Il Fatto Quotidiano

14 novembre 2010
“I topi scappano. Per il dopo c’è solo Marina”
sallusti1

E poi, a fine intervista, Alessandro Sallusti mi gela il sangue con un ricordo che innesca un cortocircuito fra una delle pagine più tragiche del Novecento italiano e la crisi del governo Berlusconi: “In famiglia abbiamo già dato… nel 1945”. Curioso. Il tono è ironico, il viso del direttore del Giornale, invece, sembra diventare quasi scultoreo, nella penombra nella saletta del lussuoso Hotel Park Hyatt dove ci siamo rifugiati per una lunga intervista. “Vedi, ti devo raccontare una storia della mia vita che nessuno conosce, nemmeno Giampaolo Pansa, neanche Vittorio Feltri”. Quale? “Scoprii solo da studente, su un libro scolastico della Laterza, che mio nonno, Biagio, tenente colonnello sulla piazza di Como, finito a Salò senza essere stato fascista, era stato fucilato dai partigiani”.
Resto un attimo con il respiro in gola. Fino un attimo prima stavamo parlando di Feltri, di Fini, del Cavaliere, della crisi… Sallusti continua: “Mio padre questa storia non me l’aveva mai raccontata. Non certo per pudore. Per proteggermi. E invece scoprivo che dopo quattro vigliacchi rifiuti dei suoi superiori di grado, perché la Repubblica di Salò era ormai alla fine e i partigiani alle porte, mio nonno aveva accettato di dirigere il tribunale che doveva giudicare Aldo Pucher, partigiano accusato per l’omicidio del federale Aldo Resega. Mio nonno salvò gli altri sei imputati, ma fu fucilato per quell’unica esecuzione. Curioso vero? Ma era la legge della guerra. Scoprii, e oggi quel dialogo è nei libri di storia, che il giorno prima della ritirata nella ridotta della Valtellina, mio nonno aveva chiesto a Mussolini di non scappare”. Chiedo: “Sarebbe cambiato qualcosa sull’esito della guerra?”. Sallusti prende un respiro: “Ovviamente no. Ma se avesse seguito quel consiglio non avremmo le foto del Duce travestito da soldato tedesco”. Pausa. Non vola una mosca. Sorriso: “Per questo spero che Berlusconi non si ritiri”.
Pensavo di fare un’altra intervista. Raccontare ai lettori del Fatto Quotidiano l’ultraberlusconismo e uno dei suoi campioni. Quando Sallusti va in tv sono sciabolate per tutti, colpi micidiali, affondi sotto la cintura, pronunciati con serafica tranquillità. In questa intervista, invece, la teleadrenalina non c’è, ma piuttosto una leggerezza venata di colori forti e di tinte drammatiche. Sallusti ha il maglione esistenzialista a girocollo, la divisa del weekend.
Cominciamo da lei e da Feltri. È vero che Vittorio fonderà un nuovo giornale?
Guarda, siamo sposati da 16 anni. I matrimoni non sono indissolubili. È vero che il marito è sempre l’ultimo a sapere. Ma io ho messo al lavoro gli investigatori privati e sono tranquillo. Sono innamorato.
È vero che tra voi c’è un dissidio sulla lettura del berlusconismo?
Sì, ma non nel senso che pensi tu.
Lui dice che Berlusconi è al crepuscolo, tu il contrario.
Io penso il contrario, ma secondo me pure lui.
Tu senti il Cavaliere tutti i giorni, lui mai.
Lo scrive Dagospia. Non è vero.
Che tu lo senti o che non lo sente lui?
Parlo con Berlusconi una volta a settimana, e nemmeno tutte.
Non è poco.
Come molti altri direttori. Paolo Mieli parlò davanti ai miei occhi con Scalfaro dell’avviso di garanzia a Berlusconi.
Ecco la prima stoccata, un atto di accusa contro Mieli.
A dire il vero è il contrario. Un’autoaccusa. Ero stato io a gestire quella notizia.
Berlusconi è finito?
Nemmeno per sogno. Secondo me è in un momento di grande difficoltà. È praticamente solo.
Caspita, se lo dici tu…
Il Pdl, con una logica suicida sta difendendo solo se stesso.
Come mai?
La maggior parte dei ministri è gente che ha vinto la schedina del Totocalcio senza nemmeno giocare. Sanno benissimo che non capita due volte nella vita di fare 13 e fanno di tutto per restare attaccati alla poltrona.
Per farlo non dovrebbero difendere il Cavaliere?
È quello che penso pure io. Ma ti volevo dire che malgrado questo Berlusconi vale da solo il 26-30%, e Forbes lo indica come il 14esimo uomo più potente del mondo.
Ma si parla di successori…
Nemmeno uno nel Pdl. Nessuno ha il coraggio di farsi avanti, malgrado in questi giorni si siano fatti i nomi di cani e porci.
Non ho capito se vedi il rischio immediato di caduta.
Siccome all’opposizione non c’è nulla, il paradosso è che se nessuno tradisce, nel Pdl, non può succedere nulla.
Usi una parola feroce, “tradimento”. Non si può cambiare idea?
Se io tradisco mia moglie cambio di certo idea. Ma non per questo non resto un traditore.
Ma nessuno per ora ha tradito il Cavaliere…
A parte Fini, vuoi dire? Io invece credo di sì. Il silenzio, a volte, è più di una dichiarazione.
A chi ti riferisci?
(Pausa, ndr) Siccome più di uno dice che la Gelmini e Frattini sarebbero disposti a un governo senza Berlusconi, il fatto di non smentire diventa automaticamente una cosa brutta e pericolosa. Un silenzio assenso.
Magari sono imbarazzati a difenderlo sul caso Ruby.
(Alza il sopracciglio, ndr) Non credo proprio. Non avevamo di questi imbarazzi su Noemi.
Tu non hai imbarazzo?
Per nulla. È una vicenda esclusivamente privata che non ha nessuna implicazione politica. Ognuno di noi dovrebbe imbarazzarsi per quello che facciamo noi nel nostro privato, non per quello che fanno gli altri.
Però è imbarazzante difendere Berlusconi essendo suo dipendente.
Per nulla. Io ero direttore prima di lavorare per lui, lo sarò anche dopo. Al contrario di tanti altri non gli devo nulla.
Però l’ossessione sessuale di Papi non è bella.
Guarda che esiste una aneddotica sessuale sterminata, per esempio, anche su Fassino, Bersani.
Dai!
Primo. Il Gossip è per definizione una illazione. Bersani secondo il gossip è uno scopatore leggendario. Fassino è già nella letteratura… Su Berlusconi è come per Ustica. Non si capisce più la differenza fra realtà e leggenda.
Ma Ruby ad Arcore c’è stata, è un fatto.
Guarda che me l’ha raccontato lo stesso presidente, per filo e per segno. Le orge e il bunga bunga sono leggende…
Feltri dice che quando arriva in redazione dite: “Bisogna difendere Berlusconi”.
Certo. Ma diamo tutte le notizie.
Non avete scritto delle contestazioni in Veneto.
L’hanno contestato i no global, mica i cittadini. È una scelta editoriale.
Non temi di essere servile?
È una debolezza che non ho. Quelli che ce l’hanno sono quelli che si spellavano le mani per il capo e ora fuggono dalla nave che affonda.
Sei l’unico italiano che non dubita di Berlusconi?
No, sono l’unico italiano – ma a ben vedere non il solo – che non ha dubbi sul fatto che un governo Dini o un governo Pisanu sarebbero una tragedia.
Feltri ammette: il premier non ha mantenuto le promesse.
E perché, io non lo dico? Non ha abolito l’ordine dei giornalisti, il valore del titolo di studio, le tasse. Certo. L’ha detto lui: sono come il duce che non può scegliere il colore del cavallo.
Un buon motivo per fare a meno dei duci.
Ma gli altri farebbero peggio. E lui è l’unico che può continuare la rivoluzione.
Qui si parla addirittura di una candidatura di Marina.
Ne ho sentito parlare molto, anche io. Sarebbe una cosa saggia. L’unica oltre a Silvio che potrebbe continuare la rivoluzione.
Ma la conosci?
L’ho vista discutere con il padre e mi è bastato. Ha le palle. E sta guidando brillantemente il più grande gruppo italiano.
Ma sarebbe la monarchia.
E il governo Pisanu non eletto cosa sarebbe? Una soluzione parlamentare. Non siete voi del Fatto quelli che combattono manovre di Palazzo, poteri occulti e massoneria? Mille volte meglio Marina.
Chi vince le elezioni?
Berlusconi. Oggi ha più argomenti di ieri. Non ultimo quello di non avere più fra le palle Fini e Casini, la vecchia politica.
Che c’è anche nel Pdl.
Cicchitto ha detto che la colpa della crisi è mia e di Feltri. Pensa, me lo ha detto anche il presidente, una volta.
Vuole affondare con la nave?
Meglio che scappare come topi. Ti ho raccontato di mio nonno.
Per l’Italia il 25 aprile è una festa, anche per te?
Loro non vogliono solo il 25 aprile. Vogliono Piazzale Loreto, la pelle di Berlusconi. Ma se vogliono questo, noi non possiamo che fare la guerra, con le armi in pugno.

