Il Fatto Quotidiano

30 Aprile 2011
Quella foto che ha messo B. nei guai

“Senta Evaristo, ci verrebbe questo fine settimana, ad Arcore, a fotografarmi?”. Evaristo Fusar oggi ha 77 anni. Ne aveva 34 nel 1977, quando arriva quella telefonata, cortese ma insistente, da un giovane imprenditore in ascesa, che gli domanda un servizio su di sé. Tutto poteva immaginare tranne che quelle foto le avrebbe fatte, malgrado all’inizio fosse perplesso. E che sarebbero rimaste negli annali come i primi ritratti posati di Silvio Berlusconi (oggi valgono più di uno scoop di paparazzi su Belén Rodriguez). E poi che lui, con “il Dottore” (così si faceva chiamare) avrebbe stretto un rapporto decennale. Alla fine, l’incredibile collaborazione che sta per raccontarmi si concluderà con una proposta di assunzione prendere o lasciare: “Lasci tutto e venga alla Mondadori”. Proposta rifiutata anche se economicamente allettante, per innato spirito di indipendenza del destinatario.
Alberto Roveri, invece, entra negli uffici della Edilnord nel 1977. È ormai giunto alla fine del suo servizio quando, mentre sta riponendo con cura gli obiettivi nella sua borsa di pelle, guarda ancora per una volta il numero uno della società immobiliare. Non sa bene perché, ma – a un tratto – gli sembra di poter immortalare un’inquadratura diversa dalle altre, una luce particolare che prima non aveva. Allora riprende la macchina, la impugna, segue un impulso istintivo e gli dice: “Dottore, mi lascia fare un altro paio di scatti?”. Il diaframma corre veloce, click, click, click. “Ci credi? Della presenza della pistola – racconta oggi divertito – mi sono accorto solo 30 anni dopo”. Un altro scatto che vale oro.
Mauro Vallinotto “il dottore” lo aveva già conosciuto, e mi racconterà anche lui come. Ma resta folgorato dalla sua apparizione a Viareggio, al concorso di Miss Italia del 1979: “Era sbarcato in riviera con un camper attrezzato con tanto di letto matrimoniale e due operatori al seguito, per filmare la finale di Miss Italia. Rimasi stupito del fatto che un imprenditore come lui facesse il cronista. In una delle pause – racconta Vallinotto – incuriosito per la scena, seguendo un impulso, scattai una foto che oggi pare innocente: Berlusconi era seduto, accanto alle aspiranti miss, e scherzava con le ragazze. Quando sentii l’otturatore che scattava non potevo certo immaginare che, proprio per via di quella foto, mi avrebbe urlato addosso, in pubblico, furibondo: ‘Vergogna! Mi hai rovinato la vita, mascalzone!’”.
Né il colloquio di Fusar, né la pistola immortalata da Roveri, e nemmeno “il camper abborda-miss” sono elementi casuali. L’ingresso nella villa di Arcore per Silvio Berlusconi è di più di un trasloco, l’anno zero della sua biografia, il punto di ripartenza di una palingenesi pubblica e privata. È – per essere più precisi – il momento in cui riesce ad avviare un lungo e meticoloso processo di edificazione della propria immagine. Dagli scatti di gioventù, ridenti e fuggitivi, talvolta rubati o d’occasione, il fondatore di Mediaset sta passando al ritratto posato, alla costruzione scientifica del proprio immaginario. Passa in quell’anno dal tempo dell’azione a quello della prosa plasmando, ex novo, un personaggio e un immaginario fondati su un ingrediente fondamentale: se stesso.
È dunque quasi normale che il futuro imprenditore catodico si metta in cerca di talenti che possano documentare il suo prodigioso salto di censo, raccontando il suo nuovo romanzo di formazione. Da questo momento in poi, l’iconografia ufficiale del berlusconismo non consentirà più gli sguardi birichini del chansonnier giramondo, non ritrarrà mai il giovane arrampicatore sociale con mustacchi e capelloni lunghi, o il giovanotto con la pipa pretenziosa e il sorriso ironico, ma solo l’imprenditore (aspirante) statista, il clone semiludico del duro da cinema americano, il sovrano regnante che intorno alla dimora nobiliare strappata ai Casati ha edificato il proprio