaio, senza porti domande scomode su coerenza e altri ammenicoli.
    Solo lui li può evocare, l’adulatore acritico li accetterà sempre e comunque.
    L’ importante è la denuncia, sempre condita da facile ironia, ottima per farsi le due risate necessarie a riattizzare il mito, per poi correre a raccontare la battutona all’ happy hour con gli amici.
    In questo contesto penso basti rievocare il caso Ciancimino per avere un esempio fin troppo eloquente: fin che c’han fatto i soldi tutto bene, quando è risultato falso e imbecille hanno nascosto tutto.
    I papelli fasulli con cui Travaglio ha triturato i marroni per anni, le ospitate ad Annozero (e la “dimenticanza” di Santoro) le ricordano solo tutte le persone serie, i fan no.

    Quali sono i rischi per l’ eroe?
    Pochi, perchè fintanto che parla e scrive nel mainstream, le voci di chi fa notare le decine di occultamenti, ipocrisie e tutte le altre porcate, restano grida al vento.
    Non del tutto però, perchè a lungo andare non solo le denuncie trovano riscontro, anche l’ incoerenza traspare negli atti dell’ eroe, e le vendite calano.
    Ipocrisie e porcate vanno però evitate come la peste nel mainstream, tipo nominare Ciuro a Travaglio in diretta: perde la testa, perchè sa benissimo di averci fatto una figura dimmm… e ciò NON deve fissarsi nel cerebro (ma c’è?) dei fan.

    Il fan puro e duro infatti, come nel caso di questo simpatico ragazzino, tende ad avere una visione delle cose in bianco e nero: prova ne è il sistematico ricorso a metafore tipo “so distinguere la merda dalla cioccolata!”
    Non è tutta merda o tutta cioccolata, anzi, facciamo finta piuttosto che sia tutta cioccolata: devi essere in grado, assaggiandola, di capire che tipo di cioccolata ti stanno vendendo.
    C’è cioccolata dal 5% al 95% di cacao, un po’ di eccipienti c’è sempre, ma devi avere i sensi svegli per capire cosa stanno cercando di venderti.
    E magari quello che ti ha sempre venduto cioccolata al 5% può darsi che talvolta ne abbia al 70-80% o più, però devi saperla cogliere, non conta nulla che ti abbia da sempre venduto quella scadente.

    Va secondo me aggiunto anche il fatto che la segmentazione di mercato può essere condizione sufficiente per sopravvivere nel mercato editoriale, sempre che il target di riferimento sia numericamente in aumento e se ne assecondino i gusti.
    Per certi versi l’ esperienza del Fatto è interessante, proprio perchè esce dallo schema del “modello di propaganda” di Herman e Chomsky.
    O meglio, sposta il “media bias” sulle ragioni politiche piuttosto che quelle commerciali.
    Resta da vedere se, a medio o lungo termine, pagherà o porterà al fallimento, anche se proprio il “ritorno” politico può essere appunto la condizione sufficiente alla sopravvivenza della testata.

    Il taget di riferimento lo ha esplicitato Giorgio Poidomani, se interessa ne ho scritto qui:
    http://ilpaccoquotidiano.wordpress.com/2011/07/28/parola-di-ad/

    Ciao e buon Ferragosto

  22. La cosa più divertente è che quelli del Fatto dicono di non avere padroni, mentre è ovvio che i “padroni” sono proprio questi giovani aggressivi e dal basso profilo culturale, sono coloro che comprano il giornale o che si abbonano o che lo consultano freneticamente.
    La parola padroni andrebbe però virgolettata molte volte, perchè è uno strano tipo di padrone: ci perde solo e fa invece ottimamente guadagnare i propri “dipendenti”.

  23. @ breny

    Padroni lo trovo infatti pure io troppo forte.
    Riallacciandomi ancora al “modello di propaganda”, la readership (quanti leggono il giornale in media) sono il prodotto da vendere, e nel caso del Fatto i clienti sembrano 3: IDV Grillo e SEL.
    Anche se non appena si avvicinano le consultazioni elettorali, ciascuno di essi marca le proprie differenze e gli “amici” spariscono, come sempre.
    La testata, nel caso del Fatto, diventa quindi un serbatoio di voti abbastanza facilmente indirizzabile dal pifferaio di turno, e il ritorno, perchè sempre di soldi si tratta, si avrà in termini politici più che economici, anche se le cose, come è noto, molto spesso coincidono.

