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31 agosto 2007
L’inchiesta de L’Espresso
DA AFFITTOPOLI A SVENDOPOLI, LO SCHIFO E’ BREVE:
CASE REGALATE ALLA CASTA

VELTRONI: 190 METRI IN CENTRO PER 377 MILA EURO –
A CASINI-MOGLIE UNA PALAZZINA

A MARINI DUE PIANI DI UNA PALAZZINA AI PARIOLI –
MASTELLA HA BEN 5 APPARTAMENTI


Marco Lillo per “L’espresso” (ha collaborato Laura Venuti)

Ci sono ministri e leader di partito, ex presidenti del Parlamento e della Repubblica, magistrati e giornalisti. La nazionale dell’acquisto immobiliare scontato è talmente vasta e assortita che ci si potrebbe fare un ottimo governo di coalizione. Si va dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ai presidenti della Camera e del Senato del primo governo Prodi: Luciano Violante e Nicola Mancino.

Dalla famiglia del presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini a quella del ministro della Giustizia Clemente Mastella passando per la figlia del deputato di An Francesco Proietti. C’è il candidato leader del Partito democratico, Walter Veltroni e il presidente del Senato Franco Marini. Non mancano la Borsa, con il presidente della Consob Lamberto Cardia e il mondo del lavoro con il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. C’è il senatore Udc Mario Baccini e il responsabile della Margherita in Sicilia Salvatore Cardinale. Situazioni diverse tra loro che talvolta convivono nello stesso palazzo.

Prendiamo lo stabile Inpdai di via Velletri, a due passi da via Veneto. Al primo piano la moglie di Walter Veltroni ha comprato più o meno allo stesso prezzo pagato dall’ex sottosegretario Marianna Li Calzi che abita al quarto. Ma le due storie sono diverse. Li Calzi ha ottenuto il suo attico alla vigilia della svendita a seguito di una discussa procedura pubblica. Veltroni invece è nato nelle case dell’ente previdenziale dei dirigenti. L’Inpdai aveva affittato sin dal 1956 un appartamento al padre, dirigente Rai. Nel 1994 i Veltroni restituirono all’ente i due alloggi nei quali vivevano Walter e la mamma per averne in cambio uno più grande, il famoso primo piano di via Velletri da 190 metri quadrati che nel 2005 è stato acquistato dalla moglie del sindaco, Flavia Prisco, per 373 mila euro. Il prezzo è basso per effetto non di un’elargizione personale ma per il meccanismo degli sconti collettivi concessi a tutti allo stesso modo.

Altra cosa ancora sono gli acquisti delle case dell’Ina ora finite a Generali e Pirelli. Questi colossi privati in alcuni casi si sono comportati come spietati alfieri del libero mercato. Altre volte hanno fatto prezzi bassi per blocchi di appartamenti  finiti poi a famiglie dai nomi noti come Mastella e Casini. Scelte discutibili per società quotate in Borsa come Pirelli e Generali che dovrebbero puntare solo al profitto e che, evidentemente, hanno pensato di fare gli interessi dei propri azionisti cedendo appartamenti ai politici e ai loro amici a valori bassi.

Insomma, ci sono differenze radicali tra venditore privato e ente pubblico ma anche all’interno delle due categorie. Se non bisogna far di tutta l’erba un fascio però ci sono due cose che accomunano i protagonisti della nostra inchiesta: sono potenti che hanno pagato troppo poco ieri per l’affitto e oggi per l’acquisto. Inoltre nella maggioranza dei casi in quegli immobili sono entrati grazie a conoscenze, entrature e amicizie. Questa disparità di trattamento con i comuni mortali non è una novità. Emerse con violenza populista nel 1996 durante il primo Governo Prodi grazie alla campagna “Affittopoli” de “il Giornale” di Vittorio Feltri.

Oggi quegli stessi immobili affittati dieci anni fa ad equo canone sono stati svenduti definitivamente e il privilegio è stato reso eterno. Per fare qualche esempio: Lamberto Cardia, presidente Consob, pagava 1 milione e 100 mila lire al mese di affitto nel 1996 e ha comprato nel 2002 a 328 mila euro 10 vani e due posti auto a due passi dal Palaeur. Maura Cossutta, onorevole dei Comunisti Italiani, pagava 1 milione e 50 mila lire allora e compra nel 2004 quattro camere, due bagni e balconi a due passi da San Pietro a 165 mila euro. Franco Marini pagava 1 milione e 700 mila lire allora e compra nel 2007 a un milione di euro due piani ai Parioli. A rendere “svendopoli” ancora più odiosa di “affittopoli” c’è il peggioramento drastico del mercato della casa.

Il trattamento di favore diventa un’offesa insopportabile per chi è costretto a combattere ogni giorno con l’ufficiale giudiziario che vuole sfrattarlo. Per capire “svendopoli” bisogna iniziare il nostro viaggio da via Clitunno, nel quartiere Trieste. In questa strada immersa nel verde, ci sono due palazzi che facevano parte del patrimonio Ina-Assitalia e che rappresentano bene il confine tra i sommersi e i salvati delle dismissioni. Lì abitava, prima della separazione, Pier Ferdinando Casini con la prima moglie Roberta Lubich e le due figlie minorenni. Nello stabile accanto abitava una coppia di dipendenti Assitalia: Davide Morchio e la moglie Maria Teresa.

