Luca Telese

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Luca Telese
Luca telese

Giornalista, autore e conduttore televisivo e radiofonico

La casa di vetro

Ieri ero a Belluno, in una incantevole città del profondo nord per una intervista-duello con Maurizio Paniz, l’uomo-simbolo della nuova mutazione del berlusconismo. Facendo questa intervista ho avuto l’ennesima conferma che bisogna andare nei posti per capire le persone, quando sulla porta del suo studio legale lui mi mostrato la palazzina con la mano e mi ha detto: “Vedi, questo è il mio ufficio. Ho iniziato con due stanzette, negli anni settanta. Poi ho comprato tutto il primo piano. Poi anche il secondo. Poi il primo piano del palazzo a fianco. Poi il secondo piano del palazzo a fianco. Quindi il primo piano del palazzo a sinistra”. Allora ho provato a precederlo con una battuta: “…Poi il secondo piano del palazzo a sinistra, e poi sono finiti i palazzi e ti sei dovuto fermare”. Paniz mi ha incenerito con un sorriso dei suoi e ha teso la mano davanti a noi: “No. Poi ho comprato tutto il palazzo di fronte”. Insomma, gratta dietro al berlusconismo e ci trovi sempre dietro il mito, la forza, la determinazione del self made man. Io ho un’idea abbastanza poco di moda: la sinistra potrà tornare a vincere solo quando riuscirà a sostituire le biografie ai curriculum, solo quando riuscirà a provare ad opporre ai paperoni e alle loro storie terribilmente autentiche, dei paperino con delle storie di segno opposto con delle storie altrettanto vere. Penso che l’opposizione, o come si chiama, dovrebbe correre da Katia, la precaria superlaureata e masterizzata licenziata da Italia-lavoro perché incinta, e candidare lei, non le gattine morte tipo la Madia e le segretarie dei ministri e i portaborse dei leader, come Piero Martino.

Ma insomma: ieri sono stato per tutto il giorno calato dentro questo pezzo di nord e dentro i miei ragionamenti. Ho viaggiato per arrivare qui, poi sono precipitato in un corpo a corpo serrato con il mitico Paniz (e la cosa che più mi colpisce è la capacità immane dei berlusconiani dal volto umano di difendere l’indifendibile quando c’è di mezzo Berlusconi) infine sono andato a cena. A sera, collegandomi con l’I-Phone, ho scoperto che avevano superato centocinquanta commenti sulla vicenda Misfatto, i più disparati, che i siti (forse per l’assenza di notizie) ci si sono buttati a palla, e che i lettori si dividevano in giudizi da stadio, considerazioni preoccupate, critiche al sottoscritto, critiche a Travaglio, dibattiti sul “Il Misfatto mi piaceva oppure no”, timori per la tenuta del Fatto, premonizioni di catastrofe epocale, domande del tipo: “Ma adesso te ne vai dal giornale?”.

Così vorrei chiudere questa polemica, provando a pensare che ci aiuti (dentro e fuori dal giornale) a diventare maggiorenni fissando alcuni punti saldi.

1) No, non ho nessuna intenzione di lasciare il mio giornale, il giornale che abbiamo fondato dal nulla, quando tutti ci dicevano che era una impresa impossibile.

2) Se sul mio sito ieri sono affluite quattromila persone di più, solo desiderose di avere notizie su questa vicenda, vuol dire che abbiamo fatto una campagna promozionale al nuovo supplemento di almeno quattromila lettori. Il povero Disegni dovrebbe pagare.

3) No, non penso che il dibattito sia un danno. Non penso che se si scrive che c’è stato un dissenso, finisca il Fatto. Anzi, sono piuttosto convinto del contrario. Sarebbe stato deflagrante se ci fossimo tenuti una ferita di questo tipo dentro. Adesso siamo vaccinati, spero. C’è una brutta abitudine di un pezzo di lettori, che tende ad immaginare i giornali come partiti. Ma i giornali non sono partiti, e non devono mai diventarlo.

4) Se siamo il giornale dei lettori,anche i lettori devono sapere cosa succede dentro il giornale. Dovremmo essere – nei limiti del possibile – una casa di cristallo. Il che non vuol dire che i panni sporchi si lavano in piazza (figuratevi). Ma che sulle vicende sensibili ognuno si prende le sue responsabilità (a partire da chi scrive). Quando ci sono eventi traumatici (evitando i particolari cruenti, come abbiamo fatto in questo caso) se ne parla.

5) Chiunque mi conosce, dentro e fuori la redazione sa che non avevo nessuna voglia di questa pubblicità. Non avevo, e non ne ho, nessun vantaggio. Ho solo fatto quello che ritenevo giusto difendere un principio e dei colleghi che non sono stati trattati bene. Tutto qui: odio l’ingratitudine e la logica del vaso di coccio che si può infrangere per preservare i vasi di ferro.

6) Roberto Corradi dice in una intervista a Libero che “Antonio Padellaro è un ologramma di Marco Travaglio”. Capisco che Roberto sia incazzato, ma non è vero. Antonio ha reso possibile questo giornale perché è l’unico che riesce a gestire le sue diversità, per questo ha ceduto volontariamente delle responsabilità a Travaglio (come quella sui supplementi), e lo ha messo alla prova. Credo che abbia fatto bene a metterlo alla prova: sul Misfatto e Saturno si giudicherà dai risultati (che mi auguro buoni) sul rapporto costi benefici economici e umani.