    L’ esperimento è comunque interessante ed è questa la vera novità del Fatto, il resto sono solo chiacchiere, buone per abbindolare il target di cui ho scritto.
    La qualità del giornale infatti è secondaria, non è certo la preoccupazione prima: contano molto di più il titolone urlato e la facile ironia, proprio perchè è ciò che il target vuol trovare in prima pagina.
    Ad esempio, basterebbe leggere cosa ha detto di loro Bocca poco tempo fa, uno che dovrebbe essere affine alla testata, e invece:
    “D. Il Fatto?
    R. Sono tutti amici carissimi, ma io ho una concezione molto professionale del giornalismo: ci vuole ordine, chiarezza. Le notizie devono essere ordinate e serie. E invece anche Il Fatto è un giornale disordinato e anche un po’ inattendibile.
    D. Perché?
    R. Molte notizie sono gonfiate.”

    Ok, Bocca è quel che è, però se anche gli amici carissimi ti criticano, qualcosa vorrà dire, o no?

    Ciao

  24. Rileggendo il povero Anarchico Contropacco ho trovato le conferme a quanto ho scritto poc’ anzi:
    “@Edmondo Costa
    Gli aspetti che lei trova insopportabili,sono ai miei occhi la vera forza del FattoQuotidiano.”
    e ancora
    “Caro Edmondo non si puo’ mettere sullo stesso piano chi utilizza la carta stampata per diffondere notizie,con chi sbatte in prima pagina un tal Dino Boffo accusandolo di essere un noto omosessuale attenzionato dalle forze di Polizia.”
    dimenticandosi però che nella macchina del fango su Boffo ci cascò pure il suo idolo Travaglio, scrivendo per ben 3 volte omosessuale nel suo articolo al tempo: s’è scusato poi?

    Perla finale:
    “… i libri di Travaglio che hanno la funzione di ricordarci tra le altre cose,che i delinquenti,nel periodo storico denominato tangentopoli,erano i ladri che intascavano le mazzette e non i magistrati che indagavano o i giornalisti che scrivevano.”
    dimenticandosi però di Guido Roberto Vitale, mazzettaro proprio in tangentopoli, di cui ha scritto cognome e nome per esteso nel libro “Mani pulite”, salvo poi farci società alla “chetichella” e censurando chi gli ricorda la faccenda, in questo perfettamente d’accordo con Telese e la censura che mi ha dedicato 1 anno fa e che ho dimostrato nei link che ho SALVATO!

    Questi sono i giornalisti del Fatto.
    Come non essere d’accordo con Gaber?

    « Io se fossi Dio,
    maledirei davvero i giornalisti
    e specialmente tutti,
    che certamente non son brave persone
    e dove cogli, cogli sempre bene. »

  25. @Edmondo
    Cercare di andare oltre le panzane che il regime telecratico ci propina dalla mattina alla sera,non significa certo dipendere mentalmente da chicchessia!
    @Renzo C
    Non ho mai avuto idoli e non sono mai stato fan di nessuno.Semplicemente non sopporto coloro che,attraverso il web e certa carta stampata buona solo per pulirsi il culo, spacciano patacche volte a dimostrare presunte magagne di Travaglio & C.Chi lo fa e’secondo il mio modesto parere accecato da invidia,odio,gelosia e frustrazione.Sul caso Ciancimino e’stata compiuta dal Fatto e dal suo vicedirettore una semplice opera di informazione.Quando un signore esibisce dei documenti atti a dimostrare che il Presidente del Consiglio ha avuto contatti con personaggi vicini alla mafia,il minimo che un giornale degno di questo nome possa fare e’pubbblicarli!Sta alla magistratura dimostrare se quelle carte sono autentiche o meno,e io se fossi in te,prima di dare per chiusa la faccenda,aspetterei l’esito delle indagini.
    Quanto al mio continuo riferimento al saper distinguere tra la merda e la cioccolata visto che fai finta di non capire ti faro’ un esempio spero per te illuminante(ma non mi illudo):PER ME LA MERDA E’MAGNIFICAMENTE INCARNATA DA UN FAMOSO HOUSE ORGAN BERLUSCONIANO,CHE ALL’INDOMANI DEL RAPIMENTO DI ENZO BALDONI(OPERATORE UMANITARIO IN IRAQ)DEFINI’,COLUI CHE PORTAVA A MANI NUDE,IN UNA TERRA MARTORIATA DALLA GUERRA,UN MESSAGGIO DI PACE E UN AIUTO CONCRETO,UN PIRLACCHIONE E DERUBRICO LA VICENDA SOTTO IL TITOLO:”VACANZE INTELLIGENTI”.Ecco,spero che ora tutti voi capirete perche faccio continuo riferimento al fatto che non siamo tutti uguali e che non facciamo tutti schifo.Credo che riusciremo a liberarci di Berlusconi e della sua corte,solo quando sapremo riconoscere chi,tra mille difetti cerca di dare notizie,da chi dipinge come un mezzo matto un giudice solo perche indossa dei calzini turchesi.