Luca Telese

 

63 commenti »

  1. Grande intervista, complimenti. Sallusti fa un po’ paura, almeno a me. Peccato che il satrapo di Arcore non seguirà mai i suoi consigli e per non farsi processare e se la filerà allegramente in qualcuna delle sue ville esotiche. A meno che a qualche lugubre funzionario del PD tipo Violante, Boato, D’Alema ecc. ecc. non venga in mente di proporre un bel salvacondotto giudiziario ad personam et ad vitam

  2. La frase di Sallusti “Ma se vogliono questo, noi non possiamo che fare la guerra, con le armi in pugno”, mi ha colpito molto, ed è quello che sostengo da molto tempo. Berlusconi non ci lascerà tanto facilmente, non sarà una tranquilla passeggiata, e questo mi preoccupa molto.

  3. non crederai di commuoverci vero ? prima vuoi rianilitare feltri adesso sallusti ma io non ci casco

  4. RIABILITARE

  5. BOATO è del PD ? oddio

  6. Gran bella intervista! Ma non erano “loro” gli anti-comunisti a tutti i costi?! Parlano di rivoluzione da portare avanti…non sarebbe meglio dire devoluzione?

  7. B. detto ieri sera da telese e la guerra civile.

  8. Intervista ad un vecchio e fido “gerarca”. Parole misurate; piena fedeltà. Viva la coerenza di Sallusti ma, al vero, ha solo questo pregio ….
    Ha ragione Sallusti quando commenta che Silvio ha sette vite e ancora non è spacciato politicamente (o almeno non si arrenderà tanto facilmente) ma si percepisce chiaramente il crepuscolo di un uomo che ha “regnato” per 15 anni l’Italia. Speriamo non arrivi a venti come il Duce …
    saluti
    Pasquino

  9. Bersani grande scopatore ma Fassino suvvia ! caro luca per farti ritornare il sangue caldo : mia madre bambina ha visto suo zio impiccato dai tedeschi sul ponte dell’Accademia a Venezia. che ne dici ?