7) Sì, sono stato e sono in dissenso con Marco Travaglio per il modo in cui ha imposto una operazione brutale, e per certi versi inspiegabile: c’erano mille modi per potenziare il Misfatto senza perdere quello che di buono era stato costruito. Hanno scritto: “Telese contro Travaglio”. E allora? Non c’ nulla di male, niente di strano, è persino fisiologico che possa accadere, su questo come su molte altre cose che ci siano differenze tra me e lui: lui è di destra, io di sinistra, lui ha il cuore tra Di Pietro e Fini, ama i cantanti pop italiani degli anni settanta come Renato Zero, conosce a memoria film come “Amici miei”, si commuove per i procuratori, scriverebbe paginate e paginate sui papelli e su Ciancimino. Io mi commuovo, semmai, per i precari e per gli operai, per gli imprenditori che si inventano un’impresa dal nulla, conosco a memoria film come “La Stangata”, Ciancimino per me non è un personaggio interessante (e nemmeno credibile) mi piace la Bindi che forse lui non ama e stimo Vendola che lui palesemente detesta, amo il rock progressivo e psichedelico (dai Beatles ai Genesis ai Pink Floyd) e il vecchio De Gregori, lui tifa la Juve, io la Juve la odio (Cagliari e Roma, cuore giallo-rosso-blù), lui è un teorico delle linee nette, della distanza antropologica fra bene e male, io sono cresciuto nel culto di Primo Levi, nell’idea che il mondo è raccontato dalla “zona grigia” dove le distanze tra vittime e carnefici e tra buoni cattivi si confondono fino a scomparire. Lui è un giornalista di destra che ha lavorato a sinistra, io sono un giornalista di sinistra che ha lavorato a destra, lui quando avverte la diversità sente odore di zolfo, alza le barricate e prende una pasticca di antibiotico, io penso che quando la linea di demarcazione dei tuoi principi e netta, non ci sia cosa più bella che infilarsi nelle regioni interne dell’altro e provare a capire cosa lo muove davvero. Anzi: questa secondo me è l’essenza del giornalismo, che è una cosa molto diversa dalla politica. La politica deve prima di tutto giudicare e scegliere, il giornalismo deve prima di tutto capire e raccontare.
Marco a volte dice che i giornalisti che lavorano in giornali diversi dai suoi sono tutti “servi”, e io credo e spero che non lo pensi, io sono convinto che (a parte Minzolini e derivati) la categoria della servitù è una categoria sbagliata, che gratifica ma che non spiega. Marco in questo preciso e drammatico momento è convinto che i lettori e (il pubblico che ci segue) abbiano bisogno soprattutto di certezze, io credo che i lettori (e il pubblico che ci segue) abbiano bisogno della certezza che non ci sono certezze, e quando si incazzano per i miei articoli sul blog sostenendo che sono troppo indulgente o corrivo con i “cattivi” sono quasi contento, e penso di aver fatto bene il mio lavoro. Marco da azionista torinese è convinto che il berlusconismo, come il fascismo sia una sorta di cancro che ha aggredito il paese, una malattia infettiva. Io, da comunista italiano berlingueriano e terrone sono convinto che sia (come diceva Gramsci del fascismo) “Una autobiografia della nazione”. Marco a volte ha persino teorizzato il diritto ad odiare l’avversario, o Berlusconi, ma credo che ne sentirebbe una grande nostalgia (ieri ha deto a Francesca Schianci del Secolo XIX: ”Io non sono come lui, sono peggio” e per questa battuta cattivista l’ho amato), io ho una grande simpatia per Berlusconi ma penso che se andasse a casa gioirei per il bene di questo paese. Marco ha sempre prediletto Bocca, io ho sempre preferito Pansa (anche se oggi mi insulta). Marco ha la vocazione del grande killer solitario ed esteta, di quelli da cinema americano: sterilizza con cura i ferri del suo mestiere, insegue il suo bersaglio, e lo lascia sempre con i piedi davanti. A me piacciono i film di Frank Capra, in cui i buoni rischiano di perdersi, ma si salvano perché scoprono di non essere mai soli davanti alla ferocia del mondo.
Marco ha una carisma ipnotico, davvero: se lo becchi su Current alle tre del mattino e sta parlando della cosa su cui tu hai scritto tutto il giorno, resti comunque ad ascoltarlo come se ti stesse raccontando una favola che non hai mai sentito. Marco può parlare sul palco tre ore senza nemmeno prendere un bicchiere d’acqua, Marco è un computer, di Marco sospetto sempre che giri con un database separato dal corpo, ma connesso con il bluetooth, che presumibilmente è nascosto nel suo trolley. Marco ha una capacità di sintesi e di esemplificazione pazzesca. Marco è tutto cerebrale, è una centrale nucleare a fusione fredda. Io, invece, sono tendenzialmente neoromantico. Marco si è scelto uno dei cento Montanelli che sono esistiti e gli ha costruito genialmente un altare intorno. Io penso che Montanelli possa essere Montanelli solo tendendo conto di tutti i Montanelli che è stato (compreso quello fascista e quello “berlusconiano”). Marco ha raccontato la tragedia degli anni ottanta in “Mani pulite”, io ero interessata quella degli anni settanta e ho scritto “Cuori neri”, lui è il più grande esegeta della cronaca, io sono attratto dal passato prossimo.
Io e Marco ci siamo conosciuti in un programma televisivo (L’infedele di Gad Lerner!) dopo un botta e risposta in cui lui mi ha dato del “dipendente di Berlusconi” e io l’ho mandato direttamente affanculo. Un’ora dopo ci stringevamo la mano. Marco secondo me è molto più timido di quanto non sembri, io sono estroverso e invasivo, per questo fino ad oggi siamo andati molto d’accordo: ognuno di noi e quello che l’altro non è, non abbiamo possibili terreni di invadenza. Io lo trovo molto elegante, lui mi prende per culo nella stanzetta dei caporedattori del Fatto perché dice che sono sovrappeso (è vero: io sono della scuola Oscar Wilde: “Tutto quello che ci piace è illegale, immorale o fa ingrassare”. Lui forse Oscar Wilde l’avrebbe fatto arrestare).
Tutto questo per dire che c’è un grandissimo bisogno delle sue certezze (molto meno dei suoi gusti musicali) ma quando pensa di essere la reincarnazione di una divinità egizia, con i suoi sorcini e le sue sorcine è bene che qualcuno gli dica: “A Marco, ma ‘ndo cazzo vai?”. In una casa di cristallo, in cui non ci possono essere verità nascoste, tutto ciò aiuta.

