Dicono di me

18 Dicembre 2007
Telese, Tetris & Cosa rossa

Telese interviene nella discussione su ‘Tetris’ e ‘Cosa Rossa’ avviata sul blog "Moltitudini".

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Perdonatemi, ma mi piacerebbe aggiungere due commenti su Cosa Rossa e Luca Telese.
Parto dal secondo, visto che Luca Telese sono io. Mi fa molto piacere, ovviamente, quello che scrive "Moltitudini" (anche se non ho il piacere di conoscerlo). Se non altro perchè leggendo senza pregiudizi si è avvicinato molto a quello che io sono. Ovvero un ragazzo cresciuto nel Pci, un comunista italiano (non nel senso del Pdci) convinto che la Svolta della Bolognina abbia prodotto uno sfacelo epocale e distrutto o sterilizzato una intera classe dirigente. Il fatto che qualcuno possa ipotizzare che io sia cresciuto nella "destra sociale" penso che derivi solo dal fatto che io lavoro a Il giornale e che abbia scritto un libro sulle vittime di destra degli anni di piombo (ma se lo si legge davvero, poi, si capirebbe agevolmente che non è un libro revisionista, anzi).
Immagino, dal tono brillante di questo sito che voi siate ipercritici quanto me con la sinistra istituzionale. Ma ovviamente siccome non lavorate a Il Giornale non pensate che potreste essere considerati "di destra" per uqello che dite, o scrivete di Fassino o di D’Alema……
Allora voi mi chiederete: "Ma se sei di sinistra perchè mai lavori a Il Giornale?". Ricordo un sorriso fantastico di Peter Gabriel quando gli chiesero, mentre presentava il suo (bellissimo) PG III : "Ma perchè hai lasciato i Genesis?". E lui, con un sospirone: "Ah! Nessuno mi aveva mai fatto questa domanda"…. (scherzo). In fondo è semplice. 1) mi hanno chiamato loro, e mi hanno rispettato nel muio lavoro e nella mia identità. 2) Per quanto vi possa sembrare strano (ma leggendovi non credo, perchè mi sembrate gente che capisce la complessità) se sei un giornalista di sinistra critico con la lsinistra ufficiale ti fanno la vita molto più difficile in un giornale di sinistra che in uno di destra. Esempio di oggi: io trovo vergognoso – ha ragione moltitudini, basta vedere Tetris per capirlo – il voltafaccia della giunta romana per le unioni civili: prima messe nel programma, poi annacquate per quieto vivere con le gerarchie vaticane, e poi addirittura cancellate dopo un corsivo di Avvenire!. Ho grande simpatia umana per Veltroni, ma lui e la sua giunta si sono adeguati ad un ordine del vicariato, punto. Bene, l’unica intervista di dissenso su questo, quella di Luxuria, oggi la faccio io, e proprio su Il Giornale). Vorrei che fosse il contrario, ma putroppo è così. C’è molta aria da "non distrurbate il manovratore". Non pretendo di dire che nessun altro può, perchè io sono un primo della classe. Vorrei provare a spiegare che di questi tempi la libertà di stampa è un bene molto a rischio, ed è una condizione molto soggettiva. Io, storicamente, mi sono conquistato i miei spazi in questo modo, qui. Magari altri non lo farebbero mai, qualcuno la considererebbe una cosa sbagliata, io sono contento di poter pubblicare oggi una intervista così. Tutto qui.
E qui vorrei aggiungere una cosa sulla cosa (rossa). Ce n’è un grandissimo bisogno, ma il "soralellismo" di Bertinotti (io lo chiamo così, Bertinotti direbbe forse "imborghesimento") è uno dei problemi più grossi. Da vero Caudillo, quando ha lasciato la segreteria, Fausto ha imposto a fare il segretario Franco Giorrdano, che io conosco dai tempi di una comune militanza nella Fgci, e che considero una delle persone più oneste e perbene della politica italiana. Putroppo è assolutamente inadeguato al ruolo e quel partito – che ne deve metrtere insieme quattro – non si può fare senza un leader. Se Bertinotti non fosse "soralellizato" (non da sorel ma dalla "sora lella", suo moglie, grande costrutttrice di salotti e relazioni vipparole) lui dovrebbe dimettersi da Montecitorio, e dire: "Faccio una scelta di servizio". Sarebbe un trionfo, anche mediaticamente. Ma siccome lui non lo farà mai (lo vedo molto prgioniero del fascino del cerimoniale di Montecitorio) credo che l’ultima speranza sia Nichi Vendola. Altrimenti – temo – resterà un cartello che non quaglia e saranno guai per tutti, anche per chi non è di sinistra – lo dico berlinguerianamente – ma dalla sinistra è stato difeso in questi anni.
Luca

