Il Fatto Quotidiano

27 Marzo 2012
Elsa, lacrime e olio di ricino

di LUCA TELESE

“Non siamo qui a distribuire caramelle”. Dopo la durezza lo scherno. Così la ministra lacrimale si è fatta vicepreside arcigna, così la Fornero è diventata “la Cattivero”. “La” con l’articolo, perché malgrado la megalomania non abbia limiti, nemmeno lei – per ora – può modificare la lingua italiana, negando ai cronisti l’articolo determinativo femminile.In qualsiasi paese civile, alla inchiesta firmata da Bernardo Iovene per il Report di Milena Gabanelli (in onda domenica su Raitre) avrebbero fatto seguito corsivi infuocati, richieste di dimissioni e interrogazioni parlamentari. Ma chi tocca “i tecnici” nella stampa italiana trema: silenzio più completo, nemmeno un lancio di agenzia. La ministra che doveva tutelare con rigore compassionevole è diventata la caricatura della signorina Ratched di “Qualcuno volò sul nido del Cuculo”, la caposala che si realizza vessando i propri pazienti. Nei panni di tanti Jack Nicholson incolpevoli, però, ci sono quegli italiani che la riforma contributiva appena varata dal governo Monti manda in rovina. Li hanno simpaticamente battezzati “Esodati”. Sono quelli che dopo la riforma resteranno senza lavoro e senza pensione, imprigionati in un limbo previdenziale anticamera della miseria. “Esodati”, come se biblicamente viaggiassero verso una terra promessa. Sono stati espulsi dal lavoro con accordi sottoscritti al ministero da sindacati e governo. Che esistessero si sapeva, e infatti al ministero Fornero erano stati segnalati da un suo predecessore, Cesare Damiano: “Guarda – le aveva detto lui – voteremo la riforma se ti impegni a dare loro copertura”. Macché. I soldi non ci sono. In quei giorni di dicembre la Fornero non aveva sentito ragioni, il governo aveva bocciato tutti gli emendamenti, accettando solo un ordine del giorno non vincolante. Poche settimane fa il Corriere della Sera ci rivelava (fonti governative) che sono poco meno di 200 mila: per l’Inps sono addirittura 350 mila. Ma domenica, intervistata da Report, la ministra Cattivero ha mostrato la sua faccia spietata: “Siamo stati chiamati a far parte di un governo tecnico perché c’era una lavoro sgradevole da fare. Non perché c’erano da distribuire caramelle”. Il nodo che alla Fornero sfugge è che quel danno sociale non lo hanno creato lontani governi politici, ma la sua riforma. Per questo che l’ostentazione muscolare è più sgradevole: “Non possiamo permetterci il vecchio metodo delle promesse a go-go. Non possiamo farlo perché perderemmo credibilità”. Poi, di fronte all’incredulo Iovene, che le chiedeva come pensa di risolvere il problema (si è impegnata a farlo entro l’estate) ha aggiunto: “Daremo un sussidio”. L’inviato ha ribattuto: “Loro vorrebbero la pensione!” (ne avevamo maturato il diritto e avevano accettato di esodare a quella condizione). Ma la Fornero: “Possiamo dire una cosa? La pensione di quelle persone, sarà sgradevole dirsi, non è tutta pagata dai contributi”. Davvero viene da chiedere come possa essere passato per la testa, a Pier Luigi Bersani (sia pure mettendo di mezzo la sua simpaticissima figlia) di paragonare l’angelica solarità di una donna intelligente come Belén Rodriguez, alla maschera arcigna e presuntuosa ministra. Della sua mutazione genetica ha scritto su Repubblica, Francesco Merlo: “Quelle lacrime non furono, come pensammo in tanti, sentimento del sacrificio, ma emozione del debutto, e quindi turbamento da strategia comunicativa”. Concludendo che le rughe che prima erano bellezza, adesso si sono fatte reticolo di ambizione: “Ora sappiamo che quel pianto era inadeguatezza, la faccia di chi purtroppo rischia di perdere la faccia”. Non ci sarebbe nulla da aggiungere, se non che uguale intransigenza la Fornero l’ha esibita sull’articolo 18, che prima annunciò di considerare totem da abbattere, salvo poi – con un voltafaccia da politico, ma di quarta classe – accusare l’ottimo collega del Corriere, Enrico Marro, di averle teso una trappola. Un mese dopo cambiava idea: Elsa era tornata di nuovo “la Cattivero”, al punto da presentare un articolato scompostocheunpresidedellaBocconi considera “a rischio di incostituzionalità”. Per motivi sconosciuti (ma forse intuibili) se si viene licenziati per motivi economici e anche se il giudice appura che non è vero, non si viene reintegrati al lavoro. Una bella riforma. Ora la Fornero gioca alla Cattivero si dimentica di quando millantava “paccate di miliardi” e parla di caramelle per uomini e donne in mezzo a una strada. Proprio lei, non eletta da nessuno, e titolare di una possibile pensione retributiva. Ha ragione Milena Gabanelli a chiederle di rinunciare. Almeno a quella.