  10. ho scritto mia madre ma volevo scrivere mia nonna !

  11. non si dicono le parolacce in tv Sallusti…si dicono a letto!

  12. Sallusti il maglione a girocollo lo mette anche in tv. E le baggianate sono sempre le stesse.
    Stiamo parlando di uno che ci vuole rifillare le parole Marina Berlusconi e rivoluzione nella stessa frase.

    Occhio a non fare il gioco dell’oca, chè l’atmosfera da intervista marzulliana c’è tutta.

  13. che bello quindi ammettono candidamente che per loro il berlusca e’ come il duce, che belle persone , per loro il musso e’ meglio d stalin , ma che si facciano un brodo, tanto berlusconi fa la fine d craxi, e santilumi lecchera’ il culo al nuovo fascista precario d turno, ricordando magari il berlusca in qualche editoriale malinconico

  14. certo luca sei fragilino se ti si ghiaccia il sangue… così

  15. Brrrrr…. sinceramente provo un brivido leggendo le parole di Sallusti e le dichiarazione di Berlusconi presenti in questo momento sui siti di di informazione. Ho sempre riso dell’idea che quella di B. fosse una dittatura, ma anche se non lo fosse, questo nervosismo che c’è in giro da proprio l’idea di fine di qualcosa di simile… brividi pernsando a cosa ci aspetta dopo

  16. la caduta di Bisanzio

  17. Sallusti è da mesi che lo vedo in tv, l’altra sera l’ho beccato pure in radio girando stazioni e ho cambiato al volo. E’ stato praticamente ovunque sia in Rai che a La7, mattina/pomeriggio e sera, più le repliche. Telese, io apprezzo molto il fatto che vada a intervistare personaggi che sono ritenuti “nemici” fisiologici dei lettori del Fatto Quotidiano, ma che senso ha intervistare Sallusti che è OVUNQUE. Certo ci sono delle persone che non usano ne televisione ne radio ma la vedo dura trovare qualcuno che non abbia sentito quest’anno almeno una volta dieci minuti di Sallusti-pensiero. Quindi che utilità ha questa intervista? Giusto per sentirgli stuprare (con tanto di sborrata sulla schiena) la parola rivoluzione? Rivoluzione de che poi? A certe domande è meglio non dare risposte, ci sono confini della mente umana, sempre che Sallusti possa essere classificato come tale, che è meglio non esplorare.

  18. ce’ minzolino da piroso

  19. Ma Boato non era dei Verdi?
    Cmq Sallusti non mi commuove, come disse Pajetta ad Almirante:noi con voi i conti li abbiamo chiusi il 25 Aprile
    Ps deadman87 questa volta concordicon me, dai!

  20. Cara Margherita,
    scusa la sinceriità, io ti considero intelligente, non mi scrivere messaggi che fanno finta di non conoscermi. A me il talebanismo, gli ideologismi, gli anatemi contro il diavolo, i commenti scocciati, come si direbbe a Roma, mi rimbalzano. Se uno nno è fesso, lege questa intervista, capisce che è stata fatta impestosamente ma con rispetto, e che è piena di notizie, visto che oggi (cioè il giorno dopo) il Corriere e la Stampa la riprendono. QUali sono le notizie? Se non le hai capite non perdo tempo a spiegartele. Ma siccome so che le hai capite, ti chiedo: ma che mi devi ricordare a me i martiri dell’antifascismo. Nooohh…. lo sai .Ma che, vuoi famri credere che intervistare uno che parla dellaRepubblica di Salò voglia dire sposare Salo? Noohhh, lo sai. E allora che cavolo mi scrivi, tu, che sei su questo sito da anni, questi coomehtini scemi? Se hai bosgno di commentini talebaniu perchè non te ne vai sul sito di Capezzone?

  21. Rispetto il tuo rispetto verso chiunque, lo condivido, ma a me gelano il sangue più le parole di Sallusti che non i suoi ricordi. La storia non è un passeggiata per il corso cittadino, comunque la puoi leggere, cercarne le ragioni anche quando non approvi, sfogliando le pagine di una gigantesca scena già avvenuta. Della realtà attuale invece conosciamo quel poco che riusciamo a leggere, capire, afferrare nella enorme massa di informazioni che ci sommergono. Questo brandello di Italia che trapela dalle risposte di Sallusti fa veramente impressione: attacchi gratuiti alla dignità della persona (tutti uguali, puttanieri, “anche Bersani e Fassino”), ai suoi avversari politici (“all’opposizione nn c’è nulla”), esaltazione della forza e del potere personale, oltre che della sua presunta capacità professionale (“nn gli devo nulla… anche senza di lui resterò direttore”), avversione alle regole e ai controlli (abolire l’ordine dei giornalisti, il valore del titolo di studio, le tasse). In una parola, abolire la democrazia e ripristinare il fascio e l’olio di ricino.
    La prossima volta, trovati un rappresentante più decente e presentabile da intervistare.