Negli anni Novanta le famiglie Morchio e Casini sono uguali: entrambi inquilini delle Generali, pagano un canone basso e sperano di poter comprare l’appartamento con lo sconto. Poi arrivano le vendite tanto attese e l’uguaglianza svanisce: la famiglia Lubich-Casini rileva a prezzi di saldo tutto il palazzo. Morchio insieme ad altre 19 famiglie deve andar via. Nessuna offerta per lui dalla nuova proprietà, che per ironia della sorte è Caltagirone, il nuovo suocero di Casini. Gran parte degli inquilini, come l’ex ministro verde Edo Ronchi che può permettersi di comprare lì vicino, lascia il campo. La famiglia Morchio invece resiste all’ufficiale giudiziario che chiede l’intervento della forza pubblica. «Abbiamo un contratto che ci dà il diritto di prelazione», spiega Davide Morchio, «ed è stato ignorato. Nel palazzo vicino hanno potuto comprare a prezzi di favore. È un’ingiustizia».

Anche l’immobile dove vive la prima moglie di Casini è stato ceduto in blocco ma con una procedura atipica. Ha comprato a un prezzo basso, 1 milione e 750 mila euro, la Clitunno Spa, società creata appositamente da un manager bolognese di area Udc, amico di Casini e della prima moglie. Si chiama Franco Corlaita e ha già rivenduto tutto. Indovinate a chi? Alla famiglia Lubich. Nel novembre del 2006 la mamma di Roberta compra per 586 mila euro il secondo piano. Ad aprile del 2007 la prima moglie di Casini compra il piano terra, a 323 mila euro. Passano due mesi e il 21 giugno scorso l’operazione si chiude con la cessione alle due figlie minori di Casini del terzo piano (306 mila euro per 5 vani catastali) e del primo piano (8,5 vani per 586 mila euro).

Casini partecipa all’atto (mediante un procuratore) in qualità di genitore anche se il notaio precisa che paga tutto la moglie. Per convincere il giudice tutelare ad autorizzare la stipula dell’atto, i genitori presentano una perizia da cui risulta che l’acquisto è “molto conveniente”. Generali non fa una piega. Inutile dire che gli inquilini del palazzo vicino sono infuriati e ipotizzano una simulazione dietro questo strano giro. Nella sostanza, dicono, la famiglia Casini ha comprato con lo sconto e noi no. Alla beffa contro i vicini, si aggiunge quella agli inquilini, senza alcuna distinzione di rango. Al primo piano del palazzetto Lubich-Casini vive in affitto Roberto Barbieri, senatore del centrosinistra e presidente della Commissione parlamentare sui rifiuti. Paga un canone di ben 3 mila euro ma è stato trattato come gli altri. Nessuno gli ha detto che il suo appartamento è diventato della figlia di Casini. Nessuno gli ha proposto l’acquisto a 586 mila euro. Con tremila euro al mese avrebbe potuto accendere un mutuo per comprare. Invece a maggio del 2008 dovrà lasciare.

Anche il caso della famiglia Mastella dimostra che non sempre le società private sono così cattive. Il ministro della Giustizia abita all’ottavo piano di un palazzo sul lungotevere Flaminio che ha fatto la stesa trafila di quello di via Clitunno. Da Ina-Assitalia a Initium, società di Pirelli e Generali. Initium è proprietaria anche dei condomini di via Nicolai alla Balduina, dove abita l’ex ministro Baccini e di via Visconti a Prati, dove vive Francesco Cossiga. Gli inquilini di questi palazzi non sono stati trattati come quelli di via Clitunno. Stavolta Initium ha concesso prelazione e sconto. Così nel 2004 Baccini ha comprato la sua reggia da 15 vani, due terrazze e 4 bagni per 875 mila euro e Cossiga è diventato proprietario di casa, soffitta e magazzino per 710 mila euro.

Nel caso di Mastella però Initium ha fatto di più. Il 3 dicembre del 2004 nello studio del notaio Claudio Togna (dell’Udeur anche lui) c’era una riunione familiare. I Mastella al gran completo facevano la fila per stipulare atti e il povero Togna sfornava atti come una pizzeria di Ceppaloni. Sandra Mastella ha comprato l’appartamento dove dorme il marito e si è impegnata a prendere la residenza lì per ottenere le agevolazioni fiscali. Per lei un ottimo affare: 500 mila euro per un appartamento che include una veranda abusiva (condonata) e la terrazza su tre lati che guarda il Tevere e Monte Mario dall’ottavo piano. Subito dopo la moglie del ministro ecco arrivare i figli Elio e Pellegrino. Comprano altri quattro appartamenti, due a testa. I prezzi erano davvero allettanti. A Pellegrino vanno il primo piano da 4,5 vani per 175 mila euro e altri 6 vani al quarto piano per 300 mila euro. Va ancora meglio al fratello che si accaparra un terzo piano con 5,5 vani per soli 200 mila euro e un miniappartamento con ingresso, camera, bagno e terrazza a livello per 67.500 euro, nemmeno il costo di un box in periferia. Le case sono state pagate in gran parte grazie ai mutui concessi da San Paolo (400 mila euro alla moglie) e Bnl (un milione e 100 mila euro ai figli che dovranno versare una rata mensile di 6.430 euro). E che nessuno vada in giro più a dire che Initium è cattiva con gli inquilini.

