Pubblico

28 Ottobre 2012
Una conferenza in «stile Mubarak»

di LUCA TELESE

Eh-em, ehem… Anche la voce non è più salda. Ci sono il fiatone – pant, pant – e le parole che non arrivano come dovrebbero, sulla punta della lingua. È una conferenza stampa – Eh-em, ehem.. – satrapico-crepuscolare, una esibizione in “stile Mubarak” che ricorda gli addii degli sfrattati della primavera araba, le dichiarazioni improvvisate nelle salette di albergo quando le sedi ufficiali sono inibite, con lo sfondo della tappezzeria damascata rossosangue e con i fedelissimi che applaudono freneticamente, nel tentativo (vano) di dissipare l’atmosfera decadente. Non ci sono più i fondali azzurrini, non c’è più «il credo» di Silvio recitato dalle voci bianche, non ci sono più le hostess, non ci sono le folle, le riprese con il dolly, non c’è la regia mainstream del maestro Giuseppe Sciacca, il regista che fece grande la rappresentazione del tele-berlusconismo, non ci sono più (a ben vedere) nemmeno le notizie. Qui purtroppo c’è solo una camera fissa. Da villa Gernetto, in una cornice che sembra molto più casa di riposo che una fastosa tribuna catodica, Silvio Berlusconi chiude la telenovela azzurra della settimana con tre mezze minacce, con tre petardi (leggete qui a fianco la cronaca analitica di Tommaso Ciriaco) che scoppiano male, con una aspettativa pirotecnica suggellata da un retrogusto amaro di polveri bagnate. Il padre di Forza Italia si presenta con i capelli così ben profilati che ricordano quelli dei Playmobil, il volto aggrinzito, il trucco incipriato che esalta il disegno acuminato delle sopracciglia, il sorriso che lo rese leggendario che non si illumina (fateci caso) nemmeno una volta. Berlusconi lascia intendere che potrebbe fondare una sua lista, come si paventava (ma non dice mezza parola che trasformi questa chiacchiera in eventualità concreta). Dice che deciderà insieme ai suoi colleghi nei prossimi giorni «se è meglio togliere immediatamente la fiducia al governo». Aggiunge, in un crescendo: «Non credo che dopo questa soppressione della democrazia ci sia ancora il posto e il tempo» (per Monti). Preannuncia, come se fosse una bomba atomica, la rivelazione di un retroscena sulla speculazione tedesca: «Venne dato ordine di vendere i titoli italiani…». Dice che vuole abolire l’Imu (quella stessa tassa che lui e i suoi parlamentari hanno votato, difeso, sostenuto in televisione in questi mesi!). Inizia con immagini sublimi: gli ospedali per i bambini in giro per il mondo da far costruire a Guido Bertolaso (una garanzia) spiega che le primarie ci saranno. Oppure che non ci saranno se dovesse candidarsi lui («Ma ho deciso di non candidarmi»). Oppure che non ci saranno se cambia la legge elettorale (quindi si deve dedurre che la vuole cambiare e che non vuole le primarie). E in mezzo a tutto questo, quell’ansimare – pant pant – che mai gli aveva tagliato il fiato, quei sospiri, quel perdere il filo: «Mi può ricordare la prima parte della sua domanda?». In questi 50 minuti di televisione araba, in questa diretta boomerang vagamente claustrale, tutto parlava di Berlusconi più di Berlusconi. La prima fila apprensiva dei supporter, con in primo piano il corrucciamento scolpito, e amicalmente turbato di Paolo Bonaiuti. Oppure la faccia spaurita di Mariastella Gelmini, con il dito poggiato sul labbro, e una maschera su cui si dipinge una espressione interdetta: come se Berlusconi sesse dicendo troppo, o troppo poco, ma comunque qualcosa che non le torna, e che le turba i pensieri. Anche Daniela Santanché, poco più indietro, viene sorpresa dall’operatore mentre annuisce, più per fare coraggio a se stessa che a Silvio. La Santanché aveva preannunciato questo ritorno con le sue interviste di ieri, è l’ultima partigiana della resurrezione del Cavaliere, ma stasera, davvero, non c’è trippa per gatti. I primi boatos e i retroscena che vengono consegnati in rigoroso off the records raccontano senza filtri che dietro le quinte è andato in onda un mezzo psicodramma. Da una lato il Cavaliere, dall’altro i colonnelli: Angelino Alfano, Gianni Letta, lo stesso Bonaiuti, tutti perlessi di fronte all’idea che fosse possibile tornare in campo armando la crociata: «Non torno in campo – ha detto il Cavaliere – non sono mai andato via». Eppure le ultime ore ci avevano regalato una lettera di commiato e persino un video che spiegava il ritiro. Eppure sono mesi che il leader non c’è più, si frattura, si ammala, cancella gli impegni, salta persino le partite del Milan, si ritira nella dacia di Putin, si confina sulla nave da crociera de Il Giornale (senza giornalisti), compulsa i sondaggi della Ghisleri, prepara liste che vengono smantellate prima ancora di essere testate. Insomma, non c’è. Forse per sfuggire a questa trappola di impotenza e di rassegnazione Berlusconi aveva pronto l’ennesimo colpo di scena della sua carriera, e una congiura degli innocenti (si fa per dire) gli ha impedito il coup de theatre. È rimasto solo, isolato, dilaniato fra le spinte divergenti dei colonnelli, e i segnali di sfilacciamento. Non è un mistero che ieri Angelino Alfano fosse pronto a corrergli contro, se avesse annunciato di correre alle primarie. La recita è finita, ma il Cavaliere non se ne accorge. Oppure finge di non accorgersene, che è lo stesso. Al fianco c’è il volto pallido di Niccolò Ghedini, che incastonato in questa cornice sembra un caratterista di qualche serie orrorifica in bianco e nero. Sì, è davvero scattata l’ora surreale del berlusconismo. Chiusa questa pagina di storia del ventennio breve di Arcore con le ultime cronache della decadenza, bisogna davvero pensare al futuro.