regno. Sull’iconografia berlusconiana ha scritto un bellissimo libro Marco Belpoliti (Il Corpo del capo). Un libro che ha avuto una storia travagliata, dal momento che l’editore abituale del saggista, l’Einaudi (di proprietà Mondadori) aveva rifiutato di pubblicare il testo (poi uscito per Guanda). Ne Il Corpo del capo Belpoliti raccoglieva un’antologia delle foto che avevano costruito il culto del sovrano di Arcore, l’iconografia del capo predestinato. Manca una cosa che per un filosofo non ha senso, ma che per un giornalista è essenziale. Cercare gli autori di quei servizi e fargli raccontare “il giovane” Berlusconi. Così ho rintracciato i tre primi ritrattisti del sovrano per chiedere cosa ricordassero. Con Fusar, Berlusconi prospetta un’assunzione, chiede ritocchi sul naso di cui si lamenta persino con Montanelli (“È un grande fotografo, ma con la mattina non ci sa fare”), rivela che il suo modello è Reagan. Da Roveri si fa immortalare davanti al plastico di Milano 2, posa come lo zio Sam e chiede una pausa tra un servizio e l’altro dicendo: “Chiamo l’estetista e mi faccio il manicure”.
Ma è Vallinotto che ha il ricordo più stupefacente. Incrocia una prima volta Silvio Berlusconi a Milano, nel 1976. Lui è un collaboratore fisso dell’Espresso, quello è il costruttore di Milano 2. Ha appena 22 anni, ma è già un fotografo di moda affermato: “Alcune modelle mi parlano di questo imprenditore che fa delle feste animate, invita molte ragazze e ad alcune mette addirittura a disposizione degli appartamenti a Milano 2”. Mentre mi racconta questo particolare, ovviamente, rimango per un attimo di stucco e Vallinotto sorride: “No, no, ha capito bene: non è che mi sono confuso con il Bunga Bunga. È proprio quello che mi dissero di lui, nel lontano 1976, delle fanciulle che oggi definirei cloni della Carfagna. Ovvio che mi incuriosissi, no?”. In un’occasione i due si incontrano in una serata milanese, il giovane Vallinotto resta a sentire. Il suo sesto senso, non solo professionale, gli dice che con l’uomo di Milano 2 si rivedrà presto. Due anni più tardi il fotografo è alla presentazione di una minuscola tv via cavo che si sta trasformando in emittente privata. Nel 1979 Vallinotto, seguendo le piste delle sue modelle milanesi approda a Viareggio, per la finale di Miss Italia. “Mi vedo arrivare Berlusconi, a bordo di un pullman marchiato Telemilano 58”. Rimane doppiamente stupito. “Non trovavo strano solo che facesse interviste di persona. Ma anche che a un certo punto, riconoscendomi, mi aveva detto: ‘Scusi Vallinotto. Ho visto che ha scattato. Mi perdoni, le sembrerà una sciocchezza, ma devo chiederle se me le può cedere”. Berlusconi incalza: “Posso dirle una cosa da uomo a uomo? Mia moglie non sa che io sono qui, mi capisce?”. Vallinotto, che ha fotografato anche il camper con cuccetta e lettino ricoperto di pelle nera (e una tv incassata in una parete), ci rimugina. “Ma se Berlusconi faceva le interviste e le mandava in onda, come poteva poi dire alla moglie di non essere stato al concorso?”.
Ipotizza che sia una scusa per mettere le mani sugli scatti. La cosa non gli piace, rifiuta. Le foto vengono comprate e pubblicate. Non succede nulla e Vallinotto dimentica dell’episodio. Ma, 15 giorni dopo, quando si ritrova alla finale del Campiello succede l’imponderabile. Una sagoma si stacca dalla platea e inveisce contro di lui: “Lui, incazzatissimo. Fuori di sé. Gridava: ‘Sei una carogna! Mi hai rovinato la vita! Per colpa tua mia moglie vuole divorziare!’. Io non rispondevo. Ma Berlusconi mi era addosso, agitava le mani sempre più minaccioso’”. Non finisce con una rissa solo perché interviene, provvidenziale, un imprenditore di successo. “Una sagoma si interpose fra me e lui – ricorda oggi Vallinotto – Vittorio Merloni. Lo placcò come sui campi di rugby: ‘Silvio, lascia perdere! Non vedi che ci stanno guardando tutti? Non dargli questa soddisfazione, dai!”. Fine di un matrimonio, nascita di un mito.

