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28 Aprile 2011
Borromeide

"La Borromeo l’avete fatta diventare antipatica voi; il suo privilegio è sotto gli occhi di tutti; DIMMI in quale giornale un giornalista senza nessuna esperienza firma la prima pagina dal SECONDO numero e non occasionalmente ma regolarmente? e quali sono gli altri giornalisti che, non assunti e senza nessuna esperienza, hanno firmato regolarmente la prima pagina di FQ? io in prima ho visto sempre nomi di provata esperienza; è così facile diventare bravi giornalisti? sai quante ragazze brave e piene di talento ci sono nelle redazioni, a costo zero? gente che dovrà rinunciare ad un sogno perchè priva di conoscenze.
quanto al “bravissima”, è evidente che sei di bocca buona (quando ti fa comodo), io qualche pezzo della Borromeo l’ho letto e non vi ho trovato traccia di particolare talento, come diceva la mia prof di greco “senza infamia e senza lode”, non ha uno stile personale. Se vogliamo fare nomi la Truzzi se la mettte in tasca mille volte, ma vuoi che una che si chiama Truzzi faccia da frontman?La Borromeo quando parla ripete paripari il Travaglio pensiero.
poi certo che uno se non è una zucca impara, ma pensa se la possibilità data alla Borromeo l’avesse avuta una con del talento vero…..e tu saresti di sinistra, ma camminaaaaaaaaaa… “era in prova, è stata assunta dopo che”.. e poi c’erano le marmotte che incartavano la cioccolata …"