  22. scusa se vado fuori tema, ma ieri sera In Onda non si poteva guardare. ma cosa spinge dei giornalisti che vogliono confezionare un programma interessante e dignitoso ad invitare uno schizzato come sgarbi? praticamente ve lo ha disintegrato, non si è capito di cosa si stava parlando, voi avete fatto la figura di quelli che non sanno gestire una trasmissione problematica. se prima sgarbi poteva anche divertire con le sue intemperanze ora è solo uno che sfascia programmi rendendoli caotici e al tempo stesso noiosissimi.

  23. Caro Telese,
    mi sono venuti i brividi quando il feroce Sallusti, degno di suo nonno, chiama Giancarlo Puecher Aldo Pucher.
    Ho letto il primo libro su Giancarlo Puecher più o meno 40 anni fa ed il suo nome è ricordato come uno dei più radiosi esempi di cosa abbia significato veramente LA RESISTENZA.
    La tua intervista ha avuto un’eco notevole.
    Credo, anzi ritengo assolutamente necessario, in questo clima crepuscolare, che la tua intervista venga integrata con un articolo che ricordi Giancarlo Puecher, la motivazione della sua medaglia d’oro al valor militare, le sue lettere e le sue parole.
    Quanto al tenente colonnello Biagio Sallusti fascista contro la sua volontà, assassino contro la sua volontà, va detto al nipote che è stato giustiziato dai partigiani come meritava. Non era il ragazzino diciottenne di Salò che si era trovato per caso ed a forza arruolato nei repubblichini. Era un adulto che sapeva quello che faceva. Come il suo degno nipote. Che ispira ribrezzo solo a guardarlo e soprattutto a sentirlo.

  24. Vorrei aggiungere ancora qualcosa.
    Feltri è uno scrivano che si offre sempre a chi paga meglio. Mente sapendo di mentire quando gli fa comodo, poi addirittura si scusa. Ed è sempre pronto a cambiare padrone ma non si esporrebbe mai a rischio della pelle. Ossia è un grandissimo opportunista. Uno di quelli, insomma, che il primo aprile del 45 aveva la cimice ed il primo maggio il fazzoletto rosso al collo. Poi giallo, poi azzurro, poi verde. Secondo la stagione.
    Sallusti no. Sallusti mi fa paura. Non in quanto “giornalista” (rigorosamente virgolettato) ma in quanto uomo del potere, diciamo sempre virgolettato, “berlusconiano”. Ma che va oltre Berlusconi. E’ uno di quegli uomini che non amano la democrazia, la libertà, la giustizia. E’ un feroce reazionario pronto a tutto. Lo afferma lui e non retoricamente. Nella nostra Italia malata, dove ogni tanto qualche cittadino viene “suicidato”, dove capitano spesso strani incidenti stradali, dove Cosa Nostra è al governo del Paese, più che i Berlusconi mi fanno paura i Sallusti. Perchè non li conosciamo. Sappiamo cosa possono fare. Terrorizzare. E non li conosciamo.
    Quanto a Berlusconi ricordo che i cacciatori di tigri dicevano che anche una tigre morta era pericolosa. Solo quando era completamente scuoiata si poteva stare tranquilli. Il problema è anche liberarci dei Berlusconi, ma soprattutto dei Sallusti, nonni e nipoti.

  25. Eccolo là,era normale che il filone delle interviste degli alienati iniziata con Sgarbi,proseguita con Feltri arrivasse a Sallustri.Perchè come dice Telese è giusto sentire le opinioni della parte a noi avversa,per capire,riflettere,comprendere,ponzare,almanaccare,elucubrare,arguire ma soprattutto grattarsi dove il sole non batte mai.Chissà chi sarà il prossimo ? Io spero Lurch della Famiglia Adams !

  26. Interessante l’intervista a Sallusti che,dal suo punto di vista,reggere l’attuale Berlusconi è indice di profonda coerenza e onestà di appartenenza.Ovvio che chi è a contatto diretto con il potere possa rimanere affascinato ( o abbagliato ) “dall’uomo di polso” che trasuda tout cour dagli atteggiamenti e dalle promesse (non mantenute) del “ghe pensi mi”!
    Purtroppo il Paese si chiede quanto altro “ossigeno” e economico e sociale ha da potersi spendere e per quanto tempo ancora può illudersi di rimanere a galla nel contesto sia Europeo che mondiale!
    Visto che lo stesso Fini – ma con moralità diversa – è stato toccato dal gossip montecarliano e che il mitico ed esuberante Benito Mussolini le sue quasi totali conquiste femminili erano di una ” botta e via ” nella Sala del Mappamondo e che lo stesso Craxi,politico di indubbio valore,non disdegnava le “amicizie femminili “- una tra tutte la maggiorata Sandra Milo ,suggerirei all’attuale “giovin fanciullo settantaquattrenne” di far abolire la legge Merlin ,ormai obsoleta e non più rispondente all’attuale (im)moralità del Paese e far dichiarare l’Italia “Nazione dal puttanesimo avanzato”;di mettere a disposizione le sue tante dimore per alloggiarvi le tante sgallettate,minorenni e minorate che gli ronzano intorno e fargli praticare il “mestiere più antico e lucroso del mondo” a beneficio dei potenti di turno nonchè clienti facoltosi e devolvere il 50% degli introiti ad associazioni benefiche( che siano benefiche e non…venefiche!).
    Tutto sommato,il Berlusca mi fa tenerezza. Spende un sacco di soldi per un pò di affetto e tenerezza! Si vede che in famiglia gli manca qualcosa e lo cerca spasmodicamente portandosi a letto (ma solo a letto e rimboccandogli le coperte!) la starlette di turno.
    E poi! Sai che palle sorbirsi le critiche degli avversari e i “bene,bravo,bis! dei tanti Berluscones in sedicesima che lo incensano anche se gli scappa una scorreggia!