Anche Francesca Proietti, socia di Daniela Fini e figlia di Francesco, deputato di An e braccio destro di Gianfranco, ha comprato un appartamento a un prezzo d’occasione: 267 mila euro per un secondo piano con terrazza su tre lati, salone e due camere all’Eur. Sempre dal patrimonio ex Ina arrivano  gli immobili di Nicola Mancino e Luciano Violante. L’ex magistrato torinese ha pagato con la moglie 327 mila euro nel 2003 un gioiello incastonato tra i Fori Imperiali e piazza Venezia: due terrazzette, tre livelli e una settantina di metri quadrati coperti. Nicola Mancino ha comprato insieme alla figlia Chiara nel 2001 una dimora da 10 vani più una soffitta autonoma su Corso Rinascimento, a due passi dal Senato per 1 miliardo e 550 mila lire del vecchio conio.

Sempre dal gruppo Pirelli Giuliano Ferrara ha acquistato l’appartamento ex Ina da 7,5 vani in piazza dell’Emporio al Testaccio nel palazzo che un tempo veniva chiamato “il Cremlino” per l’alta percentuale di comunisti. Ferrara, che un tempo tuonava contro De Mita per il suo affitto a Fontana di Trevi, ha rilevato un sesto piano con terrazzo a 890 mila euro. Molto più bassi i prezzi praticati dagli enti previdenziali. Grazie al doppio sconto (30 per cento più 15 a chi compra tutto il palazzo) le parlamentari Franca Chiaromonte e Maura Cossutta hanno stipulato un atto collettivo per due appartamenti in via della stazione San Pietro rispettivamente per 113 mila e 165 mila euro.

Notevole anche il caso di Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl ha conquistato nel 2005 un grande appartamento dell’Inps al sesto piano in via del Perugino, nel cuore del quartiere Flaminio: otto vani a 201 mila euro. Con quella cifra in zona si compra solo un garage. L’anno scorso ha fatto il colpo del secolo anche l’ex ministro e deputato della Margherita siciliana Totò Cardinale. In via degli Avignonesi, una strada bellissima tra il Tritone e via Veneto, ha messo le mani su un terzo piano da otto vani con affaccio su via delle Quattro Fontane : un gioiellino da due milioni sul mercato libero portato via per 844 mila euro. L’ultimo è stato Franco Marini.

Il presidente del Senato ha stipulato il rogito il 23 aprile scorso. Un milione di euro per aggiudicarsi la casa assegnata alla moglie dall’Inpdai in via Lima: due livelli per 14 vani nel cuore dei Parioli. Se Marini è il politico che ha pagato il prezzo più alto (per una casa che vale comunque il doppio) l’oscar del rapporto qualità-prezzo spetta al senatore Udc Francesco Pionati. L’uomo che ha sfornato per anni pastoni per i telespettatori del Tg1 ha comprato un attico e superattico da favola in via Traversari. L’appartamento è aggrappato alla collina di Monteverde ed è affacciato su Trastevere. Grazie al solito doppio sconto ha speso un’inezia. L’allora mezzobusto del Tg uno aveva fatto ricorso al Tar per ridurre ulteriormente la valutazione e in Parlamento gli amici dell’Udc avevano presentato pure un’interrogazione parlamentare per contestare il prezzo esorbitante: 509 milioni di lire nel 2001 per 10 vani con doppia terrazza. Sì, un prezzo veramente scandaloso.

QUEI FIGLI DI PAPÀ IN VIA ARENULA
Il motto dell’Udeur è “la famiglia prima di tutto”. Clemente Mastella lo ha applicato alla lettera quando si è trovato di fronte a una grande occasione: acquistare a un ottimo prezzo l’appartamento che ospita la redazione del giornale del partito. Invece di intestare tutto all’Udeur, il segretario ha preferito far comprare alla società dei figli, Elio e Pellegrino. Permettendo loro un vero affarone. Se vendessero oggi potrebbero incassare una plusvalenza da un milione di euro.

Tutto inizia il 7 aprile del 2005 quando il consorzio che cura le vendite dell’Inail scrive all’Udeur, in qualità di inquilino, per offrirgli di acquistare l’appartamento dove ha sede il giornale del partito al prezzo di un milione e 452 mila euro più Iva. Prendere o lasciare. Mastella prende e fa bene. Stiamo parlando del quarto piano di Largo Arenula 34, pienissimo centro con affaccio su Largo Argentina. Un appartamento quasi identico, al primo piano dello stesso stabile, è stato ceduto nel 2006 dall’Inail a 1,4 milioni ed è stato rivenduto nel 2007 per 2 milioni e 350 mila più 100 mila euro di commissioni. La letterina che offre l’acquisto all’Udeur equivale a un assegno circolare che andrebbe incassato subito. La prelazione spetta al partito, che è intestatario del contratto di locazione. Stranamente invece l’Udeur comincia un balletto di sigle e lettere.

Prima sembra che acquisti “Il Campanile nuovo” la cooperativa che edita il giornale. Poi invece acquista la società “Il campanile Srl”. Tra le due c’è una bella differenza. Nel lontano 2001 anche “Il campanile Srl” era la casa editrice del quotidiano ma ora, a dispetto del nome, è diventata qualcosa di ben diverso. Dopo aver incassato 480 mila euro di contributi per coprire i costi affrontati per il quotidiano nel 2000-2001, ha ceduto il campo alla cooperativa, come vuole la nuova legge. La srl “Il campanile” sembrava destinata alla rottamazione quando Clemente Mastella la ricicla per comprare l’appartamento di largo Arenula. L’atto doveva essere fatto entro ottobre del 2005 ma prima di firmare il segretario cambia opportunamente i connotati alla società. Il Campanile, diventa una società della sua famiglia.

