Il Fatto Quotidiano

14 febbraio 2012
Marco Doria, Mr. Smith va a Genova

di LUCA TELESE, da Genova

PROLOGO. Se vuoi farti un'idea di che tipo di carattere abbia Marco Doria, la cosa migliore da fare era entrare ieri sera alle sei dentro gli studi del Tg nord di Genova. L'intervistatore, Davide Lentini é uno di quelli che non hanno peli sulla lingua: "Lo sa che gli scajoliani dicono che ora la città rischia di finire nelle mani di un comunista, cioè lei?". Doria non si scompone nemmeno un po': "Guardi, questi pensano ancora in bianco e nero: io non sono Peppone. E loro non assomigliano a don Camillo nemmeno da lontano. Non fanno miracoli". L'ultima domanda é ancora più dura: "Sa cosa dicono? Adesso con Doria e il suo protettore don Gallo Genova diventerà la città dei viados, dei transessuali e delle prostitute. Cosa risponde?". Qui la maschera di Doria sembra ancora britannica e imperturbabile: "Grazie per la domanda. Mi offre l'opportunità per ringraziare don Gallo per tutto quello che ha fatto per me, e soprattutto per gli ultimi in questa città". Lentini da buon giornalista non molla l'osso: "E i viados?". Il candidato: "Il problema, viados o no, é rispettare le regole. Lo dovrebbero fare tutti. E spesso, anche in questa città, sono i più ricchi, non i più poveri a non essere in regola".
STORIA. "Il giorno dopo" di Marco Doria era iniziato nella sede del suo comitato (che fra l'altro é una libreria dell'usato) all'angolo con piazza Fontane Marose. Doria é stato la grande sorpresa, un mister Smith alla Frank Capra che mette al tappeto le "professioniste" della politica, un Forrest Gump della societá civile. Le due portavoci Carla Scarsi e Ludovica Schiaroli bastano a malapena per fronteggiare l'alluvione di richieste di intervista per il neoletto candidato sindaco del centrosinistra, il trionfatore delle primarie che, con il 46% ha raccolto (da solo) poco meno delle due rivali del Pd (messe insieme). Il problema é che lui fino alle 15.00 non c'é. I giornalisti non ci credono, temono che stia rilasciando interviste altrove. Ludovica sospira: "É all'università, come quasi tutte le mattine, anche durante la campagna elettorale". Gli hanno chiesto in tutti i modi di liberare l'agenda ma non c'é stato nulla da fare.
Eppure chi si era impegnato 24 ore al giorno non ha di che gioire. Roberta Pinotti, dopo la chiamata di congratulazioni, nella notte, é rimasta in silenzio. La Vincenzi, invece, ieri ha attaccato su twitter, risparmiando Doria, ma non Don Gallo: "Se non c'é la sua benedizione…".. Quando arriva in sede il candidato del centrosinistra taglia ogni polemica: "In una città con ogni tipo di problemi ce ne vorrebbero cento come lui! É il primo che ho voluto chiamare, nella notte della vittoria". I cronisti locali lo inseguono per chiedergli cosa pensa delle dichiarazioni dei dirigenti dell'Udc che minacciano di creare un nuovo Polo con gli ex Pdl: "Parlano una lingua politica così vecchia che la gente se ne frega della loro passione per le poltrone e per la piccola politica". Eppure Doria Rifiuta l'etichetta dell'antipolitica: "Ho un grandissimo rispetto per i partiti. Il problema – dice – é la concezione della politica come strumento di potere che molti politici hanno messo in pratica, anche qui, che fa fuggire le persone da questi partiti. Considero la mia vittoria come un segnale che si deve cambiare". Se gli chiedi chi vorrebbe in giunta tra le sue ex sfidanti torna il Doria antiretorico: "Nessuna delle due: ci sono tante persone nuove e competenti da mettere alla prova! La Pinotti è senatrice… Quanto alla Vincenzi: la rispetto, ma non metterei in giunta chi era già affermato quando i miei studenti non erano ancora nati. i grandi dirigenti del Pci – osserva Doria – insegnavano che si può contribuire anche senza incarichi". Gli chiedo se per caso vada tutte le mattine all’università per fare immagine. Lui mi guarda quasi male: "Non potevo abbandonare i miei laureandi. Ma mi faceva anche bene alla testa. Restare con i piedi nel mondo reale -spiega – ti aiuta a evitare che la politica faccia di te un marziano". Prende un respiro: "Vuole che le racconti una delle soddisfazioni più grandi del mio lavoro? Ho ritrovato come studente all'universitá un ragazzo di una famiglia popolarissima, che era mio alunno quando ero vicepreside all'istituto tecnico di Molassana. era venuto da me dopo il primo anno di corso dicendomi: 'Vado male perché non capisco tutte le parole delle lezioni'. Lo abbiamo aiutato, oggi è manager in Europa. L’istruzione pubblica, oggi più che mai – dice Doria – è la differenza fra la povertà e il benessere delle persone. Aiutare “gli ultimi”, che in questi anni stanno soffrono di più. La comunità di don Gallo è una straordinaria finestra sul disagio". Fino a un mese fa non aveva il telefonino: "Non mi serviva: o ero a casa o all'università". Adesso lo usa. Ama leggere saggi e narrativa, ma anche la sua collezione ("Completa!") di Tex Willer e i due maghi del fumetto genovese Berardi e Milazzo. É Astemio (cosa che.- Belín! – ha sconvolto molti fan). Per tutta la sua infanzia lo credevano ricco ed era "povero" perché il padre (diseredato per la sua iscrizione al Pci) aveva uno stipendio da funzionario. Quando tutti si sono convinto che malgrado il titolo di Marchese fosse "solo" un professore, alla morte del nonno é arrivata la Legittima. Ma il grande palazzo dei Doria, nella monumentale via Garibaldi é affittato, e lui abita in un vicoletto impervio della Maddalena, il quartiere che corre verso il porto, dove ha preso il 70%: "Ma li – si schermisce – mi conoscono tutti". Ha vinto nei quartieri operai e ha fatto cappotto nei quartieri ricchi del Castelletto e del Levante: "Curioso, no? Se votano a destra dicono che sono 'i moderati'. Se votano per me li definiscono radical chic: la verità é che quella é la borghesia produttiva che ha fatto grande Genova". Ma ce la farà a vincere? "Chi mi conosce sa che del potere per il potere non ho nessuna attrazione: o riesco a mettere in moto nuove energie, oppure torno ai miei studenti e…". Mi guarda: "E in quel caso spengo il telefonino".