Virginia

***

Cara Virginia,
rispondo a te, almeno so che esisti (sarda e Rifondarola, sulle nostre tracce fin dai tempi di Marcotravalgio.it, vero?) per rispondere a tutti gli altri che, per ragioni a me oscure, continuano a scrivermi su questo sito (e su quello del giornale) contro Beatrice Borromeo e contro il suo lavoro a Il Fatto. O meglio posso intuire perché lo fai (e lo fate): perché scambiate un simbolo per la realtà. E quindi vi immaginate che la Borromeo, per il suo cognome e per la sua storia sia una sorta di usurpatrice blasonata che, per motivi impescrutabili avrebbe abbindolato i redattori del nostro giornale, e usurpato un posto che di diritto sarebbe spettato a qualche leggendario, esemplare (e altrettanto irreale) superprecario.
Forse qui vanno chiariti un paio di dettagli. Il primo: se questo è un giornale bellissimo e fichissimo, gli stessi che fanno questi complimenti, non possono poi sostenere che saremmo una compagnia di brocchi che si è fatta stregare dalla perfidia occulta della principessina. Il secondo: non esistendo (perché è un simbolo verosimile, come spesso capita in Italia, ma non vero) la Beatrice usurpatrice, non può esistere nemmeno la superprecaria usurpata. Il nostro giornale è partito con sole dodici persone in redazione, compresa la nostra mitica e dolcissima Eloisa. Più una ciurma di ragazzi che hanno scommesso sul giornale. Erano tutti precari compresa Beatrice, venivano tutti da grandi prove, e pessime situazioni contrattuali. Erano, insomma, giovani sfruttati, o mobbizzati, o flessibilizzati, secondo il terrificante costume di un frammento considerevole del giornalismo italiano (purtroppo quasi più diffuso nel cosiddetto giornalismo di sinistra che nel cosiddetto giornalismo di destra) secondo cui se lavori gratis devi ringraziare chi ti fa lavorare. In questo il giornalismo è molto simile ai partiti, alle università, a tutti gli apparati gerarchici in cui solitamente trovate un babbione frustrato, che ripete ai suoi dipendenti che la strada non può che essere dura, che non è più il tempo delle certezze, che si devono scordare la pacchia del contratto (ovvero tutto quello di cui lui ha goduto). Ecco, al Fatto, anche grazie al successo di questo giornale, questa leva di giovani turbo-giornalisti che sono partiti mettendoci solo pane amore e fantasia (da Paola Zanza a Caterina Perniconi, da Federico Mello a Carlo Tecce, passando per tanti altri che non erano assunti dal primo giorno) ha fatto faville: ha chiuso montagne di pagine, ha scritto libri, ha raccontato storie, ha retto dei carichi di lavoro pazzeschi (penso a ferie saltate, a riunioni di redazione nelle feste comandate, a corte soppresse), e ha permesso al giornale di crescere e di rafforzarsi. Quindi, insieme a tutti gli altri precari che ci sono stati, Beatrice è stata assunta, con il contratto minimo del praticante (lo stesso di cui gode tutt’ora). Non è stata una privilegiata. Ha seguito la stessa sorte degli altri. Qui al Fatto (è un vanto di Poidomani, il nostro amministratore) anche gli stagisti ottengono un rimborso spese (credo di 700 euro) E Beatrice ha fatto cose egregie (non mi ricordavo che firmasse in prima nel numero due, ma se lo ha fatto ci sarà un motivo: la prima non è un tabernacolo, è uno strumento). Ha scritto pezzi sublimi sulla televisione, sugli immigrati, è andata a seguire un sindaco cialtrone a Moltalto (e lo ha beccato, cosa che in questo mestiere conta), si è smazzata per mesi (spesso lo fa ancora) la pagina delle lettere, ha inseguito in giro per la rete e-mail, foto, cani gatti e pesci per sostenere la mitica rubrica dell’”abbonato del giorno”, fino a che non c’è rimasot più nessuno da effigiare. Si occupava di economia (sfruttata in modo vergognoso, va detto, da Stefano Feltri il suo compagno di banco), di cronaca, di società. C’è sempre una storia in cui lasci il segno: Beh, io non mi scordo la perizia con cui ha scotennato Minzolini con un articolo impeccabile sulle note spese documentato fino all’ultima riga, e la prodigiosa intervista-live al direttore del Tg1, aperta dalla domandina niente male: “Cosa si prova ad aver mentito agli italiani?” (o qualcosa di molti simile). Mitica. Avrei voluto farle un monumento. Così come non scordo una bella intevista centometrista con Vespa che mandai in onda a Tetris. Così come (nell’unica volta che è venuta nel mio programma) duello a pari livello con l’ex ministro Castelli sulla giustizia. Andatevelo a rivedere quel match sulla censura subita a Raidue (indimenticabile Marano che irrompeva in studio vaffanculandola) e rivedetevi il corpo a corpo fra Minzolini e Bea: imperfetto, ruvidissimo, ma anche autentico. Un match adrenalinico giocato sulla velocità e sull’effetto sorpresa. Io quando vedo uno, o una, così (ne ho visti e ne vedo, fra quelli che incrocio o quelli che mi scrivono e che mi pianotonano in giro per l’Italia) dico: bisognerebbe metterli in prima tutti i giorni, cara Virginia, e non uno solo. Il fatto che Beatrice appartenga alla sua famiglia, che sua sorella sia sposata con Yaki Elkann a me importa poco o nulla. Io giudico il lavoro e la persona. E ti assicuro che se tu vieni (sei invitata ufficialmente) a via Valadier con la tua carta di identità, passi un pomeriggio con noi, e passi una serata con noi, finirà che la prendi in grande simpatia, come era capitato a me che ero moto diffidente, e che ho fatto una scoperta. D’altra parte, la conversione di una scettica nuragica, sarebbe una degna conclusione per questa stucchevole borromeide.

Luca

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78 commenti »

  1. C’e’ chi comincia con Santoro e Travaglio e chi per anni si presta a fare da megafono al governo del Cainano,quello che diceva che i pm erano come quelli della uno bianca.Ma si ridiamo facciamo i simpatici i leggeri.Caro Telese lei puo fare l’alieno ma non faccia il furbo.Non abbiamo l’anello al naso!

