Il Fatto Quotidiano

5 Maggio 2012
Pier Luigi Hollande che sogna l’Italia

di LUCA TELESE

"Assassino! Assassino!”. Lui sorride e continua a parlare. Lui gira l'Italia e sogna la Francia: ecco a voi Pier Luigi Hollande. Arriva a Genova dopo quattro comizi che sembra un fiore, dopo un giro che parte a Piacenza e finisce non casualmente in Liguria. Arriva nella città dove Marco Doria potrebbe acciuffare la vittoria-simbolo della campagna elettorale. Entra nel catino incandescente di Piazza Matteotti, popolata di bandiere e specchio di un paese che è in ebollizione. Ci sono gli esodati, civilissimi, in delegazione. E ci sono anche le contestazioni megafonate (incivilissime) dei No Tav che insultano il leader del Pd (“Hai le mani sporche di sangue! Criminale, sei come Le Pen!”), e persino don Gallo: “Sei il prete buonista amico di tutti, taci!”. E lui, dal palco: “A quel ragazzo col megafono dico… Se tu puoi parlare e urlare così è perché ci sono stati i nostri partigiani, che si sono battuti per le idee di tutti”. Boato liberatorio della piazza. È COSÌ , Genova, stasera. Bersani pesta sull'acceleratore e cerca di smarcarsi dal governo: “Io voglio cambiare l'Imu! E voglio una patrimoniale sopra il milione di euro! ”. In queste ore lo hanno aggiornato sugli ultimi sondaggi, e lui inizia a crederci davvero. Prova a cambiare passo: “Voglio i lavoratori in piedi, non in ginocchio. E a monetizzare i diritti non ci sto!”. Gli chiedono: "A Genova il centrosinistra è ripartito dalle primarie. E aivello nazionale?”. Risponde con un sorriso che qualche mese fa non c'era: “Oooh… le abbiamo inventate noi, le primarie! Le faremo, le faremo…”. A livello nazionale? “Dappertutto. Adesso ci copiano in Francia, ovunque, nel mondo, ma il copyright è nostro!”. Al segretario, stretto in un capannello dietro il palco, buttano lì una battuta al cianuro di Marta Vincenzi: “O il Pd cambia, oppure muore!”. Lui non ci sta: “Eh, no!! Dobbiamo migliorare. Ma stiamo mica male… Tutti fanno sondaggi per trovare nuovi nomi. Tutti fanno il restyling…Berlusconi cerca un nuovo nome – sorride il segretario – gli ho suggerito 'Viva la mamma!'” Altro cambio: “Noi siamo gli unici che un nome lo hanno già. Il Pd ha tre anni, è grande, non deve più dimostrare nulla a nessuno". E poi, con un altro passaggio rivelatore: “Sta cambiando il vento in tutta Europa. Ci sono la Francia, la Grecia. Le destre sono in crisi e noi,qui, con 900 mila persone che votano facciamo la nostra parte”. SOLO battute di circostanza? Dietro l'adrenalina di queste ore ci sono tanti segnali che arrivano da diverse città d'Italia. A Genova qualche sondaggio parla – 48-52% – di vittoria al primo turno. Ma persino nella pancia dei 7 mila comuni al nord al centro e al sud, persino in una realtà come Rieti dove il Pdl post-aennino governa da 18 anni e il colpaccio potrebbe riuscire a un altro candidato di centrosinistra non del Pd uscito vincente dalle primarie, Simone Petrangeli. Ancora nel capannello dei giornalisti chiedono al segretario: “Non la imbarazza sostenere un candidato che non è del Pd?”. E lui: “Sono candidati scelti dalla nostra gente, mi vanno tutti bene. Molti del Pd li ho conosciuti solo in queste ore e li vedo per la prima volta quando vado a sostenerli…. I nostri per trovare i candidati non devono mica andare in via Bellerio, ad Arcore, e… nemmeno da me!”. INSOMMA il quadro che ha prodotto tanto ottimismo è questo: il Pd è saldamente il primo partito. Grazie soprattutto al Pdl in caduta libera. E dunque, centrosinistra che vince in un comune su due, e dove perdeva il primo turno va al ballottaggio. Sul piano interno in queste ore Bersani può dire alla destra, ai riformisti e ai veltroniani che la coalizione vincente è il suo “centrosinistra vasto”. Alla sua sinistra può dire che il prezzo di consenso per il governo Monti per ora lo sta pagando la destra. È solo ottimismo indotto dai sondaggi? Il successo del 5 Stelle potrebbe far saltare il sogno del cappotto al primo turno? Forse. Certo, a Palermo e a Genova si vince senza il Pd. Ma intanto, con un piede sulla lanterna e il cuore a Parigi Bersani spera di prendersi l'Italia.

twitter@lucatelese

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11 commenti »

  1. Giusta la patrimoniale (di pari entità di quella sui beni immobili). Sbagliato insistere sul dimezzamento del finanziamento ai partiti: il referendum ha sancito che gli italiani vogliono partiti diversi, meno invasivi, leggeri, con finanziamenti privati. Sbagliata l’ipotesi di riforma elettorale: le coalizioni vanno indicate prima del voto.