Prima era intestata a Tancredi Cimmino, l’ex tesoriere che nell’aprile del 2006 si candida con Di Pietro e viene trombato. Dopo le elezioni, nel maggio del 2006, Cimmino cede tutto a Clemente Mastella (che già aveva un 10 per cento della società). Pochi giorni dopo il ministro della Giustizia gira le quote ai figli, Pellegrino ed Elio. Ora tutto è pronto per il grande acquisto. Il 10 luglio 2006 finalmente la società dei Mastella compra l’appartamento al quarto piano. Non basta. La srl cambia oggetto e si trasforma da semplice società editrice in azienda a tutto campo che può occuparsi di giornali ma anche di acquisizioni immobiliari, pubblicità, import-export, ristrutturazione di casali, attività turistiche e finanziarie. Poi muta anche il nome: ora si chiama “Servizi e Sviluppo”.

Una volta acquisita la sede, addio Campanile. Oggi i figli di Mastella sono proprietari dell’appartamento e il giornale (che aveva più diritto di loro a comprare) è solo l’inquilino. Alla fine di questo giro tortuoso sono due le cose che sorprendono: una società finanziata dallo Stato con 480 mila euro nel biennio 2000-2001 per editare la testata del partito è diventata nel 2006 l’immobiliare privata dei figli del leader, scavalcando ogni distinzione tra interessi pubblici e affari privati che, anche in un partito a conduzione familiare, dovrebbe restare sacra. Inoltre la società di Pellegrino ed Elio ha fatto l’affare della sua vita grazie alla rinuncia del partito di papà a esercitare un suo diritto. «Non c’è nulla di strano», dice il tesoriere dell’Udeur Pierpaolo Sganga, «l’acquisto è stato fatto senza alcuno sconto e senza alcun favoritismo, seguendo rigorosamente le procedure stabilite».

Sganga annuncia che il partito sta per concludere un secondo colpo, ancora più grande, nello stesso palazzo. Anche i due appartamenti del secondo piano che ospitano la sede nazionale dell’Udeur presto saranno venduti all’inquilino. Un affarone che vale il doppio di quello già concluso: sono 21 vani contro i 9 dell’appartamento del quarto piano. Stavolta chi comprerà? Dalle carte depositate in conservatoria spunta una lettera dell’Inail del 2005 nella quale l’ente riconosce la prelazione per questi appartamenti, come per quello già venduto, alla solita società “Il campanile Srl” oggi “Servizi e Sviluppo” dei Mastella. A “L’espresso” il tesoriere Sganga giura: «Comprerà l’Udeur».


AAA VENDESI MA SOLTANTO AI PRIVILEGIATI

1 PIER FERDINANDO CASINI
presidente Udc
Via Clitunno (zona Trieste)
Il palazzo nel quale (fino al 1999) Casini viveva in affitto con la prima moglie Roberta Lubich e le figlie è stato ceduto a fine 2005 da Generali a una società di un amico di famiglia. I 5 appartamenti che lo compongono sono stati poi girati all’ex moglie (due interni), alle due figlie (uno per ciascuna) e alla ex suocera del presidente dell’Udc. Per un totale di 30 vani catastali
totale 1,8 milioni di euro
Anno 2005-2007
stima zona 2006
fonte Agenzia del territorio 5100/6900 euro mq

2 WALTER VELTRONI
sindaco di Roma, candidato segretario Pd
Via Velletri (piazza Fiume)
acquistato dalla moglie dalla Scip ex Inpdai. Primo piano, 8,5 vani, (ingresso, 5 camere e accessori per 190 mq) posto auto e cantina anno 2005
377 mila euro
stima zona 2006 4900/6400 euro mq

3 MARIANNA LI CALZI
ex deputato Fi ed ex sottosegretario alla Giustizia
Via Velletri (piazza Fiume)
acquisto da Scip ex Inpdai. Attico da 190 metri per 10,5 vani (doppio ingresso, salone, 5 camere, cucina, tre bagni, ripostiglio e terrazza) con cantina da 18 mq anno 2005
366 mila euro
stima zona 2006 4900/6400 euro mq

4 FRANCESCO FORLENZA
ex direttore generale Fs
Via Velletri (piazza Fiume)
acquisto da Scip ex Inpdai. IV piano 7,5 vani (ingresso, 4 camere, accessori e balcone) più 70 mq di magazzino e cantina anno 2005
278 mila euro
stima zona 2006 4900/6400 euro mq

5 RAFFAELE BONANNI
Segretario Cisl
Via Perugino (Flaminio)
acquisto da Scip ex Inps. VI piano 8 vani più cantina anno 2005
201 mila euro
stima zona 2006 5000/6200 euro mq

6 SALVATORE CARDINALE
segretario siciliano Margherita, ex ministro
Via degli Avignonesi, affaccio su via Quattro fontane (centro storico)
III piano 8 vani anno 2006
844 mila euro
stima attuale zona 6300/8600 euro mq

7 LAMBERTO CARDIA
Presidente della Consob
Via Nairobi (Eur)
XII piano, 10 vani (ingresso, 5 camere, accessori e balconi) più due posti auto e cantina anno 2002
328 mila euro
stima zona 2006 4200/5500 euro mq