twitter@lucatelese

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15 commenti »

  1. Secondo me qualsiasi “faccia pulita” (vedi Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli) ha più probabilità di vincere di un politico professionista che ha avuto la nefasta investitura del PD, una specie di abbraccio della morte. L’unico controesempio che mi viene in mente è Fassino che ha vinto nonostante la sconsolante tristezza che incute il personaggio. Il PD è percepito dall’elettorato di sinistra o semplicemente anti-berlusconiano come un parito vecchio e sporco. Vecchio perché infarcito di vecchie cariatidi alla Bersani, D’Alema, Veltroni, Bassolino, ecc. che hanno dimostrato la loro incapacità politica in svariate occasioni (di cui la principale è il rifiuto di farsi da parte), sporco perché la questione morale ormai investe come un fiume in piena o meglio una melma fognaria l’intero partito, dal centro alla periferia. Non una alternativa credibile al sistema di potere berlusconiano. Appena può scegliere, tipico caso sono le primarie, l’elettorato si rifugia altrove. Ecco perché Bersani non vuole sentire nemmeno nominarle per la candidatura a premier: le perderebbe di sicuro, contro chiunque

  2. la storia di doria sta ripetendo l’esperienza di pisapia e de magistris…………………………….

    al di la’ di sbaragliare concorrenti interni alla sx , alla fine diventano sindaci di citta’, che a girarci ed a viverci rimangono a loro volta uguali a come erano ………………ne piu’ ne meno.
    ……..sicche , alla fine tutto sto casino per una poltrona…………, che portera’ in seguito altre poltrone ed altre poltrone altrove……………..

    gava, cirino pomicino, d’alema, scalfaro……e perche’ no, bersani , ai loro albori dicevano le stesse cose…………………………….”che schifo il potere con il fine del potere”.

    IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO ; diffidare di “programmi” e discorsi ultragenerici ( mettere in moto nuove energie , sfruttare arie dismesse per interessi “sociali”), temi che spaziano calzanti da gente come toto riina al cardinal bagnasco………….mha!!

    diciamo che oggi, specie alle primarie, si vota per quello che ci sembra il meno peggio, almeno sulla carta , si va a fiducia…………….il piu’ delle volte disillusa

  3. meglio andare sul sicuro come con alemanno , no?

  4. Bene La Zanzara (radio 24?). Sono d’accordo! Nel mio piccolo, sono di Genova e voto a Genova, ho chiesto una posizione precisa su un grande (e pazzoide) progetto che a Genova si sta per realizzre “La Gronda”: bene la risposta è stata assolutamente generica e aperta a qualsiasi epilogo. Inoltre mi hanno risposto che non è detto che io sia in maggioranza con questa mia idea negativa rigurdo la gronda! Bene, ma io pensavo che un politico dovesse avere idee chieree su certi temi strategici e quindi presentarli e se rispecchiano la maggioranaza delle idee allora comanderà altrimenti farà opposizione. Insomma anche con Doria mi sembra si vada in cerca di CONSENSO e non si vada per GOVERNARE SU PROGRAMMI PRECISI! Grazie!

  5. Il fatto che esistano persone così, da speranza nel futuro. Il fatto che abbiano la possibilità di migliorarlo e che trovino spazio per poterlo fare, è il segnale del cambiamento. Il nuovo “rumore”. Giusto e diverso.

  6. “LEADER A PERDERE”!

    Prima venne la Puglia (la vittoria alle primarie di Vendola).
    E tutti -nel Pd- la presero con filosofia…
    Poi vennero Milano, Napoli e Cagliari (la vittoria di tutti i candidati “antagonisti” al Pd!).
    E alcuni -nel Pd- iniziarono a interrogarsi con circospezione…
    Adesso è toccato a Genova (la vittoria alle primarie cittadine dello sconosciuto Marco Doria contro due donne di ferro del Pd: l’uscente sindaco Vincenzi e la senatrice Pinotti).

    Come interpretare questo profondo “malessere” del Pd (e l’“insofferenza” della sua base)?
    Può un Partito esistere “senza un cuore né un’identità”?
    E come può il Pd far tesoro di questa “sindrome della sconfitta”?
    La prospettiva di un “nuovo centrosinistra” rappresenta più un’opportunità, una necessità o una minaccia per i Democratici?

    Questo (ed altro…) quanto affrontato nell’articolo “P-DE PROFUNDIS”, che potete leggere (e commentare) anche sul blog “Panta Rei”, alla pagina: http://gaspareserra.blogspot.com/2012/02/p-de-profundis.html

    Cordiali saluti,
    Gaspare Serra

  7. Gloria, la speranza è l’ultima a morire, ma oggi comeoggi siamo sull’orlo del precipizio sia finanziario, e questo è noto, ma anche di valori di estetica di cura del territorio di rispetto del prossimo ….. non servono più speranze ma una “gentile” rivoluzione culturale. Almeno secondo me.