  26. @Anarchico Contropacco

    Tu “dipendi” e come!
    E non solo da Travaglio!
    Parlando di regime telecratico, escludendo i Tg, “le trasmissioni meno ascoltate dagli Italiani”(poi ti spiegherò il perché), ritengo voglia parlare delle trasmissioni di Lerner, Floris, Mineo, Berlinguer e Mannoni, Floris, Dandini, Gruber, Telese e Costamagna, di Agorà, di Mirabella, Bignardi, Vaime, Piroso, D’Amico, Crozza e qualcun altro?
    Scusa, dimenticavo uno dei masssimi: Santoro, con i suoi Travaglio, Vauro e l’inguardabile ed inascoltabile Giulietta, regina del loggione!
    Ti chiedo umilmente perdono!
    E’ vero che i TG segnano il massimo degli ascolti.
    E’ però vero che, e chi è quasi sempre in casa a cena lo sa bene, essendo il momento in cui si sta insieme mentre si mangia e si parla, diventa pressoché impossibile seguire il TG.
    Di norma, pur essendo il televisore acceso, l’unica cosa valida per registrare l’audience, l’attenzione degli spettatori è pressoché nulla. Sono ansioso di conoscere chi può contraddirmi.
    Ben diverso, invece, è l’ascolto dei talk show.
    Scrivo questo anche per dire, a quei deficienti che affermano che sono soprattutto i TG a determinare le scelte dei cittadini, che sono dei deficienti.
    Riguardo all’Iraq, non mi pare che, asuo tempo, il tuo, credo, altro idolo Prodi, si sia comportato meglio, liquidando Quattrocchi e compagni con il semplice e spregevole appellativo di mercenari!
    Ti faccio notare che, mentre, nel blog, alcuni di noi dialogano e confrontano idee senza alcun riferimento a certi personaggi, tu ci stai dicendo che sei antiberlusconiano, come uno dei tuoi padroni mentali, Travaglio.
    Sai quanto ce ne ce ne frega ?
    Per l’ennesima volta: so bene che non siamo tutti uguali, ma ci sono molti, anche molto diversi dagli altri, che fanno schifo allo stesso modo!

    Edmondo

  27. Condivido Edmondo.
    Non ci interessa (il noi è perchè penso/spero di interpretare l’opinione di molti) l’orientamento politico, il partito, l’essere o no antiberlusconiani (tra l’altro vorrei ricordare che non è obbligatorio essere antiberlusconiani), non ci interessa l’ansia di chi, prima di tutto, ci tiene a fornire le giuste credenziali facendo spesso quelle patetiche premesse di puntualizzazione (premesso che sono antiberlusconiano, premesso che sono di sinistra, premesso che non odio i gay, ecc… ) quasi a giustificare un contenuto di idee forse non perfettamente allineato con la propria parte politica …
    Facciamo uno sforzo, che è veramente faticoso, ma va fatto, se no è la rovina davvero: pensiamo e scriviamo con la nostra testa!

  28. Ciao, Breny
    Hai chiarito ancora di più ciò che volevo fare capire ad A.C. ed ai tanti come lui.
    Anche il mio sottinteso noi di “Sai quanto ce ne frega?” è una speranza!
    Stanno per farmi una visita, sul mare di Olbia, le Frecce Tricolori.
    Spero che almeno nell’ammirazione dello splendido gruppo della nostra Aviazione gli Italiani siano tutti concordi!
    A presto.
    Buona Domenica.
    Edmondo

  29. dead star and rizz and pdenic
    passmontagn e mazzdabaseball

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