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159 risposte a “La casa di vetro”

  1. Avatar ciro
    ciro

    bellissimo articolo, sui dettagli di 2 grandi giornalisti, uno di sinistra e uno di destra che in questo momento vedono entrambi nella stessa direziona un berlusconismo che sta mandando alla deriva questo paese.
    Dove per molti aspetti personalmente mi trovo coi stessi gusti di uno ( musicali di Luca ) o dell’altro ( simpatizzante per Di Pietro ).
    GRANDE LUCA

  2. Avatar Tanus78
    Tanus78

    E dai Luca, piantala. Bell’articolo ma confesso che ci state un po’ tritando le palle co’ sta storia. Ben vengano tutte le diversità ma non venirmi a dire che il Misfatto andava bene così com’è, tutto si può migliorare. Io personalmente tralasciavo la maggior parte degli articoli per lleggere Disegni…

  3. Avatar margherita
    margherita

    a che età ha cominciato a scrivere maria laura Rodotà ? 20. e la Palombelli ? 20 ma Beatrice è molto meglio della Palombelli che scrive sul Foglio. annalena benini nipote di Daria Bignardi….

  4. Avatar margherita
    margherita

    trovo più interessante questo argomento : Padiglione Italia Biennale Venezia a un mese dall’inaugurazione : Sgarbi deve ancora presentare gli artisti presenti…

  5. Avatar simonetta

    Sante parole….”Io, da comunista italiano berlingueriano e terrone sono convinto che sia (come diceva Gramsci del fascismo) “Una autobiografia della nazione”.

    Io da cagliaritana, azionista, tendenza giustizia e libertà epperò gramsciana e berlingueriana per sarditudine (repressa, sono nata a roma come Bianca, Laura e i fratelli…ma tendo a pensare che si sentano sarde come tale mi considero, sia pure maureddinas e non barbaricina – e pure con avi liguri sardi dal ‘700 però), caro Luca di cinecittà, sei incredibile, davvero bravo, davvero l’unico a dire che l’imperatore è nudo…forza paris!

  6. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Gentile Sig. Telese,

    Il fascismo fu definito e sviscerato come “Autobiografia della nazione” da Gobetti, che con Gramsci ha ben poco da spartire.

    Cordialmente.

  7. Avatar breny
    breny

    Virginia 100

    Già, le donne ad Annozero vanno solo se:
    1. sono belle o almeno carine e svolgono principalmente funzione decorativa
    2. accettano di buon grado di il ruolo di ocone conformiste di sinistra, facendo domandine banali e prevedibili e parlando solo per qualche minutino
    3. accettano soprattutto e anche le intemperanze di Santoro (a tal proposito sembra che, ai suoi tempi, la Costamagna abbia dato filo da torcere al Michelone)

    L’unica – veramente bellissima – che aveva anche una qualche parvenza di giornalista vera, fu Rula Jebreal

  8. Avatar david
    david

    Caro Telese, tanta fatica sprecata. Le tue posizioni cerchiobottiste sono solo indicative di un giornalismo che uccide l’informazione, e che lascia scivolare questo paese in un lento oblio.Ma l’andazzo si era gia’ capito con gli interventi nella zanzara di Cruciani, altro tipino fine. La polemica con Travaglio e’ sterile, pretestuoso, e presuntuoso. Spero vivamente che ti caccino, cosi’ magari finirai sul corriere, cerchiobottista tra i cerchiobottisti, sicuramente a tuo agio.

  9. Avatar tommy
    tommy

    Beh, che dire…

    molto meglio te di Travaglio, senza dubbio…

    e te lo dice uno di destra (che si è “divorato” CUORI NERI)

  10. Avatar Charly
    Charly

    Annalena Benini è nipote della Bignardi?
    Le due, sommate, hanno lo spessore di un refolo D’aria. Sapevo che è la moglie del figlio di Feltri. L’”ottimo” Mattia.
    La Rodotà è bravina, ma se la tira troppo da quella che ne sa di più.
    La Palombelli è incommentabile. Dovrebbe imparare, tra l’altro, la differenza tra “ci” e “sci”. Cilicio, non sciliscio.
    La Borromeo mi piace (piasce) perchè è incazzata e spontanea.