  2. E alle primarie dell Ulivo votano Faustino e oggi sostengono il rivoluzionario con la zeppola.A Telese e dillo che sei una talpa!Saresti ancora piu’simpatico.

  3. “Un match adrenalinico giocato sulla velocità e sull’effetto sorpresa.”

    Un match adrenalinico con uno sfigato come Minzolini? Che match…

    Ma si rende conto che la Borromeo puo’ apparire adrenalinica tra voi mummie ruffiane di giornalisti, ma e’ una ritardata dialettica rispetto ad una persona di media cultura e intelligenza?

  4. ORAMAI VOLANO GLI STRACCI !!! TELESE TI STAI SCONTRANDO CON I VARI ROBESPIERRE DI SINISTRA: SE VAI PER CERTI MARI….. SE VAI CON UN PIATTINO IN MANO FORSE TI RIPRENDONO IN QUALCHE GIORNALE DI DESTRA HAHAHAHA

  5. Luca, ammettiamo pure che BB sia una che fa bene il suo lavoro.
    Il problema è che non ci crede nessuno che sia finita lì dov’è così velocemente in base ai suoi meriti. E non ci crede nessuno che lei abbia fatto un percorso che chiunque altro avrebbe potuto fare.
    Ti dici di sinistra e poi ti arrampichi sugli specchi pur di non riconoscere e ammettere una disparità di trattamento e di opportunità che sono lampanti e che sono un prodotto delle differenze (e ingiustizie) di classe che chi è di scuola comunista come te dovrebbe combattere.
    Voi al Fatto assumete chi vi pare, per carità. Ma non ci venire a prendere in giro parlando di meritocrazia in questo caso. Almeno questo risparmiacelo.

    PS: sul fatto che la Borromeo sia di sinistra sorvolerei. Da quella posizione non si può, strutturalmente, essere di sinistra (a meno che per sinistra non si intenda qualcosa tipo PD…)

  6. Ma perché ci sono dubbi sul motivo per il quale la Borromeo o anche Giulia Innocenzi abbiano avuto un siffatto spazio nella trasmissione Anno Zero?
    Diciamo che essere di sinistra, un tempo, ha voluto dire anche e soprattutto il riscatto e la speranza di lavoratori, sfruttati o malpagati, ma anche meno sfruttati e meglio pagati. Oggi, purtroppo, succede che chi ha fatto zero porto zero(come si dice dalle mie parti)per le lotte dei lavoratori viene scambiato per sinistra, mentre bella migliore delle ipotesi è un radicale(nel senso ottocentesco del termine, un liberale di sinistra se preferite)…pieno di buoni valori quali laicità, libertà, uguaglianza. E se il caso, un bel sovrappiù di radicalità, che fa chic quando hai il didietro seduto e non lavoro sotto padrone. Scusate per la schiettezza

  7. Ps per Gregorio Samsa: pensa, io la penso come te, lavoro come impiegato e quindi si di che parlo, faccio anche attività sindacale…e sono del Pd…magari se lo chiedi a lei scoprirai che la Borromeo vota SeL…

  8. luca,luca…………………….ti sei tradito dicendo : “anche se” cognata di Yaki Elkann ……a me non importa nulla (come se fosse apriori un demerito per lei)…………………………….e’ questo che mi fa incazzare……………………………………………………appena diventano “compagni”……. vostri……
    allora” andrebbero conosciuti di persona per testimoniare la loro validita’.”……………………..

    secondo me la borromeo sarebbe stata in gamba anche senza andare da santoro e se non scrivesse al fatto………………………………………………gia’ma senza il consenso dei “papi” della sinistra chi l’avrebbe potuta “battezzare” fra i bravi ?
    La borromeo , credo, piu’ che una scelta politica ha fatto una scelta consapevole(per questo e’ intelligente); solostando dalla vostra parte ha potuto evitare l’epiteto di “velina”………………………..e questa la dice lunghissima sulla parola POTERE E CHI EFFETTIVAMENTE LO HA in questo paese………………………….altro che nobili….altro che i berlusconi (maldestri) di turno……………………………………………………………………………..
    Anche cordero di montezelo e’ “intelligente”, sicuramente piu’ furbo del cavaliere

    stavolta la puntura mi sa che fara’ un bel bollicino……….