Condividi:

 

11 commenti »

  1. Dovremmo pensare al futuro riconsiderando il passato: Nostra Santa Madre Chiesa che ci ha messo quindici anni ad accorgersi che era uno sporcaccione in senso lato, l’inchino di D’Alema all’isola che non c’è Bicamerale, la pervicace lotta di Bevtinotti , riverito in ogni televisione,del Cavaliere,contro i governi Prodi, gli applausi e gli sghignazzi dell’ intera imprenditoria italiana con la Confindustria in testa, il Veltroni che affonda Prodi e perde le elezioni credendo di vincerle, le torme di giornalisti al seguito, col sugo sulla bazza e la penna prensile, il ” Corierun” di Panebianco e Farina, il consigliori Ferrara, le biches sbavanti, il popolo plaudente e votante.
    Parliamo di futuro?

  2. Non tutto il male viene a nuocere…

    La mossa patetica di Berlusconi manda infatti a catafascio i piani di Casini e di Alfano della rinascita del “grande centro”,o balena bianco-nera, saltano le primarie del centrodestra, che avrebbero potuto rilanciarlo e spianare la strada ad una riunificazione del PDL con l’UDC ed i partito di Fini, ma quel che più conta salta il piano dei vertici pd del grande inciucio con i moderati e destre (tanto sponsorizzato anche da certa finta stampa di sinistra) nel dopo elezioni.
    I sondaggi attuali e le posizioni dei partiti ci dicono che, avendo SEL escluso una alleanza con Casini, il maggior partito italiano (PD), per arrivare a maggioranza, aveva due soluzioni possibili: una alleanza con SEL –IDV e una con Casini-Alfano senza più l’intralcio di Berlusconi.

