Il Fatto Quotidiano

23 gennaio 2010
Il ciclone finale di Vendola

Per esempio a Taranto, quando le mamme in prima fila si commuovono con i bambini stretti tra le braccia e lui grida: “Voi lo sapete cosa c’è voluto, per andare a mettere i sensori sopra le ciminiere dell’Ilva! E poi per votare una legge regionale che obbligasse le imprese a ridurre il limite di emissioni di diossina da 10 nanogrammi a uno solo. Uno!”. E’ come un’onda di emozione, prima ancora che un sentimento politico, qualcosa che attraversa la platea: “E voi lo sapete che cosa ho detto al padrone dell’Ilva, quando ci ho parlato? ‘Dottor Riva, io con lei sono stato scostumato. Io spesso l’ho insultata, pubblicamente. L’ho criticata quando lei ha licenziato gli operai… quando ha fatto resistenza ai controlli. Perché vede, dottor Riva io la rispetto, ma non sono sul suo libro paga! Se lei da cattolico ama la vita, deve rispettare anche la vita dei bambini di Taranto che si ammalano di tumore!’”. E a qual punto boato, ovazione, applausi, cori dal fondo “Ni-chi, Ni-chi!”, nella città più avvelenata d’Italia. NICHI-EXPRESS. Se si vuole provare a capire cosa sta accadendo in Puglia, dove il ciclone di Nichi Vendola ancora una volta sconvolge i calcoli della classe politica e ribalta il verdetto di una partita che lo vedeva solo contro tutte le segreterie dei partiti del centrosinistra, non bisogna fare altro che seguirlo: ore, chilometri, discorsi a raffica, uno dopo l’altro. Oppure entrare nel suo quartier generale, a Bari, “La fabbrica di Nichi”. Un locale spartano arredato con materiali di recupero (tappi colorati per disegnare la cartina della Puglia, scatole di cartone al posto dei mobili, un logo con lettere di stoffa ritagliata) dove ogni giorno lavorano 30 volontari. Ci sono solo i tavoli: età media 25 anni, ognuno con il suo portatile, stanno tutto il giorno sulla rete a battere su Twitter e Facebook, ad aggiornare il sito, a coordinare i Nichi-express, ovvero gli autobus che fanno tornare in Puglia, gli studenti che vogliono votare alla primarie. “La fabbrica” da un contributo, i ragazzi pagano il resto (ogni autobus costa 2.500 euro). Ieri, giunti a quota 15 Nichi-bus, Ciccio Ferrara – l’uomo-macchina – ha allargato le braccia: “Abbiamo altre trenta richieste ma non abbiamo più una lira”. VIDEO LETTERE. Oppure, per esempio le video lettere. Ogni giorno, a notte fonda, Vendola torna dai suoi massacranti giri di comizi, e ne registra una nella stanzetta in fondo. C’è un ragazzo con la web cam, la scenografia di un muro con qualche adesivo attaccato e il candidato che scherza: “Oh, così sembra la prigione di Aldo Moro…”. Ma, ogni sera Vendola registra una video-lettera che finisce sul sito. Ai fuorisede, alle madri, persino una, agrodolce a Massimo D’Alema. Il giorno dopo quel messaggio diventa regolarmente il titolo di apertura della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Guerriglia mediatica a costo zero, ma efficacissima. Ci sono anche i sei per tre, 34 in tutto (hanno svuotato le casse del comitato). La campagna pubblicitaria, invece, è stata approntata, a prezzo politico, dai creativi di Proforma. Un grande manifesto con Vendola contornato da una folla di ragazzi. Slogan: “Solo contro tutti”. Ma siccome “tro” è cancellato, lo slogan diventa: “Solo con tutti”. E tutti l’hanno capita, tranne Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema, che ha denunciato un peccato di narcisismo (proprio lui, che ne è notoriamente immune). Ma se vuoi capire dove nasce il ciclone Vendola devi vederlo all’opera, città dopo città, piazza dopo piazza, anche otto comizi al giorno. IRONIE ANTI-MACHO. Non ci sono due appuntamenti dove faccia lo stesso discorso. Per esempio a Brindisi, dove sfodera un registro tutto ironico, in cui scherza e persino sulla propria omosessualità. Esordisce citando uno striscione: “Anche qui, Donne per Nichi….”. Sospiro teatrale. “Non sapete quanto mi faccia piacere, ma devo confessarvi che questa cosa mi sta creando problemi a casa” (risate, applausi). Per esempio a Fasano, alle undici di sera, con un megafono di fortuna, nella piazza centrale, trecento persone strette nei cappotti e un freddo cane: “Il primo gesto di Nichi presidente – spiega il coordinatore che lo introduce – è stato riaprire i reparti del nostro ospedale chiuso da Fitto! Nichi, noi siamo qui perché non ce lo siamo dimenticati”. E lui risponde con un discorso contro il localismo, spiegando che la cosa di cui va orgoglioso “E’ aver riorganizzato dal nulla la protezione civile, che in questa regione non esisteva!”