Pubblico

17 luglio 2012
Lettura e traduzione del documento Bindi

di LUCA TELESE

Metti che sei preso da un istinto garantista. Metti che la tua ex collega Chiara Rinaldini, portavoce di Rosi Bindi (e la stessa presidente del Pd) ti ripetano: “Ma lo hai letto il documento? lo hai letto davvero?“. Metti che lo avevi letto davvero, sull’onda dell’emozione – e anche un po’ incazzato, per quello che era successo all’Assemblea del Pd, come tantissimi militanti di quel partito – ma che subito dopo pensi: va bene, rileggiamolo con calma.

Metti che il documento più discusso dai giornali italiani non sia stato pubblicato da nessun giornale italiano, e che questo sia un altro indicatore di come funzona l’informazione in Italia. Metti che Chiara ti dica: “Ti rendi conto? Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro per stendere quel documento“.

Tu hai una tua idea, sai bene che il conflitto che è andato in scena in quei mesi dentro il vertice del Pd non è solo rappresentato dal quel documento, ma che è il punto di arrivo di una guerra iniziata dentro la sinistra nel lontano 2007 quando i Pacs vennero inseriti nel programma elettorale dell’Unione, poi dopo la vittoria stracciati, quindi tramutati nella farsesca formulazione burocratica dei Dico (dopo una lunga trattativa fra l’allora ministro Bindi e l’allora ministro Pollastrini), infine risciacquati nel giochino linguistico dei Cus (a volerli era stato Cesare Salvi) poi affondati in parlamento per via dei veti binettiani e dei diktat di Francesco Rutelli.

Bene, metti tutto questo, ma metti anche che tu sia preso da uno scrupolo garantista, illuministico, giornalistico, e dica: “D’accordo, adesso mi armo di santa pazienza e mi vado a leggere quel documento senza nessun pregiudizio“. Vi chiedo un sacrificio: provate a prendere il documento insieme a me, scorretelo alla ricerca del passaggio incriminato, arrivate – non senza fatica – al fatidico paragrafo 5.

Sappiate che questo lavoro ve lo sto facendo io, e che dentro il paragrafo 5 ci sono ben cinque sottoparagrafi. Prima considerazione: se la commissione Bindi e i suoi membri credevano, che dei cittadini non affetti da nessuna tara genetica, potessero arrivare fino a questo punto, già si pone un problema politico.

Ma saltiamo anche questo dettaglio. Adesso provo a ripubblicare il parafrafo incriminato in integrale (e quindi anche in ostrogoto, burocratese) e poi proviamo a tradurlo insieme. Prendete un bel respiro, andate in apnea, e leggete il testo nell’unico modo possibile enza perdere il filo, e cioè doppiandolo con una una inflessione da avvocato di provincia superterrone, di quelli con la cravatta a nodo scorsoio e i peli dei padiglioni auricolari non potati, che a “Un giorno in pretura”, fanno le citazioni latine anche per discutere di un incidente d’auto. E’ l’unico modo in cui questo documento può essere compreso. Pronti? Via:

Il Pd, auspicando un più approfondito bilanciamento fra i principi degli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione, quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia e alla partecipazione alla stessa, opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’articolo 2, speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali.

Ce l’avete fatta? Siete ancora vivi? Adesso, siccome non bisogna mai cedere al dileggio, ma si deve capire come nasce un pasticcio sucida, e quale sia la logica ferrea di un gruppo dirigente che collettivamente e consapevolmente perde la bussola, proviamo a spiegare perché questo articolo è scritto proprio così.

La commissione Bindi aveva un primo problema. Nel 2007 i cattolici della Margherita – oggi nel Pd – avevano voluto i Dico (una forma che non esiste in nessuna parte del mondo) per evitare una cosa che considerano inaccettabile. Ovvero: la semplice idea che agli omosessuali fosse concesso un rito che potesse avere una parvenza di cerimonia.

L’idea che si potessero invitare al Pacs degli amici, dei testimoni, che si potesse – cioè – celebrare una festa civile che permetteva di stringere un legame pubblico, un rito di passaggio sociale, una “unione civile”, che potesse in qualsiasi modo ricordare il matrimonio. Orrore. Ecco quindi che “la coppia”, come soggetto del Pcs scompare, e appare il “burocratorum”, la lingua degli azzeccagarbugli:

[…] quanto in specie alle libere scelte compiute da ciascuna persona in relazione alla vita di coppia e alla partecipazione alla stessa.