  9. fra i cordero di montezemolo , gli intellettuali di sinistra ed i radical schic………………………

    ………………mi auguro proprio che la prossima volta il “popolo italico” sappia chi votare…………..

    …….se vorra’ sopravvivere e riconoscersi come “straniero in patria”………………

    ……………………………………questa puntura qui invece brucia ,anche.

  10. @ Francesco: non sono sicuro di aver capito.

    Ad ogni modo quella sul PD era una battuta per dire che di sinistra ormai hanno poco.

    Probabilmente la BB vota SeL. Non mi interessa molto a dire il vero. Volevo solo dire che a prescindere da chi possa votare faccio fatica a pensare che possa davvero stare dalla parte dei socialmente deboli. Per quanto mi sforzi, faccio proprio fatica. Ma questo prescinde dalle sue intenzioni e buona fede. Io sono di vecchia scuola e penso che se vieni da un certo strato sociale (soprattutto se vieni dalla nobiltà parassita) puoi stare a sinistra a parole ma gira e rigira nella vita ti ritrovi sempre dalla parte dei forti e dei privilegiati (cosa confermata dalla facilissima carriera giornalistica senza passare dalla gavetta di sconosciuti giornali locali, ad esempio). Insomma, questa cosa della contessina di sinistra mi fa un po’ ridere, mi dà un po’ fastidio e mi sa molto di facile senso di colpa del ricco (senso di colpa che però di solito si ferma alla fase retorica).

    Ma insomma, come ho detto prima, va bene così: BB ha un bel lavoro. Beata lei e che si faccia valere. Ma deve (e con lei Telese) avere la coerenza di ammettere di essere una dimostrazione vivente di quanto è stagnante, immobile e nepotistica la società italiana.

  11. @gregorsamsa

    ………….essere nobili e’ un privilegio nella vita reale, ma un grosso handicapp se ti affacci nel potere della informazione in italia anche se sei bravo; anzi e’ talmente “debole” la sua conditio in questo contesto
    che non poteva che trovarsi una “protezione”, cosi’ come ha fatto.E dove se non dalla parte dei piu’ forti?
    i deboli del volgo in questo caso proprio non ci “azzeccano” niente………caro/a ingenua

  12. Ma non la diseredano i borromeo una tizia del genere ?? Ha proprio dei parenti deficienti oppure che ammiccano luridamente a sinistra !! BOH lo sanno loro se ci sono o ci fanno . PARENTI BORROMEO SVEGLIATEVI !!

  13. Suvvia, la signorina Borromeo non è un problema così grave, probabilmente quando è stato fondato il Fatto si sono riunite persone “del giro”, che si conoscevano già (fra queste ex giornalisti dell’Unità), disposte a incamerare poco stipendio durante il lancio del giornale e di sicura fede “democratica” (cioè non Berluschini in incognito). Continuo con la mia ricostruzione di fantasia: al “giro” apparteneva e appartine anche la signorina Borromeo, che oltre ad aver lavorato per Santoro ha pure collaborato al libro “Italia Annozero” con Travaglio e Vauro, per cui mi avrebbe stupito se non l’avessero chiamata. Non credo dunque che la scelta sia caduta su di lei perché ricca o carina – semmai questo è avvenuto prima, quando la scelse Santoro (per intercessione di una zia?). Non credo insomma che sia stata raccomandata da qualche potente. Certo, qualche giornalista disoccupato, noto a Travaglio o a Gomez, che non è stato chiamato è rimasto all’inizio deluso, ma visti gli stipendi da fame alla fine non se n’è pentito. I mali del giornale sono secondo me altri (ne ho già fatta una lista in un altro post e non mi ripeterò). Mi piacerebbe che il giornale crescesse ancor di più, lasciando perdere i titoli strillati tipo quello sul parlamentare che menava alla moglie – che è vero, quindi notizia da dare, ma era una notizia molto vecchia e non c’entrava niente con l’attualità, che cioè questo signor nessuno abbia proposto di cambiare il primo articolo della Costituzione. Ora qualcuno si arrabbierà, ma tirare fuori questa notizia di anni fa (anche se – ripeto – mai data prima e quindi certamente nuova e da dare) e piazzarla addirittura in prima pagina mi è sembrata una strumentalizzazione della notizia a fini politici. O no?