. Alcune volte Vendola si dimentica persino di fare un appello al voto per le primarie. Va nei posti e lega la sua storia a quella delle persone che incontra. A Foggia, mille persone, e gli “internalizzati” della Sanità (quelli che lavorano nelle cooperative dei subappalti e che lui ha fatto assumere) con gli striscioni: “Ci avevano raccontato che era il mercato che imponeva la vostra precarietà… Ma poi scoprivo che le ditte di sub-appalto pagavano i lavoratori in nero, li facevano lavorare più del contratto e li pagavano meno! Allora abbiamo fatto una società della regione, vi abbiamo assunto, e abbiamo risparmiato un milione di euro!”. A un certo punto si alza un uomo con un bambino: “Nichi, ho chiamato mio figlio Nicola, perché tu ci hai ridato la speranza!”. Scena simile a Lecce, un uomo grida: “Presidente, grazie a te mia moglie adesso è incinta”. Sorriso e battuta senza rete del governatore: “Oddìo, il padre chi è?”. Viene giù la sala e incredibilmente l’uomo non si offende (chi altro potrebbe permettersi di scherzare così?). ANELLO D’ORO. Ecco, se si vuole capire che cosa sta sorreggendo il governatore in queste ore bisogna sentirlo quando parla della vicenda dell’iscrizione nel registro degli indagati: “Questa estate, quando mi hanno sbattuto nel Tg1 di Monzolini con il titolo ‘Prostitute e cocaina’ stavo per mollare tutto. Ero disgustato. Ho detto a mia madre: ‘Meno male che papà non c’è più…”. Grida dalla sala: “Noooo! Nooo!”. E qui si innesta un numero quasi teatrale. Vendola si tocca il pollice, si sfila un anello d’oro: “Lo sapete cos’è questa? E’ la fede che un pescatore di Mola di Bari mi ha relegato quando sono stato eletto, il ricordo più ricco che aveva di sua madre. E’ il mio anello di fidanzamento con il popolo della Puglia! E io mai potrei macchiarmi di un reato, o di una scorrettezza, sapendo che lo porto al dito….Perché mi conoscete: io non ho case, non ho soldi, non ho truppe cammellate. Ho solo la mia onestà!”. Di nuovo gli applausi lo sommergono. Oppure quando racconta: “Il più bel regalo di Natale che ho ricevuto è la lettere di Danielle, madre di tre bambini, che mi ha scritto: ‘Ho passato bene il primo natale della mia vita, grazie di avermi aiutata’”. Quando D’Alema e i suoi uomini attaccano Vendola gli rimproverano di essere “un raccontatore di sogni”. Uno “Jacopo Ortis”, “un poeta”. Ma quando giri per le piazze di questa campagna elettorale, invece, trovi pezzi di comunità che sono stati toccati dall’inedita ed eclettica rete del Welfare vendoliano. Non solo madri e disoccupati, pazienti, ma un frammento di borghesia che spesso è stato catturato fuori dai confini della sinistra. Costruttori – come Fabrizio Nardoni, vicepresidente di confindustria Taranto – conquistati dall’idea “dell’edilizia eco-compatibile”. Oppure imprenditori che si sono buttati sul business dell’eolico (“Compravamo energia, ora siamo il primo produttore italiano”). O incuriositi dal tormentone dei pannelli solari: “Lo sapete? A Verona, alla fiera del solare, c’era un solo politico italiano. E sapete chi era? Io! Ho visto dei pannelli di nuova generazione che assorbono dieci volte più energia dei vecchi. Se vinco li voglio su ogni edificio pubblico di questa regione! E voglio vendere ancora più energia!”. Scelte politiche che gli hanno portato l’unica dichiarazione di voto che Beppe Grillo abbia fatto per un politico in questi anni: “Il movimento cinque stelle non si presenta e invita a votare per Vendola”. Per non parlare delle borse di studio e dei master pagati ai giovani (il vero motore del sistema vendoliano) in tutta Europa: 10, 15mila euro a fondo perso con una sola condizione: “Noi abbiamo fatto studiare gli splendidi ragazzi di questa regione – ha raccontato Vendola a Bari – anche quelli che non vengono da famiglie povere. Con una sola condizione: che provino a tornare a casa, e a portare le loro conoscenze qui, nella loro terra”. E così, in ogni città e paese in cui Vendola mette piede, appena scende dalla macchina c’è una ragazza che fa: “Sono Giulia, ho fatto Bollenti Spiriti l’anno scorso!”. C’è un pezzo di Puglia che lo ama per queste cose, e non è quel tipo di consenso che si può costruire in una settimana o un mese. L’ultimo anello di ragionamento è l’unica strofa che si ripetete su tutte le piazze: “Sì, sono solo, perché non sono mai rimastro intrappolato nel palazzo. Sono solo perché con la nostra esperienza di Riformismo radicale abbiamo fatto passare la pubblica amministrazione della Puglia, in cinque anni, dal feudalesimo al capitalismo. Sono solo perché non ho paura”. L’ultimo miracolo di Vendola è tutto qui: aver trasformato la propria debolezza nella propria forza. E aver usato la guerra di D’Alema come un lavacro rigenerante. E così, per seconda volta, se Vendola perde sarà "Jacopo Ortis" come vuole D'Alema, ma se – come sembra – vince le primarie contro gli apparati, viene proiettato alla vittoria alle regionali.