Capito? Non è la coppia, ma sono “libere scelte” che contano. Che partecipano alla “stessa” (un dubbio: ma i cervelloni mobilitati dalla commissione Bindi, hanno studiato italiano in questura?).

Ed ecco la seconda perla. Malgrado il tentativo di contenerli con strumenti linguistici gli omosessuali nella realtà esistono, e hanno persino dato vita a delle coppie senza chiedere il permesso a nessuno. Qui la commissione Bindi fa una grande passo avanti, e prende atto – dolorosamente, mi immagino – di questa realtà:

Il Pd… opera dunque per l’adeguamento della disciplina giuridica all’effettiva sostanza dell’evoluzione sociale, anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’articolo 2, speciali forme di garanzia.

Capito? Non si può dire direttamente che le coppie esistono, e quindi riconoscerne la dignità sia pure in una riga di documento. E allora, ecco che la disciplina giuridica si adegua, obtorto collo, ad una perifrasi: la sostanza “dell’evoluzione sociale” a cui la disciplian giuridica si deve adeguare. Mecojoni. E qui si arriva al gran finale:

Sempre il Pd si adegua all’evoluzione sociale “anche introducendo, entro i vincoli della Costituzione e per il libero sviluppo della personalità di cui all’articolo 2…“. Anche qui questa formula va spiegata. Cosa dicein pratica la commissione Bindi? Dice che il matrimonio omosessuale non si può fare perché la Costituzone lo vieta.

Si potrebbe discutere per ore sul fatto se questo sia vero (non è vero, infatti, c’è anche una sentenza della corte costituzionale lo spiega abbastanza bene, e per fare casino il documento in un altro punto la cita) ma la Bindi sta usando i padri del ’48 per mettere il suo paletto e proporre il suo compromesso possibile (alle condizioni che immagina lei) fra laici e catolici: con l’articolo 2 si riconoscono i diritti dell’individuo (e il suo sottoprodotto indesiderato, la coppia). Poi ci cita la Costituzione, per dire: in ogni caso nessun matrimonio.

E allora, se questi sono i paletti, che cosa si può fare? Cosa diavolo devono fare questi benedetti omosessuali che ci costringono, con il loro fare provocatorio, ad adeguarci all’”evoluzione sociale?” (bello che siano indirettamente e incosapevolmente paragonati a quell’altro noto terrorista di Darwin).

Secondo il documento Bindi, il Pd opera, perché ci siano “speciali forme di garanzia per i diritti e i doveri che sorgono dai legami differenti da quelli matrimoniali, ivi comprese le unioni omosessuali”. Avete capito? “Ivi”. Quando si riuniscono, nella commissione Bindi, dicono “ivi”.

E così vi devo dire che ho parlato a lungo con la mia amica Chiara, portavoce, amica, e strepitosa paladina di Rosi Bindi. Mi ha detto: “Se guardi con attenzione, in quel testo, puoi cogliere anche gli estremi per un Pacs“.

Certo, ci vuole il microscopio elettronico. Certo, se mio nonno avesse le ruote sarebbe una carriola. Ma i problemi sono almeno tre. Uno: perché i dirigenti del Pd sono così autolesionistici da non capire che una mediazione al ribasso in ostrogoto è dannosa – in ogni caso – più di una sana divisione?

Due: perchè non accettare di mettere ai voti – come ha fatto la Bindi eliminando due documenti e accogliendone un altro in una abbraccio mortale – che qualcuno potesse misurare il grandimento di questo pasticcio incomprensibile?

Tre: perché non pensare che la soscietà non è un organismo statico e che Obama, Lula, ed il Pci di Enrico Berlinguer (nel 1974, ai tempi del divorzio) hanno dimostrato che il senso comune può essere cambiato? Sarebbe bello raccontare dell’appello elettorale di quel referendum (in cui Fioroni e la Bindi erano con Fanfani a fare campagna per l’indissolubilità del sacro vincolo) che Berlinguer si doveva difendere – e lo fece benissimo – dall’accusa di essere “un rovina-famiglie”.

Bello ricordare che il più strenuo alleato di Fanfani, Giorgio Almirante, era a sua volta un divorziato, che anni dopo ebbe l’onestà di dire alla sua sdconda noglie, Donna Assunta: “Meno male che abbiamo perso“.

