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5 luglio 2010
“Il libro più sgradito al governo dopo la Costituzione”

Spinoza.it è il blog satirico più seguito sulla Rete che ogni giorno, col box Cattiverie arricchisce di irriverenza e satira pungente la prima pagina de Il Fatto Quotidiano. «All’inizio – ammette candidamente Stefano Andreoli – non avevamo la minima intenzione di fare un blog di satira» ma poi l’intuizione geniale di “aprirsi” al web ha fruttato una continua, giornaliera, collaborazione con numerosissimi utenti – nel libro Spinoza. Un libro serissimo (Aliberti editore; pp. 240; €12) sono oltre seicento quelli citati – «che dimostra – prosegue Stefano – una crescente domanda di vera satira, dato che lo scettro di paladini della satira italiana oggi é in mano a personaggi irrilevanti». Spinoza.it nacque nel 2005 “da una costola di Alessandro Bonino” e ogni giorno ribadisce come si possa, si debba scherzare su ogni tema, anche su cose serissime, riprendendo il titolo stesso del libro e andando incontro anche alla censura di Facebook. Come sapeva bene Voltaire, la satira più affilata deve saper far ridere ma anche riflettere: «Se prima c'era la realtà, e c'era una satira della realtà – afferma Alessandro – ora la realtà è divenuta una satira della satira, e la satira è divenuta una satira della satira della satira. Il mondo è complesso». Un libro da leggere e ri-leggere, da aprire a caso o seguendolo pagina dopo pagina, cominciando dalla prefazione di Marco Travaglio («Appena leggo una battuta della banda di Spinoza.it, finito di leggere m’incazzo con me stesso perché avrei voluto inventarla io») sottolineando il dono degli autori di partire dalla realtà, dai fatti, per sottolineare gli aspetti comico-grotteschi della nostra società.

Com'è nato Spinoza.it e come mai avete scelto questo filosofo come riferimento della vostra satira irriverente?
Stefano Andreoli: «Spinoza.it nasce nel 2005 da un'idea di Alessandro, io sarei arrivato qualche tempo dopo. Quel che so e' che all'inizio non c'era la minima intenzione di farne un blog di satira, per cui possiamo ammettere candidamente che un motivo vero non c'e'. Il bello e' che altri, col tempo, si sono scomodati a trovare molteplici spiegazioni, peraltro tutte plausibili, sul perché Spinoza si chiami cosi'. Una volta ci ha scritto una studentessa di liceo chiedendoci lumi in merito, visto che il suo professore di filosofia le aveva assegnato come compito proprio di spiegare perché avessimo scelto il nome Spinoza per il nostro sito. Le abbiamo risposto che non lo sapevamo neanche noi.
Alessandro Bonino: «Spinoza era mio zio, mi è sembrato naturale intitolargli il blog. È da lui che ho imparato a molare le lenti, attività che pratico a tutt'oggi nei ritagli di tempo. È rilassante».

La vostra satira riguarda la stretta attualità, soprattutto il mondo politico. Come procedete? C'è una lettura attenta dei quotidiani mattutina, seguite i lanci Ansa…o guardate solo il TG1?
S. A.: «Innanzitutto ti ringrazio per avermi ricordato che esistono ancora i giornali di carta. Allo stato delle cose, le news sono raccolte (generalmente sui vari quotidiani e agenzie online) dagli utenti del forum, che aprono le discussioni su cui poi chiunque può inviare battute o raffinare quelle altrui. Il Tg1 resta comunque un mezzo insostituibile per renderci conto dello stato in cui siamo ridotti. A differenza degli altri Tg non ha la versione per non udenti perché i non udenti hanno detto che va benissimo così.
A.B.: «Come saprai, ciò che compare sul blog deriva dal forum, dal laboratorio, in cui le battute sono pubblicate anche diverso tempo prima. Quel che è importante sottolineare è che le battute vengono concepite inventando dei fatti strampalati e ragionando sulle possibili conseguenze. Non riesco a capire come poi le cose succedano davvero. E ci superano sempre».