  2. Non é vero che a Genova e a Palermo si vince senza il PD, si vince con un candidato che non e’ del PD. Ma senza PD il centrosinistra non va da nessuna parte. E’ bene che nessuno se lo scordi

  3. Finchè ai partiti ed alla classe politica non saranno eliminati i privilegi che si sono attribuiti la loro credibilità non potrà essere invertita. Varo della patrimoniale con una soglia più bassa, estensione dell’IMU a tutti gli immobili, senza esclusioni, tassazione sui guadagni in borsa, il ricavato di tali provvedimenti indirizzato all’abbattimento del debito. Vendita delle quote di proprietà dei comuni dalle aziende partecipate. No al finanziamento dei partiti, dei giornali, dei sindacati, devono essere sovvenzionati da chi li appoggia. Riduzione del numero dei parlamentari del 50%. Riduzione degli stipendi ai politici avendo come riferimento le retribuzioni erogate negli stati europei. Eliminazione di tutti i privilegi che sono stati riconosciuti aila classe politica, auto blu, servizi gratuiti ecc.ecc. Eliminazione totale delle Province. Estensione della legge elettorale identica a qualle utilizzata per le amministrative estesa ad ogni tipo di consultazione.

  4. Gentile Telese, in base a cosa giudica “incivilissime” le contestazioni degli antagonisti ed anarchici genovesi? Spero che vi sia dell’ironia in quel giudizio. Se li avesse avvicinati, essi Le avrebbero saputo fornire parecchie ragioni per la loro presenza ai margini della piazza: partendo dalla posizione dogmatica sulla Tav che s’ha in ogni caso da fare, fino ad arrivare al sostegno del PD al governo fantoccio Monti. Ma ad essi il volantinaggio nella piazza è stato impedito. Incivile è piuttosto questo aspetto, assieme alla rassegnazione di chi ancora in quel partito crede di ritrovare qualcosa di sinistra – nonostante guerre ‘umanitarie’, servilismo padronale, scalate alle banche, precariato spinto – ed ogni spirito critico inquadra quale sterile provocatore. Bersani a Genova come già accaduto altrove non è gradito, tanto quanto Fassino nella sua stessa Torino: a tanta antidemocratica inciviltà dovrete dunque presto abituarvi, cari giornalisti.

  5. Basta confrontare le grandi speranze che ha suscitato Holland in Francia con l’impotenza che suscita Bersani in Italia (se non lo scherno, la delusione, la disillusione, il grigiore, il disprezzo) per capire la differenza. Bersani è l’uomo che ha impresso in voltola maschera dello sconfitto: non vuole le primarie (perché le perde regolarmente), è a capo di un partito fantasma, falcidiato da scandali e litigi interni, infarcito di capetti falliti irremovibili, senza un progetto, senza un’idea, incapace di moblitare entusiasmi, energie, speranze di cambiamento. Sinché non si toglie dalla testa di fare il premier il centrosinistra non tornerà mai a governare e semmai ci riuscisse sarebbe per riproporre la ricetta “ammazzaitalia” di Monti su cui non troverebbe mai alleati a sinistra. Nato morto, come il suo partito del piffero

  6. IN ITALIA NON SONO SBAGLIATI I PARTITI , NON SONO DEGNE DI ESSI LE PERSONE CHE SE NE SONO APPROPIATI ………………………..IN ITALIA NON C’E’ ANTIPOLITICA , MA ANTIINCAPACI, ANTILADRI, ANTIFALLITI !!!! BASTA CON QUESTE FACCE DI MERDA CHE TAPPANO LE ALI AD UNA NAZIONE ED UN POPOLO CHE SENZA DI LORO POTREBBE VOLARE !!!!!!!

