Lettere dei lettori

17 Agosto 2009
Dal Giornale al Fatto. Attese e speranze

Caro Luca,
ti sembrerà strano che qualcuno viva (anche) di queste attese, ma devo dirti che aspettavo da anni due cose: la nascita di un giornale come Il Fatto e che persone come te scrivessero in un quotidiano come quello che nascerà a settembre -sempre che le attese vengano confermate. Sono uno di coloro che ha iniziato a leggere i tuoi articoli a seguito delle chiacchiere che si facevano e si fanno a sinistra sul tuo conto -"un mezzo fascista" ma le fonti non erano delle più affidabili- e mi sono incuriosito ancor di più a seguito di un articolo sferzante che scrivesti sull’associazione per cui ho lavorato, l’Unione degli Universitari, e in cui raccontavi le vergognose dinamiche interne alle giovanili di partito e a certo associazionismo di sinistra. Da allora ti seguo sempre, con la stessa curiosità che mi ha sempre suscitato un personaggio "anomalo" come Massimo Fini, e la mia stima nei tuoi confronti è cresciuta. Il pregiudizio iniziale -"è stipendiato da B. e va a Casa Pound"- si è sciolto di fronte alla lettura dei tuoi articoli e ascoltando ciò che pensi: ho visto, letto e sentito una persona libera, cosa rara nell’Italia di oggi.
Senza fartela troppo lunga, sono contento che collaborerai con il giornale di Padellaro. Mi aspetto un quotidiano libero e pungente, che faccia scalpore, i cui redattori siano ancora capaci di fare domande alle conferenze stampa che mettano in imbarazzo e in difficoltà il politico di turno, vorrei un giornale di cui parlino male i politici abituati a giornalisti senza domande. Mi aspetto molto e quindi ti scrivo per darti il mio "in bocca al lupo". Scegli una strada difficilissima e ne lasci una che sicuramente ti ha dato visibilità e -credo- anche qualche sicurezza economica in più rispetto a quella di un giornale senza editore.
Continuerò ad essere un tuo lettore, ma questa volta potrò addirittura comprare il quotidiano su cui scriverai e non posso che esserne felice!
Buona fortuna,
Nicola


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