    Quest’ultima, da quanto traspariva dalle dichiarazioni di alcuni meno accorti leader pd non solo “renziani” ma anche pro Bersani, era al di là delle finzioni elettorali di convenienza, l’ipotesi più realistica. Ipotesi confermata dalla esclusione preventiva di Di Pietro dall’alleanza. Vendola,probabilmente, sarebbe stato messo fuori gioco in seguito data la sua dichiarata indisponibilità ad un governo con Casini.

    La mossa di Berlusconi dunque mette a rischio maggiormente proprio questa seconda opzione che i leader pd, che tengono da tempo i piedi in queste due scarpe, avevano a disposizione.

    Mi auguro quindi che il condannato Berlusconi non cambi idea perché otterremo il duplice risultato di impedire il restauro del centrodestra con le primarie, il presumibile ulteriore crollo dei consensi del pdl e il conseguente rafforzamento dell’ipotesi una alleanza SEL-PD-IDV con ripescaggio dell’IDV, Grillini permettendo.

    Questo se, ovviamente, non interverranno nuovi sconvolgimenti e colpi di scena sul palcoscenico del desolante teatrino politico italiano.

    Grazie Berlusconi……

  3. Lucido e attento il giornalista Telese ci descrive con pregnante efficacia una mummia politica che pretende di ritornare in campo, per sistemare i giudici e altre sue personali vendette. Non si considera né imputato né condannato: perché lui è il re benché patetico e disarcionato.
    Peraltro il suo impero politico e mediatico è in frantumi, tra i veleni dei suoi immancabili servitori, che dietro le quinte si dilaniano per qualche frangia d’eredità.

    Una annotazione non sempre riesco a trovare “Pubblico” in edicola, anche se in edicole periferiche della mia città: Genova. Peccato.

    .

  4. che tutto questo fervore sulla sentenza di evasione tramite società svizzere derivi dall’inchiesta svizzera mato grosso, fermata da Carla del Ponte, che scoprì come il clan Caruana-Cuntrera riciclava denaro tramite Fininvest negli anni ’80-’90?
    Ci sono tutti da Mannino a Paolo Bernasconi…

    http://www.youtube.com/watch?v=IdEoINITLQo

  5. Prendiamo ad esempio anche questo vecchissimo documentario di RAI Tre girato l’anno della morte di Borsellino. Si scopre così che in quegli anni in Germania il fratello si Toto (salvatore) Cuffaro, Giapietro Cuffaro lavorava per i Caruana Cuntrera e fu arrestato dalla polizia tedesca…

    Fatti dimenticati, cancellati da un Travaglio onniscente sulla questione Berlusconi o mafia (meno che per Ciuro-Aiello ben inteso), che se chiesti a qualche altro giornalista lasciano fra l’alibito e l’ignorato.

    http://www.youtube.com/watch?v=6BfqhSqbp6c

    Inchieste sparite nel nulla in 18 anni di governi italiani che si vantano di aver sconfitto la mafia…e gli evasori, ed pure coloro che frodano ifsco e borsa….

  6. opps Giuseppe Cuffaro…

  7. elios

    ……..il giornalista telese “lucido e attento………”. Se telese fosse lucido e attento parlerebbe del fatto che il 53%+il 14% degli italiani si sono finalmente rotti i coglioni di questa gente e di questi discorsi e che tutti i partiti ( ED I SUOI LEADER attuali) sono alla frutta…………………invece il nostro caro luca ci parla delle “mummie”, e che ci sono mummie e mummie,…………..quelle un po meglio e quelle un po peggio; e secondo luca berlusconi ERA quello un po peggio………………………..il prof cassano diagnisticherebbe una ” maniae persecuzionis” + uno “smarrimento polaris”

  8. o meglio : e’ vero che berlusconi e i berlusconisti hanno messo in crisi il paese, cosi’, gli antiberlusconisti , per punire gli elettori, hanno completamente affossato l’iatlia con buona pace………………………………..RISULTATO : OGGI GLI ELETTORI POSSONO PUNIRE BERLUSCONIANI E ANTIBERLUSCONIANI , CHE SONO IL VERO CANCRO DELL’ITALIA