  7. Vive la France!
    La Francia ha scelto. Nicolas Sarkozy non ride più e viene rispedito a casa. Francois Hollande sale all’Eliseo! Si spezza così l’asse Parigi-Berlino! I socialisti si riprendono la Bastiglia come non succedeva da tanto tempo. La Francia cambia rotta e con essa, si spera, anche l’Europa!!! Il nuovo presidente si rivolge subito all’Unione Europea promettendo “un nuovo inizio”. Lo chiamano prima Angela Merkel, che lo invita a Berlino, dopo aver rifiutato finora di riceverlo. Poi Mario Monti che più da banchiere che da vero rappresentante delle istanze di tutti i cittadini italiani ri-propone “una stretta cooperazione in particolare nel quadro europeo, ai fini di un’unione sempre più efficace e orientata alla crescita”. Infine il presidente degli Stati Uniti Barack Obama che gli dà il benvenuto sulla scena internazionale a partire dal G8 di Camp David. Fra la festa a Tulle e la Bastiglia che lo aspettava, per Hollande è già tempo di mettersi a lavoro. L’euro ha aperto in calo sui mercati asiatici, le sue promesse elettorali dovranno da domani mattina fare i conti con il bilancio. Il tempo di salire su un jet e dopo un’ora Hollande e la sua compagna sono già alla Bastiglia, dove il nuovo presidente si è proclamato rappresentante “della gioventù di Francia”, ha annunciato che si tratta dell’inizio “di un movimento europeo” e che è ora “di dire basta all’austerità!”. Per la Francia, si chiude l’era Sarkozy, l’uomo che ha indispettito la gente di sinistra e che aveva promesso di modernizzare il paese irritando molti anche fra i suoi compagni di partito. E in Italia è stata così servita la vendetta trasversale alle sue risatine assieme alla Merkel sulle spalle di Silvio Berlusconi e dell’Italia! Ride bene chi ride ultimo! E adesso sghignazzano di soddisfazione gli uomini del Cavaliere! Il “nano capoccione”, come lo ha magistralmente ribattezzato Fiorello, ha fatto a malapena la metà delle riforme promesse, ma a pesare sulla sconfitta è stato il suo metodo, i suoi accenti a volte sprezzanti e lesivi per la propria immagine e per gli interessi del popolo francese. Con la sconfitta di Sarkozy, cade uno dei due pilastri del “tandem franco-tedesco” di questi ultimi anni e si riaffaccia sul Vecchio Continente la speranza di un’Europa nuova, dove il profitto, il capitale, il pareggio di bilancio a tutti i costi – “costi quel che costi” – non siano il verbo assoluto, dove le regole del “gioco” vengano dettate dalla politica e non dalla Bce, dove si spera che gli interessi della gente comune, del popolo sovrano, possano tornare finalmente al centro della scena internazionale, dove francesi, tedeschi, italiani, spagnoli e greci possano sentirsi finalmente uniti, tutti insieme, come cittadini europei e non più sudditi delle banche, dei mercati e dello spread!

  8. freeskipper , frena gli ardori e sii piu’ prudente .

    X luca telese
    e chi sognerebbe d’essere l’hollande italiano ??……………bersani ?!!??????????……..Ahhhhhhhhhh,Ahh
    Ahhhhhh ; ……………….questa e’ proprio buona, Ahhhhhhhhhh, …..mo’ me la segno ahhhh

    ma ragassi, ragassi anche noi non friggiam mica con l’acqua , vero !! ahhhhhhhhhhh

  9. Il problema dei nostri politici è ragionare con la tecnica del copia incolla, come ho scritto anche nel mio blog, non si può ragionare in assoluto dicendo che una ricetta che va bene per un paese necessariamente va bene per tutte.
    Anche io ho seri dubbi sulle idee di Hollande, ma sono ricette che valgono soprattutto per la Francia, che ha una struttura della spesa pubblica, un debito pubblico, ma soprattutto una struttura economica diversi dall’Italia, quest’ultima più indirizzata ai servizi rispetto alla manifattura.
    Forse la vittoria di Hollande modificherà l’atteggiamento della Merkel, forse arriveranno gli Eurobond, ma in ogni caso Italia, Spagna, Portogallo, Grecia dovranno trovare i loro equilibri interni soprattutto alla luce delle nuove sfide globali
    E il PD al governo non potrà replicare le stesse ricette nel nostro Paese, a meno che, ad esempio, non voglia ridurre l’età pensionabile dopo averla portata a 67 anni.
    http://www.francescoscolamiero.it/2012/05/sarkozy-hollande-chi-ridera-alla-fine.html

  10. ai mercati piace il rigore……….ai mercati non piace hollande…………….ai mercati non piace il voto greco…………………..i mercati sono turbati se…………….i mercati non gradiscono che………………

    e se gli italiani iniziassero a togliere i propri risparmi dalle banche STRAFOTTENDOSENE dei mercati ?????……………ah gia’, ma non piu’ di mille euro alla volta !!! …….altro che per motivi di tracciabilita’…………sveglia gente!!!!! ………………un motivo in piu’ per mandare via questa banda bassotti travestita da professori coi politici che fanno il palo !!!!

  11. Il premio per il miglior cronista a questo giro vien vinto dal mitico Luca Telese, che riesce ad affibbiare ai giovani ed arrabbiatissimi contestatori la patente d’inciviltà, credo a causa del possesso non dichiarato d’un megafono e a qualche epiteto che ha sconvolto pure il don (Gallo), sempre più confuso dal continuo migrar da una piazza a un salotto televisivo, ieri coi NoTav, stavolta coi Sì-Tav e domani chissà, ma sempre nel nome della rivoluzione. Votate in pace.
    (estratto da commento sul blog Trenette e mattoni)

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