Luca Telese

(*tratto da "La Marchesa, la villa e il Cavaliere", il nuovo libro di Luca Telese – Aliberti Editore )

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34 commenti »

  1. fuori argomento : ospite fisso di Sgarbi ? Masi

  2. BRAVI COMPAGNI SIETE VOI CHE AVETE CREATO UN MITO !! CONTINUATE COSI !!

  3. L’atteggiamento di Luca Telese nei confronti Berlusconi è quello che ha il ragazzo di American Beauty con gli animali spiccicati. Li fissa ne è affascianato, non gli fa schifo ma nemmeno ha un attegiamento “morboso”…è semplicemente curisoso.
    Certo ci sono pochissime informazioni veramente utili e importanti, ma alla fine l’articolo si legge fino all’ultimo perchè è affascinante.

  4. Sì, Caroselli.
    E non si può certo dire – come invece dice qualcuno – che Telese non sappia scrivere.

  5. Sinceramente mi pare un articolo di cui ci si poteva risparmiare il tempo e la fatica della stesura e della lettura .E’ umano che ogni tanto si scriva di cose che non interessano a nessuno o quasi perchè inflazionate da tempo.Questo conferma la mia opinione sulla berlusconite ormai radicata neimedia di sinistra. Anche ad Anno zerro ultimamente è semptre la stessa solfa con al centro i dettagli della vita di un nano cui si continua a dare spazio invece di occuparsi di temi di fondo ben più importanti.
    Ci fosse qualcuno che si desse da fare per parlare di come uscire dalla melma immobile stagnante in cui il paese affoga. Ci fosse quancuno tra i gornalisti che avesse capito che oggi occorrerebbe andare oltre i propri ruoli e dare dei contributi da cittadini in senso più ampio.
    Ci fosse qualcuno infine che organizzasse una raccolta di firme con cui chiedere a Napolitano come mai dopo tutto quel che accade non si decida a sciogliere le camere…
    ci fosse qualcuno ….
    Buon sonno cari italiani…

  6. Scusi Telese ma lei quando lavorava per il giornale non lo sapeva che il proprietario era il dottore di milano 2 . Se aveva le palle il libro su berlusconi lo scriveva prima. ADESSO NON VALE NIENTE !! Lei sputa nel piatto dove ha mangiato per anni . Come diceva CRAXI la riconoscenza ha vita breve

  7. L’articolo è bello, fa capire molto bene contesto e persone.

    Ma quanti livorosi a commentare… Telese continua così, ciao

  8. Piano piano la verità verrà a galla, e la storia potrà essere riscritta
    mi dispiaccio solo per tutti quelli ancora ipnotizzati dall’incantatore.

    Svegliatevi da questo sogno è già molto tardi.

    Proviamo per un momento a pensare che B. non esista e che sia necessario
    concentrarci sulla nostra vita e quella dei nostri figli, e tutti insieme si decida
    cosa fare per migliorare la vita di tutti noi, quante cose potremmo fare………….