8 MAURA COSSUTTA
parlamentare Pdci
Via Stazione San Pietro (dietro al Vaticano)
acquisto da Scip V piano, 6 vani (ingresso, disimpegni, 3 camere, cameretta, cucina, 2 bagni e 2 balconi) più cantina anno 2004
165 mila euro
stima attuale zona 3600/4900 euro mq

9 FRANCA CHIAROMONTE
senatore dell’Ulivo
Via Stazione San Pietro
acquisto da Scip 4 vani catastali (ingresso, disimpegni, due camere, cameretta, cucina, bagno, 2 balconi) più cantina anno 2004
113 mila euro
stima zona 2006 3600/4900 euro mq

10 FRANCESCO PROIETTI
deputato di An, ex segretario di Fini
Via del Serafico 106 (zona Eur)
la figlia ha acquistato dalle Generali una casa ex Ina Secondo piano, terrazza su 3 lati, salone, 2 camere disimpegno, posto auto coperto e cantina anno 2004
267 mila euro
stima zona 2006 3100/4100 euro mq

11 MARIO BACCINI
senatore Udc ed ex ministro
Via Filippo Niccolai (Balduina)
attico e superattico con scala interna, 15 vani (ingresso, 6 camere, 4 bagni e due ripostigli, doppia terrazza e soffitta privata condonata più box e cantina) anno 2004
875 mila euro
stima zona 2006 4200/5500 euro mq

12 CLEMENTE MASTELLA
segretario Udeur e ministro della Giustizia
Edificio lungotevere Flaminio (Flaminio)
acquisito ex Ina 5 appartamenti intestati a moglie e figli per un totale di 26 vani più balconi e terrazzo su tre lati, due verande e un box auto anno 2004
1,2 milioni euro
stima zona 2006 5000/6600 euro mq

13 MASTELLA/2
Largo Arenula (centro storico, largo Argentina)
acquisito da Scip, ex Inail un appartamento (sede del quotidiano dell’Udeur) ora intestato alla società “Servizi e Sviluppo” dei figli del segretario. La società potrebbe comprarne un altro al primo piano da 21,5 vani. L’Inail ha già accettato l’opzione. IV piano 9,5 vani anno 2007
1,45 milioni di euro
stima: un appartamento al piano inferiore è stato venduto nel 2007 per 2,4 milioni di euro

14 LUCIANO VIOLANTE
deputato dei ds acquisito da ex Ina
Via Santa Eufemia (tra il Quirinale e i Fori)
III/IV/V piano soggiorno, quattro camere, accessori, disimpegno, terrazzo al piano più terrazzo superiore anno 2003
327 mila euro
stima zona 2006 7200/9400 euro mq

15 NICOLA MANCINO
senatore Ulivo, vicepresidente Csm
Corso Rinascimento (centro storico, Piazza Navona)
10 vani più ampia soffitta acquisito da Pirelli (ex Ina) anno 2001
1,550 miliardi di lire
stima zona 2006 7300/9200 euro mq

16 FRANCESCO PIONATI
senatore Udc e vicedirettore tg1
Via Traversari (Monteverde vecchio, affaccio su Trastevere)
attico e superattico 10 vani con terrazza panoramica acquisto da Scip, ex Inpdai anno 2001
509 milioni di lire
stima zona 2006 5200/7100 euro mq

17 GIULIANO FERRARA
direttore del Foglio, ex ministro del primo governo Berlusconi
Piazza Emporio (Testaccio, di fronte all’Aventino)
6 vani, terrazzo, ripostiglio acquisto dal gruppo Pirelli (ex Ina) anno 2003
889 mila euro
stima zona 2006 4200/5500 euro mq

18 FRANCO MARINI
senatore Margherita, presidente del Senato
Via Lima (Parioli)
acquisto da Scip ex Inpdai Piano terra e primo piano per un totale di 14 vani catastali anno 2007
un milione di euro
stima zona 2006 5400/7100 euro mq

19 FRANCESCO COSSIGA
senatore a vita, presidente emerito della Repubblica
Via Quirino Visconti (zona Prati)
acquisto da Generali, ex Ina 9,5 vani soffitta box auto ampio magazzino anno 2004
710 mila euro
stima zona 2006 4800/6600 euro mq

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  1. AVEVO UNA CASA

    Due anni di mutuo prima di essere costretta a vendere. Lettera di un’italiana non eletta in Parlamento.

    “Dopo anni di affitto buttato al vento finalmente decido di comprare la mia prima casa. la primavera del 2005, i tassi dei mutui sono bassi e le banche li tirano dietro. Trovo una casa piccola ma che amo dal primo momento. Me la compro da sola, con le mie forze e il mio stipendio. La pari all’affitto mensile che pagavo prima, i conti tornano, ho fatto la scelta giusta. Ma anche un grande errore: opto per un tasso variabile forte delle rassicurazioni delle banche e anche del commercialista, tutti certi che, se oscillazioni ci sarebbero state, il tasso variabile sarebbe sempre risultato pi conveniente rispetto a quello fisso. A due anni di distanza la mia rata del mutuo cresciuta quasi del 50%, passata da poco pi di mille euro al mese agli oltre 1.550 dell’ultima pagata qualche giorno fa. Ho chiesto spiegazioni alla banca fin dal primo aumento e hanno continuato a rassicurarmi: Ha fatto la scelta giusta. La realt per che ad ogni mezzo punto di aumento del costo del denaro deciso dalla Bce, la mia banca ha aumentato il mutuo di oltre 80 euro al mese.