  11. Avatar virginia
    virginia

    @ Margherita: citi delle raccomandate e infatti è quello che stiamo sottolineando da vari post: ovvero che anche il Fatto si comporta come un Corriere o un Foglio qualunque; la famosa diversità semplicemente non c’è.
    La storia ci dirà se Borromeo diventerà brava davvero come la Rodotà, (ora non lo è nonostante Telese)per il momento rimane un Fatto: le pari opportunità in questo paese non esistono (almeno nel giornalismo) alla faccia della sinistra popolare che piace tanto al Telese che citica Walter per la Madia; Walter può rispondere che la Madia è brava embè?
    Secondo me una firma femminile che può fare la differenza e venir fuori bene, al Fatto c’è ed è La Truzzi se non sarà oscurata dalla bramosia di apparire della cocca del capo.

  12. Avatar Gian Luca
    Gian Luca

    VIRGINIA
    Ma come diavolo si fa a dire che Pansa delira?

    Ma tu cara amica lo sai chi è Pansa? lo sai che forse è uno degli storici migliori che abbiamo?

    Il problema è sempre lo stesso…voi di sinistra siete un coro, se uno esce dal coro delira. Pansa non può scrivere su giornali di sinistra perchè è stato attaccato da tutte le parti.
    mI FANNO ARRABBIARE DUE COSE…

    GLI IGNORANTI CHE VOGLIONO SEMBRARE ALTRO

    E I NEGAZIONISTI…di qualsiasi tipo.

    Pansa ha scritto di cose vere e accadute…e per te e i vari travaglio delira….
    Io sarei orgoglioso di avere nella destra Italiana un cervello come Pansa..e tu dovresti non vedere DOVE SCRIVE…

    ….MA COSA SCRIVE.

    Vergognati.

  13. Avatar Charlie
    Charlie

    Ahah grande Luca!!

    Potevi anche riassumere le vostre diversita’ con una metafora del tipo: “Marco la vita la misura con la squadretta, io invece le do’ un morso per assaggiarla” ;-)

    Riguardo i gusti musicali del Travagliato: che tristezza!!! Non e’ che con lui la geometria diventera’ un reato!!?? …Mah…

    Infine Luca, spero che quando citi Pansa tu ti riferisca “alla vecchia discografia”, come si dice per gli autori rincoglioniti dal tempo……

  14. Avatar Gian Luca
    Gian Luca

    VIRGINIA
    Ma come diavolo si fa a dire che Pansa delira?

    Ma tu cara amica lo sai chi è Pansa? lo sai che forse è uno degli storici migliori che abbiamo? lo sai quanti anni di giornalismo…e quante ne ha viste e vissute quest’uomo?

    Il problema è sempre lo stesso…voi di sinistra siete un coro, se uno esce dal coro delira. Pansa non può scrivere su giornali di sinistra perchè è stato attaccato da tutte le parti.
    mI FANNO ARRABBIARE DUE COSE…

    GLI IGNORANTI CHE VOGLIONO SEMBRARE ALTRO

    E I NEGAZIONISTI…di qualsiasi tipo.

    Pansa ha scritto di cose vere e accadute…e per te e i vari travaglio delira….
    Io sarei orgoglioso di avere nella destra Italiana un cervello come Pansa..e tu dovresti non vedere DOVE SCRIVE…

    ….MA COSA SCRIVE.

    Vergognati.

  15. Avatar virginia
    virginia

    Dato che Telese appaia Borromeo e Mello, trascrivo il curriculum di Mello poichè affiancare i due mi sembra una gran cazzata:
    Nato a Lecce nel 1977, a vent’anni son partito per Bologna dove ho cominciato a occuparmi di informazione prima a Radio K centrale e poi a Radio Città del Capo – Popolare Network. Tra alcune collaborazioni con teste locali e varie esperienze di politica e di comunicazione politica (prima nei centri sociali poi nei Verdi), mi sono laureato in Storia Contemporanea all’Unibo.

    Saltando di palo in frasca, nel 2006 mi sono dato al mondo dei blog e nel 2007 (dopo aver lasciato il lavoro nella segreteria politica dell’Assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna) ho scritto “L’Italia spiegata a mio nonno”, un saggio-rap sulle dure prospettive delle nuove generazioni in Italia. Il libro, pubblicato nel febbraio 2007 sul “mio” generazioneblog.it, nel settembre successivo è uscito per Mondadori in una versione ampliata.

    Nel 2008 mi sono trasferito a Roma chiamato da Michele Santoro nella redazione di Annozero, dove sono rimasto per (quasi) due stagioni. Nell’agosto 2009 sono entrato al Fatto Quotidiano, dove tutt’ora curo la pagina Mondo Web (esce dal lunedì al sabato) e mi occupo di politica.

    Nel marzo 2010 è uscito il mio secondo libro: “Viola, l’incredibile storia della manifestazione che ha beffato Silvio Berlusconi” (Aliberti editore), un racconto sull’utilizzo di Internet e dei social network come strumento di organizzazione politica.

  16. Avatar Gian Luca
    Gian Luca

    VIRGINIA
    Ma come diavolo si fa a dire che Pansa delira?

    Ma tu cara amica lo sai chi è Pansa? lo sai che forse è uno degli storici migliori che abbiamo? lo sai quanti anni di giornalismo…e quante ne ha viste e vissute quest’uomo?