  8. luigi sessarego

    per affermare una rivoluzione culturale , bisognerebbe che sparissero gli attuali partiti politici ; compreso SEL che si sente superiore moralmente a tutti !!!!……………..ma poi superiore di che ???
    di saper “RUBARE” posti dall’INTERNO di una coalizione morta, come quella del PD, SENZA ESSERE CAPACE DI CREARNE UNA NUOVA ???? E’ CHIARO CHE RINCORRONO SOLO LE POLTRONE DEL PD……………e del furto, di pietro fa il “palo”
    ………..MA QUESTO, SECONDO VOI, E’ IL NUOVO CHE AVANZA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. Zanza, anche oggi ha ecceduto col caffè?

  10. come si fa a laurearsi in lettere e a far carriera universitaria in economia?

  11. Caro Luca,

    ti saluto calorosamente e vorrei risondere ad una tua domanda ricorsa durante in INONDA.

    Non riuscivi a capire come mai DORia, avesse preso piu’ voti tra le classi alte.

    Il motivo e’ semplicissimo ed anche abbastanza ovvio dal mio punto di visto.

    Chi hah piu’ soldi, di solito ha una cultura migliore, viaggia ed ha maggiori possibilita’ di confrontarsi con il mondo.

    Essendo piu’ acculturato, capisce anhe chiaramente chi e’ colto ed capace di ragionare e chi no. Purtroppo molti dirigenti, politici Italiani, sono veramente ignoranti, ed oggettivamente incapaci.

    Adesso i ricchi sanno benissimo che mettere, una testa poco colta chiaramente incapace e’ controproducente. UN culto si accorge subito che ha una testa e chi no. Ti assicuro che in molti capiscono sempre piu’ che i politici piu’ datati (vecchi) oggettivamente, in pochi hanno raggiunto obbiettivi soddisfacenti.

    Quando Grillo dice che devono andare a casa tutti. ha ragione, ma sbaglia le parole.

    Se io dico che purtroppo, per noi, i politici italiani che sono li da 15 anni quasi sempre gli stessi. LAvorano nello stesso Uffico, camera e senato sono come 2 grandi uffici in cui si dovrebbe lavorare, si dovrebbero fare azioni per avere dei RISULTATI.

    Adesso Managerialmente Parlando, non un idea certamente di sinistra, una persona che non ha raggiunto i risultati, DEVE essere rimossa, o per lo meno messa in secondo piano.

    Questo vale per aziende private ma anche nel ubblico, in USA, UK succede questo. Se non raggiungi dei risultati e’ lo stesso partito che ti rimuove. Questa si chima anche MERITOCRAZIA che non si raggiungera’ MAI, in questo paese perche’, i primi della classe, cioe’ politici non l’applicano su loro stessi. E’ difficile pensare che siano capace di farla arrivare alla societa’ italiana.

    Se fanno questo, mi dispiace ma dovrebbero tutti loro perdere il lavoro, in qunado e’ inopinabile, sia da DX che centro che SX, che questi non raggiunto nemmeno gli obbiettivi minimi.

    UN ricco, di solito ha diversi Assett. Se il paese va bene gli Assett Crescono e quindi GUAdagnano. IN questi ultimi 3-4 anni gli assett, sono scesi parecchio. QUindi hanno perso moltissimi soldi.

    PEr questo preferiscono qualcuno che li tassi anche un po’ di piu’ ma che sia Serio Dedicato al LAvoro, intelligente e competente. Adesso la persona puo’ essere di DX,Centro o SX ma con queste prergative e’ piu’ facile la crescita e gestione interna.

  12. E morto Giovanni Lilliu :un grande Sardo.

  13. Un grande!….veramente!…e la storia della sua terra gli sarà grata!

  14. Scusate la mia ignoranza: chi era Lilliu?

  15. NON CONOSCEVO IL SIGNOE MARCO DORIA,MA IL GIORNO 18 C.M. HO ASSISTITOAUN SUO CONVEGNO.M’E’ PACIUTO . PIACIUTO IL SUO MODO TRANQUILLO E’PULITO DI PARLARE E SENZA TANTE PROMESSE. BRAVO

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