    Ancora qui a parlare di B. mentre lui se la gode………e se la rigode………. ma avete
    idea delle risate che si fa alla faccia di tutti noi, (gli incantati e gli incazzati) per me
    ride da morire pensando a quanto siamo coglioni, una vita passata a sentire le sue cazzate e poi a commentarle, e magari a litigarci sopra e lui gode ……..e rigode……..

    SVEGLIAAAAA……………………………..

  9. non si tratta di “riscrivere” la storia, ma raccontarla così come è. Tutti dobbiamo darci da fare nel raccontarla. Io nel mio piccolo, nel 2007 scrissi un libro sul processo a Dell’Utri e l’ho reso scaricabile gratuitamente sul web (con un ottimo successo di download). Informiamo informiamo e informiamo, senza aspettare che lo facciano altri. Come sostiene Habermas, l’opinione pubblica si forma nella sfera pubblica tramite l’agire comunicativo. Se non ci informiamo, se non “discutiamo”, restiamo semplici spettatori del mondo politico, quando invece dovremmo cominciare ad esserne protagonisti. solo con un ritrovato senso e impegno civico e civile potremmo riappropriarci della politica (e di una società civile più normale di quella attuale)

  10. dalla melma no se ne esce , la si puo’ solo descrivere ,cosi’ si prova a stare meglio

  11. FICO PROPRIO BELLI GLI ULTIMI ANNI 70, CERA CHI MORIVA PER MANO DEL TERRORISMO E CHI CON UNA MANO COMINCIAVA A LAVARE L’ALTRA

  12. BELLISSIMO STASERA ”IN ONDA,,

  13. LA MESSA E’ FINITA,,,,,,, si magari

  14. La fotografia di vendola al mare l abbiamo gia vista .Preferisco questa con berlusconi e confalonieri Ma ve lo immaginate un libro su vendola , montezemolo o bersani ,sulla loro vita nel 1977 ?? Alla fine in effetti meglio scrivere su Berlusconi

  15. Ciao Xeno, onestamente preferisco concentrami sulla mia vita e quella di mio figlio, come spero che desideri fare tu, anzichè puntare sul libro di Vendola o di Berlusconi.

    E’ da questa riflessione che ti suggerisco di partire, non qualcosa o qualcuno che divida, ma tutto ciò che potrebbe unirci.

    Per quanto dice Linea condivido il pensiero del riconquistare il senso civico ed aggiungerei senso di appartenenza. orgoglio della patria e della bandiera, ho fatto il militare 20 anni fà senza ovviamente combattare, ma ho pianto all’ultimo alzabandiera dell’ultimo giorno di militare, quella bandiera univa me e tutti i miei amici commilitoni alcuni di Belluno alcuni di Bologna alcuni di Perugia, c’erano dei Siciliani e dei Calabresi, ma quella esperienza sotto la ns. bandiera ci univa.

    Ora al pensiero che qualcuno con il tricoloro voglia pulircisi il cul………..o canti a scuarciagolra “ho un sogno nel cuore bruciare il tricolore” mi viene la pelle d’oca, e se poi rientrano dei ragazzi/militari italiani di nord/centro/sud in una bara avvolti nel tricolore…………..tutto mi fà tristezza molta tristezza……………senza dimenticare che alcuni di questi signori sono i nostri governanti.

    Ma dove stò sbagliando, aiutatemi a capire sono confuso……………senza parlare di Ruby, della Cricca di Bertolaso, di Scillipoti ecc…………..ma questo è quello che rimane della ns. ITALIA…..siamo disposti veramete a tanto?………………..Signore nostro aiutaci tu.

    A presto.