    Il problema è sempre lo stesso…voi di sinistra siete un coro, se uno esce dal coro delira. Pansa non può scrivere su giornali di sinistra perchè è stato attaccato da tutte le parti….e perchè quello che dice essendo vero DA FASTIDIO.
    mI FANNO ARRABBIARE DUE COSE…

    GLI IGNORANTI CHE VOGLIONO SEMBRARE ALTRO

    E I NEGAZIONISTI…di qualsiasi tipo.

    Chissà perchè tutte e due queste categorie hanno una paura fottuta di un sano revisionismo storico..documentato e magari occultato per anni.

    Pansa ha scritto di cose vere e accadute…e per te e i vari travaglio delira….
    Io sarei orgoglioso di avere nella destra Italiana un cervello come Pansa..e tu dovresti non vedere DOVE SCRIVE…

    ….MA COSA SCRIVE.

    Vergognati.

  17. Avatar virginia
    virginia

    @ Gianluca: io non nego nulla, non dico che Pansa nel sangue dei vinti dice il falso.
    Solo dal punto di vista dei miei valori (che non sono i tuoi) dico che non si può mettere sullo stesso piano chi muore per la libertà e chi muore per affermare una dittatura. Esaltare alcuni fatti rispetto ad altri significa sminuire o occultare il valore degli altri. Evidente non la pensiamo allo stesso modo e non voglio discutere con te; ne discuto con Telese perchè lui fa quello desinistra e qualcosa in comune dovremo pur averlo.
    Poi Pansa è sempre stato uno di sinistra e mo sta da tutt’altra parte, bè i voltagabbana mi puzzano sempre, i valori sono valori e non si cambiano come i vestiti.
    quanto al vergognarsi c’è sempre tempo e vale per tutti.

  18. Avatar Carlo
    Carlo

    Ciao Luca,
    apprezzo sempre quando si fa chiarezza, soprattutto pubblicamente in modo da non dare il destro a retro pensieri e interpretazioni artificiose.
    Politicamente e “culturalmente” sono più vicino a Marco Travaglio ma non per questo prendo parte nella polemica. Anzi mi diverto di più quando si duella con onestà intellettuale (anche se non ho ancora sentito la replica di Travaglio, semmai ce ne sarà una!)
    Continuate così!!!

    PS: Non dar retta alle battute sul sovrappeso, come si dice dalle parti nostre “Omo de panza, omo de sostanza”!

  19. Avatar Luca Telese
    Luca Telese

    Forza Paris Simonetta!!! che bello trovare le nostre/vostre biografe, che sono idnetità diverse, gusti, fili di sotria che intrecciano in una distinta personalità

  20. Avatar DONALFONSO
    DONALFONSO

    Infatti io ho sempre pensato Che telese sia una 5 colonna. Un futuro Pansa Che quando sarà vecchio inconcludente e incattivito sparerà pansanate su tutto e tutti. telese di sinistra ha solo che è mancino tutto qua. E poi un giornalista che sbariata per un inserto satirico che io manco leggo mi suona strano. Mica Telese crede che (Io e/lettore ) tramite i comici capisco la Politica come fanno floris a balloaro con Croza e santoro con le vignette di vauro. Perché questi i “giornalisti” sono UGUALI Berlusconi che nelle convention Mediaset diceva di trattare i telespettatori come bambini di 4 anni.

  21. Avatar daniela
    daniela

    Ho sempre amato la genialità e l’ ars scribendi di Travaglio, tuttavia, in sincerità, non credo regga il confronto con te, per motivi inutili anche da ribadire…. Anche questa cosa andava fatta, bravo Luca, ti abbraccio.

  22. Avatar leo
    leo

    Caro Luca,
    solo una citazione ‘storica’ che spero non offenda alcuno.
    Anche Montanelli e Scalfari, all’alba degli anni Settanta, pensarono di fondare un giornale assieme.
    Ne fondarono invece due, proprio perchè Cilindro guardava a destra e Eugenio a sinistra.
    Dunque, confermo.
    In una Italia NON berlusconizzata, Telese e Travaglio, ovviamente rispettandosi, lavorerebbero per testate distinte e distanti.
    Ps. Sulla Borromeo, I am so sorry. La signorina appartiene a una di quelle categorie per le quali il mitico ‘ascensore sociale’ non è necessario. Partendo da lassù…

  23. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    Caro Luca Telese
    mi spiega come puo’un uomo nel pieno delle sue facolta’ mentali ,prestare la propria intelligenza sopraffina alla “creazione”e diffusione di programmi come l’alieno e cronache marziane(dove botox e silicone abbondavano in quantita’ industriale)?Ho letto sul Fatto l’articolo sullo scempio compiuto sul corpo della “povera Noemi”,e ovviamente lo condivido in pieno.Ma ho letto anche tante altre sue memorabili interviste a decine di scherani del Cainano,( su tutte quella a Sgarbi)dove il cazzeggio e l’ammiccamento hanno raggiunto punte davvero insopportabili, per chi, come me, compra il Fatto per leggere notizie che altri nascondono o edulcorano, e non le cazzate di qualche penoso figurante a gettone travestito da ministro o avvocato.