Luca Telese

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21 commenti »

  1. sperando che, se vince le primarie, l’apparato PD non gli voti contro, come ha fatto in Sardegna con un’altra “anomalia”…

  2. Siamo tutti con Nichi. Tieni duro e continua così.
    Grazie a Luca per l’articolo. A leggerlo si inumidiscono gli occhi, perchè tocca corde dell’animo dimenticate ma vive, cavolo se sono vive, e vien voglia di buttarsi
    nella mischia per far piazza pulita della feccia che ci governa.

  3. Un articolo davvero emozionante… sono pugliese e sono orgogliosa del mio presidente Nichi… spero che la maggior parte dei pugliesi si siano resi conto del grande progresso che la nostra terra ha fatto negli ultimi 5 anni grazie a Nichi…
    grazie luca telese per questo articolo… mi hai fatto commuovere…

  4. Non conosco bene la situazione pugliese. Anzi, non la conosco per niente. Ma la deduzione logica è sia che Vendola vinca le primarie sia che, dopo, venga riconfermato presidente della regione, perchè, in caso contrario, ci sarebbe qualcosa che non va. O no?

  5. Oggi facciamo un giochetto.

    Scrive il povero Padellaro:
    “Di Vendola può anche non piacere una certa, ostentata retorica populista. Ma, vivaddio, c’è un popolo che comunque lo ascolta, che ama il suo essere combattivo, che è pronto a seguirlo.”

    Evidentemente Padellaro il significato della parola IMPARZIALITA’ non lo conosce proprio. Proviamo infatti a leggere ora la seguente frase:
    “Di Berlusconi può anche non piacere una certa, ostentata retorica populista. Ma, vivaddio, c’è un popolo che comunque lo ascolta, che ama il suo essere combattivo, che è pronto a seguirlo.”
    Nel caso di Berlusconi, ovviamente, questa frase ci verrebbe presentata in senso negativo.

    Quindi LA MEDESIMA COSA (accaparrarsi l’appoggio del popolo con metodi populisti) da una parte (Vendola) è cosa lodevole, dall’altra (Berlusconi) è cosa spregevole.
    Chiamasi PARZIALITA’, ASSENZA DI OBIETTIVITA’, FAZIOSITA’.