  14. tutto il mondo parla del matrimonio piu chic del secolo e noi siamo costretti a parlare nelle solite trasmssioni di berlusconi e dei pruriti del suo popolino…(a proposito..anche Totti scrive sul corriere!)

  15. e che sia una morte indolore e “naturale”…a proposito che BOMBA sexy quella kate!!!)…

  16. non fate la guerra…
    fate l’AMORE CON KATE!!!!!!!!!!!!!!!

  17. @NSergio: era imbarazzante la prima di ieri, con tutto quel che accade il giornale apre a tutta pagina con la lettera di Celentano, provincialismo puro; le letterine dei vip mettono su un lato, ma chi cazzè Celentano? ma anche se fosse un premio nobel………

  18. @GREGORSAMSA: non tutti igli antiberlusconiani sono di sinistra; e Beatrice vota Grillo come il suo mentore; l’editoriale di Travaglio di oggi è uno spottone indecente per Grillo. Legittimo ovvio, però poi non puoi fare tutti gli editoriali dicendo che il PD è garanzia di vita per B, perchè sei solo velleitario. Dove sta l’alternativa? io non la vedo e pensare che i cittadini possano spazzare via un intera classe ,partiti compresi, per sostituirla con movimenti di cittadini puliti e onesti mi sembra puro delirio buono per aumetare solo le vendite di FQ. C’era un periodo che scriveva sempre” eh ma questi dell’opposizione non fanno casino in parlamento , ma che opposizione è, non tentano mai di sfiduciarlo”, ora ha smesso di scriverlo perchè s’è visto che più la battaglia la fai tosta e clamorosa e più bravo diventa l’avversario se la vince; che non vuol dire che non devi fare casino ma lo devi fare la dove puoi veramente avere una buona visibilità . Se noi facciamo della battaglia referendaria una questione di vita o di morte di B, nel momento in cui non si raggiungerà il quorum B potrà cantare vittoria a reti unificate. Facciamo di tutto per ottenerlo il quorum ma non impicchiamoci al risultato altrimenti facciamo solo un favore a B; ma per Travaglio questo non è importante, lui sotto B ci sta alla grandissima e per questo infondo lo preferisce alla sinistra.