    Ho letto che ci potrebbe essere un ulteriore aumento del costo del denaro ai primi di settembre, il che significa che la prossima rata mi coster pi di 1.600 euro. Francamente mi sembra di essere finita nelle mani di usurai, i quali, essendo ufficialmente banche, sono legalmente autorizzati a decidere rialzi folli a spese della gente onesta. La Lombardia ha stanziato un fondo per i giovani che acquistano la prima casa, ma per ottenere i contributi bisogna essere sposato. E io, anche se trentenne, sono single e non ne ho diritto. Per le tasse le pago ugualmente. Oggi il costo della rata diventato impossibile da sostenere, ho tagliato tutto quello che potevo tagliare dalle mie altre spese con sacrifici enormi pur di salvare la mia casa. Ma non ce la faccio pi, diventato un costo impossibile. Non ho potuto far altro che vendere la casa, la mia prima casa. Per fortuna ho trovato gi l’acquirente che, come me, si innamorato di quei 40 metri quadri. l’ultima decisione che avrei voluto prendere, ma l’unica che mi permette di non finire nei guai con il Tribunale che te la porta via.”

  2. Ecco le patetiche smentite

    LA CASTA IN RIVOLTA DOPO LO SCOOP DE LESPRESSO: MARINI: PUBBLICATE LA MIA PRECISAZIONE BACCINI: SOLO FALSIT, HO MEZZO MILIONE DI MUTUO VIOLANTE: NOTIZIE SBAGLIATE, IL MIO TERRAZZO AFFACCIA SULLLINTERNO, E LA MIA CASETTA E AI FORI.

    1 – MARINI: CHIEDERO A ESPRESSO DI PUBBLICARE MIA PRECISAZIONE
    (Adnkronos) – Il presidente del Senato, Franco Marini, parlando a Telese dei costi della politica ed ricordando il suo impegno e quello del presidente Fausto Bertinotti sul tema, ha citato linchiesta dellEspresso sulle case ai politici. Inchiesta che riguarda anche Marini. Si tratta di due piani ai Parioli. Ce un seminterrato che ho aggiustato e 5 stanze al primo piano, che anzi e un piano rialzato. Certo, ci sto bene, ma uno di quei due piano e uno scantinato che ho aggiustato nel tempo. Quindi, e giusto dire: basta privilegi. Ma, per favore, dico a voi giornalisti di fare un minimo di attenzione. Non ho mai querelato nessuno in vita mia e sono affezionato a questa cosa. Chiedero allEspresso -spiega Marini- di pubblicare sul prossimo numero 15 righe di precisazione. Se le pubblicano, bene. Se non le pubblicano, allora le cose cambiano.

    (Franco Marini – Foto La Presse)

    2 – GENERALI: IMMOBILI CEDUTI A PREZZI MERCATO
    (Agi) – Generali comunica che la cessione dei propri immobili e sempre avvenuta a prezzi di mercato e conferma i criteri di correttezza a cui si e sempre attenuta nella gestione dei beni sociali. E quanto si legge in una nota del gruppo assicurativo triestino in riferimento agli articoli di stampa sugli appartamenti romani che sarebbero stati venduti negli anni scorsi ad esponenti del mondo politico e istituzionale a prezzi di favore. Come si precisa nel comunicato di Trieste, in particolare, nel 2002 il gruppo Generali, nellambito del processo di riallocazione dei propri investimenti finalizzato al miglioramento della reddittivita, ha ceduto in blocco alcuni complessi immobiliari ad uso abitativo in diverse parti dItalia, tra cui quelli di cui si parla diffusamente oggi su alcuni organi di stampa. Tutti gli immobili – prosegue la nota – sono stati ceduti ai prezzi di mercato dellepoca, fissati sulla base di perizie effettuate da CB Richard Ellis Spa, primaria ed indipendente societa internazionale. Non ci risulta, infine, che la societa Initium, citata negli articoli, controllata da Lehman Brothers e partecipata da Assicurazioni Generali, abbia mai praticato discriminazioni tra i diversi acquirenti.

    3 – BACCINI: LESPRESSO SCRIVE FALSITA
    (Ansa) – Ho acquistato quella casa, come altri nel palazzo, insieme a mia moglie da una societa privata (una SrL) e al valore di mercato, che e superiore alla cifra indicata nellarticolo de lEspresso ed abbiamo investito tutti i nostri risparmi, con laggiunta di un cospicuo mutuo che stiamo ancora pagando. Un appartamento di 8 vani e bagni e non di 15 vani, come erroneamente riportato dallEspresso’. Lo ha dichiarato il senatore Mario Baccini (Udc). Nulla da dover giustificare, quindi, ma ho ritenuto doveroso fare comunque questa precisazione. Vorrei pero sapere se e altrettanto lecito pubblicare il mio indirizzo o addirittura la mappa interattiva esponendo me e la mia famiglia alla merce di qualunque squilibrato di mente. E informazione o cosaltro? Anche di questo – conclude Baccini – lEspresso e gli altri mezzi di informazione dovranno rispondere in sede giudiziaria’.