    Ora capite perchè uno si mette a votare per Bersani e si augura che tutta questa gentaglia doppiopesista e assolutamente incapace di un minimo di serenità di giudizio si tolga dalle scatole prima possibile.

    Nel caso della Puglia sembra che il populismo di Vendola gli farà vincere le primarie (ormai è certo). Nonostante non sopporti Vendola e il doppiopesismo di chi sostiene questo Berlusconi di sinistra, spero di cuore vinca poi lo scontro contro il candidato Pdl, altrimenti a quel punto sarà davvero notte fonda, e con la sua ostinazione a voler fare le primarie avrà reso un bel servizio a Berlusconi.

    La cosa straordinaria è che poi c’è sempre qualche imbecille che accusa il sottoscritto di essere berlusconiano.

    Povera Italia.

    Un saluto a Raffaella Fortunato.

    P.S.: Telese, ma nun potevi restà al Giornale? Mi piange il cuore vederti in mezzo a questa gentaglia

  6. Resta, Armando, ma se non l’hai capito da solo è difficile che tu lo capisca dopo aver letto quello che ti scrivo, che sia Berlusconi sia Vendola sono populisti ma solo Berlusconi è un bandito pluri indagato. E fa una bella differenza. Ma tu questa cosa non la capisci.

  7. Certo che la capisco, non sono scemo a tal punto. E non mi sogno di dire che Vendola è come Berlusconi dal punto di vista giudiziario.
    Non mettermi in bocca cose che non ho detto.

    Io parlavo di doppiopsismo in fatto di atteggiamenti populisti. Lo stesso tipo di populismo da una parte viene stigmatizzato, dall’altra santificato.
    Non c’è dubbio che in fatto di onestà personale non c’è partita.
    Quello che volevo mettere in luce io era la totale incapacità di applicare agli amici (e a se stessi) lo stesso criterio con il quale si giudicano gli altri.

    Mi dirai: così fan tutti!
    Appunto, ma quelli del Fatto hanno poi la pretesa di essere meglio degli altri.
    Proprio perchè fanno come gli altri, rispetto agli altri non sono migliori.
    Spero di essermi spiegato, questa volta

  8. Un esempio: all’inizio dell’esplosione (presunta) di contagi da AH1N1, un parlamentare dell’IDV (non ricordo il nome, ma spero di ritrovarlo) aveva fatto una interrogazione parlamentare in cui accusava il Governo di aver sottovalutato il rischio epidemia e di aver acquistato troppo pochi vaccini.

    A distanza di pochissimo tempo, la stesso IDV ha fatto una interrogazione parlamentare per denunciare il fatto che il governo aveva acquistato troppi vaccini faendo un favore alle industrie farmaceutiche.

    Mi ricorda molto l’atteggiamento di Tonino che prima raccoglie le firme per il referendum sulla legge elettorale e poi fa campagna contro lo stesso referendum da lui promosso.

    Mi piacerebbe capire perchè il Fatto, quando si tratta di IDV queste cose non le mette mai in luce.
    Se questo atteggiamento lo avesse tenuto un qualsiasi altro partito lo avrebbero messo in risalto.

    Il DOPPIOPESISMO e la FAZIOSITA’ sono delle gran brutte malattie

  9. Caro Armando è interessante il tuo giochino peccato però che non regga. Vendola è sostenuto dalla sua gente non perchè promette meno tasse o più figa per tutti. Vendola è amato e voluto perchè ha preso posizioni nette e incontrattabili su questioni vitali del suo popolo: acquedotto pugliese in primis e nucleare passando per le piattaforme estrattive al largo di Monopoli e l’Ilva di Taranto. Svegliati Armando, il malato sei tu.

  10. Certo, ha preso decisioni.
    Decisioni che, come tu mi insegni, sono opinabili. Se ne può discutere (hai presente, no? La diversità di vedute etc), non sono di certo la VERITA’ INDISCUSSA.
    Ovviamente tu parti dalla premessa che quelle decisioni sia ASSOLUTAMENTE GIUSTE

  11. e quindi giustifichi il suo populismo.