  19. Virginia ormai è al delirio.

  20. @ Virginia: concordo completamente con il tuo giudizio sull’apertura di ieri con la lettera di Celentano, grande cantante e pessimo predicatore dell’ovvio. Non sono invece altrettanto d’accordo sul tuo giudizio su Travaglio. Non so per chi voti, so solo che ha sempre dichiarato di non essere di sinistra, ma Montanelliano (anche dal punto di vista politico, non solo del metodo giornalistico). Credo che la cosa che più lo interessi siano le leggi sulla giustizia, per cui si schiera di volta in volta con chiunque si opponga alle leggi Berlusconiane. Con il tempo ha cominciato a interessarsi pubblicamente anche di altre cose, come la legge elettorale, ma mi pare che il suo approccio alla politica sia passato attraverso la porta della cronaca giudiziaria più che per l’interessamento ai programmi di partito. A dire il vero, non mi pare un grande esperto di politica. Dai commenti che scrive, penso che lui stesso sia indeciso fra Di Pietro, Grillo e Fli; ma ho la netta impressione che i suoi “editoriali” siano onesti e legati alla situazione del momento e non manipolatori. Penso che questa sia la forza di Travaglio: non l’uso del suo archivio e non il grande coraggio di schierarsi apertamente, lucidamente e fortemente contro il blocco mafioso-piduista che governa l’Italia e controlla in gran parte anche il suo settore di lavoro, il giornalismo: penso che il suo punto di forza sia l’onestà intellettuale e la ricerca della verità senza se e senza ma, lo spietato uso della logica, il suo senso per l’opportunità e la legalità costituzionale. Alcuni l’accusano di arricchirsi tramite la sua Berlusconiomachia; ma immaginatevi il rischio a cui è sottoposto tutto il tempo, minacciato dalle querele a scopo intimidatorio dell’uomo più ricco d’Italia (e di molti altri ancora, politici, imprenditori, funzionari dello stato, etc.), probabilmente anche da minacce di tipo mafioso e terroristico, pensate all’opera di spionaggio compiuta nei suoi confronti dai servizi segreti, i continui tentativi di delegittimazione dal punto di vista mediatico addirittura nell’aula di Montecitorio. Ma riuscireste onestamente a sopportare una pressione così forte? E non dimenticate lo stress di lavorare non so a quanti progetti contemporaneamente, articoli in giornali e riviste, apparizioni e ospitate televisive, libri, convegni, spettacoli teatrali in giro per l’Italia. Penso che un carico di lavoro del genere debba venir premiato anche dal punto di vista economico, non vi pare? Se poi pensate che usi la “nicchia” dell’antiberlusconismo per arricchirsi, beh, allora da una parte fate i processi alle intenzioni senza tener conto del risultato (ottimo), dall’altra misconoscete che TUTTI coloro che lavorano hanno una nicchia di riferimento. Ma non mi sembra comunque che l’attività giornalistica di Travaglio si limiti all’antiberlusconismo – piuttosto è un giornalista anti-casta, e vista la penuria di firme importanti che svolgono questa funzione altrettanto bene, allora ben venga questa specializzazione di Travaglio. Scusate la lunghezza, spero che mi sia fatto capire.

  21. @ Virginia. Dimenticavo: sì, anche sul referendum ti do ragione, è stato un azzardo (di Di Pietro) farlo diventare così apertamente un referendum SU Berlusconi (e non solo sulla legge sul legittimo impedimento etc.). Raggiungere il quorum sarà difficilissimo, pensate solo a tutti gli elettori italiani all’estero che normalmente non partecipano alle tornate referendarie, e a tutti gli ultimi pessimi risultati degli anni passati (tranne quello del referendum costituzionale, che tuttavia non aveva un quorum minimo per essere convalidato). Inoltre è intellettualmente disonesto far passare per un referendum SU Berlusconi un’altra cosa (ci sono elettori di Berlusconi che dicono che il loro beniamino dovrebbe essere processato); fra l’altro, è illusorio pensare che, anche se la legge sul legittimo impedimento venisse abrogata dal voto popolare, ciò indurrebbe Berlusconi a dare le dimissioni. Quello se ne va in anticipo solo se lo sfiducia Parlamento o se lo vengono a prendere i Carabinieri. Per cui Di Pietro sta regalando a Berlusconi l’ennesima vittoria politica, e probabilmente lo sa, ma cerca di lucrare elettoralmente sul referendum perché teme un deflusso di voti verso Fli o verso SEL.