    (Mario Baccini – Foto U.Pizzi)

    4 – VIOLANTE: SU MIO ALLOGGIO NOTIZIE SBAGLIATE
    (Apcom) – Apprendo da LEspresso, da alcuni quotidiani e da unagenzia notizie contrastanti su un appartamento acquistato a Roma nel 2003. Secondo alcuni lappartamento si svilupperebbe su tre piani; secondo altri sarebbe di quattro vani pi servizi e ripostigli; secondo altri ancora avrebbe terrazze sul Lungotevere Flaminio. E quanto afferma in una nota il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera Luciano Violante in merito allinchiesta dellEspresso sui presunti privilegi di alcuni politici nellacquisto di immobili a Roma. Lalloggio – aggiunge – di 70 mq circa. Era gi abitato da me. Ha un pianerottolo di due metri quadri con una scala che porta al piano superiore dove ci sono due stanze, bagno e cucina. Ha due terrazze che si affacciano sul cortile interno. E nei pressi dei Fori, ad alcuni chilometri dal Lungotevere Flaminio. Aveva bisogno di essere ristrutturato ed stato acquistato dalla Pirelli Re, non dallINA, per 327.000 euro.

    5 – BERNARDINI: COMUNE ROMA DICA PREZZI VENDITA IMMOBILI (Ansa) – Chiedo al Comune di Roma a chi e a quali prezzi ha venduto immobili’ Lo ha detto Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, in una intervista a Radio Radicale, intervenendo a proposito dellinchiesta, pubblicata oggi dal settimanale Lespresso sui politici che avrebbero comprato a prezzi stracciati mega-appartamenti a Roma da enti pubblici e assicurazioni. Sapere a chi e a quali prezzi credo sia un elemento di conoscenza per tutti i cittadini romani’, ha detto Bernardini riferendo che anni fa era riuscita ad ottenere che lelenco di immobili di prestigio del centro storico fosse reso pubblico. Allora – ha proseguito lesponente radicale – il Comune diede rassicurazioni sostenendo che sarebbero stati venduti a prezzi di mercato, visto che si trattava di beni appartenenti alla collettivita. Chiedo oggi ufficialmente al Comune di Roma che fine hanno fatto le case di quellelenco, se sono state vendute, e a chi sono state vendute, e a quali prezzi. Per fare un esempio, noi abbiamo il sindaco di Roma che attraverso sua moglie ha acquistato un appartamento di 190 metri quadrati per 377 mila euro. Chi conosce il mercato degli immobili a Roma – ha concluso Bernardini – sa che 190 metri quadrati per 377 mila euro non esistono, nemmeno nellestrema periferia, e qui parliamo di piazza Fiume’.

    (Luciano Violante)

    6 – IL CAMPANILE, NO PRIVILEGI APPARTAMENTO L.GO ARENULA
    (Ansa) – Nessun favoritismo, nessuna illegalita, ne tanto meno strane operazioni e balletti di sigle e lettere, falsamente accusatorie circa gli eventuali sconti per lacquisto di immobili ex pubblici’. La societa Servizi e Sviluppo srl (gia Il Campanile srl) rende noto cosi, in un comunicato in relazione al servizio titolato Svendopoli dallEspresso di questa settimana, che l’appartamento al quarto piano di Largo Arenula 34 a Roma (sede della cooperativa editrice del giornale dei Popolari-Udeur, ndr) e stato acquistato dalla stessa societa nel rigoroso rispetto dei criteri e delle modalita stabiliti dalla normativa in tema di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico ed al prezzo determinato, sempre a termini di legge, sulla base delle valutazioni correnti di mercato’. Non si tratta, quindi – conclude il comunicato – di un privilegio dei politici, ma di un diritto di prelazione previsto dal codice civile per tutti i cittadini. La Servizi e Sviluppo srl si riserva il diritto di adire le vie legali’.

  3. Vorrei aggiungere una cosa:

    quello della Casta e del suo innegabile degrado un nodo che mi fa riflettere da molto tempo. Detto in estrema sintesi le cose stanno cos: io credo che sianno bolliti. Bolliti come classe dirigente, nel senso in cui lo direbbe (e lo diceva rispetto a quelli del 1919, sia di destra che di sinistra) Antonio Gramsci. Ci sono passi molto belli dei Quaderni, anche molto spassosi, per il modo in cui vedi questo ventenne scalpitante che fa le pulci, rabbiosamente, con passione, e senza rete ai socialisti governisti (per non parlare die liberali otocenteschi giolittiani ed affini) di allora… Lo fa in modo spietato, rivoluzionario, carismatico: basta andarsi a leggere “Odio gli indifferenti” su La “Citt futura” (per chi volesse prendere una boccata d’aria che lo porta fuori dal coronismo). Ed bella l’analisi gramsciana (secondo me calza a pennello), sulla pera che quando matura cade. Ecco, la pera matura. Questi cadranno, e sar pure un tonfo. Quando un politico perde il contatto con la realt, la sua sentenza di decesso (politico) gi scritta. Magari ci vorranno cinque anni, se c’ qualche piccolo tsunami economico, anche meno. Dopodich il problema non sapere quando, ma capire come (e dove) si costruisce una classe dirigente nuova che possa rimpiazzare questa obsolescente. E qui (come accadde nella rottura interventista che port alla catastrofe della prima guerra mondiale) possibile che ne salti fuori un’altra ancora peggio di quella che sostituisce.
    Ma io, malgrado tutto, sono ottimista. Quando vedo i trentenni e i ventenni di oggi mi viene fiducia. Quando penso a tutti i ragazzi che hanno divorato Cuori neri e che da destra e da sinistra sono pronti a chiudere la pagina dell’odio sono ottimista. Quando vado a passeggiare nel parco (casualmente Colle Oppio!) con mio figlio (un anno) e vedo i neopadri e le neomadri di questa generazione che campano onestamente con 1200 euro al mese in una citt come Roma. Sono ottimista: credo di essere uno con i piedi per terra, non un sognatore fuori dal mondo, quando penso (Battiato) “Noooon cambier/ Nooon cambier…../ S che cambier/ Vedrai che cambier” (per chi conosce la canzone).
    Luca