    Se invece tu partissi dal presupposto che tutte le idee (sia quelle di chi ti piace sia quelle di chi non ti piace perchè promette meno tasse e più figa) non sono GIUSTE O SBAGLIATE IN ASSOLUTO, ma condivisibili o meno a seconda dei valori personali che ognuno ha, allora ti renderesti conto che è da persone incoerenti giustificare il populismo quando ci fa comodo e stigmatizzarlo quando invece propugna idee che non ci piacciono.

    Il mio non era un giochetto. E’ una cosa in cui credo davvero, quella percui bisogna applicare alle persone per le quali si simpatizza (e prima ancora a se stessi) gli stessi criteri con i quali si giudicano gli avversari.

    Questo mi rende un malato? Probabilmente nell’Italia attuale sì…

    Detto questo, siccome io ho questo brutto vizio di RISPETTARE IL VERDETTO DEMOCRATICO ANCHE QUANDO NON LO CONDIVIDO, io auguro a Vendola di vincere le elezioni regionali.

  12. P.S. Se il malato sono io, quelli che, contrari alla TAV, mandano una busta con un proiettile a Chiamparino per le sue posizioni pro-Tav come si possono definire?

  13. In ogni blog c’è, almeno, un Armando.
    Non sono persone cattive.
    Sono, però, persone, in un certo senso, malate, come scriveva qualcun altro.
    Malate di mania di persecuzione, fondamentalmente.
    Devono sempre puntualizzare una cazzata che hanno detto rispetto a quello che gli scrivono gli altri per fare notare le loro contraddizioni.
    Ma non c’è nulla da fare, volgiono sempre avere l’ultima parola, anche cambiando discorso e iniziandone un altro che, normalmente, non c’entra una beato nulla con quello precedente.
    Ogni blog ha il suo Armando.
    Noi abbiamo il nostro, che non è nemmeno uno dei peggiori.
    Sempre Armando è, comunque…
    La logica degli altri a loro non si applica e guidando lui contro mano in un’autostrada si chiedono, in continuazione, ma perchè vanno tutti contromano?

  14. Io sono nato e vivo ad Ostuni, provincia di Brindisi, splendida colonna portante del turismo pugliese. Se alle prossime elezioni regionali vincerà il centrodestra, probabilmente il turismo sparirà, sotto la doppia ‘botta’ della centrale nucleare e della piattaforma petrolifera (una piattaforma petrolifera al largo delle coste pugliesi: ma si può avere un’idea più imbecille di questa?). In più, l’acquedotto verrà regalato a Caltagirone, nel nome delle ‘larghe alleanze’ e dell’elettorato moderato. Una vergogna.
    Anche per questi motivi, ieri, sono uscito di casa per andare alle primarie, e votare Vendola. Ma prima di farlo, ho letto il tuo articolo sul welfare vendoliano, ed ho pianto. Innanzitutto perché era un pezzo bellissimo (si vede che sei uno scrittore). Poi perché ho avuto paura. Paura che ciò che di buono era stato fatto in cinque anni sarebbe stato vanificato da indegne lotte intestine di partito. Paura di D’alema e del suo apparato, paura che stavolta avrebbe vinto. E invece 200mila persone lo hanno schiaffeggiato amaramente.
    E’ andata diversamente, per fortuna. Ma la cosa più divertente è stata vedere i pezzi grossi del Pd fuori dal seggio, tutti piazzati lì dalle 8 alle 21 per cercare di convincere gli ‘indecisi’ (come se esistessero indecisi alle primarie: se uno va a votare, evidentemente sa già per chi votare, altrimenti resterebbe a casa). Assessori, consiglieri comunali, consiglieri regionali, anche un senatore (Salvatore Tomaselli, uno talmente potente da aver preso 80 voti alle ultime elezioni del consiglio comunale: l’emblema di questa legge elettorale scandalosa). Tutti lì a ripetere il loro sermone: “Se vince Vendola perdiamo le elezioni, abbiamo bisogno dell’udc per battere la destra”, ecc. ecc. “Sei venuto per votare Vendola? Potevi restare a casa, poverino!”, hanno detto a me, ‘dipietrista del cazzo’ (come se votare per un partito significasse condividerne tutte le sfaccettature). Non è con i numeri e con le coalizioni che si vince, ma con il cuore.
    Buona giornata!

  15. che bello l’articolo su nichi, da pugliese ti ringrazio..