  16. Caro Stefano,risulta evidente che è la prima volta che leggi lo Xenofobopensiero,altrimenti non si spiegherebbe la tua volontà di prendere in considerazione il suo scritto e di dedicargli le due righe di risposta. E’ apprezzabile il tuo suggerimento alla ricerca dell’unità di idee che possano unire chi la pensa diversamente,ma con soggetti simili,è come tentare di scrivere sull’acqua. Se la destra del dopo Berlusconi,dovesse totalmente pensarla come il nostro,non ti vengono i brividi ?

  17. io credo che possa pensare anche peggio.(sono un altro stefano)

  18. Ciao Guido, effettivamente sono pochissimi giorni che intervengo e non ho una idee precise sui singoli, comunque grazie del suggerimento.

    Rimane comunque intalterato il mio personalissimo disagio………….spero di svegliarmi
    presto da questo brutto sogno.

    A presto.

  19. mentre la sinistra litiga..Berlusconi contina ad essere “beato” tra le donne…

  20. @stefano francamente e personalmente non vedo cose che possano unire . Della lega mi frega poco ma anche della gran finta retorica sul tricolore . gli italiani hanno solo la lingua (forse) in comune. Per Ruby ti dico solo che esiste da 2000 anni . Bertolaso voglio vedere come finisce e poi eventualmente mi indigno . Dei magistrati mi fido sottozero . vediamo se ha rubato o meno . Nel governo dalema 200 parlamentari hanno cambiato coalizione , nell ultimo prodi si compravano i voti di quei galantuomini dei senatori a vita . per cui se scilipoti non va bene lo si doveva dire almeno da12 anni . Nessun gruppo parlamentare si est lamentato di questi cambi di casacca. Lamentarsi solo ora non mi sembra corretto .

  21. Ci sono pensate delle foto di B. che lo ritraggono mentre prende il latte dalla mamma…..Che scandalo!!

    i soliti articoli…le solite stupidaggini, quando si parla di B. rispunta l’ossessione…

  22. Io una volta ho visto Telese, in treno, che si metteva le dita nel naso, ne estraeva una chiccola di consistenza multipla, la rappallava e la mangiava. Al tempo, aveva circa 7 anni. Che fosse la palingenesi di un giornalista d’assalto?

  23. Mah, ossessionati mi sembrano i berluscones, che vedono in qualsiasi scritto non totalmente deferente verso Berlusconi un attacco al loro idolo.
    In realtà questo pezzo è a suo modo “storiografico” e nulla più. Una singola persona non può edificare un impero industriale, imporre in qualche modo ad un Paese un modello culturale (o subculturale) ed edificarvi sopra una carriera politica fulminante, imponendo per 17 anni se stesso come unico possibile leader di una delle coalizioni in lotta per il potere, senza costruire intorno a sé un qualche “mito”, che lo rende, agli occhi del pubblico, qualcosa di diverso dalla creatura fragile e spesso ridicola che ogni essere umano è.
    La ricostruzione della storia (o anche solo della cronaca) dell’edificazione di un mito è sempre un’operazione utile ed istruttiva, ma appare ovviamente dissacrante per coloro che ancora credono nel mito, soprattutto perché mette in luce proprio le debolezze, i difetti ed anche le meschinità dell’uomo che il mito ha progressivamente occultato e che coloro che credono nel mito rifiutano di vedere e di accettare che magari stiano aggravandosi, tanto da rendere imminente o già attuale il disvelamento ed il crollo del mito stesso.
    Si è costruito un mito Mussolini, se l’è costruito Togliatti (“il migliore”), se l’è costruito Agnelli… tutti soggetti che, comunque la si pensi, hanno condizionato la storia d’Italia, pur essendo stati persone molto al disotto del proprio mito, e di cui vale dunque la pena di studiare la specifica “mitopoiesi”. S’è costruito un mito anche Berlusconi, che ha pure lui condizionato la storia d’Italia ed è ovviamente pure lui, come tutti gli altri, molto al disotto del proprio mito. Era più o meno ora di studiare la “mitopoiesi” di Berlusconi, dato che essa è partita, come si vede, oltre trent’anni fa. Telese l’ha fatto e questo, piaccia o non piaccia e piccolo o grande che sia, è uno dei mattoncini della costruzione del mito.