  4. SE REPUBBLICA VA A VISITARE LA “GROTTA” DI MARINI….

    Vittorio Feltri per Libero

    La prosecuzione dell’inchiesta Affittopoli, avviata anni fa dal Giornale e ora ripresa dall’Espresso col titolo Casa nostra, ha suscitato curiose e buffe reazioni. I politici tirati in ballo perch beneficiari di notevoli privilegi (acquisto di appartamenti a prezzo di favore) si sono offesi. Fanno le verginelle. L’illibato per eccellenza Franco Marini, gi sindacalista della Cisl e adesso presidente nientepopodimeno che del Senato, il quale ha aperto le porte del suo tugurio ai Parioli (Parioli, non Corviale), pagato un milione di euro, a Francesco Bei, cronista de la Repubblica, sorellina dell’Espresso, per dimostrare di aver preso un bidone dall’ente pubblico e dall’agenzia che glielo ha rifilato.

    Repubblica sbatte in pagina le foto dell’orrenda tana in cui vive il Lupo marsicano, che Bei in ginocchio descrive cos: stile Rebibbia. Per chi non lo sapesse Rebibbia una galera. Ma ci deve essere stato un errore. Perch l’alloggio immortalato pi che una cella mostra tra l’altro uno studio chic (mobili bianchi e scrivania antica), termosifoni ben piazzati dentro una scaffalatura, una finestra da cui si intravede un giardino ubertoso. Quel povero disgraziato di un Marini seduto sul trono invece si lagna, e avverte: qui siamo nell’interrato. Che sfiga. Guarda tu se la seconda carica dello Stato deve abitare in un cesso simile:

    Uno scantinato umido e fetido, asserisce Franco. Bei per un bravo reporter e racconta – attraverso la dolente testimonianza del presidente – il resto del modestissimo quartierino mica tanto degno di un albanese lavavetri di sfroso. Al piano superiore, naturalmente, giacch la caverna si sviluppa su due livelli: salone doppio, salotto, sala da pranzo, due stanze da letto, bagni.

    Un buco, insomma, per il quale il pipaiolo di Palazzo Madama, dopo aver versato alcune migliaia di lire (canone ventennale), recentemente ha pagato un milione di euro onde accaparrarselo in propriet. Maledetti enti pubblici, potevate regalarglielo. Ai Parioli. Su due livelli. Quattordici vani catastali. Ma qui c’ la smentita – secca ovviamente – dello sfruttato acquirente: non sono quattordici vani. Meno, molto meno. Quanti? Meno.

    Il proletario Marini non l’unico a rivendicare verginit. Tutti i suoi colleghi sfigati, che hanno comprato case come la sua, all’incirca alle medesime condizioni da strozzo (hanno dovuto accendere un mutuo, cribbio), gridano forte di essersela presa in saccoccia e di non tollerare la campagna denigratoria cui l’Espresso (e noi, presumo) li ha sottoposti. Hanno ragione, sacripante. Un umile servitore delle istituzioni sgobba anni e anni per trasformare l’Italia in un paradiso terrestre, poi acquista l’alloggio nel quale stato a pigione lustri e lustri, a prezzi di liquidazione, e certe schifezze di giornali osano dirlo.

    Ma si pu? Querelare querelare. Sicuro. Lo sanno tutti madonna di un dio che la Casta vive di stenti. E vadano a morire ammazzati anche quei burocrati storditi della Corte dei conti che, nelle loro relazioni del menga, sostengono spudoratamente che Svendopoli (la svendita delle stamberghe ai sottoproletari del Palazzo) ha provocato una perdita di quasi 4 miliardi di euro ai danni dei cittadini contribuenti. Ma che si sparino i cittadini contribuenti, tutti ladri, evasori, malviventi: si mettano in regola con le tasse anzich voler incastrare i buoni diavoli, onorevoli e senatori e sindacalisti, solo perch si sono aggiudicati una spelonca ai Parioli o un attico nel centro di Roma.

    Basta con questo populismo dannoso per la patria. Basta diffamare gli eroi del Parlamento, gente ridotta sul lastrico e costretta a pietire quartierini (mutuo 90 per cento) giusto per non finire sotto i ponti. Negletta nomenclatura, martiri dell’amministrazione corretta, vorrei venire in vostro soccorso. Vi serve un prestito? Siamo qui.

    Organizzeremo una sottoscrizione e, con l’aiuto dei lettori, troveremo il denaro per liberarvi dai cravattari che vi strangolano dopo avervi fregato cedendovi case di merda al prezzo di regge. Anzi, girateli a noi gli appartamenti che occupate: vi diamo il 20 per cento in pi di quanto vi sono costati. Mass, facciamolo questo sacrificio. Attendo telefonate, telegrammi e lettere. Le querele fatele a vostra sorella.

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