
Questa mattina, il giornalista Sigfrido Ranucci, volto storico della trasmissione Report, è stato vittima di un grave attentato intimidatorio. Un ordigno esplosivo ha distrutto la sua automobile e quella di sua figlia, parcheggiate davanti alla loro abitazione a Campo Ascolano, alle porte di Roma. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la potenza della deflagrazione avrebbe potuto causare una tragedia.
Questo gesto vile e codardo rappresenta un attacco diretto non solo alla persona di Ranucci, ma alla libertà di stampa, al diritto di informare e di essere informati. Colpire chi indaga, chi racconta, chi dà voce ai silenzi è un tentativo di spegnere la luce della verità.
In queste ore, la solidarietà si sta moltiplicando: colleghi, cittadini, istituzioni e associazioni si stringono attorno a Ranucci e alla sua famiglia. La Rai ha condannato duramente l’accaduto, definendolo “un attacco al servizio pubblico”. Anche la Commissione Antimafia è stata sollecitata ad ascoltare il giornalista, segno della gravità dell’evento.
Esprimiamo la nostra più profonda vicinanza a Sigfrido Ranucci e ribadiamo con forza che nessuna intimidazione potrà mai fermare il giornalismo libero e coraggioso. La democrazia si difende anche così: stando accanto a chi rischia per raccontare la verità.
Sigfrido, non sei solo.
Mario Esposito

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