  27. Bene sallusti. In un’Italia dove Fini, il fascista di ieri, si vuole alleare al PD e Rutelli, il radicale di ieri, diventa cattolico, un pò di coerenza non fa male. cambiare idea si può, ma non troppe volte sennò si è scemi.

  28. Caro Telese,
    scusa se cambio argomento in corsa, ma che ne pensi delle primarie di Milano? A me sembra che la sponsorizzazione del PD assomigli sempre di più al bacio della morte. A questo punto è chiaro che se si presenta Bersani contro Vendola è l’ecatombe finale (per il PD). E dopo che succederà?

  29. Montezemolo porta male alla sinistra..cacchio!

  30. Ochhio malocchio Montezemolo è finocchio!

  31. A parte la OGGETTIVA PERICOLOSITA’ di gentaglia simile (basta sentire il linguaggio) e lo dico io che non sono di sinistra, ma poi sulla statura politica di queste nullità (Berlusconi compreso), di tutti questi servi inutili, la dice lunga come scelgono i loro leader: “La conosce Marina Berlusconi?”, “No, ma mi basta averla vista una volta come discuteva con suo padre”. Ecco come si scelgono chi dovrebbe fare il primo ministro: o servo totale di Berlusconi, oppure appartenente all’unica casta che ha diritto a criticarlo, ovvero i parenti.
    Competenza? e cos’è?
    P-A-Z-Z-E-S-C-O.

    Se non altro, se il nano di Arcore scegliesse sua figlia come successore, sarebbe la prima volta che non sceglie una donna in base alla bellezza. Anzi.

  32. OH, CHE FEELING, CHE EMPATIA!
    MA SEI TU CHE QUALIFICHI LUI O LUI CHE SQUALIFICA TE?

  33. viva la mafia!!!!

  34. era da tempo che non mi emozionavo così..grazie Bersani..mi sono veramente commossa!!!

  35. minchia saviano…….. speriamo che anche in questa puntata riceva unsacco di critiche cosi’ e’ sicuro che che fara’ la terza e la quarta.

  36. o ma anche a linus non e’ piaciuto saviano. ma le critiche alla forma del programma si possono fare, pero’ che ”figata” quando ha detto che ce’ stato un politico della lega che ha parlato con un avvocato per riflettere della mafia al nord. ma non ho capito perche’ non e’ indagato

  37. caro Luca i commenti ” scemi ” lo dici a chi ti pare non a me. allora : tu scrivi e io ti critico. io per un pezzo su Cacciari sono stata insultata pesantemente ( da una donna naturalmente… ) e con questo ? però non dò dello scemo a nessuno. che ti si fermi il sangue per Sallusti beh non mi è piaciuto. e non mi piace.

  38. e la cosa più stupida a me che sai con chi lavoro ( un tuo grandissimo collega del Fatto ) è dire di scrivere a Capezzone.

  39. Margherita, a me sembra che tu sia soprattutto una bricconcella e che spesso le tue siano più che altro provocazioni fini a se stesse fatte per il gusto (anche) di divertirti alle spalle di chi poi ti prende sul serio.
    In realtà certi tuoi moniti lapidari (non si intervista quello, non si parla con quell’altro) che sembrano non voler ammettere repliche, sono appunto soltanto un tuo modo per provocare,
    Dopo però non fare l’offesa o non giocare a quella che fa l’offesa.
    E, scusami, anche la manfrina di tirare sempre in ballo tutte ste persone famose che tu conosci e con le quali lavori …. su, dai!

    Luca Telese, sei bravo a condurre Prima Pagina su Radio 3!

  40. L’intervista a Sallusti mi ha proprio lasciato indifferente ,il chè è piuttosto grave,nel senso che non ha suscitato alcuna emozione ,e dimostra che questo giornalista onnipresente in tv ha ormai detto tutto di sè soprattutto i suoi lati negativi.Forse sarei rimasta sorpresa se fosse trapelato qualcosa di diverso,magari di tenero ,invece il solito ritratto di uomo rancoroso e leccapiedi di Berlusconi.
    Cambiando argomento ,mi piacerebbe conoscere l’opinione di Telese sulla seconda puntata di Vieni via con me.Un’ultima cosa :Sgarbi mi ha proprio stancato ,bisogna metterlo in letargo per un pò.Forse lo abbiamo tutti sopravvalutato.