  24. Avatar Carolyn
    Carolyn

    Ciao Luca,
    mi sento di dire che la tua disamina è perfetta ,disarmante,umorale e risentita.
    il buon marco è un anticomunista nel dna,ma anche onesto e leale.
    Penso che alla fine del berlusconismoil buon marco rimarrà un buon cronista.
    Anche dalla musica si può capire il background delle persone (sic)
    a presto
    Carolyn

  25. Avatar Gian Luca
    Gian Luca

    @ virginia
    Ma ti leggi? ma ti senti? che diavolo significa valori miei e valori tuoi? i valori hanno una valenza universale. Pansa non fa come fai tu.. la hit parade dei valori giusti…ma cerca di dire certe verità interpretando anche i valori che una parte di una generazione aveva e credeva giusti. Ma è mai possibile che una cosa del genere non la capiate?
    Ma pansa poi è attaccato perchè ha detto delle verità accertate su quella che non fu resistenza ma un’altra guerra di occupazione da parte di chi puntava al sol dell’avvenire…e non nel tricolore. E’ questo che non gli si perdona dopo più di 60 anni…
    E poi mi dicono che i comunisti non esistono…

    Resti e resterete quelli che bacchettano uno perchè non è standardizzarmente di sinistra….resterete quelli che si incazzano con renzi perchè tenendo aperti i negozi il primo maggio non è de sinistra…dimenticando però che applica una legge voluta da quel bersani che lo bacchetta….

    In questo paese per certa schiuma da centro sociale si può parlare, discutere, e apprezzare i contenuti solo se sei de sinistra e dici cose de sinistra…

    Io al posto tuo e per quello che dici non mi vergognerei….ma sprofonderei proprio. Ma capisco che la schiuma resta schiuma.

  26. Avatar breny
    breny

    Carolyn (che bel nome!) , quindi Travaglio, nonostante sia un anticomunista è …..tante belle cose …..
    Cosa c’è di male ad essere anticomunisti?
    Dimmi qualche buon motivo per cui si dovrebbe essere comunisti e, se mi convincerai, divento comunista anch’io, lo giuro.

  27. Avatar antonio padalino
    antonio padalino

    CIAO LUCA,

    L’INTERVISTA A PANIZ NON MI E’ PROPRIO PIACIUTA, ANCHE SE FORSE LA TUA INTENZIONE ERA DI FAR USCIRE L’ AVVOCATO DI…..RUBY, ESATTAMENTE COME E’: INEFFABILE E IMPRESENTABILE, INSOMMA L’ESSENZA DEL BERLUSCONISMO.
    IL RITRATTO DI MARCO TRAVAGLIO NON SO SE E’ VERO, MA E’ UN GIOELLINO GIORNALISTICO. DAGOSPIA TI PROVOCA, MA FA IL SUO SPORCO MESTIERE… PER IL MISFATTO, LA MIA SOLIDARIETA’: NON SI FA COSI’…. AUGURI PER IL NUOVO LIBRO E BUON LAVORO AL “FATTO”:, NELLA SPERANZA DI GIOIRE PRESTO PER LA LIBERAZIONE. DA BERLUSCONI.

    ANTONIO PADALINO
    (INVIATO DEL PANORAMA DI SECHI, ROGNONI, RINALDI E MONTI)

  28. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    @Luca Telese
    Ma lei e’sposato con una sassarese.Essendo anche io un” piccababbu”,non posso che congratularmi .Telese nonostante tutto il mio augurio per lei sara sempre a”zent’anni”!

  29. Avatar margherita
    margherita

    se non sbaglio anche la bravissima Luisella Costamagna è nata con Santoro

  30. Avatar margherita
    margherita

    antonio paladino grazie di aver ricordato una persona che non potrebbe essermi più cara Lamberto Sechi

  31. Avatar nsergio
    nsergio

    La Borromeo non è l’unica firma “figlia di papà” presente nel FQ, mi pare. Il metodo di arruolamento è affar vostro, siete un gruppo privato e ovviamente fate come volete, ma poi non vi arrabbiate se il metodo vi si ritorce contro. Finora, quale abbonato “storico”, ho tollerato le sbavature del giornale (mancanza di molte notizie, refusi e inesattezze a volte incredibilmente imbarazzanti – anche di Travaglio, che dovrebbe una buona volta smettere di citare la storia e la linguistica se non ne sa un tubo -, provincialismo nel trattare le notizie dall’estero – vedi la storia mal raccontata delle dimissioni del ministro della difesa tedesco – strumentalizzate per mostrare come il resto del mondo sia sempre meglio dell’Italia, la tremenda rubrica sui “cervelli in fuga”, la grafica un po’ rozza e buttata là, la satira basata principalmente sui giochi di parole e già per questo piuttosto insulsa, i titoli gridati, gli insulti dell’altrimente grandioso Massimo Fini contro le “suorine del Fatto”, i pezzi noiosi e illeggibili di alcuni magistrati ed ex-magistrati, lo spreco di carta per riportare cose già pubblicate altrove e facilmente rintracciabili come i testi apparsi sul blog di Grillo, mi fermo qui per amor di patria) – dicevo, le ho tollerate perché pensavo che fosse un giornale giovane, in rodaggio, con una missione apprezzabilissima – difendere la Costituzione Italiana-, un giornale che restituiva la voce ai censurati di turno, come il già citato Fini, un giornale che riuniva una squadra da sogno, formata dalle firme con alle spalle storie diverse e che ho più apprezzato a partire dalla metà degli anni novanta, come Furio Colombo, Paolo Flores D’Arcais, Marco Lillo, Peter Gomez, Marco Travaglio, lo stesso Antonio Padellaro, Gianni Barbacetto e molti altri bravissimi e coraggiosi giornalisti, intellettuali e scrittori. Ho pensato che il giornale andasse appoggiato anche se riesco a leggerne solo brandelli – è molto ripetitivo, devo dire; ma “Piazza Grande” è una gran rubrica. E ho continuato a leggerlo anche perché sapevo che molti giornalisti vi lavoravano con indipendenza, per passione civile, più che per i non lauti stipendi – diciamo che in questo caso il precariato era dovuto all’insicurezza del futuro del giornale appena nato. Detto questo, devo dire che dopo la lettura di questi articoli e commenti del blog un po’ onanistici e un po’ da star di Holliwood da dare in pasto al solito lettore imbambolato dai giochetti dei “grandi”, comincio ad averne le tasche piene. Io vivo all’estero da tanti anni e guardo (non potendo far molto di più) con preoccupazione la situazione italiana. E mi sembra di vedere la moltiplicazione dei galli in concomitanza con un drammatico restringimento del pollaio (o del numero dei pollai). Non voglio censurare alcunché, dico solo che anche questo episodio mostra come la madre delle prime donne sia sempre incinta, tutto qui. Mi dispiacerebbe se dovessi scoprirmi il prossimo settembre meno tollerante di oggi e decida di risparmiare i 130 euro di abbonamento.
    Cordialmente