Perché non accettare l’idea che un diritto è un diritto e che se uno ha ribrezzo per gli omosessuali voterà sempre destra, e certo non andrà ad eccitarsi per il paragrafo 5 del punto 5 del documento Bindi? Questo giornale si è dato una linea. Noi non vogliamo cedere al germe dell’antipolitica, vogliamo che i partiti possano riformarsi.

Noi vogliamo che tutti i partiti di sinistra escano dalla catalessi in cui si trovano. Noi crediamo che Pierluigi Bersani, non per far contenti noi, ma per placare i suoi stessi militanti, dovrebbe risolvere con un tratto di penna questo pasticcio: non a settembre dell’anno del mai, ma domani mattina.

Convochi i suoi dirigenti, chieda la fiducia su una linea o su un’altra, e faccia votare il suo partito. Se Bersani riterrà che la linea possibile nel 2012 siano i Dico con ricevuta di ritorno (mentre tutto il mondo da Obama a Hollande vince con la proposta del matrimonio omosessuale) rispetteremo questo anacronismo dissentendo.

Se si convincerà dell’idea che proviamo a suggerirgli, e cioè che siamo nel tempo del coraggio, e persino nel XXI secolo, lo applaudiremo dandogli atto del grande passo avanti. Il testo di questo complicato, nobile, avvicente documento, chiaro come un cifrario criptato, intellegibile come il codice Emigma della seconda guerra modiale, deve essere prima di tutto tradotto. Poi spiegato per bene.

E quindi destinato al suo posto ideale: il cesso.

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19 commenti »

  1. Nessun commento all’acuta intensità del pezzo (geniale la sarcastica ironia nella citazione dell’ “avvocaticchio” per la compilazione del paragrafo in questione). Dopo la lettura,resta quella profonda tristezza di coloro che,per tutta una vita,hanno sperato di appartenere ad una sinistra libera dai condizionamenti Vaticani. Se fosse vivo,oggi Berlinguer avrebbe 90 anni,e se non fosse Presidente della Repubblica,sarebbe certamente Presidente di un partito che mai avrebbe permesso la scellerata fusione con i chierichetti della Margherita. Che dire?…forse il PD non avrebbe gli attuali consensi,ma almeno,gran parte del popolo della sinistra lo voterebbe senza turarsi il naso!

  2. bravo Luca
    per esserti preso la briga di cercare per noi il testo del PD (che non mi sorprende e che da ragione al gruppo di Paola Concia etc)
    per avere riscostruito il percorso (ridicolo) dai pacs in avanti
    da buttare tutto nel cesso, come ben affermi in chiusura

  3. E Darwin resuscitato disse: l’uomo arrivato all’apice della catena alimentare, non avendo più predatori naturali, cominciò a selezionare la propria specie secondo altre caratteristiche: secondo la politica e la pecunia. A destra il libertinaggio dei Ruby-papponi portò i milionari ad permettersi più escort (anche 15 per notte ogni 2 giorni) ed a avere più figli (Papa: no condom, no aborto). A sinistra: una totale regressione del numero delle nascite con l’aumento delle coppie lesbiche e gay.
    E così i poveri musulmani che potevano permettersi fino a 4 mogli e fino a 50 figli, ringraziando allah per la punzione divina che il loro dio aveva creato per i dhimmi occidentali, notarono come fosse inutile e dannosa per le elezioni politiche che i partiti italiani, ogni qualvolta debbano serrare i ranghi dell’elettorato intorno al partito o nascondere scandali bipartisan (epico lo scandalo bancopoli che coinvolgeva PD, PDL, Lega, nascosto da mesi di discussioni di parlamentari su eutanasia ed aborto-pillola abortiva), tirassero fuori le questioni mortali su alcuni semplici temi dibattuti all’infinito (legalizzazione droghe, aborto, eutanasia, legalizzazione matrimoni gay, ….) per riempire l’etere giornalistico di un apparente nulla infinito che riavvicina i militanti al centro etico di appartenenza.

