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5 Novembre 2012
«Choosy» Alcoa

di LUCA TELESE

Non so se l’Alcoa rinascerà come un’araba fenice, dalle sue ceneri. So che per ora chiude. E so anche che in questa solitudine del Sulcis (e della Sardegna) si scrive una pagina nera della nostra storia: una pagina di miopia e impotenza. Il governo Monti, dopo aver disseminato le sue dichiarazioni di intenti con auliche parole su sviluppo ed equità, ha fallito. Prima sull’equità, e ora sullo sviluppo.Negli stessi giorni in cui la Fiat e Marchionne si fanno gioco delle blande dichiarazioni della Fornero e di Passera, la più importante industria italiana che produce alluminio spegne le sue celle. Si possono riaccendere, ci spiegano. Ma intanto l’Alcoa deve lottare contro i pregiudizi e l’immagine di industria residuale. Invece il suo alluminio è tra quelli che costano meno in Europa, malgrado l’energia che serve per produrlo costi tre volte più che altrove. La sua qualità è purissima, fa correre con i suoi cerchi la Ferrari. Forse Monti potrebbe dire una parola, su questo. Anche in inglese andrebbe bene. I tecnici sono choosy, noi no.

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8 commenti »

  1. non desidero cmmentare questo articolo ma quello che è accaduto a federica salsi del movimento cinque stelle . è assolutamente vergognoso e vorrei invitare tutti ma in particolare le donne a pronunciarsi contro questi metodi stalinisti ,rossanna giannini

  2. Grazie per aver, ancora una volta ,mostrato interesse e attenzione per le problematiche relative alla Sardegna.

  3. Grazie per aver’ancora una volta,mostrato interesse e attenzione per le problematiche relative alla Sardegna.

  4. Obama copia Ligabue con il meglio deve ancora venire..ma lui se lo può permettere..ma poi fatevi i cazzi vostri..perché lui sta messo bene!

  5. Il governo Monti ha fallito su tutta la linea.

    Lavoro. Casa. Salute. Famiglia. Scuola. Questi i capisaldi della gente per bene di un Paese che lavora, produce e vive onestamente. Questi i barili dai quali il governo non si stanca mai di attingere fino a raschiarne il fondo per coprire i costi di gestione di una macchina pubblica vecchia e obsoleta, ma dai costi elevatissimi. Ci avevano detto che con Berlusconi il debito pubblico era fuori controllo, così come la disoccupazione che stava salendo e che lo stesso Silvio non era in grado di fermare la crisi e ridurre lo spread. Oggi – dopo la cacciata del Cavaliere, senza rimpianto – ci ritroviamo con un debito pubblico ai massimi storici, con stipendi e pensioni da fame, con una disoccupazione da record, con la casa tar-tassata dal fisco e con lo spread che fino a questa estate era sugli stessi livelli del governo Berlusconi e che soltanto adesso – grazie alla troika (che però ci ha lasciato in mutande!!!), ma certamente non grazie a “loro” – accenna a scendere. L’Italia è allo sbando, in preda agli umori dei mercati: sono 30mila i posti letto da tagliare negli ospedali italiani. Questi gli effetti dei tagli previsti per la Sanità. E alle Regioni toccherà il compito di tradurre il diktat del governo: risparmiare. Tagli che comporteranno meno ospedali e, di conseguenza, meno posti letto. Lo stabilisce il documento redatto dal ministero della Salute in collaborazione con l’agenzia per i servizi sanitari. Negli ospedali i posti letto oggi sono 4,2 ogni mille abitanti, ma nel progetto di riduzione scenderanno a quota 3,7: Lazio, Trentino e Molise sono le Regioni a cui toccherà tagliare di più. E poi la stangata sulla casa con il saldo Imu che dovrà essere versato entro il 17 dicembre. E dalle prime stime, sembra che in gran parte abbiano optato per ritoccare le aliquote al rialzo. Le aliquote base sono il 4 per mille sulla prima casa, che può salire o scendere, a discrezione delle amministrazioni locali, del 2 per mille, mentre sulla seconda casa l’aliquota base è del 7,6 per mille, che può variare, al ribasso al rialzo, del 3 per mille. A comunicare le loro decisioni al ministero dell’Economia sono state finora la metà delle amministrazioni comunali. Il 78% hanno aumentato le aliquote, il 20% non hanno toccato nulla, mentre soltanto 2 su cento hanno scelto la via della diminuzione. E’ un’ecatombe! Altro che crescita! Altro che sviluppo!!! L’Italia di Monti e Napolitano ha fallito! Non ce l’ha fatta a venire fuori dalle paludi del debito pubblico e della speculazione dei mercati. L’Italia non cresce. Tutt’altro, rischia di spegnersi! Nonostante i sacrifici, nonostante le tasse, nonostante ‘tutto’, siamo in recessione! Mandare a casa Silvio Berlusconi, senza passare per le urne, non è stato utile né alla democrazia, né al Paese, ma è servito solo agli speculatori della finanza e della politica! Eppure certi ‘tromboni’ ci avevano assicurato che la crisi dipendeva solo dall’uomo di Arcore e dalla sua scarsa credibilità all’Estero. Ci hanno fatto credere, per anni, che solo liberandoci di Berlusconi, solo diventando più ‘credibili’, di costumi morigerati e di usi meno dissoluti, insomma con un premier più sobrio, lo spread si sarebbe abbassato, che Piazza Affari avrebbe rivisto il segno ‘+’ davanti ai suoi indici e che tutto ciò si sarebbe tradotto in un immediato vantaggio per la gente per bene! E molti di noi se la sono pure bevuta!!! Ma oggi, col senno di poi, possiamo dire con assoluta certezza che non è andata proprio così! Il governo Monti ha fallito su tutta la linea. E per avere dei servizi da terzo mondo dobbiamo continuare a mantenere con le nostre lacrime e con il nostro sangue una macchina pubblica che – stipendi e pensioni d’oro a parte – divora tre, quattro manovre finanziarie all’anno!