  32. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    Comunque sia ,piu’ci penso e piu’non riesco a capacitarmi.L’Alieno e Cronache Marziane ma vi rendete conto?Ma come si fa’?

  33. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    Ribadisco la domanda:ma Montesano fa ridere?e’un comico?fa satira?

  34. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    E Melissa P.,no dico vogliamo parlare di Melissa P.Ma che c’azzecca con la satira?

  35. Avatar Charlie
    Charlie

    @Nsergio
    Complimenti per il suo bel post totalmente condivisibile.

    Peccato che alla fine scopriamo che lei, vivendo all’estero, “non puo’ fare di piu’”.

    Verrebbe da dirle che non e’ con l’acquisto di un determinato quotidiano che le cose cambieranno. “Appoggiare” il fatto quotidiano – la sua missione editoriale – non basta a creare le premesse per un cambiamento. Tanto piu’ in periodi nei quali i nostri migliori talenti lavorano all’estero.

    Cari saluti

    PS
    Forse sarebbe il caso, anche per quanto gia’ detto da Nsergio, di chiamare le cose con il loro nome.
    Il Fatto Quotidiano non e’ un “quotidiano” ma un tabloid.
    E un tabloid non si limita a “raccontare” un fatto ma lo urla con tutta la sua bigotta e sbigottita indignazione.

  36. Avatar Luca Telese
    Luca Telese

    Caro Zanfreta,
    c’azzecca. Perhcè, sei è un certificatore di satiricità consentita? Così comec a Virginia ce alle sue esternazioni antiborromeiche saeà dedicato tutto il prossimo post, fra poco.

  37. Avatar Luca Telese
    Luca Telese

    Caro Zanfreta,
    non solo non mi vergogno del lavoro fatto all’Alieno, ma non sapirei come spiegarti che quello pche per te è un marchio di infamia, per me è stato un lavoro. Non ho fatto nulla di infamante, il programma era un programma leggero, tutto centrato sull’attualità che sulla politica, la cosa di cui andavo orgoglioso (pensa) era l’idea che l’ospite venisse rapito dall’Ufo con una valigia di effetti personali che po iin studio servivano a spiegare la sua biografia. Passai un pomeriggio con Rosi Bindi (credo, ma non e sono così sicuro, e con Buontempo) a casa loro a decidere cosa mettere nella borsa. Sai, non so se tu sei nata ricca o che cosa. Io, come altri itlaiani, prima di poter fare il lavoro che amo e poter scegliere, ho dovuto lavorare per vivere. Fra le tante cose he ho fatto, prima di avere un minimo di autonomia, quella è una delle più innocenti e divertenti. Ma questo sempre per chiarire che è un modo di vedere le cose: se hai lo sguardo talebano sono tutti crimini. CHissà che cosa diresti di Cronache Marziane o Chiambretti c’è, programmi dove fare l’autore è stata una delle esperienze più divertenti mai capitate.

  38. Avatar Luca Telese
    Luca Telese

    Caro Antonio,
    grazie. Ma l’intervista a Pniz secondo me ti dovrebbe spiegare chi è Paniz. Se non si capisce vorrà dire che hai ragione tu.

  39. Avatar antonio padalino
    antonio padalino

    CARO LUCA

  40. Avatar margherita
    margherita

    antonio padalino scusa avevo sbagliato cognome. Lamberto Sechi è qui a Venezia

  41. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    Caro Luca Telese
    programma leggero un corno.Lei ne va’fiero e non mi stupisce,ma sappiamo tutti molto bene che quel programma venne confezionato dai servi di regime in vista dell’elezioni europee del2004 e rappresentava assieme alla ZonaRossa il megafono per le mirabolanti imprese del governo del Cainano.Quanto alla definizione di talebano sappia che per me e’un grande complimento.Meglio talebano che protesi di Mariolina Giordano!

  42. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    @Luca Telese
    Per me la dignita’e’molto piu’importante della ricchezza,e per questo che trovo indecente la coolborazione a programmi come L’alieno.La pianti di parlare di liberta,anche quel ragazzo bene educato che di cognome fa Mentana ,nel suo ultimo libro a rivelato che le testate giornalistiche di Mediaset sono delle protesi politiche al servizio del padrone.