  4. Certo che se si vuol sempre e comunque trovare motivi per sparare su chi tenta di svelenire il clima da guerra santa intorno ai diritti (innegabili) delle coppie omossessuali, lo si può anche fare.
    Anche ivi: Telese lo dimostra ampiamente. Qualche considerazione:

    1. non il “documento Bindi”, ma il documento del Comitato istituito dall’Assemblea PD un anno e mezzo fa era facilmente reperibile, da circa un mese, sul sito del PD nazionale sotto le opzioni “Le nostre idee” sezione “Diritti” (ohibò che stravaganza!); questo il link http://www.partitodemocratico.it/doc/237849/documento-per-una-nuova-cultura-politica-dei-diritti.htm#documentofinale . Magari, se Telese lo avesse letto con calma, avrebbe potuto proporci anche l’analisi del periodo… (su quella “logica” qualche dubbio lo nutro, non per incapacità ovviamente, ma per manifesta impossibilità di coniugare il suo ragionamento con la logica);
    2. mi pare di aver capito che fra i componenti di quel Comitato che ha approvato il documento sottoposto all’Assemblea, c’erano anche molti di coloro che hanno poi votato contro, presentato emendamenti, ordini del giorno, contributi e quant’altro imponesse la voglia di apparire: se proprio proprio potevano non votarlo all’interno del Comitato, o forse hanno partecipato ai lavori un tantino assopiti: boh, ma tant’è…
    3. in Assemblea, ho visto e sentito su Youtube, il documento “scandalo” è stato presentato dal Prof. Michele Nicoletti, ordinario di Filosofia politica all’Università di Trento; non che abbia alcunché contro gli “avvocati di provincia superterroni”, anzi mi sono profondamente simpatici, ma solo per precisione e per rassicurare l’informatissimo (bastava rivedersi Youtube…) Telese che non si tratta affatto di “cervelloni che hanno studiato in questura” (eppoi perché dileggiare questori e questurini? Mi viene in mente Pasolini che, guarda un po’, penso che di discriminazione qualcosa ne sapesse…);
    4. in Assemblea, leggendo le cronache, scopro che il documento “scandalo” ha ricevuto 38 voti contrari –notare: anche di alcuni che lo avevano votato nel Comitato (insisto, dormivano); significa che il 96,2% dei componenti l’Assemblea lo hanno ritenuto un buon punto di caduta. Forse quello che per Telese è autolesionismo, per altri, tanti, è corretta prassi democratica.

    Personalmente ritengo che l’Assemblea PD abbia compiuto un passo notevole nel riconoscimento dei diritti e non solo ciò che è possibile attualmente, ma una sintesi vera che pone le basi per un dibattito nuovo e aperto. Mi chiedo, infine, quanto siano usati –inconsapevolmente- gli omosessuali per garantire la visibilità di questo o quel autoaccreditatosi leader politico.
    Forse sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma volerlo vedere sempre e comunque vuoto, mi appare inaccettabile e forse anche un po’ sospetto.

  5. Il primo Darwin è l’originale imitazione (con un po’ di Bill Maher sui 50 figli di Osama bin Laden riferito al suo spettacolo “lo scontro di civiltà”), il secondo Darwin è un omonimo del clone dell’originale darwin.
    Non so se si possa fare un bel “Dico” fra il primo ed il secondo Darwin.

  6. il pd e’ solo un partito di accozzaglie di “secondi”dei partiti della prima repubblica nato sull’antiberlusconismo., o meglio, non avendo programmi propri da proporre si limitano a criticare cio’ che fanno altri.
    Non appena stilano un documento di partito unico, gli stessi o favoriscono il marketing degli ex pci, facendo perdere consensi alla corrente degli ex dc, o succede il viceversa :
    dopo un ventennio e’ caduto da solo il cavaliere, ma il pd non ha ancora una identita’ e non sa cosa vorra’ fare da grande……………..BHA!!!!
    Cosi’ e’ evidente che l’unico scopo e’ rimanere all’opposizione e mantenere i privilegi personali dei dirigenti pd