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Di seguito il post di ‘Moltitudini’:


TETRIS, Luca Telese
Se fossimo superificiali, io e la gran parte di chi passa da questo blog, dovremmo considerare Luca Telese un personaggio degno di disistima. Scrive su "il giornale", ha collaborato con Buttafuoco a "l’Italia settimanale", dirige una collana di libri,  "le radici del presente", per la Sperling & Kupfer", (QUI la mia recensione de "la fiamma e la celtica") che dedica molto spazio alle vicende della destra radicale (ma che ha anche pubblicato "non lavate questo sangue", il libro della De Gregorio sul luglio 2001).
Insomma, è uno di destra, si direbbe.
In realtà Telese ha una biografia professionale giovane ma controversa, che lo rende un personaggio poco inquadrabile, un gogliard-anarco-individualista del gionalismo politico.
La collana "le radici del presente" è, secondo me, una fonte di studio importante per guardare i fatti che stanno nel nostro recente passato. E’ un ottimo lavoro editoriale.
Telese conduce TETRIS, su LA7, il venerdì alle 24 circa.
Nell’ambito della pochezza della tv, guardarla sempre meno non può che essere in generale un fatto salutare, TETRIS rappresenta uno degli spazi più interessanti (o meno pessimi, come vi pare) dell’informazione politicocatodica.
Un videogioco: perchè la politica di palazzo non è una cosa seria, e va tenuta d’occhio con sguardo critico, interessato ma divertito e distaccato.
Il programma ha un registro sbarazzino ed ironico, non c’è spazio per l’approfondimento, per tempi ed impostazione.
La conduzione è dissacrante e, sopratutto, non genuflessa. Non parliamo insomma di un Floris, che nel tempo libero, per volontariato,  fa il comodino od il poggiapiedi a casa di Bersani.
Quel tempo che dovete per forza dedicare alla TV, sempre come ultima ratio -si intende – è meglio dedicarlo a programmi così.
Chi avesse guardato Tetris venerdì scorso,  e visto Telese per la prima volta, avrebbe ritenuto incredibile che egli scriva su "il giornale".

Per fortuna che eventualmente per leggerlo c’è internet, sennò a volte toccherebe comprarlo e – per evitare fraintendimenti – nasconderlo tra i giornali porno.

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  1. Sto provando a commentare ma mi da “errore”…

  2. Ah, ora funziona.
    Non voglio rubarti tempo, mi piacerebbe che mi dicessi-anche via mail e non pubblicamente-che pensi del caso Luttazzi.
    Io ho scritto un post, quello dal titolo “il comune senso”, nel mio blog.
    Ti ringrazio per avermi citato qui, e copio la risposta che ti ho rivolto da me.
    ciao.

  3. Niente….ho problemi a commentare..mi da continuamente errore.
    :( Se vuoi legger la risposta, ti tocca ripassare da me.
    Ciao e buon lavoro.

  4. Mi sorge un dubbio..ma non che questo tuo intervento anche pubblicato su ” il giornale” cartaceo??

  5. stiamo sistemando. scusate il disagio.

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