  41. Sono Orsola Puecher Passavalli, nipote di Giancarlo Puecher Passavalli.
    Il modo e le falsità storiche con cui mio zio è stato chiamato in causa, è un vero vulnus alla sua memoria e alla sua figura luminosa.
    Telese, anche a me si è “gelato il sangue”, nel leggere il nome, per di più storpiato in Aldo Pucher, di mio zio, Medaglia d’Oro al Valore Militare della Resistenza, e le assicuro che non c’è proprio alcun “cortocircuito fra una delle pagine più tragiche del Novecento italiano e la crisi del governo Berlusconi”. Fra uomini che hanno combattuto eroicamente e pagato ieri, perché ci sia in questo triste paese un oggi democratico, fra Giancarlo Puecher e le mezze figure passate e quelle attuali, che ancora si arrabattano tra falsità e strampalate teorie, non c’è alcuna possibilità di paragone e alcun legame.
    Giancarlo Puecher, punto di riferimento di un gruppo di giovani che in Brianza si stavano organizzando in una formazione partigiana ancora in nuce, e che si era “macchiata” fino allora solo di qualche sabotaggio e sequestro di mezzi e benzina, fu fermato per caso, in bicicletta con il compagno Fucci, da una pattuglia di militi della Repubblica Sociale Italiana a Lezza la notte del 12 novembre del 1943, ad un posto di blocco dei numerosi istituiti insieme al coprifuoco, in seguito al fatto che quella stessa sera erano sta uccisi il centurione della milizia e cassiere del Banco Ambrosiano di Erba Ugo Pontiggia e un suo amico Angelo Pozzoli.
    Puecher e Fucci, ignari di tutto e che, forse, se fossero stati a conoscenza dell’omicidio, avrebbero avuto maggiore prudenza, si stavano recando ad una riunione clandestina. Avevano un tubo di gelatina e alcuni manifestini antifascisti, di cui però riuscirono, nel buio, a disfarsi. Fucci estrasse la pistola e tentò di sparare, ma l’arma si inceppò. Uno dei miliziani lo colpi ferendolo al ventre. Fu portato in ospedale e rimase in prigione fino alla fine della guerra. Giancarlo fu fermato, interrogato, picchiato e poi arrestato.
    Il federale di Milano Aldo Resega, che Sallusti, senza storpiarne il nome, nomina, fu ucciso il 18 dicembre 1943, mentre Giancarlo Puecher era già in prigione e da più di un mese.
    Giancarlo Puecher non fu accusato di nessun omicidio.
    Il 20 dicembre fu ucciso in un agguato anche lo squadrista di Erba Germano Frigerio e così i fascisti decisero mettere in atto una rappresaglia, con modalità tristemente consuete, che prevedeva la fucilazione di trenta antifascisti, dieci per ogni fascista ucciso ad Erba, cioè Ugo Pontiggia, Angelo Pozzoli e Germano Frigerio.
    Nelle carceri non trovarono un numero tale di prigionieri e si limitarono a sei, fra cui Giancarlo Puecher. I fascisti imbastirono un processo farsa: un Tribunale Speciale, presieduto da Biagio Sallusti, con irregolarità processuali inconcepibili oggi, ma di regola ai tempi.
    Puecher fu l’unico condannato a morte, mediante fucilazione, non per omicido, ma per aver “promosso, organizzato e comandato una banda armata di sbandati dell’ex esercito allo scopo di sovvertire le istituzioni dello stato “.
    Non si poteva ammettere che un giovane di famiglia borghese e di ispirazione profondamente cristiana “cospirasse”.
    Si doveva dare l’esempio.
    Mio nonno Giorgio Puecher Passavalli, dopo la fucilazione del figlio fu arrestato e tradotto nel campo di concentramento di Fossoli e poi a Mauthausen, da dove non tornò più.
    Trascrivo l’ultima lettera di Giancarlo e le motivazioni della sua Medaglia d’Oro, per dovere di verità e di memoria, per oppormi fermamente a questa macchina del fango retroattiva che tenta di strumentalizzare e di mettere sullo stesso piano figure inconciliabili, ma anche perché in questo momento in cui etica e dignità sono continuamente calpestate, fa bene al cuore leggerle e rileggerle.

    “Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato: Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni. Iddio mi ha voluto… Accetto con rassegnazione il suo volere. Non piangetemi, ma ricordatemi a coloro che mi vollero bene e mi stimarono. Viva l’Italia.
    Raggiungo con cristiana rassegnazione la mia mamma che santamente mi educò e mi protesse per i vent’anni della mia vita. L’amavo troppo la mia Patria; non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non sanno che l’uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia.
    A te Papà l’imperituro grazie per ciò che sempre mi permettesti di fare e mi concedesti.
    Ginio e Gianni siano degni continuatori delle gesta eroiche della nostra famiglia e non si sgomentino di fronte alla mia perdita.
    I martiri convalidano la fede in un’Idea.
    Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà.
    Baci a tutti.
    Giancarlo”

    “Patriota di elevatissime idealità, scelse con ferma coscienza dal primo istante la via del rischio e del sacrificio. Subito dopo l’armistizio attrasse, organizzò, guidò un gruppo di giovani iniziando nella zona di Lambrugo, Ponte Lambro, il movimento clandestino di liberazione ed offrendo la sua casa come luogo di convegno. Con l’esempio personale fortificò nei compagni la fede nell’azione che essi dovevano più tardi proseguire in suo nome. Presente e primo in ogni impresa gettò nella lotta tutto se stesso prodigandovi le risorse di una mente evoluta e di un forte fisico, ed associando all’audacia un particolare spirito cavalleresco. Braccato dagli sgherri fascisti, insidiata la sicurezza della sua famiglia, non desistette. Incarcerato con numerosi suoi compagni e poi col padre, d’accordo con questi rifiutò la evasione per non allontanarsi dai compagni di fede e di sventura. Condannato a morte dopo sommario processo, volle essere animatore sino all’estremo, lasciando scritti di ardente amor patrio e di incitamento alla continuazione dell’opera intrapresa. Trasportato al luogo del supplizio, chiese di conoscere il nome dei suoi esecutori per ricordarli nelle preghiere di quell’aldilà in cui fermamente credeva, e tutti i presenti abbracciò e baciò, ad ognuno lasciando in memoria un oggetto personale, pronunciando parole nobilissime di perdono e rincuorando coloro che esitavano di fronte al delitto da compiere. Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana. — Como – Erba, 9 settembre – 23 dicembre 1943.”