  7. Luca,
    considerando il background della Bindy e le dichiarazioni del lontano 2007 non mi sorprende affatto il risultato del documento dle PD.
    Trovo poi un po’ sorpassata l’etichetta di omofobia=destra, io mi ritengo un moderato di centro-destra (nei concetti e non in quella dellla politica attuale!) e trovo la tua affermazione sottilmente offensiva; sono convinto che l’omofobia sia più un problema sociale che politico e non mi stupirebbe che ci fossero omofobi anche nella sinistra, ne sono certo.
    Sappiamo perfettamente che la maggioranza dell’opinione pubblica approverebbe queste unioni molto più di quanto facciano i politici attuali e questo dimostrerebbe che anche l’lettorato di destra si è “evoluto”.
    Per quanto riguarda Bersani, credo che riponiate erroneamente delle speranze: non ho mai visto una persona così indecisa, esistante e “molle” come lui; ho l’impressione che ami troppo il posto dove è per rischiare di calpestare qualche callo e farsi qualche nemico -internamente intendo-. Non lo sento mai fare affermazioni secche e comportarsi di conseguenza (consistency in inglese) se non quando parla di Berlusconi.
    Ma del Berlusca ne abbiano ormai tutti le tasche piene, per cui parliamo e facciamo altro, così pure il Sig. Bersani.
    Saluti

  8. matz, l’omofobia ( lo dice la parola) appartiene alle malattie psichiche ( fobie), che luca e i sinistrorsi come lui vogliono far passare per tutti coloro che non la pensano come loro su una certa materia ( si definiscono democratici).
    La liberta’ di pensiero, invece, vuole che ognuno si faccia la propria opinione, sui gay, sulle loro unioni e sui loro diritti, senza per questo essere tacciato di omofobia.
    NEL PD HANNO SEMPLICEMENTE OPINIONI DIVERSE PERCHE’ SONO SEMPLICEMENTI VECCHI POLITICI DI SCUOLA VECCHIA E DIVERSA,…….altro che progressisti !!!

  9. zanza, a te dei temi che telese propone in questo spazio non te ne frega niente. Sono solo spunti per attaccare i “sinistrorsi” . Ma sei proprio ossessionato!

  10. ginad, più che ossessione la chiamerei sinistrofobia (ce lo ha spiegato autorevolmente lui stesso),malattia psichica curabile,per chi ne è affetto,solo con l’avvento al potere dell’uomo della provvidenza. Peccato (per loro) che Berlusconi non si sia dimostrato all’altezza delle aspettative (sempre per loro).

  11. caro ginad e caro renzoglione, permettetemi di dire che come al solito non avete capito un ca…., uhm, un belin ; io aspetto l’uomo della provvidenza a sx, e sono abituato a fare autocritica, piuttosto che guardare a casa d’altri ………………….. la mia sx e’ occupata da sinistrorsi (gente di sx per convenienza personale) e campacon i miei soldi solo criticando il berlusca….
    …….cosa che io non farei MAIIIII!!!!!!!!!!
    io ad esempio sono favorevolissimo alle unione gay, ma non chiamerei mai omofobo chi non la pensa come me.
    l’argomento di telese e del pd in materia ha solo opportunita’ politiche di voto, non ragionano su opportunita’ umane…………………quindi SINISTRORSI ………voi invece siete italioti

  12. Il PD è una frittatta riuscita male, e quell’aborto di documento lo dimostra. Come pensare che Bersani si ravveda se ha paura persino della sua ombra e non partorisce un’idea che sia una da quando è entrato in politica? Telese, mi sembri alquanto ingenuo… E’ il PD in blocco che va buttato nel cesso, un partito nato morto, governato da becchini (ancora in dolorosa fase di elaborazione del lutto dell’ex PC e dell’ex DC) e che ha come segretario un cadavere vivente (vivente? mah, ci sarebbe da discutere)