  6. Ho seguito la puntata di domenica 11 novembre di “in onda”.
    Apprezzabile il suo tentativo di continuare a dare visibilità alle problematiche industriali del Sulcis e della Sardegna in generale.
    Ce ne è proprio bisogno.
    Al riguardo infatti in questi mesi in tv, anche da importanti economisti, si è sentito di tutto (compreso che le miniere del Sulcis sono un’ invenzione di Mussolini; evidentemente confondendo la storica industria mineraria sarda con la fondazione della città di Carbonia).
    Una fatica quindi improba la sua.
    Ma Stella (! la caduta di un mito) che dice che il problema della Sardegna è la crisi della pastorizia proprio non si può sentire. Sembrava quasi di leggere un capitolo aggiunto del Caccia grossa del tenente Bechi.
    Mi promette che al prossimo che si avventurerà in diagnosi ricorderà che l’agricoltura è solo il 3% del pil della Sardegna e comunque che non ha senso parlare di agricoltura e turismo in sostituzione dell’industria mentre i costi dei trasporti stanno (nel silenzio del governo) …..”isolando” la Sardegna?
    Insomma fra costi dei trasporti e dell’energia è una bella (anzi mortale) lotta.
    Ingenuo, continuo a chiedermi però come possa teorizzarsi da tanti esperti (e meno) che uno Stato possa non avvertire questi come suoi problemi.
    Cordiali saluti
    Riccardo

  7. che ITALIOTI quelli nella foto !!!

    Manifestano contro Monti, con le bandiere della cgl, la quale appoggia pd e sel, i quali appoggiano napolitano, il quale a sua volta ha fortemente voluto e chiamato monti al governoche fa una politica contro di loro !! BHA !!
    Poi, uno come telese ( legittimamente giornalista di sx) , si occupa di questi operai, allo stesso tempo appoggia e sta dalla parte della camusso, la quale sta con il pd che sta con napolitano che da appoggio pieno a monti che e’ un suo frutto . ARIBHA !!
    CERTI CHE GLI ITALIOTI ITALIANI SONO CAMPIONI MONDIALI DELLE OLIMPIADI DEGLI IDIOTI

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