  9. Secondo me l’Italia è preda di molti mali. Mafia e riciclaggio di denaro sporco (non solo Berlusconi, si veda per esempio Di Girolamo che riciclava il denaro con Fastweb…e chissà quanti altri fanno queste cose). La militanza ha offuscato gli italiani elettori convincendoli che elencare i mali degli altri partiti esaltassero i pregi del partito che votavano. Berlusconismo ed antiberlusconismo rientrano in questo schema che nasce prima di Berlusconi, negli anni ’70 nelle lotte fri i seguaci della dittatura comunista ed i seguaci della dittatura fascista.
    Molti dei giornalisti quindi si propongono semplicemente come Feed reader, ovvero come raccoglitori e divulgatori di questo modello politico ideologico ad uso e consumo dei partiti politici stessi, per l’interesse dei pochi lettori di carta stampata che restano. Credetti al Fatto Quotidiano quando si propose come giornale creato per raccontare i fatti. In realtà in un anno è divenuto un bollettino pubblicitario di M5S ed alternative (da quelle anarco-comuniste fino alle teorie complottiste sul G8 di Genova che esaltano le violenze della polizia e nascondono la reale natura dei black block i processi od i fanni che dimostrano l’insurrezionalismo e la guerriglia di gruppi esteri come il TIKB in strada). Ho apprezzato Telese per gli scoop sulla parentela di Carlo Giuliani, benchè si definisca di sinistra. Non credo che Telese possa risolvere tutti i problemi dell’Italia.
    Una delusione la stampa italiana.

  10. E’ bello constatare che, dopo l’articolo importante di Travaglio,in sua difesa, anche Grillo prende posizione contro gli attacchi che, in questo periodo, si stanno scatenando contro tutte le forze più oneste ( ed io ci metto pure Vendola, assolto ieri) che tentano di contrastare caste,tecnocrati coi burattinai dietro dei poteri forti ed il loro progetto aberrante del MONTI BIS.
    Scrive, Grillo, sul suo Blog:

    “Di Pietro presidente della repubblica”.

    Sarebbe ancor più bello che queste forze si unissero in un progetto strategico comune, per vincere e governare questo paese, con ricette alternative rispetto a quelle fallimentari, ammmazza-popoli e pro strozzini della finanza, salvandolo dalla rovina.

    Ma questa grande svolta, temo, resterà un mio sogno.
    Comunque grazie a Report e a Milena Gabbanelli…

  11. Luca,Luca,
    Ma come ti è venuto in mente di voler cantare il de profundis a Berlusconi?
    Un giornalista attento e preparato come te,come cazzo fa a non aver capito che il “declino”
    di Berlusconi non era una defaillance di Berlusconi ma un artificiale coacervo di avversità
    (Bunga bunga,boccassini,bocchino,fini,casini e pm e pm e pm …) create,come al solito,su
    misura.Siccome non ti rirengo un cretino,devo ritenere che sei un fazioso viscerale.
    Facciamoci un po di conti.una per tutte.quell’avviso di garanzia notificatogli a Napoli dal corriere,non ti dice nulla?E quell’assoluzione definitiva,dopo sette anni, di cui il corriere dava notizia “obtorto collo”in pagina…1?macchè! pegina 2?macchè! Pag 3,4,5 ,…….pag18
    Per non parlare di tutta l’altra stampa “politicamente corretta” che ignorava la notizia.
    Ma se Berlusconi riesce a vincere persino quando perde,ce ne vogliono travaglio di pietro
    santoro ingroia bersani veltroni rutelli prodi occhetto pecoraro chevsonontutti ormai e
    definitivamente spariti,figuriamoci telese.Ma come cazzo ti è venuto in mente. E dulcis in
    fundo riesce,in modo imprevedibile a dimezzare Grillo.E se vince quando perde!
    Aspettati di tutto,ma non sperare più di tanto nei gran sacerdoti del tempio:i magistrati.
    Non so quanti sono.So per certo che gl’Italiani sono sessantamilioni

Lascia un commento