  13. Stimato Dott. Telese,

    mi pregio di lasciare questo commento a nome dell’ARPo, Associazione per il Riconoscimento della Poligamia. Ella certamente ci conoscerà per le nostre manifestazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
    Come ben sa, da anni siamo a fianco di omosessuali, bisessuali e transessuali per il doveroso riconoscimento dei loro diritti: la riteniamo una questione di civiltà e di laicità dello Stato. Da tempo, al loro fianco abbiamo denunciato l’ambiguità delle politiche del Partito Democratico, primo grande partito socialdemocratico, proprio su questo tema.
    Noi contiamo proprio sulla possibilità di due persone dello stesso sesso di sposarsi a tutti gli effetti, perché riteniamo che ciò apra la strada al riconoscimento della nostra dignità di poligami.
    Tra di noi ci sono italiani di fede islamica che si chiedono giustamente perché uno Stato laico voglia imporci il modello cattolico del matrimonio e non sia invece rispettoso del pluralismo culturale e religioso che è ormai una realtà di fatto ed insieme un punto di forza di questo Paese: se esiste il consenso ed esiste la libertà, quale diritto ha la politica di entrar dentro un harem e dividerlo?!?
    Tra di noi c’è la sinistra migliore, le figlie del femminismo e della rivoluzione sessuale degli anni ’60, di chi ha ottenuto il divorzio e l’aborto e che, in un ideale passaggio di testimone, oggi legittimamente si chiede perché una donna di una Nazione progredita non possa rispondere a secoli di subordinazione al maschio potendo avere più mariti?
    Dott. Telese, Ella è uomo dotato di speciale intelligenza. Le basterà certo pensare alla ‘commedia umana’ di divorziati che è andata in scena al Family Day per comprendere le ragioni di questa nostra battaglia.
    Di fronte alla coppia formalmente monogama ma nella pratica avvezza ad esperienze extraconiugali, di fronte a divorziati che dividono il loro tempo e risorse tra la prole di un precedente matrimonio ed il successivo, noi rivendichiamo orgogliosi il nostro diritto ad essere poligami alla luce del sole!
    Vieppiù in tempi come questi di crisi, nei quali la scelta della convivenza, anzi del matrimonio poligamo presenta evidenti vantaggi in termini di condivisione delle spese.
    Le denunciamo, Dott. Telese, che più volte ci siamo appellati all’On. Rosy Bindi e all’On. Paola Concia perché rappresentassero politicamente le nostre istanze, e mai abbiamo ottenuto risposta. Da nessuna delle due!
    Le denunciamo che alla nostra solidarietà verso il popolo lgbt non è mai corrisposta la loro: siamo discriminati, la poligamofobia è ovunque: sui posti di lavoro, nei concorsi pubblici, negli alberghi e nei ristoranti!
    La preghiamo pertanto di occuparsi della nostra battaglia, certi che non ci mancherà il Suo prezioso sostegno. E mi permetta, prima di chiudere, una riflessione personale: una brava giornalista come Luisella Costamagna deve per forza avere un solo marito? Che spreco!

  14. ezio,……………….sei un grande !!!!!!

  15. Renziglione…
    vorrei proprio vederti circondato dalle suocere relative all’harem!
    ti finirebbe tutto questo spirito.
    Vieppiù

  16. pardon, mi riferivo ad EZIO

  17. Caro Luca, mi manca, IN ONDA (anche senza Porro) non è più la stessa. Mi auguro che torniate presto, dopo delle meritate vacanze (brevi!!!!) Non posso fare un commento su quanto scritto sopra, non l’ho letto, perchè forse mi arrabbierei tantissimo e alla mia età non è proprio il caso. Di rabbia ultimamante ne ho mangiata tanta quanto sento dire che bisogna fare questo o quello e poi non si fa nulla. Sono una povera pensionata tartassata come tanti altri (e mi considero fortunata). Perchè Luca ci prendono così in giro? Perchè calpestano la nostra dignità, ho cominciato a lavorare a 14 aa e ho fatto per tanti anni la stagionale e così la mia pensione fa ridere, ma almeno ho qualcosa. Mia nuora è casa perchè il negozio ha chiuso e hanno 2 bambini piccoli. Poi ci voleva anche il terremoto, mio genero ha perso il negozio aperto da 4 mesi e in più si è rotto una spalla, ha chiesto aiuto ma gli è stato detto che non ci sono soldi. Anche loro due bambini. E poi sento che gli statali si lamentano, i politici si lamentano per quei pochi tagli che hanno avuto, liquidazioni e stipendi miliardari e chi non arriva più a fine mese si suicida, che bella Italia!!!!! Cominciate presto la trasmissione perchè abbiamo bisogno di persone come Voi che hanno il coraggio di dire cose alle “alte sfere” da parte nostra. Buone vacanze a tutti, a chi potrà farle.

  18. pisapia a milano ha istituito il registro per le “unioni civili”. E’ stato fatto per dare sostegno a quei poveri vecchiettini che si uniscono e in caso di malattia altrimenti non potrebbero assistere il compagno o la compagna………..ma vafancul ; perche’ non si hanno le palle per dire esplicitamente che’ e’ per coppie omosessuali ??…………..e che in realta’ non importa neanche di loro , ma solo dei loro voti ,inquanto quel registro in sintesi non crea alcun beneficio ????

  19. Caro Telese, dopo 10 giorni, un blog non aggiornato comincia a emanare miasmi come di cibo avariato… e la foto della Bindi non aiuta di per sé

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