  24. L’anno dopo, in vacanza in un campeggio del grossetano, sono andato al bagno, ho aperto la porticina per fare i miei bisogni e ci ho trovato Marco Travaglio che si faceva una pugnetta guardando il catalogo del Postal Market. Altra palingenesi?

  25. Il trittico è concluso da quest’episodio. Agosto 1991, salgo su un ascensore di un palazzo romanoe ci trovo Michele Santoro che, visibilmente imbarazzato, lascia partire un peto di proporzioni bibliche. Indi, lo annusa estatico. Terza palingenesi.

  26. Palingenesi per Giordano : veloce corsa in ambulanza con assistenza di due nerbuti infermieri verso luogo adeguato.

  27. Palingenesi per guidoriccio: In ambulanza, i due nerboruti infermieri vedono Guidoriccio, se ne invaghiscono perdutamente e, visto che lui è entusiasta della cosa, convolano a giuste, riparatrici e rigorosamente omosessuali nozze.

  28. …………..mha, io da questa foto vedo alcuno sconcio…………………………………………..

    …………………il resto e’ il racconto di un antiberlusconiano, quindi …………..

  29. mastella : se vince de magistris mi suicido…..

  30. @LA ZANZARA scusa nella foto non vedi spatuzza dell utri , membri del sisde , noemi , previti e la carfagna ?? Io ci vedo anche un ritratto di mussolini . Dai su mettiti a ragionare un po come quelli del fatto quotidiano cosi riesci a vedere come silvio con questa foto sia riuscito ad opprimere il popolo italiano portandolo verso una sanguinaria dittatura hahahaha .

  31. @ scilipotista

    non ti sembra di scorgere luca da bambino sulla destra di silvio?

  32. I Girotombini come grano parlano di ossessione ma non sanno cosa sia l’ossessione..quella vera e quotidiana che affligge la sinistra da anni. beh….chiedilo mentre fai il girotondo ai vari compagni che da anni ci ammorbano con qualunque cazzata su B.

    E pensare che votate per uno che considera normale prenderlo nel deretano per poi magari arrivato a 70 -80 anni chiedere di essere bucato con qualcosa di più duro ed avere così “la dolce morte” dopo aver avuto per tutta la vita la dolce “pressione”.

    BAH…

  33. Vorrei aggiungere a quanto detto quello sopra…questa politica mi fa schifo…ma non per le foto,ma perchè non è veramente rappresentativa…ma illusoria.

    Le idee nascono dal basso e non possono essere imposte. Ma noi che scriviamo alla fine non possiamo far altro che assistere impotenti a una politica paludosa, una classe dirigente senza la dignità delle idee….altro che foto. Questo vale per tutti. Sono stanco di un governo che non può governare perchè non lo fanno governare in primis quelli che dovrebbero essere alleati. Ma alleati su quali basi?
    No guardate…

    Di contro assistiamo ad un continuo tentativo non di creare mostri.. di aggrapparsi a difficoltà oggettive del governo…ai bunga bunga..restando vuoti senza veramente nulla da dire su materie importanti. Io su questo sito ho sentito cose più interessanti di quelle che dice Bersani..e non le ha scritte luca..ma le scrivete voi.

    Oggi come oggi regna il caos creativo…non ci sono più soluzione nemmeno presunte.

    In questo caos emergono elementi estranei alla politica che di fatto ne condizionano la vita da una parte, ma sostituiscono il nulla con l’eversione…

    Rimpiango la instabilità-stabilità di quel sistema politico che partorì giganti come Andreotti, Berlinguer,Craxi, solo per fare citarne alcuni….l’attuale clesse dirigente politica potrebbe solo fargli da tassisti…

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