twitter@lucatelese

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14 commenti »

  1. Dott. Telese, chapeau.

  2. “l’angelica solarità di una donna intelligente come Belén Rodriguez” ???!!! E dove sarebbe, di grazia, “l’angelica solarità” ? Nella rappresentazione sguaiata e volgare che la suddetta offre del corpo femminile a tutte le ore ? E questa sarebbe una “donna intelligente” ? Belen Rodriguez ??? Ma dove siamo, sul blog di un giornalista serio o su “Chi” ?

  3. Eh, non è che l’analogia delle caramelle inviti proprio alla serietà.

  4. Ahimè, quest’articolo non fa una grinza. Ieri sera da Lerner, all’Infedele, non ricordo chi sosteneva (giustamente) che non esistono argomenti discernibili solo in modo tecnico, perché qualunque scelta si faccia ha un rilievo politico.
    Alla fine è sempre la solita vecchia storia – dagli antichi Greci a oggi – ci sono buoni e cattivi politici, con o senza competenze tecniche. La Fornero appartiene alla seconda categoria, è inutile girarci intorno

  5. Concordo su tutto quello è stato scritto. Perché questo accanimento contro i lavoratori?

  6. Telese, secondo me, ha ragione: Evidenzia le contraddizioni di una supponente signora chiamata a risolvere problemi più grandi di lei. Lei però crede di essere magna cum presuntione, sopra gli altri e sopra la verità. Mostra un’arroganza pelosa e odiosa, una saccente sicumera. Non conosce la modestia nè la tolleranza. In una parola: è sgradevole!

  7. terapie giuste, somministrate a pazienti sbagliati , sortono lo stesso effetto di diagnosi errate …………………………..era meglio quando c’era quello dell’olio di ricino , la fornero sarebbe stata a casa a fare la calza , ed i ladri sarebbero dove dovrebbero essere: IN GALERA

  8. Che un governo di tecnici prenda decisioni senza avere contezza dei dati reali, e mi riferisco al numero degli esodati, è francamente imbarazzante. Se questa è la competenza sbandierata a destra e a manca, che il cielo ci salvi anche da questi!

  9. Complimenti! Lucido e graffiante

  10. La puntata di domenica di Report è stata illuminante, la Fornero ha dichiarato che l’unica alternativa possibile era la loro manovra perchè stavamo sull’orlo del baratro. Bravissimi i redattori di Report a mandare in onda le conferenze stampa di Amato (92) e Dini (95) che ripetevano la stessa cosa delle loro manovre, ovvero il baratro si stava avvicinando.
    Visto il risultato a nessuno è passato per la mente che forse si poteva provare una strada nuova ad esempio riducendo gli sprechi della spesa pubblica.
    Fra l’altro, come ho scritto nel mio blog, sulle pensioni ci stanno prendendo in giro da tempo, l’emergenza non sono le pensioni, l’emergenza è l’INPS che viene gestita come un pozzo senza fondo, con un bilancio opaco necessario per essere usato come toppa.
    http://www.francescoscolamiero.it/2012/03/pensioni-ed-equita-3.html

  11. @Riccardo, ma ha capito di che si sta parlando o ha scambiato la questione per la selezione all’assegnazione del Telegatto ? Ha inteso la citazione ? O non sa proprio a quali discorsi rivolgere la sua serietà ?
    Sia gentile, passi il tempo a leggere e commentare qualcos’altro, che qui di problemi e scempiaggini ne abbiamo fin sopra i capelli.
    Un saluto cordiale

  12. @Majakovskij

    E meno male che il saluto è cordiale…
    Non ho capito la “citazione” ? Può darsi; me la spieghi lei allora. Resto in attesa.
    Un saluto (sinceramente) cordiale

  13. la fornero è una donna sadica e arrivando al potere ha potuto finalmente dare sfogo ai propri istinti

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