  43. Avatar Zanfreta
    Zanfreta

    @Luca Telese
    E per quanto riguarda i Talebani le consiglio di leggere il libro scritto da Massimo Fini.

  44. Avatar antonio padalino

    CARO LUCA

    GRAZIE A TE. L’ INTERVISTA PUO’ DARE L’IMPRESSIONE, MAGARI SBAGLIATA,
    CHE LE DOMANDE NON SIANO STATE INCALZANTI, CHE PANIZ NON SIA STATO MESSO IN DIFFICOLTA’. TU HAI SCELTO DI SPIEGARE CHI E’ PANIZ. COME TI AVEVO SCRITTO: “…FORSE LA TUA INTENZIONE ERA DI FAR USCIRE’ L’ AVVOCATO DI…..RUBY, ESATTAMENTE COME E’: INEFFABILE E IMPRESENTABILE, INSOMMA L’ESSENZA DEL BERLUSCONISMO”.

    IL RITRATTO CHE FAI DI TRAVAGLIO, CON TUTTE LE DIVERSITA’ TRA VOI DUE, MI E’ PARSO MOLTO BELLO, ANCHE AFFETTUOSO (SBAGLIO?), DURO ALMENO QUANTO E’ DURO MARCO. IL RITRATTO DI UN VERO GIORNALISTA.
    TOGLIMI UNA CURIOSITA’ : MARCO COME L’HA PRESA? AVETE FATTO A PUGNI, SOTTO GLI OCCHI DELL’ARBITRO PADELLARO ???

    BUON LAVORO A TUTTI VOI DEL “FATTO”, UN PO’ MI RICORDATE IL GLORIOSO MIO “PANORAMA” CHE NON C’E’ PIU’.

    Antonio Padalino

  45. Avatar Adramelch
    Adramelch

    @ 131 nsergio

    Vivi all’estero? Spero non in un paese di lingua inglese! Visto che Hollywood si scrive con la y e non con la i. Per carità un errore del genere può capitare a tutti; anche ad uno che critica a tutto spiano un giornale (e alcune critiche le condivido anche) sul piano culturale, sulla grafica e sul carattere dei giornalisti.

    Io personalmente l’unica cosa che trovo piuttosto penosa sono gli articoli economici di gente come Superbonus. Ma l’economia per ogni giornale è un problema.

    Nel complesso cmq trovo che il Fatto sia un bel giornale. E penso che il tutto vada visto nell’ottica di un qualcosa che esce ogni giorno 6 volte a settimana. E che non può essere perfetto.

    PS.
    Ciao Virgi!

    Concordo con te sulla Truzzi (bravissima). E anche sulla Borromeo (che cmq ora sta lavorando bene, secondo me). Un po’ meno su Telese; che secondo me non è affatto radical chic.

  46. Avatar nsergio
    nsergio

    @Charlie

    Non credo che abbonarsi al Fatto sia la panacea per tutti i mali, a me interessa informarmi, tutto qui. E dall’estero non posso fare molto di più, a parte ovviamente votare. Quando vivevo in Italia ho fatto politica attiva e ho preso molti pesci in faccia, per esempio durante la campagna referendaria sulle TV, anche da parte degli “alleati” del PDS. Le potrei raccontare una miriade di episodi. Io sarei pronto a rientrare in Italia, se ci fosse un posto di lavoro almeno equivalente a quello – da precario – che ho qui in Germania, ma purtroppo non è così.
    Cari saluti
    Sergio

  47. Avatar antonio padalino

    GENTILE MARGHERITA

    SE HA OCCASIONE DI VEDERE O SENTIRE L’INDIMENTICABILE DIRETTORE LAMBERTO SECHI GLI DIA UN ABBRACCIO FORTE, DA PARTE MIA. GRAZIE

    a.p.

  48. Avatar Alessandra
    Alessandra

    Telese, legga meglio “I sommersi e i salvati”: Primo Levi riconosceva l’esistenza di un’ampia zona grigia nel genere umano, ma aborriva chi confondeva vittime e carnifici fino a sovrapporli (criticò molto “Il portiere di Notte” della Cavani per questo motivo).

  49. Avatar nsergio
    nsergio

    @Adramelch

    Cavolo, ho scritto “Hollywood” con la – chiedo venia ai lettori! Un ipercorrettissimo dovuto al fatto che un mio collega si chiama Hollifield e mi sono sempre stupito di questa interna, così sono andato a ficcarla anche in Hollywood! Un refuso, sorri. Fortuna che non abito in un paese anglosassone… Ma poi ho scritto anche “altrimenti” con la finale, e altri errorini ancora, a vedere bene (sostituirei “decida” con “decidesse”, per esempio). Vabbé, restituirò i soldi ai miei abbonati…

    Cari saluti
    Sergio

  50. Avatar nsergio
    nsergio

    @Adramelch

    Cavolo, ho scritto “Hollywood” con la “i” chiedo venia ai lettori! Un ipercorrettissimo dovuto al fatto che un mio collega si chiama Hollifield e mi sono sempre stupito di questa “i” interna, così sono andato a ficcarla anche in “Hollywood”! Un refuso, sorri. Fortuna che non abito in un paese anglosassone… Ma poi ho scritto anche “altrimenti” con la “e” finale, e altri errorini ancora, a guardare bene (sostituirei “decida” con “decidesse”, per esempio). Vabbé, restituirò i soldi ai miei abbonati…

    Cari saluti
    Sergio

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