Oggi qual è lo stato di salute della satira italiana. Credo sia stato Travaglio ad affermare che con una classe politica così, era ovvio che il Bagaglino chiudesse..
S.A.: «Per forza. Guarda Berlusconi. Col tempo, i fatti che lo riguardano hanno superato qualsiasi sua possibile caricatura. Idem per Bossi, Calderoli, Borghezio. Dall'altra parte invece c'e' una sinistra che da' pochissimi appigli a chi vive di parodie: anche a voler
esagerare il nulla, sempre nulla resta».
A.B.: «In realtà c'è un grande abbaglio. Credo che in qualche momento del tempo sia avvenuta una sostituzione. Se prima c'era la realtà, e c'era una satira della realtà, ora la realtà è divenuta una satira della satira, e la satira è divenuta una satira della satira della satira. Il mondo è complesso».

C'è un bavaglio (o un auto-bavaglio) anche nel mondo della satira secondo voi?
S.A.: «Molta gente crede che non si possa scherzare su certi argomenti. Su certi altri pensa sia noioso e poco interessante. Su altri ancora non conviene, perché non ti concedono un palcoscenico per poterti esprimere. Così quella che ci spacciano per satira oggi é, un pò per indolenza e un pò per convenienza, una versione appena più raffinata del bagaglino, e lo scettro di paladini della satira italiana é in mano a personaggi irrilevanti. Eppure il numero di ottimi contributi che arrivano quotidianamente a Spinoza, e il successo crescente del sito, dimostrano che c'e' una domanda di satira non indifferente. Peccato che chi la sa fare davvero sia lontano dalla tv e dagli altri palcoscenici importanti (non ce ne sono, c'e' solo la tv, dico così per dire).
A.B.: «A me piace molto scherzare sui morti. Anche su quelli ancora vivi, che sono morti e non lo sanno. C'è pieno di morti in giro, facci caso. Fanno anche un po' ribrezzo».

In chiusura, non posso non chiedervi una battuta ciascuno per i nostri lettori…
S.A.: «Proprio oggi Facebook ha rimosso dalla nostra pagina una battuta che diceva 'In Niger muore un bambino ogni quattro secondi. Del resto si sa che i negri hanno il ritmo nel sangue'. Ecco, magari questa battuta non farà ridere, magari potrà disturbare qualcuno, ma secondo me c'e' dentro tutta l'essenza di Spinoza. Usare in chiave comica un luogo comune un pò becero (i negri hanno il ritmo nel sangue) per evidenziare una situazione drammatica che va avanti nell'indifferenza di tutti. Qualche imbecille evidentemente ha visto
un'accezione negativa o razzista nella battuta, e così eccola sparita da Facebook. In realtà e' proprio quel che vogliamo stigmatizzare. Anche il termine 'negro' ha un suo senso, se metti 'nero' la frase fatta salta, diventa debole e implausibile. E' come se uno scrittore
facesse dire a un suo personaggio 'omosessuale di merda' invece che 'frocio di merda', che non ha nessuna credibilità, perché la dizione 'omosessuale' implica un'accettazione della condizione che il personaggio, evidentemente, non ha. Ma tu forse volevi solo una battuta».
A.B.: «Scusami, non faccio battute dal 1994, e già anche allora facevano poco ridere. Però se vuoi ti posso consigliare un libro che si chiama Spinoza. Ne dicono un gran bene».


Francesco Musolino

 

4 commenti »

  1. Luca finalmente ieri sera con Brunetta hai parlato più di Luisella !

  2. un saluto fraterno a Luisella che oltre ad essere la migliore “professionista di la sette” è senza dubbio anche la migliore professionista “di letto”…

  3. Sono felicissimo che Luca Telese, che ho avuto il piacere di conoscere a Marsala, consigli la mia intervista!

  4. Ho letto l’articolo su Spinoza intitolato: il libro più sgradito al governo dopo la Costituzione. Volevo dire solo questo: Francesco Musolino salverà il mondo.

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