  42. Sono un lettore del Fatto Quotidiano”, ma devo dire che sono rimasto indignato dell’intervista a Sallusti. E’ sconcertante che lei,Telese, non applichi l’abc del buon giornalismo e non sia andato a verificare le falsificazioni circa la luminosa figura di Giancarlo Puecher ( e non Aldo Pucher)e le circostanze della morte del nonno di Sallusti. Orsola Puecher, nipote dell’allora ventenne Giancarlo Puecher, ha scritto un bellissimo post su Nazione Indiana, riportando, tra l’altro, informazioni storiche sugli episodi falsificati da Sallusti e da lei lasciati passare come veri.
    Chiedo che lei, come riparazione, dia lo stesso spazio sul FATTO a quanto smentito e precisato da Orsola Puecher, anche perchè quello della “falsificazione” della Resistenza è un nervo scopertissimo e fa tutt’uno con la strategia berlusconiana di distruzione della Costituzione e dei valori in essa sanciti. Il FATTO non può prestarsi a questo gioco, sia pure per la sua colpevole sciatteria nella circostanza di questa intervista.

  43. A questo punto sarebbero gradite le scuse di Telese a Orsola Puecher , o quanto meno una spiegazione su questo spiacevolissimo scivolone umano e professionale da parte sua.
    Da uno come Sallustri non mi aspetto niente, da Telese ancora forse qualcosa….

  44. Esprimo la mia solidarietà nei confronti di Orsola Puecher e della sua famiglia. Ho ascoltato per una settimana Telese a “Prima pagina” (Radiotre). Almeno per i prossmi venti anni spero di non ascoltarlo più…

  45. Caro Telese, una precisazione. Non m’indigna che lei intervisti Sallusti, m’indigna che lei lasci passare sotto silenzio, senza verifica e senza smentita le falsificazioni di Sallusti sugli episodi da lui citati, per la gravità delle accuse e delle insinuazioni da luii propalate. Capisco anche che lei possa considerarsi nel novero di coloro che pensano che partigiani anifascisti e saloini vadano considerati ormai alla stessa stregua . Se è così, è una sua opinione e in quanto tale può starci. Ma non può assolutamente starci che lei venga meno a un dovere elementare del suo mestiere: quello della verifica di notizie così gravi, quanto meno per non farsi complice -per sciatteria- di un’ opera di falsificazione. Pertanto – e permanendo, in proposito, il silenzio suo e del FATTO QUOTIDIANO, fino a quando non sarà ospitata su quelle pagine la precisazione di Orsola Puecher, mi asterrò dall’acquistarlo, mio malgrrado e contrariamente a quanto ero solito fare ogni mattina.

  46. Telese non c’era nessun bisogno di un’ulteriore intervista a Sallusti, la cui faccia esposta in televisione da mesi a tutte le ore, vale cento volte di più delle sue miserabili parole ed è l’unica vera nuova narrazione imposta agli italiani. Anzi una vecchissima narrazione, una narrazione neofascista e neorepubblichina. Spero di veder presto quest’uomo in esilio, più per quello che rappresenta che per quello che è. Credo anche io, Telese, che lei debba almeno delle scuse alla signora Orsola Puecher, e se possibile un VERO diritto di replica. Grazie.

  47. roba da matti: telese crede a sallusti e non controlla le sue dichiarazioni.
    questo è il giornalismo?
    un bugiardo matricolato s’inventa una storia insultante per i partigiani e fulgida per i repubblichini e tu senza controllare un minimo lo pubblichi?
    roba da espulsione dall’ordine, se fosse una cosa seria.
    roba per me da smettere di leggere il fatto: “il fatto”, ahahahahahahahah!

  48. pur essendo convinta che lei farà finta di nulla e che quindi questo mio commento sia del tutto inutile, anch’io la invito a scusarsi e a pubblicare il post di Orsola Puecher uscito su nazione indiana. E inammissibile che lei lasci passare senza correggersi che Gianfranco Puecher (per Il Fatto Aldo Pucher) sia stato condannato per omicidio da un “regolare” processo presieduto dal nonno di Sallusti (ammesso e non concesso che un tribunale speciale possa mai essere considerato regolare) e non ucciso, per pura rappresaglia, da un tribunale improvvisato per l’occasione e, per giunta, sconfessato poi persino dallo stesso guardasigilli della rsi. Come potremo da ora in poi comprare e leggere, fidandoci, il giornale dove lei scrive, se un gionalista che sbaglia su una cosa così grave poi manco si prende la briga di scusarsi con chi ha offeso? E’ convinto di avere ragione? di essersi comportato correttamente, di averci dato solo informazioni? allora la prego di fornirci apposita documentazione che smentisca la versione dell’.A.n.p.i. Altrimenti si scusi pubblicamente, per la sua leggerezza, con la nipote di Gianfranco Puecher e ne pubblichi il bel post.
    P.S
    Già avevate pubblicato sul Fatto, in prima pagina, il falso scritto di Elsa Morante e non mi risulta vi siate mai scusati … vedete di non essere recidivi.