  22. @ NSergio, leggo Travaglio da 15 anni ininterrottamente quindi il mio non è un giudizio frettoloso ma un analisi che molti altri Travagliani condividono; io mica dico che lo fa per denaro, no è altro; è il suo modo di fare giornalismo di usare se stesso e il suo corpo come messaggio; Travaglio è una rockstar con un sound personale riconoscibile unico ed amato e venduto benissimo. Devi solo decidere se ti piace punto; a me piaceva poi mi ha stufato perchè mi sono resa conto che non eravamo più sulla stessa lunghezza d’onda; e bada bene che io lo apprezzavo ancor di più quando pestava la casta di sx anzi mi incantava quello, che qualcuno finalmente dicesse anche a questi: voi non siete diversi.
    Poi c’è stata piazza Navona nell’estate del 2008: Io c’ero, avevo speso 150 euro per andarci e tentare di organizzare un movimento che costringesse l’opposizione, il PD in primis, a rigare dritta e invece ho assistito all’esibizione di gente che voleva solo vendere i suoi prodotti, insultando tutto e tutti e fornendo all’opposizione un perfetto assist per dire: chi rappresentano questi? La svolta grillista mi ha fatto capire che a Travaglio non fotte nulla di nessuno: gli interessa cantare la sua canzone, venderla bene e passare alla storia per questo. Per mantenere questo livello di consenso deve tenere l’asticella molto alta: quando B non ci sarà più rischia di normalizzarsi, ecco perchè tutto deve diventare uguale a B, per poter continuare a suonare e vendere la stessa musica

  23. @ Antonio: senti capisco che tu sia capace di pensare solo con la testa degli altri (purchè famosi ) a condizione che ti dicano ciò che vuoi sentirti dire come un cagnolino che aspetta i bocconcini di manzo e scodinzola contento appena vede il padrone pregustando già la delizia; nè voglio rimandarti affanculo perchè essere maleducata non mi piace; però puoi farti un filo di cazzi e indirizzare i tuoi rutini da un’altra parte?

  24. Telese, prima di pontificare sulla Borromeo, prova ad informarti, ma non “in giro”, bensì sulle STRONZATE scritte sul tuo fichissimo FQ!

    La ragazza, su uno dei primi numeri del FQ, e in prima pagina, scrisse una gran cagata.
    Diciamo che inizialmente fosse solo un errore, che POI, grazie a Marcolino, si è rivelata cagata colossale.
    Il bello della faccenda infatti è che fu proprio Travaglio, noto matematico da mercatino rionale, a svelare l’arcano, ovvero la cagata colossale della Borromeo.
    E nel farlo, il Travaglio, con la sua consueta grazia letteraria, frutto di anni a contatto di Montanelli, blandì come IMBECILLI chi osava contestare l’articolo della pricipessina.

    Peccato che, come è semplice dimostrare, gli IMBECILLI sono proprio Travaglio e la biondina, che, non capendo entrambi un cazzo di statistica, ci rifilarono uno sfondone talmente grossolano che c’è ancora chi ride.

    L’avranno capito? Probabile, sono così intelligenti (lo dici tu)
    Si sono scusati? Manco per niente.
    E’ MAI apparsa una errata corrige sul FQ (giornale che riconosce SEMPRE i propri errori…. seee, sto par de balle)? Figuriamoci! Travaglio e la Borromeo che sbagliano, IMPOSSIBILE!

    A me della Borromeo come persona e giornalista non importa una sega, non ho alcun pregiudizio (dimostrabile leggendo il database “voglioscendere”, ora però oscurato dai casaleggi).
    Magari l’avesse scritto Stupazzoni Walter quell’ articolo del cazzo! Non cambiava nulla, almeno per me.

    Ciò che cambia è che sia tu che gli altri giornalai italioti (salvo rari casi) pensate di essere infallibili, e farvi notare le CAZZATE che scrivete equivale a lesa maestà.

    Vuoi conoscere i dettagli dell’ articolo?
    Prego, basta che chiedi.
    Farai l’indiano come al solito?
    Probabile.
    Avrai invece le palle di approfondire (era in prima pagina sul FQ cartaceo il titolo dell’articolo)?
    Prova a dare un’ occhiata sotto alla panza, magari le ritrovi.