  16. Rifaccio la domanda fatta da Graziano (anch’io non sono pugliese).
    Se Vendola è così amato ci sono dei dubbi sulla rielezione?

  17. l’articolo su Vendola e’ bellissimo. vivo in Canada e non credevo lei scrivesse cosi. grazie

  18. Grazie dei saluti che ricambio, Armando.
    Sul resto dico solo che, d’accordo o meno con quanto affermi, definirti “cazzaro” come fa Franca, perché non allineato all’opinione sua e dei frequentatori di questo blog non corrisponde propriamente al concetto condiviso di democrazia (almeno in via di principio….ma i principi qualche cosa ccontano, o no?)
    O la rete é uno spazio libero, cara Franca, “non” contrrollato, dove ciascuno può dire la sua cazzata (anche lei) o non lo é (come piacerebbe a quelli che lei non ama!)
    p.s. giusto per dire: ma l’IDV in Puglia non appoggiava Boccia….? spero voglia spostare quest’appoggio su Vendola, perché mi dispiacerebbe che il centro destra vincesse le regionali.
    @Luca ben scritto…perciò ti leggo…però anch’io ti preferisco sarcastico piuttosto che agiografico!

  19. Vendola è la vera opposizione al sistema, come Travaglio, Grillo, Gabanelli, Santoro, tanti coraggiosi giudici.

  20. @ Armando.
    Non sono d’accordo con Franca. C’è del buono e del concreto in quanto lei dice. Alla stessa maniera però vi è del perverso. Perchè lei probabilmente non è pugliese e non ama questa terra.
    Allora le domando: se lei potesse partecipare alla decisione di stabilire se realizzare o meno una centrale nucleare dietro casa sua; Se lei avesse dei figli e potesse partecipare alla scelta del loro futuro, le chiedo se riterrebbe populiste le sue scelte. La merda, anche con molta fantasia, non può avere il sapore della cioccolata.

    @ 18 Raffaella Fortunato.
    1. Di Pietro:”Vendola malato di berlusconite” (Blitz, 12 agosto 2009)
    2. Di Pietro: “Nessun veto su Vendola” (l’Espresso, 8 novembre 2009)
    3. Il Pd ricandida Vendola, no del IDV (Unità, 23 novembre 2009)
    4. Di Pietro: “Vendola ha fallito si faccia da parte”(Paese nuovo, 14 dicembre 2009)
    5. Di Pietro: “la vittoria di Nichi è la vittoria dei cittadini contro la partitocrazia” (corriere del mezzogiorno, 25 gennaio 2010)
    6. Di Pietro: “Auguri Vendola” (Blog di Di Pietro, 25 gennaio 2010)

  21. @Chinasky
    Caro Chinasky, probabilmente mi sono espresso male. Provo a chiarire. Nel merito di quello che lei dice (cioè sul contenuto) io sono d’accordo quasi su tutto. Anche per me, come per lei immagino, il “meno tasse per tutti” e il “più figa per tutti” non sono dei valori, mentre le idee di Vendola sono un pò più vicine a quelli che sono i miei valori. Su questo io e lei siamo abbastanza d’accordo. Non la considero LA VERITA’ INDISCUSSA, ma semplicemente una mia (e probabilmente una sua) opinione.
    Però mi ricordo di una vecchia frase di Voltaire: “non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita affinchè tu possa dirlo”.
    Ecco, a me sembra che molto spesso si usi l’argomento del populismo non per manifestare un disaccordo, ma per delegittimare l’avversario, per squalificarlo, impedirgli di parlare.
    La stessa cosa, invece, ovviamente non si applica agli amici e a se stessi.
    E la cosa mi sembra ben poco democratica.
    Una cosa è dire “Sono d’accordo con te per questi mille motivi” oppure “sono in disaccordo per questi mille motivi”. Altra cosa è dire “Sei populista, quindi quello che dici non ha valore”. E soprattutto mi dispiace quando vedo l’applicazione selettiva di questo atteggiamento.

    @Franca
    Le lascio volentieri l’ultima parola, anche perchè un pò di autoironia la possiedo. E soprattutto perchè lei sembra essere a corto di argomenti, e si rifugia nella presa in giro. Ha vinto lei. Un saluto

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