  49. Ho già scritto alla redazione chiedendo di pubblicare l’articolo di Orsola Puecher. Rinnovo qui la richiesta.

  50. Che tanto è da un po’ che il Fatto puzza di Fascifasci…
    Telese, lei è un incompetente.

  51. Pessimo, Telese, ma non è una novità. Noi si continua ad acquistare il Fatto. Ma con molto fastidio per le tue paraculate con simili cialtroni.

  52. Spero che la famiglia Puecher, quereli il suo giornale. Spero che quereli il diffamatore. Spero che venga anche Lei querelato, per il comportamento scorretto ed irriguardoso nei confronti della famiglia Puecher. Forse, comprenderà meglio allora, il significato che c’è tra verità, silenzio e diffamazione.

  53. Capisco che il giornalista sia tentato da un articolo basato sul parallelismo tra il nonno che non tradì Mussolini e che si sarebbe addossato a malincuore responsabilità evitate da altri e il nipote che non intende tradire Berlusconi, ma per un giornalista il rispetto e la verifica dei fatti, dovrebbe essere di gran lunga più importante della costruzione di una simmetria. Invito anch’io quindi Luca Telese, la redazione de Il Fatto, i giornalisti de Il Fatto, Marco Travaglio, Furio Colombo, Paolo Flores d’Arcais, il direttore de Il Fatto, tutti quanti insomma, a onorare finalmenti i fatti e a dare il dovuto spazio alla replica di Ursula Puelcher

  54. E’ passata una settimana, e Telese ancora tace.
    A questo punto non mi rimane che metterlo sullo stesso piano di un Salluzzi o di un Fede qualsiasi, ovvero dalla parte dei servi che non hanno neanche il coraggio di venirci a rispondere.
    Dispiace ma è così, e da oggi risparmio l’obolo che quotidianamente spendevo per sovvenzionare e leggere il Fatto!

  55. Una risposta credo sia necessaria, perché l’errore non è contro la memoria di un singolo, ma della storia.

  56. Sono francese a amo l’Italia come una seconda terra madre. Sono lettrice di Nazione Indiana. Mi fa dolore quello che lei ha scritto su Giancarlo Puecher partigiano morto per la libertà del suo paese. E’ sempre possibile riconoscere un errore e scursarsi presso la famiglia di Orsola Puecher.

  57. sono indignata ma non stupita: ormai siamo sotto regime, chi ancora non se n’è accorto?
    come si fa a non capire che viene permessa perfino un po’ di dissidenza (controllataissima) per gettare fumo negli occhi a chi non sa pensare con la propria testa.
    lei, sig. Telese, si scusi con Orsola Puecher e con tutta la nazione, per il falso ideologico perpetrato e da lei fiancheggiato.

  58. Questo perdurante silenzio denota un forte imbarazzo ed è grave come l’articolo.
    Eppure sarebbe così semplice ammettere di avere sbagliato e chiedere scusa.
    Sarebbe un gesto di correttezza che renderebbe a telese credibilità professionale e umana.
    maria

  59. Dopo essere venuta a conoscenza di questo fatto vergognoso, e aver visto che Telese non si è scusato, non ha rettificato, non ha spiegato, niente di niente, per quanto mi riguarda non leggerò più il giornale Il Fatto e quando mi capiterà, contro mio volere, di vedere la faccia di Telese in televisione penserò sempre la stessa cosa: che io non dimenticherò questo fatto e che è una vergogna.

    Ma la rete è grande e le notizie corrono lo stesso. Non c’è bisogno di concessioni di Telese: se vuole comportarsi in questo modo faccia pure. La rete non perdona. La memoria resta. E qui si è voluto cambiare una (e la) storia, fregandosene di tutto e di tutti, eh.
    Invito allora tutti i lettori che passeranno di qui a diffondere anche via mail il bellissimo articolo di Orsola Puecher o a linkare lo stesso nei propri blog o inviarlo ad altri ancora.

  60. http://www.nazioneindiana.com/2010/11/21/l-amavo-troppo-la-mia-patria-non-la-tradite/#comment-143814

    l’articolo di Orsola Puecher

  61. ancora nulla, telese non si degna di rispondere, probabilmente spera che tutto finisca nel nulla, ma come scordarsi della sua cialtronata e soprattutto delle sue mancate scuse?
    maria

  62. ….a distanza di un uteriore mese ancora nessuna risposta… che vergogna!!!
    Ecco come calpestare la storia e la dignità delle persone… mi meraviglio come questo fatto non abbia avuto maggior rilievo!

  63. Carissimo Luca,
    mi chiedo una cosa. Perchè non hai verificato se la storia dolce e malinconica da Mulino Bianco di Sallusti potesse essere vera?
    Una volta si diceva verificare i fatti e le fonti.
    Il partigiano fucilato era Giancarlo Puecher, nato nel 1923, nobile gereroso cattolico milanese.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Puecher_Passavalli
    Quando Sallusti dice “la Repubblica di Salò era ormai alla fine e i partigiani alle porte, mio nonno aveva accettato di dirigere il tribunale” racconta una storia dolce e strappalacrime.
    Peccato che qualcosa nella versione non funzioni perchè Giancarlo Puecher fu stato fucilato il 23 dicembre 1943, e che la Repubblica di Salò fosse nata appena da 2 mesi esatti (la data era in onore dell’anniversario della stessa), e che di partigiani alle porte proprio non ve ne fossero. Magari! si sarebbero risparmiate molte vite. Probabilmente il padre si confuse con qualche altro dei molti fucilati.
    Non mi dire che ora credi anche tu alla nipote di Mubarak!
    Con rispetto e affetto.

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