    Non chiedermi/ti perchè ti insulto un po’, caro gabibbone, hai iniziato tu a farlo, io ti rispondo solo come meriti.

    Ciao defenestrato (Disegni dice che è andata proprio così, la corte gliel’ ha fatta il Trava amico tuo; no, sbagliai, Vicedirettore tuo è più pertinente)

  25. Io credo che durerà poco il finto furore proletario della Borromeo: quando si accaserà con il famoso fidanzato, si darà alla bella vita (come penso continui a fare tuttora) senza rompere l’anima a noi con le sue farse.
    Tra l’altro non è neanche una brava attrice, non è credibile e il fatto che sia (inutilmente) bella non cambia proprio niente: fosse stata una befana si sarebbe comunque attirata le stesse antipatie irritate da parte di quanti (tanti) che non ce la fanno, che sono rifiutati, che non sono pagati (come la poverina) ma – piccolo irrilevante dettaglio – non hanno il suo patrimonio o una famigliola come la sua blasonata alle spalle.
    I ricchi irritano, SOPRATTUTTO quando NON lasciano tutto e PRETENDONO di farci credere di spendersi sul serio per gli ultimi. Molto meglio che facciano la loro vita, a volte qualcuno di loro riesce anche a rendersi simpatico.

  26. Ho lavorato in un quotidiano e posso asserire che i giornalisti sono una vera e propria casta. Chiedete a qualcuno di loro se è mai andato a pranzo con un poligrafico (tutti quelli che lavorano in un giornale ma che non possono fregiarsi del “titolo”).
    Non ho letto i commenti precedenti, penso solo che purtroppo, sia in televisione che nella carta stampata, se hai i santi in paradiso fai strada. Ho militato in politica per moltissimi anni (ho iniziato nel PCI nel 1971) e devo dire che di queste “marchette” ne ho viste fin troppe e sapeste quanto bruciano quando vengono fatte da chi credi abbia un ideale tale e quale al tuo.
    No signori, la meritocrazia non è una parola che alligna nel vocabolario di moltissime persone, giornalisti compresi.

  27. il vero problema, più che la borromeo, è rappresentato dalle modalità di assunzione dei giornali italiani.

    Qualcuno parlava di “giro”. Ecco, chi non fa parte del giro, non ha amicizie altolocate è costretto a rimanere precario a vita, a lottare con altrettanti precari che invece di solidarizzare si fanno la guerra per collaborazioni da fame.

    E non dica, caro Telese, come fano molti suoi colleghi, che chi vale ha sempre una possibilità. Sappiamo benissimo che fine fanno i curriculum inviati ai giornali: cestinati senza nemmeno essere letti. In caso contrario qualcuno t contatta per strane proposte di collaborazione: “mi mandi l’idea per il pezzo che mi ha proposto, possibilimente con scaletta”… passano i mesi e la cosa non ha più seguito, salvo poi trovare pubblicato lo stesso pezzo, con qualche variazione, a nome di un altro.

    In un sistema davvero democratico le assunzioni potrebbero anche essere regolate da annunci, da bandi pubblici. di certo non eliminano il nepotismo, ma almeno danno a tutti almeno l’illusione di avere una possibilità. soprattutto a chi è iscritto da secoli a un ordine professionale, pagando ogni anno una quota inutilie che non garantisce alcuna tutela.

    Tutti i siti dei giornali stranieri hanno una sezione lavoro con l’elenco delle cosiddette “vacancies”, persino un colosso come il New York Times. In Italia una cosa del genere sarebbe impensabile… il più delle volte è un’impresa anche solo fare domanda per sostituzione estiva e/o maternità.

    Sarebbe auspicabile che chi predica bene, ogni tanto facesse seguiri i fatti alle parole…

  28. La borromeo è bona….
    La fate troppo lunga e sofisticata……

    E’ un’igenista oftalmica che i bravi giornalisti del fatto si concedono….

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